ma l’UNESCO parla arabo – 506

dunque la risoluzione dell’UNESCO su Gerusalemme cancellerebbe le origini ebraiche dei luoghi santi a Gerusalemme ed e` una “shoah culturale”, ha proclamato il Foglio,

anzi ha indetto addirittura una manifestazione per chiedere all’Unesco e al governo spiegazioni sulla decisione.

eppure basterebbe leggerla, questa risoluzione…

e l’Huffington Post vi da` la versione “di sinistra” della bufala:

Da Unesco grande autogol su Gerusalemme e un “favore” politico a Israele

. . .

Renzi, alla caccia disperata dei voti di chiunque, siano ebrei o masai, filo-russi e anti-russi, si e` subito precipitato in dichiarazioni dai toni parte berlusconiani, parte mussoliniani:

“Trovo la decisione dell’Unesco incomprensibile e sbagliata. Non si può continuare con queste mozioni, una volta all’Onu una volta all’Unesco, finalizzate ad attaccare Israele. Credo sia davvero allucinante e ho chiesto di smetterla con queste posizioni, e se c’è da rompere su questo l’Unità europea, che si rompa pure. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose di uscire da queste cose. E’ una vicenda che mi sembra allucinante, ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma”.

dove non sai se devi ridere o piangere: un capo del governo che non sa che cosa fa il suo Ministro degli Esteri,

e lo dice anche!

. . .

Marco Lo Bue ha pubblicato la traduzione italiana del documento di cui tutti parlano in base a qualche velina dell’ambasciata israeliana, ma senza leggerlo.

me l’ha segnalata mcc43: grazie!

cominciamo col dire che l’UNESCO si occupa, fra l’altro di attribuire la definizione di Patrimonio culturale dell’umanita` ai siti piu` preziosi per motivi storici, artistici o ambientali della civilta` umana,

e successivamente vigila sulla loro conservazione;

si occupa dunque a pieno diritto della citta` storica di Gerusalemme, inserita nel 1981 nella Lista del patrimonio mondiale e nel 1982 nella Lista del patrimonio mondiale in pericolo.

. . .

l’UNESCO fa un elenco minuzioso delle quasi infinite violazioni israeliane ai suoi obblighi di mantenere l’integrita` dei luoghi religiosi islamici, che sono anche importanti testimonianze culturali ed artistiche.

e in particolare protesta perche` Israele sta compiendo scavi a Gerusalemme Est, la citta` araba, nel centro storico, e non rispetta l’invito a sospenderli.

cita le demolizioni in corso nel cuore della citta` storica da parte di Israele, il progetto di costruire una funivia su Gerusalemme Est e degli ascensori.

protesta perche` Israele impedisce l’attivita` del Dipartimento Religioso Giordano (Awqaf) che legalmente ha l’autorità esclusiva sulle moschee Al-Aqsa/Al-Haram Al- Sharif.

ricorda ad Israele di essere semplicemente una potenza occupante.

e protesta contro gli attentati alla libertà di culto e di accesso dei musulmani al loro santo sito di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif.

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che cos’altro dovrebbe fare l’organismo mondiale che si occupa del patrimonio culturale dell’umanita?

ma cosi` traccia, quasi senza volerlo, un quadro impressionante di che cosa significa l’occupazione israeliana della Palestina araba anche soltanto dal punto di vista artistico.

sono le notizie che la nostra stampa non dara` mai.

. . .

ecco, che ci crediate o no, la causa della protesta israeliana:

il nome della moschea araba e di altri luoghi della citta araba e` stato scritto dall’UNESCO in arabo e non in ebraico.

lo aveva gia` spiegato bene ieri Francesco Vitellini nel post che ho ribloggato.

ma ora potete toccare con mano e rendervi conto.

e questa sarebbe la nuova shoah e l’attentato all’ebraismo.

. . .

ma e` evidente che si tratta di una banale manovra di distrazione di massa dagli abusi israeliani indicati in modo molto preciso dalla relazione UNESCO: 

la favola del lupo aggressore che si lamenta l’ha gia` raccontata Fedro.

la vera notizia che si vuole nascondere e` la progressiva distruzione della Gerusalemme araba che Israele sta realizzando e il clima di violenza continua contro gli abitanti. 

. . .

abbiamo una stampa completamente dequalificata.

e un primo ministro superficiale, che non sa di che cosa parla.

piuttosto ci sarebbe da chiedersi: come mai l’Italia si e` semplicemente astenuta?

. . .   . . .    . . .

Questa è la traduzione integrale della risoluzione dell’Unesco per tutelare la conservazione dei luoghi sacri musulmani di Gerusalemme. Giudicate voi l’informazione fornitaci dai giornali e sopratutto la decisione di Renzi di votare contro, dopo che, in prima battuta, il ministro Gentiloni aveva preferito l’astensione.

PROGRAMMA E RELAZIONI ESTERNE COMMISSIONE (PX)
Articolo 25: Palestina occupata
PROGETTO DI DECISIONE
Inserito da: Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan
I.A Gerusalemme

Il Comitato esecutivo,
1. Dopo aver esaminato documento 200 EX / 25,
2. Ricordando le disposizioni delle quattro Convenzioni di Ginevra (1949) e i loro protocolli addizionali (1977), del 1907, sulla guerra terrestre, la Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954) e il relativo protocolli, la Convenzione concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali (1970) e la Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale (1972), l’iscrizione della Città Vecchia di Gerusalemme e le sue mura, su richiesta della Giordania nella Lista del patrimonio mondiale (1981) e sulla Lista del patrimonio mondiale in pericolo (1982), e le raccomandazioni, risoluzioni e decisioni dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale, così come le risoluzioni e le decisioni dell’UNESCO in materia di Gerusalemme, richiamando anche le decisioni UNESCO precedenti relative alla ricostruzione e allo sviluppo di Gaza, così come le decisioni dell’UNESCO sui due siti palestinesi di al-Khalil / Hebron e Betlemme,

3. Riaffermando l’importanza della città vecchia di Gerusalemme e le sue mura per le tre religioni monoteiste, ed altresì che la presente decisione ha lo scopo di salvaguardare il patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est e non compromette le precedenti risoluzioni e decisioni del Consiglio di Sicurezza e delle Nazioni Unite sullo status giuridico della Palestina e di Gerusalemme,

4. deplora profondamente il rifiuto di Israele di osservare le precedenti decisioni dell’UNESCO riguardo a Gerusalemme, in particolare la 185 EX / Decisione 14, osservando che la richiesta di nominare, non appena possibile, un rappresentante permanente da stanza a Gerusalemme Est, per riferire regolarmente su tutti gli aspetti che riguardano i settori di competenza dell’UNESCO a Gerusalemme Est, non è stato rispettato, rinnovando per tanto la richiesta della per la nomina del rappresentante di cui sopra;

5. deplora profondamente il rifiuto di Israele, potenza occupante, di cessare gli scavi ed i lavori a Gerusalemme Est, in particolare nel e intorno al centro storico, e ribadisce la richiesta ad Israele, potenza occupante, di vietare tutte queste opere in conformità gli obblighi derivanti dalle disposizioni delle relative convenzioni, risoluzioni e decisioni dell’UNESCO;

6. ringrazia il Direttore generale per i suoi sforzi per attuare le decisioni precedenti dell’UNESCO su Gerusalemme e le sue richieste per mantenere e rinvigorire tali sforzi;

7. invita Israele, potenza occupante, a consentire il ripristino dello status quo storico che ha prevalso fino al settembre 2000, in base al quale il Dipartimento Religioso Giordano (Awqaf) ha l’autorità esclusiva sulle moschee Al-Aqsa/Al-Haram Al- Sharif, con un mandato esteso a tutti gli affari relativi all’amministrazione, senza alcun ostacolo, su Al-Aqsa/al-Haram al-Sharif, inclusa la manutenzione, il restauro e la regolamentazione degli accessi;

8. condanna fermamente le crescenti aggressioni israeliane e le misure illegali contro il Dipartimento Awqaf e il suo personale, e contro la libertà di culto e di accesso dei musulmani al loro santo sito di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif, e chiede ad Israele, potenza occupante, di rispettare lo status quo storico e di fermare immediatamente le iniziative contrarie;

9. deplora con forza l’assalto continuo di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif da parte di estremisti della destra israeliana e delle forze in uniforme, ed esorta Israele, potenza occupante, di adottare le misure necessarie per prevenire gli abusi provocatori che violano la santità e la integrità di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif;

10. critica profondamente le aggressioni israeliane continue contro i civili, tra cui figure religiose islamiche e sacerdoti, critica l’inserimento forzato nelle diverse moschee ed edifici storici all’interno di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharifby di diversi dipendenti israeliani tra cui il funzionari della cosiddetto ufficio sulle “Antichità israeliane”, nonché gli arresti ed i feriti tra fedeli musulmani e fra le guardie giordane del Awqaf, dislocate sulle spianate di al-Aqsa/al-Haram al-Sharif, da parte delle forze israeliane, e sollecita Israele, potenza occupante, per porre fine a queste aggressioni e abusi che infiammano la tensione a terra e tra le fedi;

11. disapprova la restrizione israeliana di accesso ad Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif durante la festività di Eid Al-Adha del 2015 e la successiva violenza, e chiede a Israele, potenza occupante, di fermare tutte le violazioni contro le Moschee di Al-Aqsa Moschea/Al-Haram al-Sharif;

12. deplora profondamente il rifiuto di Israele di concedere i visti agli esperti dell’UNESCO incaricati del progetto UNESCO presso il Centro di manoscritti islamici di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif, e chiede a Israele di concedere i visti agli esperti dell’UNESCO, senza restrizioni;

13. deplora i danni causati dalle forze israeliane, in particolare dal 23 agosto 2015, alle storiche porte e le finestre della moschea di Al-Qibli all’interno di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif, e ribadisce, a questo proposito, l’obbligo di Israele di rispettare l’integrità, l’autenticità e il patrimonio culturale di al-Aqsa/al-Haram al-Sharif, che si riflette nello status quo storico, come luogo sacro del culto e come parte integrante di un patrimonio culturale mondiale;

14. esprime la sua profonda preoccupazione per la chiusura del palazzo di Al-Rahma Gate, una delle porte di Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif, e il divieto dei lavori di ristrutturazione imposti da Israele e sollecita la potenza occupante di riaprire la Porta, fermare l’ostruzione dei lavori di restauro necessari, predisposti al fine di riparare i danni causati dalle condizioni meteorologiche, in particolare la perdita di acqua nelle stanze del palazzo;

15. invita inoltre Israele, potenza occupante, a fermare l’ostruzione dell’esecuzione immediata di tutti i 18 progetti di restauro hashemita in ed intorno a Al-Aqsa/Al-Haram al-Sharif;

16. deplora la decisione di Israele di approvare un piano per costruire un sistema di funivia a due cavi a Gerusalemme Est e il progetto cosiddetto “Liba House” nella Città Vecchia di Gerusalemme, così come la costruzione del cosiddetto “Kedem Center” , un centro visitatori vicino alla parete sud del al-Aqsa/al-Haram al-Sharif, la costruzione dell’edificio Strauss e il progetto 200 EX / PX / DR.25.2 Rev. dell’ascensore nella piazza di Al-Buraq e sollecita Israele, potenza occupante, a rinunciare ai progetti di cui sopra ed a fermare i lavori di costruzione della ascesa alla Porta Mughrabi di Al-Aqsa/Al-Haram ash-Sharif, in conformità con i suoi obblighi ai sensi delle pertinenti convenzioni, risoluzioni e decisioni Unesco;

18. prende atto del 16a relazione di monitoraggio e di tutti i rapporti precedenti, insieme all’addendum predisposto dal Centro del Patrimonio Mondiale, nonché delle relazioni sullo stato conservativo presentate al Centro del Patrimonio Mondiale, dal Regno Hascemita di Giordania e dallo Stato della Palestina;

19. depreca le continue misure israeliane unilaterali e decisioni relative al Salita alla Porta Mughrabi, tra cui i più recenti lavori condotti a febbraio 2015 all’ingresso della Porta di Mughrabi Porta, e la creazione forzata di una nuova piattaforma di preghiera ebraica a sud della salita Mughrabi di piazza al-Buraq, e la rimozione di quella islamica che era nel sito, e ribadisce che non devono essere adottate misure unilaterali israeliane, in conformità con il suo status e obblighi ai sensi del 1954 Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato;

20. esprime inoltre la sua profonda preoccupazione per le demolizioni illegali dei reperti ottomani del califfato di Umayyad, così come altre opere intrusive e scavi dentro e intorno alla Porta di Pathway di Mughrabi, e chiede anche ad Israele, potenza occupante, di fermare le demolizioni, scavi e lavori e di rispettare i suoi obblighi derivanti dalle disposizioni delle convenzioni UNESCO di cui al precedente paragrafo 2;

21. ribadisce il proprio ringraziamento alla Giordania per la sua cooperazione e sollecita Israele, potenza occupante, a collaborare con il Dipartimento Awqaf giordano, in conformità con i suoi obblighi ai sensi delle disposizioni della Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, e per facilitare l’accesso di esperti giordani Awqaf con i loro attrezzi e materiali al fine di consentire l’esecuzione del disegno giordano della salita alla Porta Mughrabi, conformemente alle decisioni UNESCO e Comitato del Patrimonio mondiale, in particolare 37 COM / 7A .26, 38 COM / 7A.4 e 39 COM / 7A.27;

22. Ringrazia il Direttore generale per la sua attenzione alla situazione delicata di questa materia, nonchè per le sue sollecitazioni a prendere le misure necessarie volte alla esecuzione del disegno giordano della salita alla Porta Mughrabi;

23. sottolinea ancora una volta l’urgenza della realizzazione della missione di monitoraggio reattivo UNESCO per la città vecchia di Gerusalemme e le sue mura;

24. ricorda a questo proposito 196 EX / Decisione 26 che ha deciso, in caso di mancata attuazione, a prendere in considerazione, in conformità con il diritto internazionale, altri mezzi per garantire la sua attuazione;

25. rileva con profonda preoccupazione che Israele, potenza occupante, non ha rispettato nessuna delle 121 decisioni del comitato esecutivo, nonché le decisioni SIX2 del Patrimonio Mondiale e le 11 decisioni del Comitato esecutivo: 185 EX / Decisione 14, 186 EX / Decisione 11, 187 EX / Decisione 11 (ecc. ecc.);

26. deplora il rifiuto di Israele ha continuato ad agire in conformità con le decisioni UNESCO e Comitato del Patrimonio Mondiale che richiedono un incontro di esperti dell’UNESCO sulla Mughrabi Salita e l’invio di una missione di monitoraggio reattivo alla città vecchia di Gerusalemme e le sue mura;

27. invita il direttore generale di adottare le misure necessarie per attuare la missione di monitoraggio reattivo suddetta secondo decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale 34 COM / 7A.20, prima della prossima sessione del Comitato esecutivo, e invita le parti interessate a tutti facilitare l’attuazione della missione;

28. chiede che la relazione e le raccomandazioni della missione di monitoraggio, nonché la relazione della riunione tecnica sulla salita di Mughrabi, siano inviati alle parti interessate. 

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8 thoughts on “ma l’UNESCO parla arabo – 506

    1. grazie Raimondo: il post e` il frutto di una collaborazione a piu` mani, come vedi: Francesco, che ha fatto il primo studio, Maria Carla, che mi ha mandato la traduzione…

      poi tutti predichiamo nel vento, come Bob Dylan, ma su questo non c’e` niente da fare.

      quanto alle dichiarazioni di Renzi sono impressionanti per il livello, ma dovrei dire dislivello, culturale e quindi anche politico.

      Renzi, se ti ricordi lo dico da subito, dal suo primo apparire sulla scena e ancora da prima che iniziasse la sua scalata al potere, e` un populista della peggiore specie e ci portera` fuori dall’Unione Europea se non ce ne liberiamo per tempo.

      e` un assoluto disastro e CHIUNQUE, dico CHIUNQUE, nella marmaglia di tristi populisti di vario colore che popola politicamente questo paese disgraziato e` meglio di lui.

      hai fatto bene a sottolineare un aspetto che mi era sfuggito:

      Renzi davvero non sa che cosa sia l’UNESCO e pensa che sia un’istituzione europea!!!

      ma si puo` essere governati da una bestiaccia ignorante del genere?

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            1. Certo. Volevo solo sottolineare l’ignoranza cronica di Renzi che parla di rottura con l’Europa per appoggiare Israele senza sapere che diversi paesi europei hanno votato contro la mozione. Ignoranza anche funzionale a presentarsi come paladino populista anti Unione Europea

              Liked by 1 persona

  1. Grazie a te che hai pubblicato!! e così sinteticamente espresso ciò che il documento espone:
    ” traccia, quasi senza volerlo, un quadro impressionante di che cosa significa l’occupazione israeliana della Palestina araba anche soltanto dal punto di vista artistico. “”

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