Stiglitz e l’asino costituzionale che vola – 423

inizio con un solenne ringraziamento a Stiglitz, che mi da` ancora un guizzo di voglia di scrivere.

Stiglitz, il premio nobel per l’economia.

autore di saggi fondamentali.

Stiglitz a cui va tutta la nostra gratitudine, perche` da anni sottolinea la gravita` del processo in corso della concentrazione mondiale della ricchezza e la sua connessione con la cosiddetta crisi economica.

(ma poi se ne dimentica quando passa alle proposte pratiche e pensa di gestire la crisi con degli espedienti monetari e non con interventi sociali profondi).

crisi economica del ceto medio, ma non degli iper-plutocrati.

che anzi, con l’invenzione della crisi, stanno vivendo i loro fasti maggiori.

. . .

ma Stiglitz, con tutto il rispetto, e` riuscito in due giorni a sparare due cavolate tali, che mi spingono irresistibilmente a scrivere.

comunque per puro istinto e non so bene a vantaggio di chi:

la rete sta diventando il regno esclusivo di spammer ed hater e non sembra in grado di formare veramente l’opinione pubblica.

anzi, la sua sopravvalutazione su questo piano nasconde le vere profonde correnti di opinione.

che in Italia appaiono spaventose, almeno nel ritratto ripugnante che ne stanno costruendo giorno per giorno i media.

. . .

di Stiglitz la nostra stampa si e` occupata in due giorni a due riprese.

parto dalla seconda.

qui Stiglitz ha detto cose senza senso, consigliando a Renzi di cancellare il referendum costituzionale…

non si sa in che mondo viva Stiglitz per dire una sciocchezza simile.

non si sa neppure se queste dichiarazioni siano venute dopo qualche abbondante libagione, come tutto farebbe pensare.

e` inutile dire che in uno stato di diritto questo non e` in alcun modo possibile.

ne` in Italia ne` in alcun altro paese.

chissa` che razza di informazione o meglio disinformazione giuridica ha Stiglitz.

ma si sa bene in che mondi vivono i nostri giornalisti che hanno deciso di dare straordinaria risonanza a questa pura farneticazione.

con la sola eccezione del Fatto Quotidiano, che ha dato notizia delle frasi di Stiglitz, dicendo anche correttamente che la sua e` una proposta impossibile.

un asino che vola. 

. . .

non si capisce del resto se Stiglitz consiglia a Renzi di rinunciare col referendum anche alla riforma costituzionale,

oppure se ritiene che una riforma della Costituzione possa entrare in vigore comunque, violando la Costituzione stessa.

in altre parole, Stiglitz sta forse consigliando a Renzi di fare un colpo di stato?

ma e` inutile insistere a cercare un senso in cio` che e` radicalmente insensato.

. . .

altrettanto insensate sono le motivazioni di questo appello totalmente insensato.

secondo Stiglitz, il referendum, se perso da Renzi, potrebbe provocare la crisi definitiva dell’Unione Europea.

e perche` non anche lo spostamento dell’asse terrestre? aggiungo io…

e per fortuna Renzi ha detto che non intende piu` personalizzare il referendum!

. . .

ora e` evidente a tutti che, se Renzi perdera` il referendum, l’Italia continuera` semplicemente a tenersi una Costituzione che ha.

la Costituzione che, con tutti i suoi presunti limiti, ha funzionato bene negli ultimi settant’anni e ha garantito una straordinaria coesione sociale.

questa coesione dell’Italia non a caso ha cominciato a diminuire proprio in parallelo alle critiche portate in maniera crescente dalla destra al suo impianto.

anzi, possiamo dire sin da oggi che la vittoria del SI` al referendum sarebbe molto piu` destabilizzante

avverrebbe sul filo del rasoio, probabilmente, e in base ad una maggioranza conseguita tra i votanti soltanto, e consegnerebbe il paese ad una Costituzione di minoranza.

segnerebbe il passaggio da una Costituzione dell’85% ad una Costituzione del 30%.

inoltre la sua approvazione avvenuta da parte di un Parlamento eletto con metodo illegittimo priverebbe la nuova Costituzione di ogni credibilita`.

questo aprirebbe la strada ad un periodo di instabilita`, di revisioni (gia` garantite, o meglio minacciate) a seconda delle nuove maggioranze future.

e in sostanza rischierebbe davvero di disgregare non l’Unione Europea, ma l’Italia.

. . .

faccio il mio esempio personale: appartengo alla generazione in cui i dipendenti pubblici giuravano fedelta` alla Costituzione all’atto dell’assunzione.

la fedelta` da me giurata alla Costituzione del 1948 non mi consentirebbe di rispettare la costituzione del 2016, introdotta con violazioni sostanziali della prima.

io sarei un disobbediente, una piccola particella sociale che rifiuta ogni identificazione in questo nuovo stato imposto da giganti del pensiero come Renzi e Boschi.

ma il tempo darebbe voce al disagio simile al mio di un intero popolo, privato anche della sua nobile Costituzione frutto di una lotta dolorosa e di un dibattito straordinario che vide la riunificazione delle migliori energie nazionali.

quindi, se dobbiamo ragionare in base alla paura, queste preoccupazioni mi sembrano molto piu` fondate di quelle espresse da Stiglitz.

strano che una stampa critica ed intelligente non dia voce a queste preoccupazioni.

. . .

se invece restera` questa Costituzione, restera` anche Renzi, purtroppo:

figuratevi se molla la poltrona e se i suoi mandanti vogliono che si ritiri.

non succedera` nessuna catastrofe immediata,

come non ne sta succedendo dopo la Brexit.

il tempo dei baubau ai bambini disobbedienti sembra tramontato.

l’Italia andra` avanti come finora,

forse con Renzi, forse con qualcuno migliore di lui (non è difficile).

forse non vedra` le mirabilia del decisionismo renzino, cioe` il famoso asino che vola, ma sopravvivera` egualmente.

del resto chi lascia la via (la Costituzione) vecchia per la nuova sa quel che lascia, ma non sa quel che trova.

. . .

e se dovessero esserci nuove elezioni all’inizio del 2017 sarebbe soltanto il caso di dire: era ora!

dovevano esserci semplicemente due anni fa!

al massimo tre mesi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava il Parlamento illegittimo.

e le elezioni non determineranno nessuna catastrofe:

l’unica possibilita`, cosi` spaventosa, dicono, che le vinca Grillo, sarebbe semmai legata alla stupida legge elettorale voluta da Renzi.

. . .

ecco, c’e` qualcosa di davvero perverso in tutto questo:

prima Renzi fa una legge elettorale anti-democratica per assicurarsi la conferma piu` o meno a vita (secondo lui),

poi si accorge di essere cosi` impopolare ed odiato che la gente piuttosto vota i Cinque Stelle

(me compreso, anche se obtorto collo).

e a questo punto cambia anche la Costituzione.

e poi ci fa dire, per interposto Stiglitz, che, se non la votiamo, va al potere Grillo con la legge elettorale di Renzi…

ma vi rendete conto che siamo in un mondo di pazzi, oppure no?

. . .

e adesso fatemi capire un altro punto:

cambierebbe forse qualcosa se le elezioni, invece che ad inizio 2018 – scadenza che dicono naturale, ma non lo è affatto -, saranno ad inizio 2017, come prospettano i tremebondi spaventapasseri sostenitori di Renzi nel caso di una sua sconfitta?

pensa Stiglitz che, se Grillo vince le elezioni nel 2017, non le vincera` anche nel 2018?

– e io non credo proprio, se si eliminera` il Renzellum e si avra` una legge elettorale seria e perbene.

e sarebbero le elezioni italiane anticipate di un anno la causa del crollo dell’Italia, dell’Unione Europea e forse anche dello spostamento dell’asse terrestre?

ma no, l’unica conseguenza sarebbe la fine del volo dell’asino, forse…

. . .

e non sono sicuro nemmeno di questo:

la maggioranza degli italiani odia Renzi, non ci sono dubbi su questo.

pero` alla fine a molti piace avere al governo qualcuno di cui lamentarsi.

e Renzi e` perfetto per questo…

. . .

bene, ora dovrei dire qualcosa dell’euro dell’Europa meridionale,

la seconda grande pensata di Stiglitz,

ma me ne e` gia` passata la voglia.

. . .

ammetto di essere in crisi col blog.

sono passati i tempi nei quali pensavo, esponendo le mie idee, di convincere qualcuno.

non bastasse l’esperienza diretta della mie personale indisponibilita` a cambiare alcuni fondamentali punti di vista,

proprio le discussioni piu` approfondite e documentate condotte negli anni qui dentro mi hanno dimostrato l’impossibilita` di convincere qualcuno di alcunche`.

non sono gli argomenti che guidano le nostre convinzioni.

. . .

ma il fatto tragico e` che da ultimo mi sto accorgendo anche della impossibilita` di convincere perfino me stesso.

non sto parlando della impossibilita`, appena detta, che qualcun altro mi faccia cambiare alcuni miei atteggiamenti fondamentali.

sto parlando di un clima di generale insicurezza che sta minando dall’interno le mie stesse idee.

le ho sentite discutere, le ho sentite rifiutate troppe volte.

troppe volte ho scoperto degli errori, sia pure in buona fede.

sembra che la realta` stessa rifiuti di farsi comprendere.

. . .

le guardo, le mie idee che cercano di dominare la violenta corrente del vissuto con un minimo di consapevolezza.

ma sento sempre piu` imminente il momento del lancio della spugna rassegnato.

images

l’asino che vola: autoritratto?


8 risposte a "Stiglitz e l’asino costituzionale che vola – 423"

  1. dice Frank Zappa:
    “Una delle mie tesi filosofiche preferite è che la gente sarà d’accordo con te solo se è giá d’accordo con te. Non riesci a cambiare la mente degli altri”.

    dice Ernesto Sabato:
    Vivir consiste en construir futuros recuerdos.

    ti dico io, continua a scrivere, qualcosa resterà 🙂

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    1. grazie Francesco,

      il lupo perde il pelo, ma non il vizio, perfino quando e` alquanto spelacchiato e quasi non gli resta piu` pelo da perdere… 😉

      sono pieno di ricordi, trabocco di ricordi messi da parte non si sa per chi.

      ma come, diceva Marquez: vivere per raccontarla.

      io direi quasi: vivere E` raccontarla.

      un abbraccio

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  2. Credo che gli errori nelle proprie idee o argomentazioni (se fatte in buona fede e non con l’intenzione di aver ragione a tutti i costi) facciano tutto sommato parte del gioco.
    Non siamo perfetti, non ricordiamo tutto, costruiamo falsi ricordi (inconsapevolmente) quindi per forza di cose ci possono essere delle falle. La realtà è interpretabile per modelli i quali sono solo approssimazioni e quindi suscettibili all’esistenza di porzioni che il modello non riesce a spiegare. Ma se il modello funziona meglio di altri viene comunque usato fino a quando non si scopre qualcosa di migliore. Da qualche parte ho letto che Einstein spesso cambiava idea e faceva “errori” ed era proprio in questa sua elasticità e capacità di continua rimessa in discussione che qualcuno vede le basi del genio.
    Sul far cambiare idea agli altri, o cambiare le proprie, ricordo (ma potrebbe essere un falso ricordo.. 😉 ) di aver letto una metafora a proposito di un meccanismo psicologico che avviene tra due persone con idee opposte. Sostanzialmente sarebbero come due cani al guinzaglio. Ognuno esprime le proprie idee ragionevoli dal proprio punto di vista e le ritiene così determinanti da stupirsi che l’altro non cambi idea. Ma in realtà sta solo scuotendo il guinzaglio dell’altro senza ottenere nessun effetto perché le idee sono preformate e vincolanti in un qualche modo (le famose lenti colorate attraverso cui si guarda il mondo) e ci inchiodano alla nostra posizione (a volte per principio). A meno che non si parli di persuasione ma questa è un’altra storia.
    Forse avresti sperato un commento sul resto del post ma la realtà è che non sono così dentro la politica attuale per poter ribattere.. In compenso spero che il commento sia di una qualche consolazione.. 😉

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    1. ciao, carissimo.

      ti ringrazio di questo bel commento, che va al cuore del mio momento critico come blogger ed e` un bel gesto di amicizia.

      e` un approfondimento sostanziale quello che proponi, ed hai arrcchito molto il discorso.

      superare un ridimensionamento dell’autostima per gli errori compiuti non dovrebbe essere difficile se non si soffre di un narcisismo patologico – e io spero di esserne distante.

      rimane il dubbio, invece, sull’utilita` di tutto questo mio scrivere, se non fosse perche` si ricevono dei bei commenti come questo. 🙂

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      1. A volte mi pongo la stessa domanda non solo in riferimento al blog ma in generale a molte delle cose che faccio, anche le più quotidiane e banali. Quanto sia “utile” ogni mio gesto ai fini della mia esistenza o dell’esistenza in generale. Penso non sia corretto muoversi in riferimento esclusivamente all’utilità (perché credo che se uno volesse ridurre al minimo l’essenza di qualunque cosa potrebbe correre il rischio di concludere che sia tutto fondamentalmente inutile e non serva a nulla) ma più verso al solo piacere. Quanto mi diverta e mi faccia stare bene un gesto, un passatempo, un’idea. Non deve aver bisogno di essere necessariamente utile anche se, nel momento in cui mi fa stare meglio, lo è.
        Invece riprendendo il discorso degli errori ne ho fatti ben due. 🙂 Intanto non era il guinzaglio ma la coda del cane. Aggiungo anche che l’argomento era la morale. E poi, mannaggia e me (sono sul tuo blog, sul mio avrei scritto un rosario di bestemmie), “scuotere” e non “squotere”.. 😀

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        1. Dopo questo commento il caso vuole che, nel riprendere a leggere un libro, mi sia imbattuto in questa frase “E qui diciamo che gli errori, anche i più grossolani, non impediscono ad un meccanismo di funzionare alla bell’e meglio. Zoppica ma cammina.” Victor Hugo

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          1. bella questa frase; a volte l’Hugo mi sembra un ottimo filosofo potenziale che si e` ostinato a scrivere romanzi, non si sa bene perche`, forse soltanto perche` rendevano di piu`.

            si potrebbe rovesciare la frase, pero`, e dire che soltanto gli errori che fa dimostrano che un organismo e` vivo; forse si potrebbe tirare in ballo addirittura la legge dell’entropia per dire che chi non commette errori e` certamente morto. 😉

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        2. pensa che volevo correggere silenziosamente la tua svista di battitura, come faccio di solito se ne trovo nei commenti che ricevo (sono talmente abituato a dover correggere le mie…), poi mi sono distratto; lo faccio comunque adesso.

          l’idea che noi dobbiamo giustificare la nostra esistenza credo che sia il frutto di educazioni sbagliate; e siccome la vita e` ricerca del piacere (in senso lato, ma chiamala pure felicita`), fa parte della stessa stortura dovercene quasi vergognare se ci capita di raggiungerla qua e la`.

          credo che il concetto di utilita` della vita vada abbandonato, o meglio che si debba chiarire che l’utilita` di una vita consiste nella soddisfazione di chi la vive e proprio in nient’altro…

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