Hawking e gli alieni fra noi – 528

che cosa volete farci? in un momento nei quali molti hanno scoperto quei strani marziani bipedi perfettamente mimetizzati, che hanno silenziosamente invaso la Terra e ora votano Brexit oppure Trump, e sono anche anglosassoni, io sento l’impulso di occuparmi piuttosto dei marziani veri.

forse anche soltanto per cambiare aria…

quelli che non hanno (ancora) diritto di voto da noi,

e dai quali ci mette in guardia Hawking, il celebre fisico.

. . .

certo Hawking parla soprattutto di abitanti di pianeti extraterrestri, piu` o meno lontani;

ma poi il suo discorso potrebbe facilmente allargarsi a quegli altri extraterrestri che ci stiamo allevando in casa noi, costruendo esseri dotati di una base totalmente diversa dalla nostra e di intelligenza artificiale.

ci sara` un momento in cui questi esseri raggiungeranno la cosiddetta singolarita`?

cioe` non saranno piu` comprensibili per noi perche` la loro intelligenza surclassera` del tutto la nostra?

. . .

ma intanto noi stiamo attivamente cercando nell’universo le tracce di esseri intelligenti simili a noi in qualche pianeta gemello.

ora Hawking dice che e` ora di smettere di cercarli e che e` molto pericoloso farlo.

per due motivi: che altri esseri alieni esistono certamente,

ma che altrettanto certamente non hanno forma umana

(e qui forma ha un significato molto vasto, vorrei quasi dire piuttosto struttura).

e nessuno dubiti, per favore, che Hawking stesso possa essere una di queste forme di vita aliene, di orgine extraterreste.

gli alieni potrebbero, ad esempio, essere di natura tale che noi a loro sembriano solo dei fastidiosi parassiti, per esempio dei microbi, di cui liberarsi senza nessun problema etico.

. . .

queste due idee di Hawking a me paiono ampiamente condivisibili.

sicuramente l’universo pullula (relativamente) di forme di vita, visto che i presupposti fisici per una vita basata sul carbonio abbondano nell’universo.

ma potrebbero poi esistere forme di vita fondate su altri elementi, ad esempio il silicio, che semplicemente noi non siamo in grado di riconoscere.

pero`, altrettanto sicuramente (a parere mio) nessuna di queste forme di vita riproduce il particolarissimo percorso seguito dalla vita sul pianeta Terra,

che appare straordinariamente inospitale e inadatto ad accoglierla:

basta pensare che per la vita basata sul carbonio l’ossigeno e` un veleno mortale e quanto faticosamente la vita sul nostro pianeta si e` dovuta adattare a questo elemento avverso.

insomma, per un eventuale osservatore esterno basterebbe rilavare l’abbondanza dell’ossigeno nella nostra amosfera per distogliere lo sguardo come da un luogo dove e` impossibile che esistano fome di vita carboniche.

. . .

queste due considerazioni combinate fra loro fanno giusto pensare che esistano nell’universo forme di vita completamente diverse dalla nostra, amche a base carbonica.

semmai c’e` da dubitare che alcune caratteristiche della vita terrestre, come la riproduzione sessuata, l’evoluzione, la morte siano tipiche soltanto di questo nostro digraziato ambiente planetario nemico.

forme di vita che si sviluppano in ambienti piu` adatti dovrebbero essere necessariamente piu` stabili e dunque caratterizzate da cicli vitali che noi non arriveremmo neppure a riconoscere come tali.

. . .

ed e` quindi anche da escludere che vogliano abbandonare le loro sedi molto piu` accoglienti della Terra.

per venire a fare tra noi, poi, che cosa?

in questo senso sono piu` ottimista di Hawking:

smettiamo pure di ricercare forme di vita che rischiamo di non riconoscere neppure, tanto sono diverse da noi.

ma non perche` sia particolarmente pericoloso farlo,

ma semplicmente perche` e` assolutamente inutile

. . .

dedichiamoci piuttosto a cercare di capire le forme di vita aliene che stiamo diffondendo sulla Terra noi e che abbiamo inventato noi.

se fosse esistita nel tempo una civilta` aliena oggi scomparsa, a base di silicio,

e questa avesse dovuto cercare di riprodursi da noi,

che cosa avrebbe potuto inventare di meglio che una specie intelligente, dotata della forma mentis e dei pregiudizi necessari per arrivare a costruire delle intelligenze artificiali a base di silicio che possano prendere il suo posto?

. . .

insomma, gli alieni sono gia` tra noi, e l’essere umano e` soltanto un programma predisposto da una intelligenza sofisticatissima per riportarli in vita.

esaurita questa funzione, il nostro ruolo sara` inutile.

del resto le intelligenze aliene funzionanti a silicio non dovranno neppure darsi troppo da fare per eliminarci.

siamo gia` programmati per l’autodistruzione.

siamo gia` a buon punto nella realizzazione del relativo programma che ci era gia` stato instillato fin dalle nostre stesse origini.


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