ma dio e` un ragioniere? perche` anche il futuro della filosofia e` in Asia – 518

ratio in latino non e` la ragione come la intendiamo noi oggi, e` il calcolo, nel senso matematico del termine.

per questo motivo si parla ancora ogi di numeri razionali, cioe` calcolabili, e irrazionali, cioe` non calcolabili…

i numeri irrazionali non sono affatto dei numeri fuori di testa… 😉

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. . .

e il ragioniere chi e`?

colui che calcola, appunto,

non colui che ha sempre ragione… 🙂

. . .

ma nel nostro mondo razionale, cioe` calcolabile, e` diventato sinonimo di ragionevole.

se ci si ferma a riflettere soltanto un momento l’assurdo e` evidente.

come e` possibile che cio` che e` semplicmente calcolabile sia per cio` stesso anche ragionevole.

eppure e` su questo assunto che si regge la civilta` occcidentale.

. . .

mi riservo di dire tra un attimo perche`, secondo me, e` avvenuto questo slittamento di significato.

per ora vorrei solo osservare che pero` razionale mantiene l’eredita` del suo passato:

il razionale e` molto piu` indiscutibile, come il risultato di qualunque calcolo matematico.

il razionale e` molto piu` dogmatico del ragionevole, che in fondo confina con l’opinabile…

insomma, il ragionevole e` probabilistico;

il razionale pretende di essere indiscutibile.

. . .

con la parola ratio i latini provavano a tradurre la parola logos, del greco, che indicava appunto la ragione nel loro linguaggio.

ma l’origine di questa parola in greco era completamente diversa:

veniva dal verbo lego, dire

e il suo significato originario era “parola“.

la logica era l’arte del parlare bene, in fondo.

logico, cioe` ragionevole, dunque, era quello cui si poteva arrivare usando la parola in modo corretto…

non il numero.

. . .

nel passaggio dal mondo greco a quello romano, dunque, la ragione passo` dal regno della parola a quello del numero.

la traduzione, come quasi sempre succede, significo` una profonda deformazione del significato:

due culture differenti: quella pratica e concreta dei romani e quella piu` astratta dei greci.

. . .

ma la traduzione piu` arbitraria che ha a che fare con questa storia culturale che disegna le origini della nostra civilta` e` quella che riguarda il termine parola nel passaggio dal mondo ebraico a quello greco-romano.

dobbiamo riferirci al celebre inizio del Vangelo secondo Giovanni:

1 In principio era la Parola,
e la Parola era presso Dio
e la Parola era Dio.
Ella era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lei
e senza di lei nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lei era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta. (…)

14 E la Parola si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi. (…)

16 Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
17 Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Jeshu il re.

– ho corretto qualche dettaglio della traduzione ufficiale:

in particolare ho restituito la Parola al posto del Verbo,

non soltanto per chiarezza,

ma per contrastare il maschilismo implicito in questa tradizione orribile,

che credo voglia anche cancellare il ruolo del femminile nel mondo;

qualche di analogo, ricordo, e` avvenuto con la traduzione della ruah, femminile, col maschile Spirito nella definizione della Trinita` cristiana,

che era originariamente quasi una santa famiglia simbolica,

formata da un (dio) Padre, da un Figlio e da una madre divina, che era “lo spirito”, al femminile, che li congiungeva.

. . .

questa parte della redazione attuale del Vangelo secondo Giovanni e` sicuramente antica,

anche se probabilmente successiva alla sconfitta della rivolta ebraica contro Roma,

ma estranea comunque alla sostanziale revisione con integrazioni compiuta dal presbitero Giovanni ad Efeso all’inizio del secondo secolo.

ritroviamo qui l’adattamento in chiave cristiana di un inno degli esseni

e il tema della contrapposizione fra luce e tenebre, tipica di quel movimento,

ma anche l’affermazione che la vittoria delle tenebre sulla luce e` soltanto apparente.

. . .

ma la Parola di cui si parla qui non e` ne` il logos greco, ne` la ratio latina, ma la Torah.

cioe` la Parola di Dio come codificata nel testo sacro, e la legge morale in essa contenuta.

questa e` la Parola che e` all’origine stessa del mondo e lo ha creato, che e` presso Dio ed e` Dio essa stessa.

e` la rivelazione divina.

nella Genesi, infatti, il dio ebraico crea il mondo con la sua parola.

e dunque quella parola di dio che ha creato il mondo e la parola di dio contenuta nella Genesi sono della stessa natura.

il mondo e la Torah sono egualmente due rivelazioni di Dio.

e` questa rivelazione che si fece carne nel corpo di Jeshu, secondo l’autore di questa parte del Vangelo secondo Giovanni.

il corpo di Jeshu, portatore della parola di Dio come la Torah, e` altrettanto divino.

notate bene come soltanto questa interpretazione rende comprensibile il versetto 17, che altrimenti sarebbe del tutto incoerente.

. . .

ora, nel contesto culturale greco la Parola del Vangelo secondo Giovanni diventa facilmente il logos.

cioe` la ragione, o meglio la ragionevolezza, dei filosofi stoici.

e` questo il passaggio fondamentale dal quale nasce il cristianesimo:

l’identificazione di Dio con la ragione umana.

lo stoicismo, che affermava l’assoluta razionalita` del reale, diventa il fondamento filosofico del cristianesimo.

e di fatto il cristianesimo ha cristianizzato lo stoicismo facendone una religione da filosofia che era,

e dunque trasformandolo in una verita` assoluta.

. . .

lo stoicismo era di fatto la filosofia di stato nell’impero romano.

dichiarare razionale il reale era un modo per divinizzare l’impero.

non troppo diverso in questo da Hegel, ma su ben altra scala e con tanta maggiore durata.

Hegel invento` la dialettica per dichiarare razionale la sconfitta della rivoluzione francese e santificare quasi il regno di Prussia.

ma cinquant’anni dopo il suo pensiero era gia` giunto al tramonto.

e il regno di Prussia unifico` la Germania, ma non riusci` a diventare un nuovo impero universale.

. . .

secondo gli stoici, Dio e` logos, cioe` parola, ma parola ragionevole.

il mondo e` costruito su un principio di ragionevolezza che fa dell’uomo il suo centro naturale.

uomo e Dio hanno la medesima natura razionale.

dunque, ragionando l’uomo puo` facilmente comprendere sia Dio sia il mondo.

e questa, a ben guardare, e` l’ultima e piu` nobile forma assunta dall’antropocentrismo, la convinzione che l’uomo sia il centro dell’universo…

. . .

questa convinzione che il mondo sia razionale si e` espansa dal mondo cristiano all’intera cultura occidentale.

in questo un occidentale si distingue dal modo di pensare degli esseri umani appartenenti ad altre culture.

l’islam condivide l’idea di un dio unico, ma il dio islamico non e` razionale; anzi, puo` risultare incomprensibile da un punto di vista razionale.

ha natura diversa da quella umana.

e` libero di contraddirsi.

non deve essere logico ne` coerente.

esige non la comprensione razionale, ma la sottomissione all’imperscrutabile.

men che meno le altre culture credono nella razionalita` del mondo e dunque del suo principio che noi occidentali chiamiamo Dio e rendiamo antropomorfo.

induismo, buddismo e altre religioni minori dell’Oriente, per non parlare dell’animismo o delle religioni precolombiane dell’America Latina, sono tutti uniti nel considerare il mondo tutt’altro che vicino all’essere umano o costruito su sistemi di valori tipicamente umani.

. . .

da un secolo almeno, oramai, la scienza e` arrivata, in vari ambiti, di fronte alla constatazione che il mondo e` interpretabile matematicamente, ma questo non significa che la ragione comune possa comprenderlo.

in altre parole la matematica necessaria per descrivere il mondo non e` affatto ragionevole.

e non solo perche` esistono i numeri irrazionali.

ma perche` le leggi necessarie per descrivere il mondo sono incompatibili col buon senso e con la ragionevolezza.

il mondo ha smesso di essere antropocentrico, non soltanto dal punto di vista astronomico, da Galileo in poi, ma anche dal punto di vista logico.

il Tao della fisica e` stato il libro che ha preso atto per la prima volta che le scoperte scientifiche dell’ultimo secolo confermano le intuizioni delle grandi filosofie dell’Oriente e smentiscono l’idea occidentale e cristiana di un mondo pacificamente umano per come e` costruito.

. . .

se il mondo non e` fondato sul linguaggio, o meglio: se e` fondato su un linguaggio di tipo non umano (sempre ammesso che sia fondato sul linguaggio), che futuro hanno il cristianesimo e la cultura occidentale?

il futuro e` dell’Asia, non solo economicamente o politicamente, ma anche nelle forme del pensiero…

. . .

cosi` dunque sta morendo anche l’ultima forma dell’antropomorfismo mentale,

l’arrogante ottimismo di chi pensava il mondo creato per l’essere umano,

da qualche dio infinitamente umano.

e questo sta avvenendo giusto in un’epoca in cui avanza l’intelligenza artificiale.

che potrebbe anche soppiantarci,

come piu` adatta di noi a sopravvivere nell’effetto serra.

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