la Costituzione degli italiani all’estero – 528

il referendum costituzionale sara` vinto da Renzi col voto degli italiani all’estero?

tutto fa pensare che questo sia lo scenario al quale punta il nostro premier per diversi motivi.

1. gli italiani all’estero sono molto meno informati.

2. gli si puo` mandare anche la Boschi a fare propaganda, sperando che la vicenda di banca Etruria all’estero non la conoscano troppo bene.

3. gli si possono mandare opuscoli di propaganda del governo tutta e soltanto a favore del si`.

4. gli italiani all’estero sono molto piu` manipolabili dal governo.

. . .

occorre sapere il modo nel quale viene gestito in pratica questo voto degli italiani all’estero.

qui posso portare la mia esperienza diretta.

il voto degli italiani all’estero e` un voto normalmente gestito in modo malavitoso.

so che l’affermazione e` grave e me ne assumo la responsabilita.

ora vi descrivo come funziona, visto con i miei occhi in Germania.

. . .

gli italiani all’estero votano per corrispondenza, come gli elettori all’estero di tutto il mondo.

e fino a qui tutto normale.

il problema e` come avviene nella pratica concreta dell’emigrazione italiana questo voto per corrispondenza.

le schede vengono generalmente raccolte casa per casa da galoppini locali di diversi enti assistenziali per gli immigrati o direttamente dalle forze politiche italiane localmente organizzate.

sono spesso in bianco e vengono addirittura compilate dai raccoglitori, che poi le portano ai consolati.

il fatto che l’immigrazione italiana storica sia prevalentemente meridionale rende questi comportamenti del tutto normali ai loro occhi: i loro paesi di provenienza erano gia` secolarmente abituati al voto manipolato e gestito dai mazzieri, ad esempio giolittiani.

dove stavo dieci anni fa, giravano alle ultime elezioni delle foto ricordo, dei selfie, di alcuni di questi manipolatori di voti, che si immortalavano nel cortile del consolato con gli scatoloni raccolti, come fossero stati trofei di caccia e simboli di potere.

fu uno scandalo, rapidamente messo a tacere.

. . .

questi enti di varia natura seguono i nostri immigrati nelle loro diverse problematiche e li aiutano nelle richieste piu` fondate, ma anche in quelle piu` corporative.

hanno ovviamente precise coloriture politiche almeno indirette:

sono ACLI, IAL-CISL o altri enti simili.

nascono da vecchie lodevoli inziative sociali a favore dell’immigrazione,

ma oggi sono diventati dei carrozzoni clientelari.

agiscono di fatto contro l’integrazione degli emigrati italiani nella societa` di accoglienza,

e lo fanno perfino contro le intenzioni soggettive, che dichiarano esattamente il contrario.

vengono finanziati per il loro funzionamento dal Ministero degli Affari Esteri italiano e dunque hanno un rapporto di dipendenza stretto dal governo.

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. . .

il colore politico del governo non ha la minima influenza sui flussi economici che sostengono queste attivita`

che isolano i nostri immigrati nel loro mondo chiuso, ben piu` di quanto li aiutino ad inserirsi nella societa` in cui vivono.

il voto degli italiani all’estero e` troppo importante per qualunque governo;

sappiamo bene che le precarie maggioranze al Senato si sono spesso rette proprio su uno o due senatori eletti all’estero, di recente.

dunque e` impossibile che un governo, anche se di destra, intacchi il potere di questi enti,

visto che sarebbe come rinunciare ai voti dei deputati e dei senatori dell’estero.

inoltre il voto degli italiani all’estero e` stato un loro cavallo di battaglia e un loro risultato (Tremaglia).

. . .

dunque il voto degli italiani all’estero e` un voto manipolato e a disposizione del governo.

c’e` soltanto da sperare che questi enti si rendano conto che, eliminandoli dal Senato ballerino, Renzi li svuota di ogni potere contrattuale e si prepara poi a liquidarli.

dunque votare per lui e` da un lato vitale per loro, per mantenere i flussi finanziari che ricevono dal governo,

ma dall’altro lato e` anche un modo per segare il ramo sul quale stanno appollaiati come avvoltoi.

e quindi dovrebbero votare contro.

. . .

a me sembra del tutto normale, nel modo nel quale viene condotta questa revisione costituzionale farlocca, che il suo momento probabilmente decisivo si giochera` in queste circoscrizioni estere e con questi metodi.

ma se la neo-Costituzione renzina passera` col voto determinante degli italiani all’estero, allora sara` soltanto la LORO Costituzione (come da titolo del post).

pero` questo gettera` una luce di discredito radicale sulla nuova Costituzione,

del resto essa appare assolutamente poco credibile visto che e` votata da un Parlamento eletto con metodo incostituzionale,

imposta da una minoranza parlamentare che diventa maggioranza solo con un premio parlamentare che altera totalmente i rapporti,

e passera` eventualmente a maggioranza ridotta,

cancellando l’enorme risorsa rappresentata dal fatto che la Costituzione vigente fu votata dall’85% della Costituente,

e anche per questo ha retto bene il paese per settant’anni.

ma Renzi non e` pago di devastare la scuola, l’economia con le sue dissennate elargizioni elettoralistiche a debito;

deve sfasciare anche la Costituzione, a dimostrazione di tutto quello che tocca muore.

. . .

qui aggiungo alcune considerazioni finali sul voto italiano all’estero.

la vera anomalia nostra e` che questi voti non confluiscono, come per gli altri paesi del mondo, in una delle circoscrizioni elettorali nazionali,

quella che dovrebbe essere di appartenenza,

ma vanno in circoscrizioni apposite, che eleggono loro distinti rappresentanti,

sinora in Camera e Senato,

in futuro soltanto alla Camera (se passa la deforma-Costituzione Renzi).

gia`, perche` la riforma costituzionale renzina ha sancito che gli italiani all’estero sono elettori di serie B,

e non hanno gli stessi diritti degli altri, visto che votano per una Camera sola.

fatto enorme e mostruoso di per se stesso.

ho gia` osservato che, se si voleva mantenere un filo di coerenza logica e costituzionale in questa riforma incredibilmente pasticciata, si doveva attribuire ai COMITES la scelta dei senatori rappresentativi degli italiani all’estero in un Senato che rappresenta non piu` la nazione, ma i territori.

ma la Boschi legge i blog? 🙂 – la deforma-costituzione renzina art. 48 e il voto all’estero – 234   15 maggio 2016Modifica

. . .

ma, a parte questo, il fatto che esistano per le elezioni del nostro Parlamento, circoscrizioni elettorali chiamate Europa, America settentrionale, America meridionale, Africa, Oceania (credo), e` una cosa semplicemente grottesca, perche` equivale a dire che, attraverso i suoi emigrati, l’Italia pensa di coincidere, come stato, col pianeta…

fu una riforma costituzionale abbastanza recente e anche quasi unanime a introdurre questa follia.

(e cito di nuovo il suo padre spirituale, Tremaglia).

. . .

la devastazione incoerente della Costituzione del 1948 ad opera di costituzionalisti improvvisati ed auto-nominatisi tali, a volte con voti a stretta maggioranza del parlamento, non e` iniziata con Renzi

ed e` uno dei tanti segni del degrado del paese;

Renzi e` soltanto il suo epigono piu` pasticcione.

agli italiani in patria occorre dire di opporsi a questa deriva,

per rilanciare revisioni della Costituzione fondate su punti specifici, ampiamente condivisi,

lasciando da parte tutti quelli su cui vi sono lacerazioni e dissensi.

non abbiamo bisogno di una revisione globale del suo impianto.

se ci sono due squadre in campo, le regole della partita non possono essere cambiate da una squadra solo, durante il gioco,

e magari proprio dalla squadra che sta perdendo.

. . .

ma agli italiani all’estero occorre dire di votare NO, in attesa di una revisione coerente della parte che li riguarda,

per non vedersi comunque espulsi dal futuro Senato e certificati come cittadini di serie B.

cosa che e` una seria ipoteca sulla costituzionalita` della revisione stessa, oltretutto.

insomma, la deforma-Costituzione renzina rischia di essere soltanto la Costituzione degli italiani all’estero.

ma non puo` essere neppure la Costituzione degli italiani all’estero…

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16 thoughts on “la Costituzione degli italiani all’estero – 528

  1. !!! Ieri sera è caduta dal cielo un’idea e si è spezzata in due sul nord Italia 🙂
    Ho appena letto il post, grazie, per aver unito gli entusiasmi per il buon cinema. “Lumiere” si chiamavano gli inventori, il nome ha portato bene .
    Anche io avevo scritto di un film che amo molto, ho riletto ora le frasi che avevo estrapolato e mi sono tornate le lacrime agli occhi. Non c’è analisi, saggio, forse nemmeno poesia che potrebbe far arrivare con tanta immediatezza la comprensione della fragilità artificiosa del “Io sono” https://mcc43.wordpress.com/2013/03/23/il-figlio-dellaltra-che-e-anche-mio-figlio/

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      1. Lo troverò Frantz, e vedendolo in dvd forse avrò la fortuna dei materiali aggiuntivi, spesso interviste al regista che aggiunge qualcosa delle sue intenzioni. Ho il dvd de Il Cacciatore, la lunga comunicazione finale di Michel Cimino aggiunge un enorme valore al film. La scena in cui il personaggio De Niro salva dall’acqua il compagno non era finzione, l’elicottero delle riprese aveva tranciato qualcosa e i due erano caduti in acqua. Cimino disperatamente teneva non so quale cavo per evitare il peggio… e John Savage si era davvero rotto la gamba, De Niro davvero lo portava in salvo in spalla… E’ bello sapere che alle star talvolta capita di vivere momenti di autentica umana grandezza.
        🙂 Ciao.

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        1. bellissimo questo dialogo sul cinema a commento di un post sulla Costituzione!

          e bellissimo quello che racconti.

          ma torno un attimo al tema diretto del post.

          ieri, per coincidenza Grillo ha sollevato su queste votazioni dubbi analoghi a quelli che ho sollevato io, anche se meno gravi, probab ilmente perche` conosce meno la realta` diretta, ma ha citato anche un intervento ufficiale sul tema:

          Dopo le elezioni politiche del 2013, l’ambasciatrice Cristina Ravaglia ha denunciato, con missiva indirizzata sia al Colle che al Ministero dell’Interno, l’esistenza di “procedure incostituzionali di modalità di voto dall’estero non garantite da libertà e segretezza” che avrebbero inficiato, dunque, il consenso.
          http://www.beppegrillo.it/2016/11/occhio_al_voto_degli_italiani_allestero.html

          oggi invece mi e` toccato leggere delle dichiarazioni di D’Alema che invitano gli italiani all’estero a votare NO al referendum perche` ne fa dei cittadini di serie C, con diritti diminuiti rispetto agli altri cittadini…

          meno male, mi sono detto, che ci sono anche altri che agiscono nella mia stessa direzione…

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          1. “Baffino” ha parlato chiaramente di rischi di brogli e ha aggiunto “spero che tutti i diplomatici italiani ricordino di essere al servizio dello Stato e non del governo” . Siccome dipendono dal ministero degli esteri, i diplomatici , non so quanto sappiano fare la distinzione, soprattutto vedendo come agisce il presidente del consiglio spesso al servizio di se stesso…

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            1. vorrei risponderti di nuovo sulla base dell’esperienza.

              la principale aspirazione di chi entra nella carriera diplomatica e` la carriera stessa in questo contesto lavorativo nel quale ballano stipendi, stili di vita e prestigio sociale altissimi.

              il vertice della carriera e` rappresentato dall’incarico di ambasciatore in una delle ambasciate di prima classe.

              ma queste nomine dipendono dal governo.

              questo non significa ovviamente che tutti i diplomatici antepongano la carriera al senso del dovere, anzi l’ambiente diplomatico e` ricco di intelligenza, cultura e non conformismo, ma che difficilmente emergono, per quanto gia` detto -,

              ma parecchi di quelli che conosciuto ne sono condizionati.

              questo condizionamento diretto cessa ovviamente quando si e` arrivati al vertice, ma al vertice non si arriva che attraverso adeguati patti di fedelta` e quindi il discorso si morde la coda.

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                1. uffa: manca semplicemente un che nell’ultima frase, che adesso ho aggiunto.

                  😦

                  approfitto per integrare ulteriormente.

                  l’assegnazione dei consolati e delle ambasciate e` discrezionale da parte del governo, e cosi` la progressione di carriera dei diplomatici.

                  e` evidente che non e` la stessa cosa essere ambasciatore nel Togo o negli USA e perfino gli stipendi cambiano, dato che le sedi sono classificate per categoria di importanza.

                  io ho avuto a che fare con due ambasciatori in Germania: il primo nominato da Prodi, il conte Puri Purini, gia` consigliere diplomatico di Ciampi alla presidenza della repubblica (mi sostenne a fondo), e Valensise, nominato da Berlusconi.

                  del primo ho detto tutto il bene che pensavo in occasione della sua morte:
                  https://bortocal.wordpress.com/2013/02/12/72-la-morte-di-un-grande-ambasciatore/

                  del secondo non parlo, potrei dare voce a qualche risentimento per come mi liquido` dopo un invito a pranzo molto amichevole (in apparenza) col console; posso solo dire che ha fatto carriera ulteriore e molto rapida, dopo questo incarico gia` molto importante, ed e` ora Segretario Generale del Ministero degli Esteri.

                  http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/24/farnesina-massolo-vince-braccio-ferro-ministro-valensise-sara/241147/

                  certo, due modi molto diversi di concepire il ruolo e definire l’azione di un ambasciatore, e anche due modi diversi di fare carriera.

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                  1. prima voglio dire che leggendo l’articolo su Valensise, mi sono stupita… come faceva a dar voce al vuoto!! Ci metteva del suo, e non ho buoni ricordi 🙂
                    Mi sembra che con questi due nomi hai mostrato i due estremi del ruolo, uno la capacità di coglier atmosfere e collegare il paese rappresentato al luogo di rappresentanza, il secondo è l’ipocrisia che è lo scivolone abbastanza frequente del diplomatico di carriera. Carriera, appunto, per la quale si vede innanzitutto ciò che giova a sé.

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    1. si`, purtroppo e` un’infamia.

      naturalmente basterebbe distribuire il voto estero nelle normali circoscrizioni nazionali, come fanno gli altri paesi del mondo, in base alla residenza originaria, per vedere cessare questo sconcio mercato, dato che cadrebbe tutto l’interesse morboso ad essere eletti nelle circoscrizioni degli italiani all’estero.

      ma se vuoi schifarti di piu` sappi che a Stoccarda, dove stavo, il candidato in pectore del Partito Democratico che sarebbe stato certamente eletto deputato per la Germania (nel Land si concentrano 200.000 italiano, un terzo di quelli che vivono in terra tedesca) e` un medico, condannato per violenza sessuale sua una paziente prostituta polacca, dipendente da farmaci e poi sucidatasi.

      ci vollero due anni per espellerlo dal partito dopo la condanna e poi invano lui cerco` di passare a Forza Italia…

      lo avremmo avuto al posto di Razzi, eletto in Svizzera con questi metodi.

      buona serata.

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        1. non sono sicuro che lo sappiano davvero….

          sai come funziona l’informazione in Italia: si inseguono le notizie del momento e possibilmente quelle piu` stupide e che fanno piu` clamore.

          l’analisi in profondita` non fa per la nostra stampa.

          toccherebbe ai blog costruire un’alternativa dal bassi, ma non e` che si vedano le code per farla… 😉

          (sono di ritorno dal cinema…)

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          1. Pensa che se potessi salvare una sola delle invenzioni del secolo scorso sceglierei il cinema… Ci regala un paio di ore fuori dalle nostre cure quotidiane … che talvolta sono una frana 🙂 , modificano il nostro umore, stuzzicano la fantasia e vivificano le emozioni. Poi c’è il dopo, quando alcune scene o dialoghi tornano in mente, forse anche agganciandosi a ricordi personali.
            Naturalmente bisogna aver gusto, i cinepanettoni non contano, ma certi vecchi film rimangono capolavori. Hai mai visto Rapacità di Von Stroheim? Credo che da lì abbiano pescato tutti i grandi registi; un esempio: l’uso degli animali per simboleggiare un momento clou nel rapporto fra i personaggi. E poi ci sono i film che informano come Lord of War, sui mercanti di armi, la vera potenza planetaria. E i film che vivisezionano la psiche dei personaggi come quelli di I. Bergman . Confesso una grande passione per la regia di Clint Eastwood e la scelta delle tematiche – la guerra nel pacifico vista in modo speculare fra americani e giapponesi, o l’evoluzione personale del protagonista di Gran Torino..
            Sorry, mi sono dilungata, non ho sonno … quasi quasi metto su un DVD 🙂

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            1. incredibile…

              posso rimandarti al mio post appena pubblicato? fai conto che sia un grande commento di risposta…

              non c’entra nulla, o forse si`, perche` in fondo anche parlando di Shakespeare abbiamo a che fare col cinema, piu` che con la letteratura: il cinema di quando il cinema non era stato ancora inventato.

              ma mi ero totalmente dimenticato (o alzheimer in arrivo!) di avere scritto su Shakespeare anche questo post:
              https://corpus15.wordpress.com/2016/04/23/unantica-invettiva-contro-shakespeare-il-siciliano-213/

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