le sragioni di Violante sul referendum costituzionale – 419

l’Huffington Post pubblica un interessante articolo di Luciano Violante.

direi che e` importante esaminarlo, perche` per la prima volta, pare a me, troviamo qualche argomentazione per niente becera (al massimo poco fondata).

Violante e` per il si` al referendum, ma non e` ne` nel filone Cacciari (la deforma-Costituzione e` una schifezza, ma la voto lo stesso), ne` nel filone Boschi (e` scritta male, ma intanto approvatela e poi la correggeremo), ne` nel filone Bersani (votiamo si` solo se cambiate la legge elettorale: e che cavolo c’entra?).

Violante e` per un si` (abbastanza) convinto, finalmente:

quindi per l’unico si` veramente apprezzabile, direi.

a maggior ragione esaminiamo i suoi argomenti.

. . .

premessa sua:

Il referendum non è il giudizio universale, ma non è una scelta banale.

da condividere.

Sono sbagliate le previsioni catastrofiche dei sostenitori dell’una o dell’altra alternativa in caso di vittoria degli avversari.

da condividere anche questo:

tra l’altro la riforma e` scritta cosi` male che dovra` comunque essere ridiscussa in molti passaggi importanti.

e` nelle correzioni che un parlamento fuori controllo democratico, per una legge elettorale abominevole, potrebbe davvero fare disastri.

ma per ora, se passasse il SI`, avremmo soltanto una Costituzione scritta male e pericolsamente priva di contrappesi interni rispetto al potere di un partito e di un uomo solo (chiunque egli poi sia).

Occorre guardare i contenuti della riforma, se essi, al di là delle imperfezioni tecniche, segnano davvero un miglioramento.

d’accordo anche su questo direi, tranne che per un aspetto.

e` un ragionamento molto strano questo: che dobbiamo valutare un testo tecnico, come e` (anche) una Costituzione aldila` delle sue imperfezioni tecniche.

strano questo boschismo di ritorno.

dove era Violante, che ha qualche voce in capitolo come ex magistrato, quando le imperfezioni tecniche venivano approvate?

ha scritto qualche articolo per chiedere di correggerle?

perche` scrive un articolo solo adesso per chiederci di approvare quelle imperfezioni riconosciute e non corrette per tempo?

. . .

secondo Violante il SI` dovrebbe nascere dal fatto che la riforma risponde positivamente a questi interrogativi:

L’instabilità, dodici governi negli ultimi venti anni, verrà finalmente superata?

Cesserà il dominio del Governo sul Parlamento con la sequenza decreti legge-maxiemendamenti-fiducia?

Le grandi infrastrutture strategiche saranno finalmente decise a livello centrale?

Si potranno riattivare forme di partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche?

vediamole una per una.

. . .

punto primo: Violante vede una grande instabilita` dei governi negli ultimi venti anni.

a me non pare: nel 2006 vinse le elezioni Prodi e governo` due anni; le vinse per 25.000 voti e smise di governare quando il Partito Democratico che lo aveva candidato, di fatto gli tolse l’appoggio: questa volta lo fece Veltroni; dieci anni prima lo aveva fatto D’Alema.

nel 2008 le elezioni le vinse Berlusconi, che cadde tre anni e mezzo dopo, ma non certo per superficiali motivi di tattica parlamentare, ma per una crisi che aveva forti componenti economiche, e anche del tutto esterne al paese, direi.

ci sono stati due governi difficili di transizione, quello di Monti e quello di Letta; poi da allora governa Renzi, oramai da due anni e mezzo.

dov’e` poi tutta questa pericolosa instabilita`?

Violante vorrebbe una Costituzione cosi` rigida e autoritaria da impedire che Berlusconi si dimettesse nel 2011 o che Prodi fosse silurato dai suoi nel 2008?

ma questo e` un problema di scelte politiche, non di Costituzione.

abbiamo gia` avuto una forma costituzionale molto rigida e uno che ha governato ininterrottamente per 23 anni: si chiamava Mussolini.

il modello e` questo?

se non e` questo, l’Italia ha un grado di instabilita` inevitabile, dato il momento storico, e non e` neppure opportuno che ne abbia uno piu` alto.

. . .

punto quarto, secondo Violante (che lui esamina addirittura per primo):

Poiché una delle grandi difficoltà delle democrazie occidentali è costituita dalla estraneità dei cittadini alla politica, dovrebbe essere particolarmente sottolineata quella parte della riforma che riconosce il diritto dei cittadini al referendum propositivo e a vedere prese in esame entro un determinato termine le proposte di legge di iniziativa popolare, che oggi finiscono in un cestino.

qui Violante, sinceramente vaneggia, oppure fimge di farlo: la riforma Renzi non fissa alcun termine per l’esame delle proposte di legge di inziativa popolare, ma lo demanda ai regolamenti parlamentari.

non ci voleva molto a metterlo in Costituzione con un piccolo disegno di legge ad hoc:

un termine di tre mesi, ad esempio?

se poi aggiungiamo che la riforma innalza a 150.000 le firme necessarie per presentare un progetto di legge, mi pare che ci vuole una bella fantasia (eufemismo per dire: faccia tosta) per dire che favorisce la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche.

. . .

Violante fa anche un confronto con la riforma costituzionale di Berlusconi del 2005, bocciata dal referendum costituzionale del 2006.

Quella riforma aveva aspetti preoccupanti: il presidente del Consiglio avrebbe potuto addirittura sciogliere direttamente la Camera dei deputati, tenendola quindi sotto costante ricatto. È stato un bene bocciarla.

a parte questo punto, e` facilmente verificabile da chiunque con una lettura diretta che la riforma renzina ripete abbastanza da vicino la riforma berlusconiana, spesso peggiorandola ulteriormente.

se e` stato un bene bocciare la prima, perche` non sarebbe un bene bocciare la seconda, quasi identica?

. . .

La fiducia è data e può essere tolta dalla sola Camera dei Deputati, come avviene in tutte le democrazie parlamentari.

gia`: concordo su questo.

ma sarebbe bastata una legge di un solo articolo e di consenso universale per farlo.

perche` si e` voluto stravolgere la seconda parte della Costituzione da cima a fondo per farlo?

e soprattutto perche` dobbiamo accettare questo stravolgimento globale per un risultato circoscritto, che poteva e potrebbe essere approvato in poco tempo e senza obiezioni da parte di nessuno?

. . .

I componenti del Senato sono 95 elettivi (invece degli attuali 315) e 5 nominati dal Presidente della Repubblica, più gli ex presidenti della Repubblica.

che i componenti del Senato siano elettivi puo` essere disonesto dirlo, se non si precisa che l’elezione dei diversi membri compete ai Consigli Regionali e non agli elettori.

neppure Berlusconi aveva osato tanto.

scrive Violante: 

La rosa dei candidati sarà determinata dal voto degli elettori e, all’interno di questa rosa scelta dagli elettori, i consigli regionali eleggeranno i loro senatori.

si`, la rosa dei candidati sara` determinata dal voto degli elettori, in una parte, dato che voteranno i consiglieri regionali, ma gli elettori non potranno scegliere QUALI consiglieri regionali saranno senatori.

e poi una parte dei senatori saranno sindaci scelti dai consiglieri regionali e dunque fuori da una rosa scelta dagli elettori.

questa affermazione di Violante e` semplicemente FALSA.

e poi Violante dovrebbe dirci in quale altra Costituzione al mondo ci sono dei sindaci in carica come parte del Senato.

. . .

piu` avanti del resto Violante si contraddice da solo, quando cerca di confutare questa obiezione:

L’elezione dei senatori da parte dei consigli regionali sottrae il potere di scelta ai cittadini e non è chiaro come verranno eletti.

dice:

Non è esatto. Il Senato non può tornare ad essere un doppione della Camera e perciò, come in Germania e in Francia, non è scelto direttamente dai cittadini. Tuttavia, la riforma rinvia ad una legge successiva (che potrà essere discussa e approvata solo dopo la vittoria del Sì, necessaria perché la riforma sia efficace) in base alla quale i senatori saranno eletti dai consigli regionali, ma “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”.

qui inesatto e` Violante:

il Bundesrat non e` una seconda Camera vera e propria, come ha stabilito la Corte Costituzionale tedesca in una importante sentenza.

e in Francia il Senato non partecipa al procedimento legislativo.

non esiste nessun paese democratico al mondo nel quale non sia eletta dai cittadini una Camera che partecipa pienamente al procedimento legislativo esercitando la sovranita` popolare.

vedi il Senato degli Stati Uniti.

solo in paesi di democrazia popolare di tradizione comunista il Parlamento e` espresso dal Partito unico e non attraverso libere elezioni.

questo e` anche il modello costituzionale Renzi;

solo che qui per la nomina dei senatori il posto del partito unico e` preso dal sistema dei partiti nel suo insieme.

(ma anche nelle cosiddette democrazie popolari dell’Europa orientale avveniva cosi`).

. . .

Sono previsti due distinti procedimenti legislativi; uno bicamerale, come oggi, che riguarda solo poche leggi di particolare importanza (ad esempio le leggi costituzionali) ed uno monocamerale che riguarda tutte le altre leggi: il Senato può proporre entro tempi assai brevi (da 10 a 40 giorni, a seconda dei casi) modifiche ai testi approvati dalla Camera sulle quali quest’ultima decide in via definitiva. Ci sarà maggiore rapidità e soprattutto più chiarezza.

piu` chiarezza?

c’e` da chiedersi se Violante ha letto la riforma costituzionale di cui parla.

la definizione delle leggi che richiedono un procedimento di approvazione bicamerale e` lunga e confusissima, e potrebbe essere occasione di ricorsi infiniti.

. . .

Il Senato svolge una intensa attività di controllo: sulle politiche pubbliche, sull’attuazione delle leggi, sull’attività delle pubbliche amministrazioni, sull’impatto nei territori delle politiche della Unione Europea.

giusto a smentita di quanto appena detto al punto precedente da Violante.

ma a smentita della smentita, il Senato dopolavoro, formato da sindaci e consiglieri regionali che restano tutti in carica, non ha nessun chiaro potere da esercitare dopo compiuto il controllo.

per questo e` ridicolo dire che il governo sara` sottoposto al controllo del Senato, se questo controllo e` privo di poteri corrispondenti.

e poi non si puo` avere tutto e il contrario di tutto assieme.

se il Senato deve controllare, allora va bene il bicameralismo perfetto, e che diamine!

quindi nella riforma costituzionale renzina  o il Senato controlla davvero, come dice Violante, ma allora non si dica che il procedimento di approvazione delle leggi diventa piu` spedito, oppure non controlla affatto.

anche perche` i tempi per farlo non li ha.

. . .

Sono sottratti alle Regioni poteri di legiferare in materie che riguardano l’interesse nazionale.

Apparterranno allo Stato le competenze sulle grandi infrastrutture strategiche, sul coordinamento della finanza e del sistema tributario, sulla tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, porti e aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale.

Lo Stato può intervenire al posto di una Regione quando bisogna tutelare l’interesse nazionale oppure l’unità giuridica o economica della Repubblica (come nella Costituzione tedesca).

sono modifiche opportune, per porre rimedio ai guasti della riforma costituzionale del 2001 imposta dalla sinistra a stretta maggioranza.

ma, di nuovo, potevano essere realizzati con un semplice e distinto intervento di legge, largamente bipartisan.

. . .

poi Violante esamina questa obiezione:

Le grandi riforme devono unire. Questa, invece, divide ed è stata approvata non da una grande maggioranza del Parlamento, ma solo dalla maggioranza di governo.

e` una obiezione di comodo;

serve a poco esaminare come Violante si arrampica sui vetri per negare l’evidenza e affermare che in realta` anche il centro-destra dovrebbe essere favorevole a questa riforma.

non lo faro`.

Violante evita accuratamente di esaminare l’obiezione fondamentale.

che un Parlamento eletto con un metodo incostituzionale non puo` modificare la Costituzione.

e l’ex-presidente della Repubblica Napolitano dovrebbe essere processato a camere riunite per attentato alla Costituzione per averlo preteso ed imposto.

. . .

conclusioni:

in sostanza si deve dare merito ed essere grati a Violante per avere esposto come meglio si poteva le ragioni del si`.

ma proprio per questo per averne mostrato tutta la inconsistenza.

in sostanza noi dovremmo approvare la deforma-Costituzione perche` toglie la fiducia al Senato e concede allo stato di riappropriarsi di funzioni dleegate alle Regioni da una dissennata riforma costituzionale voluta dal centro sinistra quindici anni fa.

altri motivi veri non ne trova neppure lui.  

e pur di far passare queste due cose, che potevano essere fatte con due distinti e piccoli disegni di legge, approvati da tutti, dovremmo accettare che si introduca il principio che la sovranita` non appartiene tutta al popolo, ma per il 50% ai Consigli regionali e che la Costituzione possa essere cambiata da un parlamento eletto con metodo incostituzionale e che doveva essere sciolto in tempi brevi per lasciare spazio a un parlamento davvero rappresentativo.

in sostanza, dunque, questo e` un referendum per dare ragione a un Presidente della Repubblica golpista che non ha sciolto il parlamento illegittimo in tempi rapidi, ma gli ha anzi addirittura ordinato di cambiare la Costituzione.

. . .

ultime note: penoso il dibattito in coda all’articolo originario.

mi fa ringraziare il cielo di avere un blog sul quale commentano solo persone sensate e civili (anche quando ci capita di non essere d’accordo).

ma dalla massa dei commenti scelgo soltanto questo intervento meno grottesco di altri:

Mario Cicero ·

Sono uno che ha sempre rispettato le posizioni altrui, nel mio partito la prima cosa che ci invitavano a fare era il rispetto per le altrui opinioni;
ho conosciuto il politico Violante, posso assicurarvi che e’ la persona più cinica che ho conosciuta, uno intellettualmente disonesto, che ha utilizzato per suoi fini personali l’onesta e la genuinità di tanti compagni che militavamo nel P.C.I.
Penso che questo suo intervento rafforzi il convincimento di tanti Italiani a impegnarsi a votare No al Referendum.
purtroppo sono integralmente d’accordo, per quel poco che e` capitato anche a me di conoscere personalmente Violante.
 
resto sgomento che sia stato un magistrato,
 
e che Renzi lo avesse proposto addirittura alla Corte Costituzionale.
 
scusate se sono duro nelle conclusioni: ma se Violante usa un tono civile e corretto e tenta almeno di argomentare, questo per me significa soltanto che vede che le cose sono messe molto male per le ragioni del SI`.
Violante
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