il rinvio di fatto della riforma al prossimo parlamento: l’art.41 e ultimo della legge costituzionale – 399

l’ultimo articolo della legge costituzionale Renzi-Boschi e` in fondo il piu` importante perche` definisce i tempi concreti di realizzazione della riforma, se approvata al referendum…

ora, non posso nascondere la mia sorpresa:

arrivato alla fine, verifico che questa deforma-Costituzione e` soltanto uno specchietto per le allodole.

soltanto la non elettivita` del Senato e alcuni provvedimenti minori avranno realizzazione immediata.

ma la realizzazione della parte stragrande della Costituzione, con tutte le complessissime disposizioni applicative, e` rinviata alla prossima legislatura:

se ne parlera` dunque soltanto dopo la meta` del 2018 (almeno secondo i piani),

e l’insieme delle decisioni occupera` un tempo non trascurabile del prossimo palamento.

. . .

mi chiedo che cosa significa questo.

quale e` il senso di una paralisi del parlamento per quasi due anni e adesso di una battaglia politica di mesi per il referendum, per discutere di una riforma che non verra` attuata altro che fra due anni?

. . .

ammetto di non riuscire a capire bene il senso di questa manovra, pero` riesco a trovare una spiegazione sola.

questa deforma-Costituzione serve soltanto a concentrare tutto il potere decisionale di fatto nella sola Camera dei Deputati.

la prossima Camera dei Deputati, secondo il disegno di chi ha fatto approvare questa legge, sara` in grado di intervenire sulla Costituzione in maniera ben piu` radicale, rimaneggiandola di nuovo a proprio arbitrio e piacimento.

. . .

insomma, questo referendum da un lato decide poco o niente, perche` le parti che della nuova Costituzione che entreranno davvero in vigore sono poco significative, a parte il ridimensionamento dei poteri di un Senato che non sara` piu` elettivo.

ma dall’altro lato decide tantissimo, perche`, una volta passata la riforma, Renzi avra` via libera per fare qualunque cosa gli passera` per la fervida mente.

insomma, il referendum non chiede in realta` davvero di approvare questa deformazione della Costituzione, anche nei suoi rari aspetti positivi.

chiede di creare le condizioni di cambiare la Costituzione arbitrariamente al partito di maggioranza relativa.

ma su quali linee nessuno davvero lo sa.

. . .

anche perche` nessuno sa veramente dire oggi quale sara` il partito di maggioranza relativa alle prossime elezioni.

di nuovo Renzi?

Grillo?

Parisi?

consegneremo la nostre democrazia, trasformata in regime, ad uno di questi personaggi?

o forse a qualche altro che emergera` tumultuosamente nei prossimi mesi?

e nessuno sa bene chi sara` e che cosa proporra`…

. . .

Art. 41

La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno seguente a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione. Le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere, salvo quelle previste dagli articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11 e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che sono di immediata applicazione.

. . .

ecco dunque le parti della deforma-Costituzione renzina che entrerebbero in vigore subito se Renzi vincesse il referendum:

ART. 28.   (Soppressione del CNEL).
L’articolo 99 della Costituzione è abrogato.

ART. 35.  (Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza).
All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza ».

ART. 39.   (Disposizioni transitorie).

c. 3. Nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, sciolte entrambe le Camere, non si procede alla convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Senato della Repubblica.

c. 7. I senatori a vita in carica alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale permangono nella stessa carica, ad ogni effetto, quali membri del Senato della Repubblica.

c. 11. In sede di prima applicazione, nella legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, su ricorso motivato presentato entro dieci giorni da tale data, o entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica, le leggi promulgate nella medesima legislatura che disciplinano l’elezione dei membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono essere sottoposte al giudizio di legittimità della Corte costituzionale. La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. Anche ai fini di cui al presente comma, il termine di cui al comma 6 decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano conformano le rispettive disposizioni legislative e regolamentari a quanto ivi stabilito.

ART. 40.   (Disposizioni finali).

c. 1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) è soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del CNEL, per le attività relative al patrimonio, compreso quello immobiliare, nonché per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.

c. 2. Non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.

c. 3. Tenuto conto di quanto disposto dalla presente legge costituzionale, entro la legislatura in corso alla data della sua entrata in vigore, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica provvedono, secondo criteri di efficienza e razionalizzazione, all’integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione. A tal fine è istituito il ruolo unico dei dipendenti del Parlamento, formato dal personale di ruolo delle due Camere, che adottano uno statuto unico del personale dipendente, nel quale sono raccolte e coordinate le disposizioni già vigenti nei rispettivi ordinamenti e stabilite le procedure per le modificazioni successive da approvare in conformità ai princìpi di autonomia, imparzialità e accesso esclusivo e diretto con apposito concorso. Le Camere definiscono altresì di comune accordo le norme che regolano i contratti di lavoro alle dipendenze delle formazioni organizzate dei membri del Parlamento, previste dai regolamenti. Restano validi a ogni effetto i rapporti giuridici, attivi e passivi, instaurati anche con i terzi.

c. 4. Per gli enti di area vasta, tenuto conto anche delle aree montane, fatti salvi i profili ordinamentali generali relativi agli enti di area vasta definiti con legge dello Stato, le ulteriori disposizioni in materia sono adottate con legge regionale. Il mutamento delle circoscrizioni delle Città metropolitane è stabilito con legge della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la Regione.

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