un senato a numero variabile – la deforma-Costituzione renzina: l’art. 38, cc. 2 e 7 della legge costituzionale – 358

2. Quando, in base all’ultimo censimento generale della popolazione, il numero di senatori spettanti a una Regione, ai sensi dell’articolo 57 della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, è diverso da quello risultante in base al censimento precedente, il Consiglio regionale elegge i senatori nel numero corrispondente all’ultimo censimento, anche in deroga al primo comma del medesimo articolo 57 della Costituzione. Si applicano in ogni caso le disposizioni di cui al comma 1.

qui si rimanda complessivamente all’art. 57 della Costituzione riformata da Renzi e tocca riportarlo tutto nuovamente:

  1. Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
  2. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori.
  3. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due.
  4. La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
  5. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma.
  6. Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonché quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio.

dico nuovamente, perche` di questo articolo mi sono gia` occupato ampiamente (anche troppo), qui:

il Senato e l’incredibile comma 5 (una volta detto comma 22) – la deforma-costituzione renzina art. 57 – 244

https://corpus15.wordpress.com/2016/05/20/il-senato-e-lincredibile-comma-5-una-volta-detto-comma-22-la-deforma-costituzione-renzina-art-57/

e il c. 1 dice:

1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.

in sostanza con questo articolo 38 comma 2 della legge costituzionale voluta da Renzi avremo un senato a composizione numerica variabile.

i numeri assegnati a ciascuna regione e al Senato nel suo insieme possono infatti ulteriormente variare, dopo ciascun censimento.

quindi la prima volta nel prossimo 2021.

. . .

quindi, prima si dice, in Costituzione, che i senatori saranno in tutto 100:

95 nominati dalle Regioni

e 5 dal Presidente della Repubblica.

poi si introducono, con una legge costituzionale fuori Costituzione, diverse variabili che smentiscono la Costituzione stessa:

i risultati dei censimenti

i 5 a tempo e non piu` a vita, che sono nominati dal Presidente della Repubblica solo eventualmente…

e poi si aggiungono anche i senatori a vita gia` nominati fino ad oggi.

. . .

art. 38 della Legge Costituzionale, c. 7.

I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.

. . .

risultato finale: nessuno puo` piu` dire esattamente quanti saranno davvero i senatori.

solo gli Stati Uniti d’America hanno il privilegio di avere 100 senatori esatti.

l’Italia non si sa: dipende…

e poi qualcuno dice che Renzi non e` flessibile!

Renzi non e` flessibile, in effetti, ma il futuro Senato si`.

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