l’amore ai tempi del colera.

capisci di essere diventato vecchio davvero quando ti accorgi di avere perso l’ingenua fiducia che le persone possano cambiare,

e soprattutto che possa cambiarle tu.

. . .

questo ha anche a che fare con l’innamoramento:

diventa il ricordo di un rito del passato.

. . .

notoriamente, infatti, ci si innamora molto di piu` delle persone per quello che potrebbero essere

che per quello che sono davvero.


17 risposte a "l’amore ai tempi del colera."

  1. Ciao Bortocal, quando arriva l’amore non ti fa pensare a come, quando e perché.
    Se t’innamori ad una certa età ti fa sentire più giovane.
    Commenti, come sempre, interessanti ma non trovo nessun riferimento al titolo
    del post. ? Sbaglio?

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    1. visto che sto tanto a sceverare del come, quando e perche` dell’amore, se ne deduce che non sono innamorato al momento?

      e che neppure prevedo di poterci ricascare?

      nessuno dei miei commentatori fa riferimento al titolo di questo libro, in effetti, che tu ed io conosciamo benissimo.

      e in effetti il tuo nick corrisponde appunto al cognome della protagonista, Fermina Daza.

      si tratta del romanzo di Marquez, che e` poi la storia dell’amore che Florentino Ariza mantiene per Fermian “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese”, dopo che lei ha rotto il suo fidanzamento con lui e prima che lei ritorni con lui, dopo essere rimasta vedova…

      insomma, ho rubato il titolo a Marquez.

      a leggere il mio borforisma tenendo conto del titolo, si potrebbe anche capire che la mia e` una posizione critica rispetto a questa storia inventata da Marquez, del resto stratosferico bugiardo e dunque grandissimo scrittore.

      questo anche se la storia di Marquez poi riguarda una situazione diversa da quella a cui accenni tu:

      non l’innamorarsi quando si e` iologicamente vecchi, ma evidentemente ancora giovani psicologicamente,

      (in questo senso non soltanto l’amore ti fa sentire giovane, come dici tu, ma dimostra che sei giovane almeno psicologicamente)

      ma e` in Marquez un amore nato da giovani che attraversa immutato una intera vita di trasformazioni, come una specie di stella polare interiore…, realizzandosi solo quando i due protagonisti sono diventati anziani.

      ma sono rimasti, evidentemente, entrambi giovani dentro…

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  2. Hai ragione. Credo che ci si tenda ad idealizzare l’altra persona e invece per amare qualcuno forse è necessario non pretendere alcun cambiamento e accettarlo per quello che è. Poi in qualche modo ci si smussa (spero) con il tempo, immagino..

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    1. il tempo e` galantuomo, dicono, ma e` anche bisbetico e imprevedibile.

      a volte smussa gli spigoli dei caratteri che si incontrano.

      a volte li accentua in modo che dall’incontro scaturiscano scintille!

      occorre accettare chi si ama per quello che e`, vero.

      non e` sempre facile capirlo, tuttavia.

      se quasi tutti preferiscono innamorarsi dell’illusione piu` che della persona reale, forse e` anche perche` la persona reale non si sa bene come sia,

      vuoi perche` nasconde la sua natura,

      vuoi perche` a volte neppure lei stessa si conosce abbastnza da saperlo dire…

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      1. Hai assolutamente ragione.
        Anche in questo caso penso che con il tempo la persona reale finisca per venire fuori.. oppure adulterata da rapporti nati distorti..
        Ultimamente mi sto facendo l’idea che il presentarsi in maniera autentica sia la migliore strada, insieme alla comunicazione, per accettare e far accettare i difetti e gli errori. I tentativi di occultamento portano sempre a danni peggiori.
        E’ banale, eppure non si fa mai e si ricade in quello che hai detto tu.

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        1. si`, e` proprio la maturita` che rivela che per stabilire una relazione e` meglio presentarsi per come si e` o almeno per come si crede di essere. 🙂

          e` piuttosto adolescenziale vivere una relazione amorosa come il regno di quel che si vorrebbe essere.

          pero` e` difficile rinunciare a questa tentazione.

          e` lei che fa spesso in modo che la relazione amorosa si stabilisca all’inizio tra due persone abbastanza immaginarie.

          da qui molte catastofi successive, perche` non possiamo essere stabilmente all’altezza del romanzo che ci raccontiamo di essere… 😉

          https://corpus15.wordpress.com/2016/07/02/sua-altezza/

          Piace a 1 persona

  3. A me sembra che ci si innamori quando l’ altro/a tira fuori da te stesso/a la parte migliore della tua personalità. Qualche volta è un’ illusione e qualche volta no.
    Poi ci sono innumerevoli casi di amour fou, ma quello è un altro discorso.

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    1. sto meditando: mi hai un poco spiazzato, come spesso succede.

      da un lato la tua mi sembra la versione al femminile dell’immagine dell’amore che ho dato sopra io.

      versione maschile (mia; maschile nel senso di attiva): ci si innamora di chi pensi di poter cambiare.

      versione femminile (tua, al passivo): ci si innamora di chi pensi che ti cambi, tirando fuori il meglio di te…

      dall’altro lato sei stata piu` ottimista di me, perche` dici che a volte succede…

      e se succede dai due lati contemporaneamente, ecco un amore felicemente ricambiato, si direbbe!

      pero`, un momento: non rinuncio al mio cinico pessimismo tanto facilmente!

      siamo sicuri che il cambiamento che il lato maschile della relazione amorosa spera di riuscire a realizzare sul lato femminile corrisponda a quello che il lato femminile si attende che il lato maschile riesca a realizzare attivamente?

      una volta su mille soltanto le due attese coincidono, direi…

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      1. Boh…non ho capito. Non ho parlato di cambiamento. Anche l’ amicizia per me è così : se con una persona posso esprimere il mio lato migliore, la frequento più volentieri. Mi permette di essere me stessa. Non è che speri nel cambiamento, la componente della mia personalità è già li, ma non può esprimersi con tutti. Questo è evidente: ad esempio non puoi usare le metafore se il tuo interlocutore le intrepreta letteralmente.

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        1. l’equivoco e` nato dalla espressione “tira fuori da te stesso/a la parte migliore della tua personalità”.

          in questo tirare fuori qualche cosa che non era espresso almeno pienamente ho creduto di vedere un cambiamento.

          ora invece precisi il concetto come “permettere di essere se stessi”.

          ma qui non ti seguo affatto piu`: non credo che nessuno abbia bisogno di qualcun altro per essere se stesso.

          siamo noi stessi grazie a noi stessi e basta.

          ma devo dire che ho trovato molto diffuso questo modo di pensare in molte donne.

          non so quanto e` chiaro che esso attribuisce all’uomo un ruolo ancillare.

          a me non pare affatto una buona premessa per una relazione valida.

          sancisce l’inferiorita` femminile (io da sola non riesco ad essere me stessa, devi aiutarmi tu), ma nello stesso tempo pretende di subordinare l’uomo alle proprie esigenze: la tua funzione nel rapporto e` di aiutarmi ad essere me stessa.

          non mi pare un rapporto maturo fra due personalita` compiute che si piacciono per quel che sono…, o per quello che immaginano che l’altra persona sia o possa diventare…

          ma, probabilmente, rileggendoti ancora una volta, a commento finito, non ho capito ancora bene…

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          1. Qui mi sento del tutto fraintesa, ecco. Ho precisato anche nell’amicizia, anche tra persone dello stesso sesso non gay. Mi sembra abbastanza evidente che noi tiriamo fuori lati diversi – e tutti autentici, talvolta- della nostra personalità con persone diverse. Non c’entra nulla il rapporto di soggezione. E’ solo il fatto che siamo realisti e non parliamo di fisica nucleare con un bambino di tre anni e così via. Ma tant’è…

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            1. credo di avere capito male, infatti.

              o forse sono perseguitato dai fantasmi di vecchi rapporti.

              pero` se ci si innamora di chi ci fa esprimere i nostri lati migliori, e anche nell’amicizia e` cosi`, qual e` il punto di stacco, quello che trasforma lo star bene con qualcuno in innamoramento?

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        1. be’, si`, ma questo mi pare un caso diverso.

          sadomasochismo e` amor fou?

          non direi…

          per la masochista che trova finalmente chi la tormenta in modo appagante e` una scelta molto mirata, cosapevole e persino razionale, direi 😉

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            1. ma no, invece, non e` il mio solito gusto del paradosso…

              tu parli cosi` perche` non sei masochista.

              ma prova ad immaginarti di esserlo, per un momento, prova a pensare che il tuo unico modo di sentirti realizzata sessualmente sia l’interesse che prova qualcuno a tormentarti…

              che cosa c’e` di folle a sentirti appassionatamente legata a lui, se trovassi qualcuno che realizza i tuoi bisogni erotici?

              per me l’amor fou e`, ad esempio, quello in cui si vive un attaccamento simile, ma senza essere masochisti, cioe` senza nessun appagamento, e soffrendo solamente…

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