se il saggio Onida dice no al quesito referendario – 492

un ex-presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, che fa ricorso contro il decreto di indizione del referendum costituzionale sulla Deforma-Costituzione Renzi…

questa si` che dovrebbe essere una notizia!

ci credete che Repubblica online e` riuscita a non darla?

eppure Onida e` stato per anni suo collaboratore.

ma neppure questo basta a vincere le barriere della censura renzista.

eppure Onida e` uno che ne capisce…

Onida e` stato docente di Diritto costituzionale all’università di Milano (per trent’anni),

giudice e presidente della Corte,

membro della commissione per la riforma della Costituzione nominata da Napolitano nel 2013.

insomma, Onida e` senza ombra di dubbio un saggio…

anche ufficialmente.

referendum_costituzionale_1

. . .

il suo ricorso d’urgenza e` al TAR del Lazio e al Tribunale civile di Milano.

motivo del ricorso:

il voto degli elettori non e` libero, secondo Onida,

in quanto nella scheda si chiede di pronunciarsi su diversi temi eterogenei fra loro.

in sostanza Onida sembra riproporre lo spacchettamento del quesito.

e dunque il rinvio del referendum, per riformulare i quesiti.

. . .

sullo spacchettamento, anzi CONTRO lo spacchettamento, mi sono espresso mesi fa, quando fu proposto per la prima volta.

https://corpus15.wordpress.com/2016/05/05/lo-spacchettamento-incostituzionale-del-referendum-considerazioni-controcorrente-sul-referendum-costituzionale-3-217/

osservavo che l’art. 138 della Costituzione prevede espressamente che il referendum riguardi la legge di modifica della Costituzione nel suo insieme.

. . .

eppure le osservazioni di Onida sono stringenti:

il diritto di voto “in piena libertà” e` “richiesto dagli articoli 1 e 48 della Costituzione”:

invece “il contenuto della legge sottoposta al voto” e` “plurimo ed eterogeneo“

“i necessari caratteri di omogeneità sono richiesti secondo la consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale relativa al referendum abrogativo”

a maggior ragione dunque devono sussistere anche in un referendum costituzionale addirittura.

“La sottoposizione al corpo elettorale dell’intero variegato complesso di modifiche mediante un unico quesito viola in modo grave ed evidente la libertà del voto del singolo elettore, arrecando radicale pregiudizio allo stesso principio democratico proprio in occasione dell’esercizio diretto della sovranità popolare al suo livello più alto: cioè nella ridefinizione delle regole del patto costituzionale”.

. . .

e fino a qui parliamo di Costituzione.

ma ci sono poi anche violazioni di legge:

La legge del 1970 che disciplina i referendum distingue le leggi di revisione della Costituzione dalle altreleggi costituzionali.

Nel primo caso chiede che vengano indicati gli articoli della Costituzione sottoposti a modifica.

Nel secondo chiede che nel quesito vengano indicati gli estremi della legge col relativo titolo.

Invece “l’atto di convocazione del referendum impugnato tratta la fattispecie come se si trattasse non di una legge di revisione della Costituzione, ma di un’altra legge costituzionale,

formulando un quesito che rinvia esclusivamente e in toto al titolo della legge

che “riflette peraltro e per di più in modo parziale e per molti versi impreciso, i suoi contenuti plurimi ed eterogenei”.

aggiungo che comunque la Deforma-Costituzione Renzi comprende anche revisioni di leggi costituzionali

o si presenta come legge costituzionale nuova in alcune parti.

. . .

inoltre Onida denuncia un grave errore tecnico: nel decreto si definisce il referendum confermativo.

nel nostro ordinamento non esiste il referendum confermativo…

. . .

io credo che tutte le considerazioni di Onida siano giuste,

ma che nell’insieme Onida abbia torto su un unico aspetto:

perche` si concentra sul decreto di indizione delle elezioni,

ma questo decreto e` strettamente legato e connesso alla formulazione della legge stessa.

forse non si puo` fare diversamente per fermare la cupa macchina di guerra renziana.

ma la giustezza delle sue considerazioni dimostra che un unico referendum su una riforma complessiva della Costituzione, come quello promosso dal capo del governo, non e` coerente con lo spirito della Costituzione vigente.

nella logica della Costituzione la modifica della Costituzione e` possibile, ma soltanto con leggi che si occupino di singoli articoli, oppure di piu` articoli modificati in modo omogeneo, collegato e coerente.

una modifica complessiva di piu` articoli della Costituzione, eterogenei fra loro, con un’unica legge non e` coerente con lo spirito della Costituzione.

. . .

non si tratta dunque di scorrettezza del quesito, che puo` essere riformulato;

ma di scorrettezza dell’iter seguito,

che comporta l’annullamento radicale e l’incostituzionalita` profonda della legge nel suo insieme.

dato che questa scorrettezza che va ad aggiungersi ad altre, altrettanto gravi:

  1. la revisione della Costituzione ad opera di un Parlamento illegittimo
  2. la gestione assolutamente irregolare del dibattito parlamentare, con l’apposizione del voto di fiducia e altre forme gravi di manomissione della volonta` dei parlamentari
  3. la gestione diretta del dibattito sul referendum da parte del governo.

. . .

quest’ultimo motivo di protesta non e` sollevato da Onida,

ma il Codice di buona condotta sui referendum (fatto proprio dal Consiglio d’Europa e quindi dal governo) prevede

“il diritto di partiti e soggetti politici di competere in condizioni paritarie”

e prescrive:

“le autorità pubbliche non devono influenzare l’esito del voto con una campagna referendaria eccessivamente unilaterale (art. 1.3.1.b)”.

proprio come stanno facendo Renzi e i media italiani, vero?

e il capo del governo non e` forse una autorita` pubblica?

. . .

in questo caso sarebbe dunque auspicabile che la Corte Costituzionale entrasse nel merito delle procedure seguite.

e anche della negazione della diretta derivazione dal voto popolare degli organi che esercitano il potere legislativo, con l’invenzione di un Senato di nominati.

una deformazione radicale della nostra Costituzione, come quella imposta da Renzi, e` in se stessa incostituzionale e non puo` essere votata.

e` vero pero` che esistono precedenti contrari, come quelli dei due precedenti referendum costituzionali del 2001 e del 2006:

erano anche questi su leggi di revisione abbastanza complesse,

anche se nel primo caso omogenee.

. . .

comunque la Corte Costituzionale dovrebbe semplicemente cancellare la legge.

provveda il Parlamento a spacchettare il referendum riapprovando piu` leggi distinte, per questioni omogenee.

lo potra` fare a larga maggioranza, superiore ai due terzi. e non ci sara` neppure bisogno di un referendum.

lo faccia un nuovo parlamento, il prossimo, da eleggere al piu` presto in modo coerente con la Costituzione.

e poi il popolo decidera` finalmente in modo libero.

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