oligarchia/monarchia, democrazia/plutocrazia, gerarchia + teocrazia – e Scalfari/Zagrebelsky – 495

il dibattito sul referendum costituzionale e` un’arma di distrazione di massa?

a volte ne dubito:

paralizzare per mesi il paese su una riforma delle istituzioni…

spaccarlo su questo in due parti che per fortuna almeno si rispettano ancora…

era proprio quello di cui l’Italia aveva bisogno?

una nuova legge elettorale incostituzionale e la limitazione della democrazia prevista dalla deforma renzina sono proprio le cose che servono?

comunque andra`, il paese avra perso il suo principale punto di equilibrio.

ma forse serve provare a distrarre il paese dalla sua crisi reale e sostanziale.

. . .

ma non e` di questo che voglio parlare.

voglio piuttosto concludere con un terzo intervento le mie riflessioni sul tema della democrazia.

lo ha sollevato Scalfari in relazione al referendum,

e cosi` ha messo i piedi nel piatto.

l’oggetto del referendum e` infatti la democrazia.

e Scalfari dice con chiarezza che, secondo lui, la vera democrazia e` l’oligarchia.

al referendum, dunque, occorre votare per l’oligarchia.

. . .

pensate forse che Scalfari e` ammattito?

ma no, ha posto le premesse di un lungo e tortuoso percorso che lo portera` ad annunciare il SI` a ridosso del voto.

e spera di portarci anche molti altri.

sempre che il voto stesso non slitti a primavera, dopo il ricorso di Onida, e visti i sondaggi negativi.

. . .

Scalfari e` tutt’altro che isolato in questo suo SI` non ancora detto,

anzi per ora mascherato da NO provvisorio.

per il si` si schierano Obama, che invita Renzi col giullare Benigni, e il Partito Socialista Europeo.

per un uomo delle mie idee e della mia generazione, questa e` una catastrofe storica simile a…

troppe somiglianze mi vengono in mente e tutte eccessive: preferisco tacerle.

. . .

mi limito a dire che questo significa che il completo travaso delle forze politiche di origine democratica tra i sostenitori dell’oligarchia degli iper-plutocrati e` compiuto.

non soltanto a livello nazionale, ma internazionale.

e a travaso grande deve corrispondere un travaso piccolo contrario.

nel suo piccolo, il vostro bortocal ha alle spalle una vita di oppositore delle porcherie dei potenti disonesti.

ma oggi l’ex-sinistra si mette non dico a coprirli, dico di peggio: a organizzarli.

quindi, se questa e la sinistra,  il vostro bortocal da oggi, ufficialmente, non si considera piu` un uomo di sinistra.

la fedelta` a se stessi vale di piu` della fedelta` ad un vuoto nome.

. . .

del resto, Renzi non e` affatto di sinistra;

Renzi ha ricostituito una nuova Democrazia Cristiana, perdipiu` degenere.

un politico a meta` strada tra Craxi e Achille Lauro, il monarchico che negli anni Cinquanta comperava i voti a Napoli regalando scarpe spaiate.

a capo di un nuovo partito di centro, che esclude la dialettica destra sinistra.

io ho sempre combattuto la Democrazia Cristiana e il centrismo, da giovane.

poi, nei vent’anni berlusconiani della seconda repubblica, la lotta era fra destra e sinistra e io ero di sinistra.

nella terza repubblica di Renzi, che dovra` avere il suo battesimo col referendum, ma forse non nascera` mai, la lotta ha cambiato natura.

oggi e` la lotta fra oligarchia e populismo, il nomignolo affibbiato alla democrazia.

ma se oggi la democrazia si chiama populismo, io sono populista, indubbiamente.

ma se il populismo e` soltanto una tecnica aggiornata per continuare a fregare il popolo, io, come posso, combattero` anche quello.

. . .

ecco che torno al dibattito lanciato da Scalfari su oligarchia e democrazia.

la democrazia e` soltanto la veste che indossa l’oligarchia (come dice Scalfari)?

ma allora come si puo` continuare a dirsi democratici?

. . .

ho gia` osservato che questo dibattito e` viziato da vistosi errori storici, che diventano anche linguistici.

nel mondo greco che sta all’origine della nostra cultura esiste un’area semantica riconducibile al termine -archia, che riguarda l’esercizio di un potere politico riconosciuto.

qui l’oligarchia si contrappone alla monarchia, ho gia` detto, ma, oggi aggiungo, anche alla gerarchia e all’anarchia.

la monarchia e` la concentrazione delle cariche politiche attorno ad un solo.

l’oligarchia e` la loro distribuzione tra piu` soggetti, comunque sempre in un numero ridotto, ovviamente.

devo aggiungere la gerarchia, che attribuisce le cariche politiche ad un principio sacrale (ieros),

e dunque le imposta sul principio dell’obbedienza ad una verita` assoluta.

e infine ci sta l’anarchia, il rifiuto di assegnare cariche politiche.

. . .

nel mondo greco classico, dunque, l’oligarchia non si contrapone alla democrazia, ma alla monarchia.

diversa e` l’area semantica che va riportata al termine -crazia:

questo indica l’ercizio concreto della forza, del potere.

usando un termine caro a Gramsci e sempre di origine greca, si potrebbe parlare anche di egemonia, cioe` di comando di carattere militare.

i termini che rientrano in questa area semantica della forza (kratos) vedono la contrapposizione fra democrazia e aristocrazia, come ho gia` ricordato.

ma possiamo aggiungere che in quest’area rientra anche la plutocrazia, il potere esercitato dai ricchi.

facile, se i ricchi sono poi identificati anche con gli aristoi, cioe` con i migliori.

e infine, non dimentico neppure la teocrazia, cioe` il potere esercitato in nome di dio, da coloro che se ne dicharano seguaci.

teocrazia, la sorella maggiore della gerarchia…

. . .

oligarchia

ora torno sull’articolo di Scalfari che ha dato le mosse a queste mie riflessioni, per esaminare la sua terza parte.

ecco che cosa dice Scalfari, che sta furbescamente piegando la riflessione storica e fini di polemica politica contingente:

Una sola alternativa esiste – alla oligarchia – ed è la cosiddetta democrazia diretta.

inutile insistere che, nell’esperienza originale greca, l’unica democrazia e` appunto la democrazia diretta.

la vera originaria democrazia nasce nelle assemblee popolari dirette.

. . .

Scalfari identifica nel mondo moderno democrazia diretta e referendum

e poi dice “che dirigere un Paese soltanto con i referendum è tecnicamente impossibile”.

questa identificazione della democrazia diretta con quella referendaria e` storicamente sbagliata:

Scalfari dimentica, forse neppure volutamente, il tema centrale della democrazia diretta nel pensiero comunista marxista.

la degenerazione storica di questa esperienza rende difficilissimo parlarne oggi,

ma la democrazia diretta e` al centro anche di altre esperienze rivoluzionarie.

. . .

un modo di esercitare nel mondo moderno la democrazia diretta e` di avere una organizzazione politica di base, i consigli, o soviet in russo:

qui le decisioni vengono prese per alzata di mano come nell’agora`, la piazza dell’assemblea popolare della polis greca.

e poi ci sono degli organi di raccordo complessivo del voto.

era la repubblica dei consigli, o sovietica.

e l’Unione delle Repubbliche Socialiste dei Consigli o Sovietiche…

. . .

tutto questo e` finito, d’accordo:

peggio ancora: scimmiottature come quella libica o quella cubana hanno rivelato i limiti insuperabili di questa esperienza.

che funziona solo transitoriamente, nel vivo di una rivoluzione,

ma poi degenera irresistibilmente in una burocrazia oppressiva e soffocante.

Casaleggio ha lanciato l’utopia di ricrearla per via informatica.

e come modo standard di funzionare dello stato, non come eccezione rivoluzionaria.

sarebbe tecnicamente possibile?

credo di si`, se si volesse.

anche se vi sono indubbiamente dei rischi.

(l’ideale sarebbe integrare la democrazia  rappresentativa attuale con l’istituto della revoca, o recall, del rappresentante che palesemente tradisce il mandato popolare.

la vera riforma costituzionale di cui vi sarebbe bisogno per impedire ai rappresentanti di diventare l’oligarchica espressione di un gruppo.

e consentire al popolo l’esercizio concreto del potere).

. . .

ma, prima della rivoluzione informatica, il mondo moderno ha visto piuttosto il luogo della democrazia diretta non nelle istituzioni, ma nei partiti politici.

fino a che ne sono esistiti in Italia di degni di questo nome, il luogo della democrazia diretta erano i partiti politici, riservati alle persone piu` attive politicamente.

e le decisioni prese democraticamente dentro i partiti arrivavano poi al parlamento attraverso la mediazione dei rappresentanti che questi partiti avevano espresso.

in Italia, anche questo sembra soltanto un passato da dimenticare.

ma in altri paesi attorno a noi non e`  cosi`.

i partiti esistono ancora e hanno una loro forza.

e il modello democratico della democrazia diretta nei partiti funziona ancora.

. . .

anche Scalfari arriva molto vicino a queste considerazioni.

infatti scrive:

Io sostengo che la vera democrazia non può che essere oligarchica, molti invece e Zagrebelsky per primo sostengono che quei due temi sono opposti e che non possiamo da veri uomini liberi che preferire i molti ai pochi.

Quindi: partiti dove tutti i militanti determinano la linea, il Parlamento (bicamerale o monocamerale che sia) è la fonte delle leggi.

Chi rafforza il Parlamento, eletto dalla totalità dei cittadini aventi diritto o comunque dagli elettori che usano il loro diritto di voto, rafforza la democrazia, cioè il governo dei molti.

e` veramente sconcertante per me che Scalfari non condivida questa prospettiva.

Scalfari ritiene che il potere del Parlamento vada ridotto, per quel poco che ancora riesca a rappresentare il popolo.

e lo dice, neppure tanto fra le righe,

. . .

la sua obiezione a Zagrebelsky che anche i partiti sono guidati poi da oligarchie ristrette e` priva di significato alla luce delle considerazioni che ho fatto sulla storia dei termini che stiamo usando.

infatti l’oligarchia e` l’attribuzione delle cariche a pochi, alternativa alla concentrazione attorno a un uomo solo.

non si contrappone alla democrazia, ma alla monarchia, alla gerarchia e all’anarchia.

e la democrazia non e` messa in discussione dalla distribuzione delle cariche politiche tra pochi cittadini,

ma dall’aristocrazia, dalla plutocrazia, dalla teocrazia.

cioe` dall’esercizio del potere da parte di alcune elites che si autodefiniscono migliori.

. . .

coerentemente Scalfari chiama oligarchia il potere di queste elites

e dichiara di essere favorevole a che lo esercitino.

dovrebbe essere schietto e parlare piuttosto di plutocrazia,

usando i termini in modo piu` rigoroso…

(visto che l’aristocrazia di sangue sembra definitivamente tramontata

– ma forse e` soltanto un’apparenza).

. . .

ecco, Scalfari pensa che esista una forma di governo perfetta, immutabile in ogni tempo:

la chiama oligarchia,

ma Zagrebelsky fa bene a svelare che questo termine improprio e` usato come sinonimo di plutocrazia.

l’unica forma di potere nella storia e`, per Scalfari, quello della ricchezza.

chi e` riuscito a diventare ricco, non dimostra per cio` stesso di essere migliore?

lo diceva anche Calvino nella rivoluzione protestante di cinque secoli fa, del resto:

il successo economico e` il segno evidente della predilezione di Dio:

aristocrazia, plutocrazia e teocrazia diventavano nel suo pensiero i tre lati di una realta` sola.

. . .

l’osservatore disincantato puo` invece ricavare dalla storia la convinzione che non esiste la formula di governo astratta e perfetta,

ma ogni soluzione va adattata ai tempi e ai loro bisogni.

anche la democrazia perfetta e` dunque quella che sa usare, a seconda dei momenti, diverse forme di distribuzione degli incarichi politici.

ma garantendo sempre che la loro attribuzione corrisponda alle preferenze del popolo.

almeno fino a che un popolo esiste,

perche` se il popolo si autodistrugge nella mancanza di interesse e di attenzione ogni riflessione sulla democrazia e` inutile…

. . .

La democrazia non è una meta raggiunta, un assetto politico consolidato, una situazione statica.
La democrazia è conflitto.
Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle oligarchie.
In sintesi, la democrazia è lotta per la democrazia e non sono certo coloro che stanno nella cerchia dei privilegiati quelli che la conducono.
Essi, anzi, sono gli antagonisti di quanti della democrazia hanno bisogno, cioè gli antagonisti degli esclusi che reclamano il diritto di essere ammessi a partecipare alle decisioni politiche, il diritto di contare almeno qualcosa.
Le costituzioni democratiche sono quelle aperte a questo genere di conflitto, quelle che lo prevedono come humus della vita civile e lo regolano, riconoscendo diritti e apprestando procedimenti utili per indirizzarlo verso esiti costruttivi e per evitare quelli distruttivi.
 
Gustavo Zagrebelsky
. . .
 

cosi` replica nella sostanza Zagrebelsky a Scalfari.

la risposta di Scalfari e` un balbettio:

Perché difendo l’oligarchia

(…) Che l’oligarchia sia il governo dei pochi lo diciamo tutti e due. Che faccia un governo per i ricchi lo dice solo Gustavo e che i ricchi facciano i loro propri interessi a danno dei molti, anche questo lo dice soltanto lui, non io. (…)

Identificare i pochi con i ricchi che ottengono il comando per favorire i propri interessi è un evidente errore. (…)

Zagrebelsky pensa che i pochi sono i ricchi e i potenti.

Ricchi non necessariamente, potenti certamente e su questo è tutto.

Le alternative sono la democrazia referendaria della quale ho già scritto l’impossibilità di governare; oppure la dittatura. (…)

Ora mi fermo e non parlerò più di questo tema.

. . .

ma i primi commenti a Scalfari che leggo dice tutto:

alsancak03
Non capisco questa difesa dell’oligarchia ne tantomeno dove voglia arrivare questo articolo che trovo pieno di citazioni per celebrare il proprio sapere,

l’oligarchia per definizione ha un significato negativo ed è una forma di governo degenerata,

il pensiero oligarchico è aberrante e non merita di essere difeso per nessuna ragione.

Hattori Hanzo
Mannaggia questi italiani democratici che non vogliono l’aristocrazia…

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2 thoughts on “oligarchia/monarchia, democrazia/plutocrazia, gerarchia + teocrazia – e Scalfari/Zagrebelsky – 495

  1. Leggo e do forza al mio NO.
    Mi pare che in questa frase di Zagrebelsky ci sia tutto:
    La democrazia non è una meta raggiunta, un assetto politico consolidato, una situazione statica.
    La democrazia è conflitto.
    Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle oligarchie.

    Questi sono i post dove io imparo…ripasso i concetti di base. Così tanto per ricordare e soffrire per ciò che vediamo attorno.
    E il dato è l’astensionismo, il fatto che le persone non combattano più.

    Mi piace

    1. scrivo io stesso per riportarmi alla mente i concetti base, come li chiami tu.

      scrivo per chiarirmi a me stesso, se ci riesco.

      e sono molto contento se riesco ad essere utile anche a qualcun altro che ha voglia di pensare…

      capisco le persone che hanno abbandonato la speranza: a volte mi pare il comportamento piu` appropriato al tempo presente.

      poi c’e` sempre in me qualcosa di assurdo che si ribella: credo che dovrei chiamarlo amore per la vita…

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