la protesta in India dei dalit, gli intoccabili – 392

potrei limitarmi a un copia e incolla di questa interessante notizia che trovo sulla Stampa, il meno illeggibile dei grandi quotidiani italiani: un articolo di Paolo Pizzati.

ma non riesco a rinunciare ne` a ristrutturarla secondo esigenze di riflessione mie, ne` a commentarla inserendola in una mia linea di pensiero.

inizio comunque con qualche citazione.

. . .

al villaggio di Una, in Gujarat, lo stato da cui proviene il primo ministro indiano Modi, l’11 luglio un SUV nero con a bordo alcuni Gau Rakshaks, vigilantes che proteggono la Vacche Sacre, hanno catturato quattro giovani dalit, la casta degli intoccabili in India, che scuoiavano le carcasse di alcuni bovini, accusandoli di avere ucciso le vacche per mangiarsele. Ma erano carcasse che erano state consegnate per essere spellate, hanno tentato di spiegarsi i Dalit. I Gau Rakshaks non gli hanno creduto, li hanno denudati e presi a bastonate con sbarre di ferro e pali di bambù.

Poi li hanno trascinati fino al villaggio, legati a un’auto e di nuovo frustati, picchiati, derisi per ore sotto gli occhi divertiti di qualche poliziotto. L’errore forse più grave per i torturatori è stato di mettere online il video della missione punitiva, per farsi belli. Subito, le comunità Dalit hanno fatto circolare il video, spedendoselo anche sui gruppi di Whatsapp. Quando i fondamentalisti indù hanno capito il danno, tentando d’eliminare le prove, era troppo tardi, il video era virale. La polizia è stata costretta a intervenire, a fare qualche arresto. Ma la furia e la rabbia dopo decenni, ma in realtà secoli, di soprusi è stata troppa. Più di 20 ragazzi Dalit hanno tentato un suicidio di protesta. Uno di essi è morto ieri.

In risposta è scattato uno sciopero di migliaia di dalit , e dalla loro manifestazione è partita una podyatra, una lunga marcia di protesta che attraverserà lo stato del Gujarat per arrivare nella Festa dell’Indipendenza indiana, il 15 agosto, al villaggio dov’è avvenuto il semi-linciaggio.

Come primo risultato, si è dovuto dimettere il governatore dello stato del Gujarat, anche lui del BJP.

In risposta, un parlamentare del partito fondamentalista al potere, il BJP, ha dichiarato: «Pieno sostegno a chi si assume la responsabilità di insegnare a qualche Dalit ribelle delle importanti lezioni».

. . .

il primo ministro indiano Narendra Modi e` stato per tre volte primo ministro del Gujarat, da dove ha costruito le basi del suo potere e all’origine di queste proteste e la sua politica condotta prima nello stato e oggi a livello federale.

Modi era primo minsitro del Gujarat nel 2002, quando a Godhra più di mille musulmani furono uccisi e centinaia costretti a fuggire a causa delle violenze scoppiate dopo che 59 pellegrini indù erano morti in un incendio su un treno; e non fece nulla per fermare il massacro.

parlare di massacri che subiscono gli islamici non e` molto di moda in Europa di questi tempi, eppure ce ne sono in atto nel mondo di persecuzioni contro gli islamici; ricordo sempre quelle condotte dagli integralisti buddisti in Myanmar, dove si svolgono autentici progrom contro la minoranza islamica…

quanto ai dalit, sono la casta inferiore della religione induista: gli straccioni, gli spazzini, gli spala-fogne.

. . .

Modi e` stato eletto primo ministro dell’India nelle elezioni di due anni fa; era il candidato  della coalizione Alleanza Nazionale Democratica, creatasi attorno al BJP, il Partito del Popolo Indiano, ed ha estromesso dal potere lo storico Partito del Congresso, centro sotrico oramai di u na ineliminabile corruzione.

nonostante il nome della sua coalizione, Modi e` l’espressione della destra indiana, ha posizioni autoritarie, sta limitando la liberta` di stampa, e` portatore di una visione politica fondata sull’esasperazione dell’integralismo religioso induista; comje ciliegina sulla tora aggiungete che da giovane ha militato nel movimento paramilitare di estrema destra hindu.

quello stesso che assassino` Gandhi nel 1947, per intenderci, ed e` ancora attivo, anche se messo tre volte fuori legge, l’ultima nel 1992, dopo la distruzione di una moschea.

. . .

insomma non ci sarebbe nulla di strano in questo successo politico di Modi.

siamo nel mondo dove governano

Xi Jinping in Cina (al potere dal 2012),

Putin in Russia (rieletto nel 2012, ma al potere in varia forma dal 1999),

Erdogan in Turchia (eletto presidente nel 2014, ma gia di fatto leader del paese dal 2002),

Abe in Giappone (dal 2012, dopo essere stato gia` primo ministro dal 2006 al 2007),

Al Sisi in Egitto (dal 2013, dopo il colpo di stato):

il dispotismo asiatico avanza.

e col sostegno dei loro popoli…

. . .

e vogliamo dimenticare papa Francesco?

al potere a sua volta dal 2013, in una coincidenza temporale che stupisce e dopo una delle crisi piu` anomale del potere vaticano…

certamente non del tutto assimilabile ai personaggi precedenti, ma non privo di significativi tratti comuni…

e, per non farci mancare nulla, anche in Italia, in contemporanea, e` al potere Renzi, dal 2014.

. . .

per tutti questi personaggi gli ingredienti di un mix garante di un solido successo e di un appoggio convinto della maggioranza dell’opinione pubblica sono:

autoritarismo e rigoroso controllo mediatico,

integralismo a sfondo religioso o appoggio ai particolari pregiudizi del paese

(il giapponese Abe, militarista, per esempio, ha costruito il suo successo con una campagna contro l’educazione sessuale nelle scuole),

ma anche dinamismo economico e successo del paese.

populisti, dunque?

direi di si`, nel senso peggiore del termine…

. . .

(da questo punto di vista il nostro Renzi e` tuttavia un’eccezione:

ha gli altri requisiti,

ma gli mancano, almeno al momento, il successo economico e l’appoggio popolare convinto:

ma lasciategli il tempo di costruirsi il consenso mediatico e non vi deludera`).

. . .

alcuni tratti personali dei leader come lo spiccato narcisismo, il culto della personalita`, la rozzezza della visione politica e l’autoritarismo grossolano, assieme alla comujicazione mediatica diretta col popolo, sono un dato comune di questa nuova linea politica che avanza, e che l’Occidente al momento piu` che altro subisce, non determina.

segno della novita` dei tempi e dello spostamento del baricentro del mondo verso l’Asia…

ma anche di un generale spostamento a destra degli equilibri politici mondiali:

una destra nuova, pero`, nazionalista e autoritaria,

non liberista ma democratica come la destra occidentale degli anni Ottanta (Reagan e Thatcher).

alla quale faceva riferimento piu` che altro Berlusconi in Italia: al quale mancavano in realta` quei tratti profondi cripto-dittatoriali che in Renzi sono invece evidenti…

anche se poi Berlusconi stesso ci appare in alcuni tratti anticipatore di questa nuova tendenza,

che ora trova la sua massima espressione in Occidente nella candidatura americana di Trump.

. . .

Modi sta stravolgendo l’India allo stesso modo degli altri leader andati al potere in questi ultimissimi anni.

anche Modi promette soprattutto successo economico.

ma la sua politica contro tutte le minoranze sta minando pericolosamente le basi storiche stesse dell’India.

Ai Dalit si sono unite anche le associazioni musulmane, categoria colpita dalla «caccia al carnivoro» da quando il fondamentalista Modi è al potere. A settembre, un musulmano la cui famiglia era accusata di mangiare manzo è stato linciato dalla folla. In marzo, due commercianti di bestiame sono stati linciati a Jharkhand.

lo storico Sunil Khilnani ha dichiarato a La Stampa:

C’è un filone storico che vuole rivendicare la purezza, come l’Hindutva dei fondamentalisti.

La diversità non è una minaccia, ci dà una forza strutturale di elasticità.

Siamo una nazione bastarda.

Questa è la nostra forza, non una debolezza. 

ma nel mondo queste idee sembrano sempre di piu` sbagliate.

e queste stesse proteste, al momento, sono limitate ad uno dei 29 stati e 7 territori che costituiscono l’India.

. . .

e il vostro blogger che ha in vista per l’anno prossimo il suo settimo viaggio in India?

gia` progettato, prima di leggere queste notizie, dal Kerala proprio al Gujarat…

 

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2 thoughts on “la protesta in India dei dalit, gli intoccabili – 392

    1. quasi tutta copiata, dai…

      con qualche mix da wikipedia e altro.

      solo non vorrei che fosse sembrata una lezione.

      che cos’altro dovro` fare per scrollarmi di dosso l’immagine dell’insegnante che sono stato?

      Mi piace

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