la scatola di ferraglia – 435

diceva di tenere un blog per riflettere sulla realta`.

commentava quasi ogni giorno i fatti.

trovava utile una discussione aperta e pubblica,

che potesse aiutarlo a farlo.

alla ricerca sempre piu` faticosa di un senso,

in un mondo che sempre di piu`

gli pareva una maionese impazzita.

. . .

povero fesso: aveva sbagliato realta`.

credeva che fosse vero il mondo tridimensionale attorno lui,

(anzi dite pure quadri-, aggiungeteci il tempo).

gli pareva che le chiacchiere coi vicini

o la gita per funghi in Trentino

fossero vere, e aveva spento la televisione.

osservava gli altri media con distacco e cultura del sospetto.

sentendo attono a se` il soffoco della cupidigia universale di soldi.

. . .

povero fesso, parlava continuamente delle realta`

che lui vedeva fuori schermo,

come se fossero vere.

ma non sapeva che l’allucinato era lui.

. . .

scriveva del terremoto, ma non aveva neppure

visto il condominio rosso,

rimasto in piedi in mezzo alle macerie; lo avesse visto,

ecco, non avrebbe perso tempo

a cercare di capire quali erano le responsabilita`,

che non interessavano a nessuno.

. . .

e quel giorno non sarebbe rimasto

muto in mezzo ai commenti parlati,

lui che non aveva visto il condominio rosso,

non si sarebbe sentito un ignorante,

avrebbe vibrato in consonanza

con gli uomini informati della realta`,

. . .

non erano in rete soltanto,

ma nel suo mondo, che lui considerava reale.

erano arrivati fino a li`, erano penetrati da tempo.

ma non avevano profanato il tempio, neppure:

soltanto non era un luogo sacro, per loro, la sua realta`.

. . .

la realta` altro non e` che quello che gli uomini credono che sia.

la realta` e` soltanto comunicazione.

e perfino gli abitanti della sua realta`

pensavano che la vera realta` fosse quell’altra.

la sua realta` era oramai soltanto un’appendice,

una imitazione pallida della verita`,

una povera meschina ombra sul delirio universale. 

. . .

credeva di essere vero,

cioe` si sentiva Napoleone.

non voleva sapere di essere soltanto un’ombra,

ombra materiale di un infinito potere mentale.

. . .

la vita, misero supporto dell’immaginazione,

non interessava a molti, del resto,

e quasi neppure piu` a lui.

e l’immaginazione generale era ben regolata,

dentro la scatola di ferraglia.

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5 thoughts on “la scatola di ferraglia – 435

    1. bello il post, illuminante per me 🙂

      per il resto, non mi scandalizza dover fare la parte di Madame Bovary, vista la citazione….

      mi preoccupa semmai il rischio di fare la stessa fine, almeno come blogger. 🙂

      Mi piace

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