se la felicita` ti rovina la vita.

non penso che lo scopo della vita sia la felicita`.

e` un obiettivo troppo alto,

sufficiente a rovinarti la vita.

basta, e qualche volta avanza, la serenita`.

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18 thoughts on “se la felicita` ti rovina la vita.

  1. Pare che la coda delle risposte abbia esaurito il numero concesso.
    Su Onu: Un Consiglio di Sicurezza che autorizza missioni militari, diversamente nominandole , missioni che ricevono l’assenso e non il Veto di Usa Russia Regno Unito, Francia e Cina, no non lo voglio . Voglio che valga solo quello che vota l’Assemblea, altrimenti meglio niente.
    E non mi piace nemmeno che la marea di enti che fanno capo all’ Onu venga a dirmi come devo vivere, quali malattie temere di più, quali allarmi sociali devono preoccuparmi ecc. Oppure servano da resort vacanziero agli Inviati , come quelli che da decenni stazionano nel Sahara Occidentale per “preparare le condizioni del referendum”sull’indipendenza dei territori Saharawi occupati, sfruttati, minati… dal Marocco. Una sinecura che nei fatti favorisce ilMarocco perchè le condizioni del referendum non sono state preparate. (mai fatto un conto dei profughi per esempio)

    Sul capitalismo, forse non riesco a comprendere fino in fondo il tuo ragionamento perchè a me sembra che il capitalismo finanziario necessiti dell’esistenza di una sufficiente base di capitalismo della produzione, anzi allo stato attuale ancora ne dipende. Esempio: i vari Fondi azionari investono in azioni Apple – ora che il marchio ha subito un calo delle vendite questo si ripercuote sul valore delle quote del fondo . Ancor più si ripercuote il disastro Samsung con quel “device” che scoppia. Lo stesso quando non si tratta di produzione di oggetti, ma di servizi, come nel caso delle compagnie aeree e dei giganti del turismo … se la gente non si muove il profitto diretto non c’è e quindi l’azione vale poco e non consente profitti agli investitori finanziari-
    Se il profitto non ha più necessità di consumatori allora, come dicevo all’inizio, deve arrivare allo sterminio di massa… perchè noi, viventi, siamo inutili e quindi dannosi, come scrivi tu.

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    1. si` la lunghezza massima della coda dei commenti su wordpress e` di 10: ho impostato quella, di piu` non posso fare; del resto l’unico inconveniente e` tornare in cima e saltare la coda, ahhah.

      – parto dal fondo: indubbiamente vi e` ancora una radice ultima della produzione di profitto che e` legata alla produzione di merci e servizi, e quindi all’esistenza di consumatori che sono anche produttori.

      ma oramai questa e` una parte decisamente minoritaria della globale creazione del profitto che in misura assolutamente debordante ha ormai base puramente finanziaria.

      il processo di trasformazione in senso finanziario del capitalismo individuato da Lenin esattamente 100 anni fa (Imperialismo fase suprema del caitalismo) e da Rosa Luxemburg e` oggi compiuto perfettamente.

      la massa dei derivati circolante attualmente e` pari a diverse volte la somma dell’intera ricchezza mondiale: circola e produce profitti un capitale che ha un valore, puramente virtuale, indubbiamente, pari a quello di diversi pianeti…

      nello stesso tempo la robotica sempre piu` perfezionata e l’intelligenza artificale stanno realizzando a tempo di record la prospettiva di un mondo dove i produttori, o una loro ampia parte, non sono necessariamente consumatori.

      ecco lo scenario che puo` portare a prevedere la necessaria eliminazione dei consumatori dal ciclo di produzione del capitale.

      in un mondo ipotetico futuro si potra` guardare ai primi due secoli della civilta` industriale come ad un’epoca incredibilmente arcaica nella quale era necessario servirsi di uomini per produrre, e dunque bisognava mantenerli in vita.

      le basi oggettive della crisi della democrazia stanno nella progressiva irrilevanza del cittadino-produttore-consumatore.

      per questo siamo d’accordo sulle conclusioni: se il profitto non ha più necessità di consumatori allora deve arrivare allo sterminio di massa.

      non sono un guru, non faccio profezie, indico soltanto rischi e tendenze possibili.

      il problema e` che anche programmare uno sterminio di massa non e` poi cosi` facile…

      e l’esperienza delle due guerre mondiali ha mostrato quanto pericolosi siano questi scenari per i poteri della finanza.

      – sull’altro punto, tutte le tue critiche agli organismi internazionali sono ampiamente condivisibili.

      ma allora? occorre guardare piu` in la` della punta del nostro naso.

      vogliamo tornare alla politica dell’imperialismo puro di un secolo fa?

      assurdo, anzi pericolosissimo.

      ma adesso facciamo fare all’analisi ancora un passo.

      immaginiamo che l’elite ristretta degli iperplutocrati stia cominciando a pensare agli scenari di una guerra globale per sfoltire l’umanita`, che del resto, se le cose non cambiano, si autodistruggera` da sola per l’esplosione demografica.

      la Clinton sarebbe la presidente perfetta per la realizzazione di un simile disegno.

      ma proprio l’eliminazione o lo svuotamento totale dei poteri degli organismi internazionali non sarebbe il primo passo necessario per renderla piu` facile?

      questa stabilizzazione relativa dei conflitti e` stata indubbiamente funzionale alla globalizzazione, ma forse questa fase della civilta` umana sta gia` volgendo al termine.

      se non servono piu` gli esseri umani, o meglio ne basta un numero alquanto ristretto per alcune mansioni dove non sono (ancora) sostituibili, non servono neppure piu` le istituzioni che dovevano mantenere la pace:

      potresti essere rapidamente accontentata…

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      1. … e sarà un pianeta_fantasma. Come Hal prese il comando dell’astronave, i software che governeranno la produzione dei profitto potrebbero sviluppare una personalità, ribellarsi e distruggere chi la ha voluti. 🙂
        In quanto all’Onu, non voglio tornare indietro agli imperialismi, vorrei solo abbattere il Consiglio di Sicurezza, l’organo creato per svuotare di potere l’Assemblea. Mi Basterebbe!

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        1. sulla ribellione futura dell’intelligenza artificiale, e` effettivamente uno scenario molto probabile, ehehe:

          per questo gli uomini del futuro ci riempiono di UFO, che vengono continuamente proprio in questo spazio-tempo per vedere come correggere l’errore… 🙂 🙂 🙂

          – sull’ONU siamo quasi d’accordo. occorrerebbe secondo me non tanto abbattere il Consiglio di Sicurezza, quanto superare il diritto di veto delle 5 potenze vincitrici della seconda guerra mondiale.

          un Consiglio di Sicurezza ristretto serve operativamente, ma dovrebbe essere rigorosamente a rotazione all’interno di aree geo-culturali capaci di rappresentare il mondo intero: USA, America Latina, Europa, Russia e alleati, Cina, India, Asia orientale insulare, Oceania, Africa subsahariana, Islam.

          un Consiglio di 10 membri, quindi, con diritto di veto soltanto di due membri abbinati.

          e sub-consigli delle diverse aree che possano vincolare il voto in Consiglio di Sicurezza del rappresentante pro tempore.

          e poi introduzione in Assemblea Generale del diritto di voto ponderato degli stati sulla base della popolazione.

          ovviamente sappiamo tutti che si tratta di utopie, visto che vanno a scontrarsi con i rapporti di forze attuali e i paesi privilegiati non molleranno facilmente i loro privilegi; ma i rapporti di forza stessi cambiano e allargare il diritto di voto anziche` toglierlo potrebbe essere la strada giusta.

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  2. Quello che scrivi sulla felicità concorda perfettamente con il mio pensiero. La felicità è un momento, non uno stato persistente altrimenti consuma se se stessa, esatto. La serenità è lo stato che consente di apprezzare i momenti perfetti e trarne felicità, quel che rimane dopo è il ricordo della felicità provata che si aggiunge al piacere di vivere (o la speranza che vivere possa essere un piacere prima o poi… )
    C’entra con il capitalismo, sì, perchè questo promette la soddisfazione dei desideri, e sposta sempre più la felicità sugli oggetti, i beni materiali, sull’idea che tutto si può comprare per soddisfarsi.

    Ho passato un pò di tempo a cercare nella Costituzione americana perchè ricordavo non una promessa di felicità, ma il diritto a perseguirla . Ho scoperto che non è nella Costituzione, come io pure credevo, ma nella Dichiarazione di Indipendenza! Che è poi un’arringa contro Re Giorgio
    http://cultura.biografieonline.it/testo-in-italiano-della-dichiarazione-di-indipendenza-americana/

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    1. beccato! hai perfettamente ragione e il bello e` che lo sapevo benissimo.

      mi ha fregato la fretta, mia abituale a volte buona a volte cattiva consigliera.

      mi spiace che hai rifatto, spero in meno tempo, la stessa ricerca che feci a mio tempo io, arrivando ovviamente al tuo stesso risultato.

      cosa che non cambia in nulla il senso del mio discorso, anche se adesso ovviamente correggero` la citazione.

      solo che ieri, mentre ti rispondevo e dovevo uscire velocemente, non mi veniva in mente in quale altro documento esattamente si trovasse il riferimento alla felicita` costitutivo e fondante dell’etica americana, e quindi ho lasciato “Costituzione”, come del resto si legge comunemente.

      – quanto all’arringa contro re Giorgio, spero che anche i padri fondatori degli States non ce l’avessero con Napolitano! – battuta cretina la mia.

      ma per il resto, ecco che ci ritroviamo; forse soltanto un distinguo sottile.

      non credo che sia la serenita` a darci i momenti di felicita`, altrimenti essi esisterebbero soltanto per i saggi che l’hanno conquistata…

      no, a mio modo divedere la felicita` e` qualcosa di biologico, sono momenti (come giustamente dici tu) di intensita` appagata che la natura regala a tutti, piu` o meno ampiamente, come e` evidente.

      la serenita` e` la capacita` di inserire questi momenti in un quadro complessivo di benessere interiore, quello che ho provato a battezzare come serenita` (ma avrei potuto dire saggezza, solo che il termine e` troppo freddo).

      qui rilancio: la serenita` agisce dunque come antidoto al bisogno compulsivo di momenti di felicita`.

      tu hai collegato, magistralmente, ricerca della felicita` istantanea e consumismo, base del capitalismo contemporaneo.

      questo permette di capire come la serenita` interiore (o saggezza) e` una nemica mortale del consumismo e dunque del capitalismo, che deve disgregarla e distruggerla per avere via libera…

      nemica e` la memoria, che e` la base della costruzione di un io biografico dove si radica la serenita`…

      ti faccio un esempio veramente limite e forse un poco grottesco, ma mi viene in mente in questo momento:

      e` il mio viaggio intorno al mondo che mi ha regalato veramente molti momenti di felicita` pura.

      questi momenti sono stati memorizzati in vario modo, per iscirtto, e per immagini.

      ritornare con lamemoria su quesit momenti contribuisce alla mia serenita`.

      e diminuisce l’impelleza di un secondo viaggio, che sarebbe molto piu` forte se i momenti di felicita` del primo fossero andati in ampia parte dimenticati…

      scusa l’esempio: ma, dimeticandolo (!) per un momento, mi pare che qui si pongano le premesse, direi filosofiche, ma almeno psicologiche, per la costruzione di una strategia alternativa alle deformazioni vitali prodotte dal capitalismo consumistico.

      (devo pero` dire che questo potrebbe venire a coincidere con ;’evoluzione stessa del capitalismo, che credo stia superando il proprio modello di espansione consumistico per costruire un nuovo modello di espansione puramente finanziaria,

      e per questo deve liberarsi della democrazia come fatto vetusto e ricondurre la maggior parte dell’umanita` in una condizione servile.

      prima di trovare il modo, prima o poi, di liberarsene per la gran parte.

      divagato troppo?

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      1. Succede che quando discutiamo differenze sottili le amplifichiamo creando un patchwork di “è così” e di “sì, però ..” 🙂
        Volevo dire che la serenità è necessaria per accorgersi di vivere un istante o un giorno di felicità . Non è lo stesso, ma mi sembra consonante con “la serenita` e` la capacita` di inserire questi momenti in un quadro complessivo di benessere interiore,”
        L’esempio personale che hai fatto mi sembra emblematico . Infatti “ritornare con la memoria su questi momenti contribuisce alla mia serenita`e diminuisce l’impellenza di un secondo viaggio” conferma che la memoria, che funziona al meglio nello stato di serenità, conserva la serenità stessa e la nutre, eliminando la rincorsa alla felicità.
        Anticipo una tua possibile obiezione dicendo che vivere una condizione interiore di serenità non significa che all’esterno tutto scorra facilmente;. Penso che la ristrutturazione della tua casa problemi ne dia parecchi, ma siccome essa corrisponde a una “tua” scelta e a un “tuo” desiderio, le complicazioni non intaccano la serenità-
        E qui veniamo al capitalismo e al consumismo dove i desideri non nascono dall’interno, ma sono artificiosamente suscitati dall’atmosfera collettiva, tanto dalla maledetta pubblicità quanto dalla competizione fra consumatori., oltre che dalla fabbrica dell’ansia e della paura. Parola d’ordine: Proteggiti!
        Colpisce al centro – ed è uno dei tuoi geniali aforismi .. involontari ” [per il capitalismo] nemica e` la memoria, che e` la base della costruzione di un io biografico dove si radica la serenita`…”
        E’ così!! Ci vogliono distratti e immemori, gli esempi potrebbero essere migliaia. Uno dei modi è diffondere certezze ultime & contraddittorie che creano legioni di seguaci di una o dell’altra. L’aspirina è un toccasana, l’aspirina è un veleno. Lo zucchero è indispensabile al funzionamento del cervello, lo zucchero è un veleno. Windows è il miglior sistema operativo, Mac è il miglior sistema operativo, ….
        Ci sono gli esperti, l’opinione nostra non provenga giammai dalla nostra esperienza, da quello che constatiamo di persona. Non dobbiamo esistere come esseri pensanti in proprio, ma al massimo come sostenitori o oppositori del verbo altrui. ( Sempre più spesso questo “verbo” viene da articoli in rete scritti con copia e incolla, anche casuale, di altri articoli da gente pagata una miseria da siti votati a propagandare oggetti di consumo. )
        Vero che il Capitalismo si è evoluto da produzione a finanza, ma anche la finanza produce beni da acquistare, Fondi, obbligazioni ecc. fa nascere la fretta di guadagnare e … dilapidare i risparmi in titoli spazzatura. E poi il capitalismo finanziario si serve della tecnologia, che crea desideri di sempre nuovi device. E come il vecchio capitalismo crea ancor più facilmente desideri più personali: vedi l’improvvisa dilagante presenza dei cani negli appartamenti cittadini. Sono i protagonisti della pubblicità, un gran filone di spesa famigliare … come non dargli “quelle” crocchette, quel cappottino, come non discuterne con altri padroni di cani, invece di conversare che so… sul riscaldamento globale, il rischio di guerra, il referendum… o scambiarsi confidenze e condividere emozioni pariteticamente, fra umani. E’ così facile, invece, conversare con il cane e ricevere un entusiasta scodinzolar della coda.
        Il capitalismo finanziario è ancora più cattivo che quello degli anni 50, quando i desideri suscitati perlomeno alleviavano difficoltà reali, pensa ai primi elettrodomestici, l’acquisto della prima casa, l’utilitaria per tornare al paese natio e riabbracciare i parenti. ….Non so se la democrazia si è svuotata per volontà dei grandi capitali, o se è stata una conseguenza inattesa dell’aver svuotato le menti….
        E adesso? Adesso che gli stati sono brandelli di organismi sovranazionali, adesso che la loro classe dirigente è eletta da sempre meno votanti sempre meno realmente infornati…
        Per non perdere quella sottile base di serenità che mi sono faticosamente costruita, a volte dò una scrollata di spalle, io ho vissuto tempi sociali più vigorosi, tempi di speranza, di attività per realizzarla e li ricordo molto bene.
        divagato troppo? 🙂
        buona giornata

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        1. “la memoria, che funziona al meglio nello stato di serenità, conserva la serenità stessa e la nutre, eliminando la rincorsa alla felicità”.

          e questo tuo non e` un bel “borforisma”?

          si`, sul tema generale mi pare che abbiamo raggiunto il punto di incontro, adesso.

          quanto al bisogno di avere a che fare con succubi, e` la caratteristica di ogni potere, non solo di quello del capitale; cio` che e` specifico nel capitalismo e` il modo in cui si rendono succubi i sudditi.

          sinora questo strumento e` stata la “democrazia” assieme alla “liberta`”: ma entrambe funzionano molto meno, ed ecco che avanzano nuove ipotesi di gestione della politica…

          la creazione di un mondo artificiale e virtuale rende sempre meno importante il povero vecchio mondo materiale.

          pensa ad un mercato dove i produttori sono robot…

          nel momento in cui il nuovo mondo virtuale e` in grado di produrre piu` profitto del mondo che chiamavamo reale, l’esistenza dell’uomo concreto diventa superflua.

          pensa ad una finanza che produce profitti speculando su capitali soltanto immaginari…

          non e` l’esatto corrispondente economico del mondo immaginario creato dall’informatica?

          le ultime righe sono destinate ad un distinguo tutt’altro che secondario: nessuna nostalgia dobbiamo avere, se ci fosse, per gli stati cosiddetti nazionali.

          la creazione di organismi sovranazionali e` indubbiamente parte di questo processo, ma nello stesso tempo e` comunque effettivamente un progresso rispetto al mondo degli stati nazionali, che non erano affatto meno oppressivi o piu` facilmente controllabili dal popolo per il fatto che si definivano tali.

          la vera democrazia e` realizzata attraverso il decentramento dei poteri in organismi politici piu` piccoli, effettivamente controllabili da chi ne fa parte.

          non a caso in questo momento stiamo assistendo alla distruzione delle Province, a favore delle Regioni.

          ma la democrazia non sta nel ritorno agli stati nazione, di gran lunga peggiori.

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          1. Aspetta… tutto vero sulla creazione virtuale dei profitti e degli operatori sostituiti dai robot, ma i consumatori ? Si possono sostituire? Se sì, se anche i consumatori diventano virtuali, per esempio, allora uno sterminio planetario diventa “necessario e razionale”. Fermiamoli!!
            Io non rimpiango gli stati nazione, ma aborro i sovranazionali. Perchè? Perchè sono ancora più in grande repressivi e oppressivi e illiberali. Uccidono anche le differenze che intercorrevano fra gli stati nazione. Da un governo mondiale dove scappi? Non hai nemmeno la speranza di emigrare in un paese dove, magari, le tue capacità sono ancora, o finalmente, utili, o lo stile di vita più sopportabile..
            C’è stato un periodo in cui questo allargamento appariva come un respiro, ma se guardi alle tenaglie che UE, FMI ecc ecc stringono al collo dei cittadini, senza che nemmeno “un” individuo possa essere additato come responsabile…. eh… sono le regole, mica c’entra il tizio o il caio…
            Li temo ancora di più, perchè per influire su di loro occorrerebbe una cittadinanza estesa ancora più consapevole e partecipe della cittadinanza locale che ha ben fallito con gli stati.
            Proviamo pure a decentrare in organismi più piccoli e perciò controllabili, ma poi come li fai convergere su un interesse-medio e non su accanite difese del .. particulare?

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            1. io credo che i consumatori dal punto di vista del profittatore sono soltanto merci per produrre le merci finali.

              ma se le merci finali si possono avere mediante automi, a che servono i consumatori?

              mi pare che siamo vicini all’impazzimento finale del sistema capitalistico.

              sul secondo punto ti faccio una domanda sola, molto centrata sull’attualita`:

              tu preferiresti che l’UNESCO non ci fosse?

              (ma potrei fartene anche altre, naturalmente)

              azzardo senza verificare: il tema di un governo mondiale non e` stato posto da Kant nel suo saggio Sulla pace perpetua, come rimedio contro la guerra, giudicata inaccettabile?

              . . .

              alla terza domanda mi sono confusamente dedicato in uno dei miei ultimi post, ma e` certamente un tema centrale:

              democrazia parlamentare? repubblica dei consigli o comitati popolari?

              la storia e` severa e dimostra che non funzionano bene.

              altre forme?

              forse di necessita` non funzionano bene, ecc. ecc. – ma non mi ripeto.

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              1. Già impazzisco io con la tua prima frase, figurati il capitalismo 🙂

                Unesco: se lavora puntigliosamente attenendosi alla realtà degli avvenimenti come nel documento su Gerusalemme la voglio, se lavora male no. Mi sembra normale giudicare un ente che ha questa velleitaria vocazione “UNESCO lavora per creare le condizioni per il dialogo tra le civiltà, le culture ei popoli, basata sul rispetto dei valori condivisi. E ‘attraverso questo dialogo che il mondo può raggiungere visioni globali di sviluppo sostenibile che comprende il rispetto dei diritti umani, il rispetto reciproco e la riduzione della povertà, che sono tutti al centro della missione e le attività dell’UNESCO.”
                Non è il Consiglio di sicurezza che decide “missioni ” militaeri – quello così come funziona è una sovranazionale_fregatura e la metto fra quei sovranazionali che mi fanno paura.

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                1. aahhah, la prima frase, te ne sarai accorta, e` una sottile parodia del linguaggio marxista classico.

                  Per Marx, l’analisi della merce come depositaria del valore di scambio porta a prescindere dalle sue qualità per il consumo, poiché ciò che interessa sono i rapporti quantitativi che si instaurano tra questa e le altre merci, e tra questa ed il denaro.

                  (riadattato da wikipedia)

                  dal punto di vista del capitalista quindi le merci sono soltanto valore per produrre altro valore.

                  io chiamo profittatore il neo-capitalista dei tempi nostri (giusto per descriverne meglio la natura) e dico che dal suo punto di vista i consumatori stessi sono soltanto merci per produrre merci, cioe` valore per produrre altro valore.

                  con questo non dico di essere stato chiaro: ma vorresti forse dirmi che Marx lo e`? 🙂

                  . . .

                  UNESCO, FAO, ecc. sono inseparabili dall’ONU, e costituiscono un livello a parte.

                  lasciamo fuori dal discorso Unione Europea, NATO, TTIP et similia, perche` sono organismi che hanno natura completamente diversa.

                  se parliamo di forme di governo sovranazionali dobbiamo riferirci a queste.

                  ovviamente anche questi abbozzi di governo mondiale sono pieni di limiti e di difetti, nulla e` assolutamente perfetto.

                  possono anche fallire, come falli` la Societa` delle Nazioni.

                  ma il mondo sarebbe migliore senza di loro?

                  le guerre non ci sarebbero forse anche senza l’ONU?

                  ovviamente la risposta e` si`, e ce ne sarebbero proibabilmente anche molte di piu` e molto piu` caotiche…

                  quantomeno, da quando esiste l’ONU non c’e` mai stata una guerra mondiale vera e propria.

                  magari piu` come effetto della scoperta della bomba atomica che altro…

                  ma comunque sarebbe migliore il mondo senza il trattatoi di non proliferazione atomica promosso dall’ONU?

                  . . .
                  discorso diverso per le altre istituzioni come l’Unione Europea.

                  assolutamente necessarie anche loro, per noi, ma per motivi completamente diversi.

                  ma qui mi fermo, in punta di piedi.

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                  1. Sai che sei un gran furbone? Allarghi il discorso e non rispondi alla domanda “ma i consumatori ? Si possono sostituire? Se sì, se anche i consumatori diventano virtuali, per esempio, allora uno sterminio planetario diventa “necessario e razionale”. ”
                    qualsiasi cosa dica il complicato Marx chi vende può pure essere un capitalista disincarnato, come una multinazionale che persegue il suo profitto chiunque sia il direttore, o magari con un software dirigenziale, ma qualunque sia il prodotto dalla Chiquita al telefonino ci vuole l’uomo in carne e ossa. Perfino le lobby delle armi necessitano di corpi da disintegrare.

                    Su Onu e le non guerre mondiali. Prima di tutto quelle etichettate mondiali sono state solo due, diamogli tempo … Onu serve proprio a cambiare ila cornice al quadro cioè a non far vedere mondiali quelle guerre che spaccano la pace in decine di guerre locali .
                    Certo che mi piacerebbe l’Onu funzionante per comporre con trattative i divergenti interessi, ma non lo fa perché nel Consiglio di Sicurezza, che ben sappiamo essere quello che conta davvero, ci sono Cina Uk Russia Francia e Usa, vedi un pò… i più grandi produttori di armi .
                    Ogni sana intuizione, – questa ne è il massimo esempio,- ogni speranza per il bene collettivo viene nei fatti sempre svuotata, stravolta, manipolata. Sad but true, dicono gli anglofoni …
                    Buon week end ops… buon fine settimana 🙂

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                    1. Risposta dal cellulare. Netbook fuori uso. Che dtrazio digitare qui. E che obbligo di sintesi. Non ho aggirato il tema come credi. Pensavo di avere risposto nella prima parte. Se lo scopo dell’economia è il profitto come pensano

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                    2. i profittatori, il consumatore non è strettamente necessario. Se è la produzione di merci x il profittatore i robot possono sostituire in parte i produttori umani. Dal punto di vista del profittatore l’umanità sta diventando per ampia parte inutile anzi dannosa. Sull’Onu

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  3. la felicità è una rincorsa … che impedisce la serenità.
    darsi la felicità come obiettivo ti rovina davvero la vita: ti fa ricordare ogni giorno che non hai ancora ciò che vorresti.

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    1. il tuo commento mi sollecita uno spunto che i pare importante.

      il diritto alla felicita` e`, come e` noto, uno dei punti salienti della Costituzione – no, della Dichiarazione di Indipendenza – americana.

      ma, mi domando ora, quanto e` connesso questo diritto alla visione del mondo del capitalismo?

      questa felicita` come eterna rincorsa mai saziata non ricorda troppo da vicino l’eterna rincorsa del profitto?

      credo che dobbiamo porre un punto fermo molto importante dal punto di vista etico.

      il diritto alla felicita`, cioe` ad una situazione di benessere straordinariamente intensa, e` sbagliato; la felicita` e` autolesionista e si trasforma in frustrazione, dato che insegue l’eccezionalita`; la felicita` e` autodistruttiva perche` esaurisce le risorse.

      per indicare una condizione di benessere stabile, ordinaria, quieta e non tesa parossisticamente a ripetersi rilanciando continuamente la posta, dobbiamo trovare un nome nuovo, che dica da subito la differenza.

      diritto alla serenita`, non alla felicita`, ecco.

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