Santorcol, Barghe 2016: introduzione – 462

non esiste nessun san Torcolo, nonostante il titolo di questo posto, ne` tanto meno un Sant’Orcolo.

Santorcol e` invece il nome che veniva dato alle giornate dedicate in passato a torcolare, cioe` spremere col torchio, quello che era rimasto dell’uva dopo la vendemmia e la pigiatura.

e oggi e` il nome dato a una festa popolare che si svolge ogni due anni negli stessi giorni dell’anno a Barghe, sulla riva del Chiese:

il punto, in antico, delle barche sul fiume, che raggiungevano forse il Lago d’Idro e potevano arrivare fino a Brescia.

. . .

la festa coinvolge oggi tutta la Conca d’Oro, nella media Val Sabbia, fra Vobarno e Vestone.

quest’anno peraltro, almeno lassu` in alto sulla valle dove sto io, di pigiatura dell’uva per fare il vino in casa non si parla:

estate troppo fredda e piovosa, l’uva non maturera`,

e semmai si potra` soltanto provare a fare direttamente la grappa.

questo non toglie la possibilita` di godersi pienamente la festa,

dove gli abitanti del paese si mettono gli abiti di cent’anni fa,

tirano fuori da cantine e solai gli attrezzi di una volta

e si ritorna per due giorni alle vecchie attivita` artigianali di un tempo,

c’e` la sfilata di trattori e moto storiche,

e tanta musica, tante bevute e tanta allegria.

. . .

ma senza anticipare troppo, sara` quello che vi proporranno i miei videoclip nei prossimi giorni.

e scusatemi se li pubblicizzo qui:

credo che sia l’unico modo per procurare loro una parvenza di pubblico.

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. . .

di questo videoclip introduttivo non voglio parlare troppo, perche` dovrebbe essere in grado di farlo da solo.

qui ho messo insieme riprese di momenti diversi e ho preso come protagonista una specie di cantore del posto,

che girava per conto suo in riva al fiume e per le vie del borgo con una chitarra:

non molto considerato, in verita`, ma indifferente a questo.

ma guardate all’inizio lo sguardo schifato di due signore molto leccate,

che non sembrano del posto e non esitano ad esprimere tutto il loro disgusto.

. . .

e guardate invece, da qualche particolare un poco nascosto, lo spirito di accoglienza di questa terra tipicamente leghista

(non cosi` razzisti nei cuori come nelle parole dei leader, si direbbe).

qui bambini stranieri partecipano alla festa, senza che nessuno badi al colore della loro pelle,

ne` loro pensino troppo alla eventuale religione dei genitori e ai suoi divieti.

. . .

per il resto godetevi la musica, i canti, i costumi e l’incomprensibile dialetto del posto!

insomma, godetevi Santorcol:

il prossimo sara` soltanto nel 2018.

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