nessuna fretta di dire si`: unioni civili avventate – 396

il 5 giugno di quest’anno, come noto, e` entrata in vigore la legge Cirinna` sulle unioni civili omosessuali e sulla regolamentazione delle convivenze di fatto sia etero- che omosessuali.

era stata approvata in via definitiva il 20 maggio.

ma l’entrata in vigore e` al momento puramente teorica, dato che, per potere applicare concretamente la legge, sono necessari ulteriore decreti applicativi.

lo dice la legge stessa.

. . .

art. 1
c. 28. Fatte salve le disposizioni di cui alla presente legge, il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti legislativi in materia di unione civile tra persone dello stesso sesso nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) adeguamento alle previsioni della presente legge delle disposizioni dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni;
b) modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l’applicazione della disciplina dell’unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all’estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo;
c) modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti.
c. 29. I decreti legislativi di cui al comma 28 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
c. 30. Ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 28, a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri, e’ trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su di esso siano espressi, entro sessanta giorni dalla trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine il decreto puo’ essere comunque adottato, anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l’espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 28, quest’ultimo termine e’ prorogato di tre mesi. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione.
Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.
c. 31. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo adottato ai sensi del comma 28, il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive del decreto medesimo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al citato comma 28, con la procedura prevista nei commi 29 e 30.

(. . .)

c. 34. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile nelle more dell’entrata in vigore dei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 28, lettera a).

. . .

ho citato questo lungo passaggio della legge perche` sia chiaro che esso prevede procedure che possono durare perfino quasi un anno, prima che possa essere attuata concretamente in tutti i suoi aspetti.

ad esempio, un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri deve comprendere le istruzioni riguardanti un aspetto tanto pratico quanto importante: quello relativo ai registri che dovranno essere presenti nell’archivio dello Stato Civile:

quelle definitive, oltre a quelle provvisorie,

che dovevano essere emanate entro 30 giorni, cioe` essere in vigore da oltre un mese

. . .

a giugno il ministero dell’Interno aveva assicurato che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe stato pubblicato entro pochi giorni.

in realta` il Ministero dell’Interno, presieduto da Alfano, e quindi in mano al centro-destra, non ha mantenuto la promessa.

il 9 luglio Renzi aveva assicurato che i tempi per l’emanazione di un unico decreto attuativo sarebbero stati rapidi.

e infatti quello stesso giorno il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, aveva trasmesso il testo al Consiglio di Stato, per il previsto parere.

se ne occupava la Sezione “atti normativi” del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini, ex ministro degli Esteri.

 . . .

si scrisse allora che il provvedimento sarebbe stato rispedito entro una settimana con il parere sul profilo della legittimità e del merito.

il parere positivo del Consiglio di Stato e` arrivato il 21 luglio.

il 23 luglio Renzi ha effettivamente firmato il Decreto.

quello del c. 34 sui registri dell’archivio dello stato civile, oppure l’altro?

il Decreto entrera` in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,

ma prima che questo avvenga occorrono i pareri di Camere e Senato, attraverso le loro commissioni, come visto sopra…

che cosa sia successo dopo non risulta chiaro, le Camere sono gia` in ferie, mi pare, o quasi:

non e` che la stampa si preoccupa di dare una informazione precisa e professionale alle migliaia di persone in attesa.

e anche io vagolo tra informazioni confuse e poco chiare e non riesco a fare chiarezza fino in fondo, come vorrei.

. . .

nel frattempo qualche sindaco ha cominciato a celebrare ugualmente qualche cerimonia di unione civile:

il sindaco Appendino a Torino, per una coppia omosessuale in cui un coniuge, malato di cancro, rischiava di non arrivare al momento che aspettava da tempo.

provvedimento chiaramente definito per motivi di emergenza, come pubblicamente dichiarato

meno chiaro il comportamento del sindaco Sala a Milano,

che ha iniziato a celebrare un paio di unioni civili, sembrerebbe senza nessuna motivazione particolare…

non e` una scelta particolarmente felice…

. . .

cito Renzo Calvigioni dell’Anusca, l’associazione nazionale ufficiali di stato civile e d’anagrafe, sulle pagine del Sole 24 Ore:

«Chi volesse procedere a ogni costo rischia di ottenere un atto privo di alcuni requisiti formali particolarmente rilevanti, il che potrebbe anche avere conseguenze sulla validità ed efficacia dell’istituto».

. . .

altri hanno sottolineato questi aspetti:

Tra le incognite presenti al momento anche l’assenza della formula relativa al “rito” dell’unione civile e la scelta del cognome.

In base a quanto previsto dalla legge, i partner dovranno presentare una dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile attraverso la quale comunicare la decisione di assumere un cognome comune. Si potrà scegliere liberamente quale utilizzare tra i due. Il problema è che ad oggi non si conosce ancora nei dettagli la procedura.

Insomma, riassumendo: per celebrare ufficialmente le prime unioni civili, occorrerà attendere i decreti attuativi.

Da sottolineare che le incertezze non riguardano solo le coppie gay e lesbiche che intendono unirsi civilmente, ma anche i conviventi. Perché? Perché nonostante la legge imponga di accettare le dichiarazioni di convivenza, non c’è neanche in questo caso un registro in cui inserirle, né tanto meno il modello da utilizzare per la presentazione delle istanze. Nessuno lo ha predisposto.

Non va meglio per il contratto di convivenza, volto a regolare rapporti patrimoniali fra i partner. La legge stabilisce che esso debba essere predisposto da un avvocato o da un notaio. Al suo interno dovranno essere indicate indicare le decisioni di materia economica. Il professionista avrà poi dieci giorni di tempo dalla stipula del suddetto contratto per procedere alla trasmissione del documento al Comune di residenza della coppia e quest’ultimo dovrà a sua volta registrarlo.

In questo ambito, lo scorso 1° giugno, il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare contenente le linee guida che gli uffici anagrafici dovranno rispettare: il contratto di convivenza dovrà essere registrato sia nella scheda di famiglia dei conviventi sia nelle loro schede personali anagrafiche.

. . .

intanto la stampa e i media danno notizia di queste iniziative isolate facendo intendere invece che la procedura e` gia` stata definita e che la legge Cirinna` e` entrata in concreta applicazione.

semplicemente, non e` vero.

e` pura propaganda ingannevole.

ma forse qualcuno spera che un si` tiri l’altro.

quello davanti all’ufficiale di stato civile

– sul quale occorre sempre meditare sempre molto bene, prima di dirlo 😉

– e quello in un referendum sempre piu` lontano…

. . .

non mi meraviglia affatto:

la legge sulle unioni civili, fatta malissimo, e` il trionfo del pressapochismo e della pubblicita` ingannevole.

che tutto proceda su questo binario e` perfettamente normale e coerente con la legge stessa.

oltre che col modo di agire di chi ci governa al momento…

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