l’autodifesa dei cretini – 379

la principale forma di autodifesa che la natura ha concesso ai cretini e` di non rendersi conto di esserlo.

pensate che sofferenza, che perdita radicale di autostima rendersi conto di non essere in grado di capire.

la natura, pietosa e per niente matrigna in questo caso, lascia il cretino inconsapevole di se`.

anzi, a volte, gli da` perfino una spintarella e combina la cretineria con l’arroganza:

spesso e volentieri il cretino non solo non si accorge di non capire, ma e` convinto anche che siano gli altri a non capire: quelli che ne sanno piu` di lui.

il cretino non ascolta ne` si sforza di capire gli argomenti che dimostrano inconfutabilmente la sua stupidita`.

e` fatica del tutto sprecata, dal suo punto di vista.

per non dire masochismo.

trova molto piu` piacevole confortarsi con la falsa convinzione della propria bravura.

alla natura tutto questo non importa: ha un solo obiettivo, la riproduzione della specie.

non e` che sia buona con i cretini: vuole soltanto che non abbiano traumi e che si moltiplichino anche loro.

. . .

ma siccome siamo tutti cretini, chi piu` chi meno, tutto quel che dico qui sopra si ritorce contro di me, naturalmente.

e contro tutti gli altri che si ritengono un poco intelligenti come me.

essere (credo) un po’ meno cretino di molta della gente che mi circonda non basta ad evitarmi di essere un cretino anche io.

del resto in questo non mi distinguo per niente da un cretino standard,

che di se stesso pensa esattamente la stessa cosa.

e quindi tutto quel che ho detto sopra e` perfettamente applicabile anche a me.

. . .

ma allora, se siamo tutti cretini, non ha senso distinguere nella stupidita` delle persone?

ecco la conseguenza sbagliata,

la piu` cretina di tutte.

esistono delle gradazioni nella scala della stupidita` umana universale.

non prendere coscienza delle differenze e` appunto quel che caratterizza un cretino.

. . .

sei un po’ meno cretino se ti rendi conto esattamente di quanto sei cretino.

considerarsi un cretino non basta.

devi fare la fatica di capire in ogni campo, su ciascun punto, come e quanto sei cretino.

quanto di piu` di alcuni, e dove,

ma anche quanto meno di altri, e dove.

. . .

insomma, anche essere cretini puo` essere molto impegnativo,

se prendi la tua condizione con senso di responsabilita`.

la capacita` generale di capire dipende molto dalla capacita` particolare di capire esattamente quanto non si sa o non si capisce.

in poche parole l’intelligenza credo che non sia altro che una precisa e documentata presa di coscienza di ciascuno di quanto esattamente e` cretino.

. . .

tornate al titolo del post, adesso.

grazie.

 

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6 thoughts on “l’autodifesa dei cretini – 379

  1. C’è chi campa, mangia, scopa e muore. Da un certo punto di vista potrebbe anche essere meglio sai. Perchè chi nella vita è molto riflessivo alla fine fatica di più di questi cretini. Gli stupidi vanno avanti meglio, sono quelli che nelle scuole imparano a memoria e ripetono a menadito. Invece chi fa domande viene odiato. Quindi non so a quale cretino in particolare tu ti riferisca, ma chi è cretino e non sa di esserlo vive molto meglio di noi che stiamo qui a parlarne. Loro campano, scopanp, mangiano, muoiono, e noi qui a disperarci per loro 🙂

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    1. in queste riflessioni borforistiche, per cosi` dire, e in generale nei miei post di argomento simile, prendo qualche spunto dalla vita reale, ma non mi riferisco concretamente agli episodi che mi hanno dato questi spunti.

      a meno che non lo dica esplicitamente.

      mi darebbe fastidio usare il blog per mandare messaggi trasversali, di una reticenza vagamente mafiosa.

      se ho da dire chiaramente in faccia a qualcuno qualcosa, glielo dico e basta: del resto e` abbastanza nota sia qui sia nella vita reale la mia decisa mancanza di peli sulla lingua.

      mi e` gia` capitato che qualcuno o qualcuna si sia riconosciuta nello spunto anche non descritto e si sia sentita offesa obliquamente.

      non e` la mia abitudine: se ritengo di dare giudizio personali lo faccio direttamente e non mi nascondo dietro una specie di anonimato: mi sentirei umiliato a farlo!

      scusa la precisazione.

      quanto a coloro che mangiano, campano, scopano, muoiono – come dici tu – senza porsi altri problemi, io non li invidio affatto; credo che vivano benissimo (almeno spero per loro), dal loro punto di vista, ma non vedo che cosa dovrei invidiare: la loro vita, se la facessi io, per me sarebbe noiosissima e una vera condanna.

      dovrei invidiare chi ha successo o consuma ricchezza?

      e perche` mai? a me non interessano.

      senza nessun integralismo, perche` rispetto le scelte di tutti: facciano la loro vita, che io mi faccio la mia, e spero che anche loro rispettino le mie scelte.

      tu dici che e` pesante?

      puo` essere.

      ma per me sarebbe molto piu` pesante, anzi insopportabile una vita come la loro.

      con questo non sto affatto dicendo che la mia sia meglio, ma e` piu` adatta a me (e forse anche a te), ecco tutto.

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