salvare le banche? si`, nazionalizzandole… – 397

Marco Patarnello, magistrato del Tribunale di Roma.

un intervento di rara chiarezza, da condividere totalmente.

concetti di una evidenza assoluta, direi quasi banali.

se non ci fosse una santa alleanza bancaria, che domina i media,

e che e` anche interessata a metterli in sordina.

. . .

Caro direttore,

l’opinione pubblica sembra stanca di interventi in favore delle banche e ci chiediamo perché.

La deflagrazione che il fallimento di una banca, magari dell’importanza di Monte dei Paschi di Siena, creerebbe nel tessuto economico costringe lo Stato ad un intervento.

Ma quale?

Faccio il magistrato al Tribunale di Roma e ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita professionale alle misure di prevenzione patrimoniali:

sequestro e confisca di patrimoni mafiosi o costruiti illecitamente,

un’attività svolta mettendo sotto la lente di ingrandimento gli ultimi venti o trent’anni di vita imprenditoriale, economica, lecita e illecita di malavitosi, corrotti e criminali.

Patrimoni di decine o centinaia di milioni di euro accumulati illecitamente.

In ognuno di questi processi abbiamo sempre trovato un grosso mutuo, un finanziamento o un prestito concesso da istituti bancari.

Prestiti spesso concessi in evidente malafede, senza le garanzie minime, in situazioni in cui nessun cittadino “normale” avrebbe avuto accesso al credito.

Con la conseguenza che spesso il Tribunale esclude tali crediti delle banche dal novero di quelli che devono essere soddisfatti con il denaro confiscato ai malavitosi.

Una mole di attività bancaria svolta chiaramente facendo affari spregiudicati, prestando denaro a chi non dava nessuna garanzia, se non quella di entrate illecite.

Negando, invece, i prestiti a chi non aveva garanzie fantasmagoriche, come ha potuto constatare chiunque, da persona comune, abbia chiesto un finanziamento o un mutuo in questi anni.

E, si badi, questo non da parte delle sole banche di serie B o di provincia.

Non sono in condizione di fare un’analisi statistica o completa, ma poche banche mi sono parse estranee a questo modo spregiudicato e rischioso di fare impresa.

. . .

Ora che la situazione economica è più difficile si scopre che i crediti di molte banche sono in sofferenza, non sono garantiti e si prende in considerazione di risolvere il grave pericolo insito nel fallimento di queste imprese mettendo denaro pubblico.

Quando si guadagna ci si ricorda di essere un’impresa, quando si perde si socializzano le perdite.

Non può funzionare così.

Il fallimento di una banca è senza dubbio un rischio grosso per l’economia di un territorio o anche dell’intero paese, se la banca è grande.

È ragionevole impedire che ciò accada.

Ma non a qualsiasi costo e non regalando, sostanzialmente, il denaro ad un’impresa, anche se si trattasse di denaro dell’Europa o parzialmente dello stesso sistema bancario.

Perché il patto sociale regga, investire denaro pubblico non può essere un regalo.

Se una banca non ce la fa con le sue forze si nazionalizza, si risana e si rivende.

Questo ha un senso per la collettività.

E non è una bestemmia anticapitalista e antimoderna più di quanto non lo sia regalare denaro pubblico ad un imprenditore, che per di più ha dimostrato di farne cattivo uso.

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5 thoughts on “salvare le banche? si`, nazionalizzandole… – 397

  1. Scusa, ma sono in totale disaccordo con il giudice. Forse il fenomeno che denuncia cioè la collusione tra patrimoni malavitosi e finanza bancaria sarebbe meno probabile con banche pubbliche nazionalizzate? La soluzione è il bail-in senza sconti e deroghe è una magistratura più efficiente e fedele che recupera i crediti rapidamente, stronca realmente l’economia illegale impedisce l’arricchimento dei liquidatori fallimentari. L’Europa e le sue regole sono la speranza del nostro paese non i pasticci grilliformi.

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    1. caro Raimondo, questa volta sonoanche io in dissenso con te, come del resto e` ovvio dato che sono d’accordo col giudice, colmquale ti dichiari in dissenso.

      1. prima di tutto la nazionalizzazione delle banche quando lo stato se ne assume i debiti non e` affatto un pasticcio grilliforme, ma una misura di ovvio buonsenso realizzata dopo il 2008 addirittura sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito, figurati.

      per non parlare delle straordinarie scelte attraverso le quali l’Islanda ha gestito e superato quella crisi: https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_finanziaria_islandese_del_2008-2011

      che hanno seguito alla lettera la strategia proposta dal giudice: lo stato ha rilevato le bance decotte, le ha risanate e poi le ha rivendute guadagnandoci.

      noi invece stiamo versando nelle banche le tasse pagate da tutti i cittadini, senza modificarne la gestione.

      che, come rivela questo addetto ai lavori, e` stata semplicemente malavitosa.

      in buona sostanza il governo Renzi si conferma un governo malavitoso, volto a mantenere il potere del malaffare sull’Italia.

      pero` mi stupisco sempre come facciano presa gli argomenti della propaganda dei media contro il buonsenso, fatto passare per pericolosissimo grillismo.

      (ovviamente in questo modo stanno anche tirando meravigliosamente la volata a Grillo, ma credo che sia stupidita`, oppure speranza di riuscire a comperarsi anche il nuovo cavallo del post-Renzi imminente).

      2. passando a quello su cui invece siamo totalmente d’accordo: anche io difendo il bail-in, incondizionatamente, come te.

      sono i truffatori delle banche che devono rispondere delle truffe compiute ed e` un misfatto che debano essere i contribuenti a por mano al portafoglio per risarcire i truffati.

      questi mascalzoni hanno accumulato sufficienti ricchezze per rispondere prima di tutto in proprio.

      e per il resto chi ha speculato con le banche si assuma le proprie responsabilita`, e che cavolo!

      su questo, se occorre dirlo, sono in disaccordo con l’agitazione demagogica grillina, che trovo molto confusa…

      ma la campagna mediatica contro il bail-in e` l’altro lato della medaglia della difesa del malaffare politico-bancario appena vista al punto precedente.

      3. ma allora, come e` possibile che io sia completamente d’accordo con te, oltre che col giudice?

      mi sono riconglionito del tutto?

      no, semplicemente il bail-in doveroso e su cui fortunatamente l’Europa tiene abbastanza duro, imponendocelo, non e` affatto incompatibile con la nazionalizzazione delle banche decotte di cui comunque lo stato si assume i debiti residui.

      anzi, questi sono proprio i due lati speculari della stessa linea politica.

      riportare la legalita` nel paese, visto che l’illegalismo e` la sua pietra al collo, anche dal punto di vista economico.

      4. a meno che non scegliamo la strada opposta: uscire dall’Unione Europea e diventare la capitale del malaffare mondiale.

      molti spingono in questa direzione, direi…

      economicamente parlando forse funzionerebbe anche, purtroppo.

      ciao, e grazie del commento!

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      1. A volte piccole sfumature fanno la differenza. Forse sono uno di quelli che subiscono la propaganda antigrillina ma continuo ad essere convinto che la grande pericolosità del grillismo stia proprio nel minestrone, o pasticcio, di buone idee e di sani principi che mascherano un sottofondo per me inaccettabile. In questo caso il punto debole della proposta del magistrato, che forse non è affatto grillino, sta proprio nella presunzione che una gestione statale delle banche possa evitare quelle commistioni malavitose che denuncia. Forse il magistrato dimentica l’analoga gravissima crisi dell’inizio anni ’90 in cui il sistema bancario, prevalentemente pubblico, si presentò piuttosto acciaccato ed inefficiente, almeno così sembrò.

        Al magistrato sfugge forse che la distrazione di fondi, gli impieghi discutibili dipendono sia della stagnazione economica sia soprattutto dal tipo di economia che ci caratterizza: immobili, immobili, immobili. Per avere rendimenti occorre che i prezzi salgano altrimenti le case rimangono invendute e chi dispone di denaro trova altri impieghi finanziari. Quindi per salvare le banche occorre avere una idea di sviluppo che non sia solo consumi e case ma infrastrutture e produzione di manufatti e di servizi. Qual è il sottofondo sottinteso dal magistrato: lo stato dispone di un capitale infinito e non può fallire e allora può salvare le proprie banche. Se si resta in Europa questo non è vero perché la Banca d’Italia non può stampare moneta, quindi il non detto è: usciamo dall’Europa, stampiamo lire e salviamo le banche.

        Altro punto di dissenso: mafia, mafia, mafia tutto il male sta nelle organizzazione criminali che inquinano la nostra economia e parte della politica. Vero, verissimo. Ma siamo certi che tra i crediti incagliato le società o gli individui ‘mafiosi’ siano i principali responsabili? Quanto pesano gli incapaci, i furbetti, i piccoli giocatori d’azzardo? Quanto pesa il piccolo risparmiatore che fa speculazioni avventate, compra l’azione della banca per ottenere il piccolo mutuo, compra l’obbligazione che rende il doppio di quelle di mercato perché è amico del direttore? Il Bail-in ha messo il sale sulla coda di questo popolo di anzianotti che settimanalmente frequentano il proprio borsino …

        Un ultimo punto di dissenso con il magistrato: nel suo ragionamento i crediti incagliati sono trattati come perdite irrecuperabili da ripianare. Un banale falso che avalla l’operazione di destabilizzazione in atto per svendere dei gioielli al migliore offerente che è pronto a ingoiare nuovi bocconi italiani. La BCE ha chiarito in questi giorni la questione in modo chiarissimo: l’inefficienza del nostro sistema economico sta anche nei tempi molto lenti del recupero crediti. Un sistema giudiziario che impiega decenni a dirimere controversie civili, liquidare fallimenti e che non riesce a reprimere la malavita rende i crediti incagliati una vera mina pericolosissima che allontana investitori italiani e stranieri. Prodi quasi un mese fa affrontava il problema dei mutui dei piccoli risparmiatori che comprano casa. E’ ovvio che se ogni giorno i giornali enfatizzano e aumentano l’ammontare dei crediti incagliati presentandoli come capitali distrutti, la quotazione delle azioni delle banche diminuiscono più o meno gradualmente finché il valore di mercato della banca non è più in grado di garantire la restituzione dei depositi dei risparmiatori se i mutuatari non restituissero quanto hanno avuto in prestito.

        Insomma siamo di fronte a un problema molto complesso di cui so solo intuire la portata: enormi interessi legalissimi e non necessariamente mafiosi e malavitosi per appropriarsi di beni che sono pubblici anche se non statali.

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        1. scusa, raimondo, il grillismo qui non c’entra, non c’entra il populismo e sfrondiamo la discussione del troppo e del vano.

          la nazionalizzazione delle banche e` uno degli obiettivi storici del socialismo, non di Grillo.

          ma togliamo di mezzo anche questo aspetto.

          semplicemente e` soltanto civile che, se ripianiamo i debiti delle banche con le nostre tasse, ne diventiamo anche proprietari almeno pro quota e che non siano soldi a fondo perduto.

          questa e` elementare civilta` e semplice rifiuto del medioevo dei nuovi signori della finanza, che vorrebbero imporci i loro nuovi balzelli feudali.

          per interposti partiti democratici, ovviamente.

          possibile che la propaganda di regime faccia una presa tale da accecare con paure indotte?

          Trump (non Grillo) propone come rimedio della crisi del debito americano di cancellare il 50% del debito pubblico.

          lo dice Zucconi in una riga dal sen fuggita di un suo articolo.

          orribile populismo oppure lampo di buonsenso in un pazzoide mezzo fascista?

          comunque dico: bravo, bravissimo: era ora che a quei livelli cominciasse a circolare qualche proposta del genere.

          oggi tutti ammettono che l’unico modo di risolvere davvero la crisi greca un anno fa era appunto una misura del genere…

          ma allora chi ha appoggiato Varoufakis quando continuava a chiederlo?

          la sinistra e` morta, caro il mio Raimondo: e` diventata il cane da guardia del sistema finanziario.

          esattamente come un secolo fa votava compatta o quasi per l’ingresso nella prima guerra mondiale in Francia e in Germania.

          non c’e` da meravigliarsi se la gente si sposta altrove politicamente.

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