unionisti e separati in casa: di fronte allo stato impiccione – 529

bella la coincidenza di due notizie ANSA di ieri, finite sui quotidiani online ad alimentare un dibattito periferico…

la prima riguarda due amici di Schio, non proprio giovanissimi, come risulta anche dalle foto, 70 anni e 56, che convivono da anni in provincia di Vicenza e che sabato si uniranno civilmente.

i due tengono a far sapere di non essere gay, ma amici, anzi, “come fratelli”:

notizia non richiesta, ma che probabilmente ritengono di dover dare per rispetto della mentalita` veneta di provincia.

bene, e` proprio questa informazione non necessaria che ha scatenato la curiosita` della stampa e le reazioni.

. . .

trovo particolarmente divertente quella di Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e leader storico della comunità omosessuale italiana:

“Che due persone eterosessuali dello stesso sesso vogliano fare una unione civile e accedere così anche alla reversibilità delle pensioni, all’eredità e così via, lo trovo legittimo e legale, ma dal punto di vista morale è una truffa.

Non è che si possa utilizzare la norma come si vuole.

Liberi di farlo,

– be`, ma adesso Mancuso si metta d’accordo con se stesso –

ma dal punto di vista morale credo siano dei furbacchioni che usano le norme a loro uso e consumo.

Io, che ho fatto una lunga battaglia per il riconoscimento delle coppie omosessuali, non dirò mai loro: bravi, bravi.

Forse non si rendono conto che la legge sulle unioni civili prevede diritti ma anche doveri.

Attenzione a non svilire un istituto come qualcosa che passa come privilegio, la legge non è un eldorado per chi vuol fare il furbo”.

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. . .

sono andato a leggermi il testo di legge, ma Mancuso vaneggia.

da nessuna parte sta scritto che il presupposto di una unione civile siano i rapporti sessuali fra le parti.

art. 1 c. 11: Dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

diro` di piu`, anzi qualcosa di sconcertante: nessun obbligo analogo risulta neppure dal codice civile riguardo al matrimonio: 

Art. 143 Diritti e doveri reciproci dei coniugi

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.
Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione (Cod. Pen. 570).
Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

. . .

mi si dira` che lo si da` per scontato:

impossibile, deve avere pensato il legislatore poco accorto, che due persone di sesso opposto ed eterosessuali convivano senza che questo determini dei rapporti sessuali fra di loro.

e` vero che la legge parla di fedelta`, e che questa viene intesa comunemente anche come fedelta` sessuale,

ma, si tratti di reticenza per pruderie oppure di dimenticanza semplice, il codice civile non considera condizione necessaria del matrimonio il compimento di atti sessuali fra i coniugi:

si limita a dire che non possono compierne con altri.

figuriamoci poi nelle unioni civili: dove questo obbligo di fedelta` non esiste neppure.

. . .

e allora qualcuno mi sa dire che norma  violano due eterosessuali, intenzionati ad avere rapporti sessuali fuori dal loro rapporto di coppia, addirittura con donne, e che tuttavia intendono convivere e prestarsi mutua assistenza?

questi leader dei movimenti gay non finiranno mai di stupirci.

prima scrivono male le leggi,

poi definiscono immorale chi le applica per come le hanno scritte.

questo, che definisce truffatori morali due uomini che stanno rigorosamente rispettando la legge, voluta e scritta dalle lobby gay, sta diffamando degli onesti.

e potrebbe o dovrebbe essere chiamato a risarcirli.

ma come si permette?

. . .

due coniugi regolarmente sposati di Torino, invece, hanno trovato comodo separarsi legalmente,

ma poi continuare a convivere di fatto, pur se avevano assunto legalmente residenze diverse.

la separazione dei redditi permetteva ad uno dei due di intascare un assegno sociale da 700 euro al mese.

ed ecco sequestrati 110mila euro di risparmi dei due, frutto di un comportamento che e` stato considerato truffa aggravata ai danni dello Stato.

attenti dunque, o separati in casa: state truffando lo stato!

. . .

dunque, se siete  in certe condizioni, conviene sposarsi o unirsi civilmente, per ricavarne vantaggi finanziari.

ma in altre conviene invece fare il contrario:

cioe` figurare single, anche se invece si e` una coppia a tutti gli effetti.

vi pare ragionevole tutto questo?

. . .

bene, ma io che sono di stato libero, dopo un matrimonio concluso da un divorzio, e fermamente determinato a non contrarre piu` alcun tipo di vincolo legale di coppia di qualunque natura, perche` mi occupo dei matrimoni e delle unioni piu` o meno civili degli altri?

lo faccio proprio da single incancrenito in questa felice condizione, che non mi impedisce legami affettivi flessibili e multipli, di varia natura, che rientrano nei miei bisogni e nei limiti di quel che posso dare affettivamente.

comunque la si giri, i risultati della regolamentazione statale delle scelte relazionali di vita delle persone risulta contraddittoria,

quando non semplicemente grottesca.

attribuire dei privilegi o delle penalizzazioni a individui adulti per come regolamentano le proprie relazioni con gli altri mi appare assolutamente paradossale.

. . .

vi rendete conto che, grazie alla legge Cirinna`, noi andremo a pagare domani una pensione di reversibilita` a due uomini adulti eterosessuali che hanno deciso di formalizzare la loro convivenza amicale che durava da anni?

ma, aggiungo, e perche` dovremmo farlo senza discuterlo, invece, nel caso i due maturi giovanotti avessero anche dei rapporti sessuali fra loro?

ma allora qualcuno vorrebbe spiegarmi perche` lo facciamo nel caso le due persone che convivono siano di sesso diverso?

e insomma, se uno non convive, anticipatela a lui in vita la sua reversibilita` 🙂

perche` mai dovrebbe essere discriminato economicamente, in quanto single, rispetto agli accoppiati? 😉 

. . .

insomma, torno alla mia tesi che una famiglia esiste solamente dove esistono dei figli, naturali o adottivi,

e che le tutele previste per questa istituzione devono essere finalizzate soltanto alla crescita e all’educazione di questi.

ma nessuna tutela particolare specifica deve essere assicurata a qualcuno perche` ha fatto la libera scelta di convivere in qualche modo con qualcun altro, invece che starsene da solo.

definire legalmente famiglia (o matrimonio, o convivenza civile) la scelta di condividere tratti di vita, fatta da due persone adulte senza figli, sara` sempre discriminatorio verso chi invece non ritiene di farlo.

e si presta ad ogni sorta di abuso giuridico o di confusione.

. . .

naturalmente, esponendo queste tesi decisamente anomale, non pretendo di convincere nessuno, ma solo di verificarne la loro coerenza con me stesso.

rispetto fermamente le opinioni diverse dalla mia

e non mi aspetto che questa possa mai diventare maggioritaria,

so benissimo che la stragrande maggioranza degli esseri umani preferisce vivere in coppia

e di conseguenza anche assegnarsi dei precisi privilegi rispetto ai single.

tuttavia con la stessa fermezza esigo che siano trattate con lo stesso rispetto anche le mie discutibilissime opinioni di single a vita residua,

e in particolare che nessuno si senta offeso se le esprimo.

grazie.

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2 thoughts on “unionisti e separati in casa: di fronte allo stato impiccione – 529

  1. Amore e rapporti sessuali non c’entrano un …. fico con le leggi. Non se ne dovrebbe neppure parlare, anche con sollievo pensando che nessun ostracismo o riconoscimento da parte del codice influisce sullo smettere o aumentare del batticuor d’amore.
    Eppure, quando è stato il momento di fornire a due persone il riconoscimento di agevolazioni economiche e il diritto di designare l’altro come fiduciario in determinate circostanze, come la malattia per fare un esempio, si è voluto introdurre falsamente il sentimento (Non c’è dubbio che ciò è partito dall’America per volontà LGBT. )
    Così due amiche, due cugini, o fratello e sorella che vogliano unirsi civilmente secondo la legge entrata in vigore non è strano che desiderino chiarire che non è l’amore e il sesso quello che li spinge. Specifica non richiesta, vero, ma è umano che la si voglia dare, come in ogni altro campo che ci coinvolge desideriamo essere conosciuti per ciò che siamo realmente.

    E’ giusto essere agevolati perché si vuole stare in due? Secondo me no. Anzi, considerando i maggiori oneri da sopportare … direi che le agevolazioni dovrebbero essere date proprio a chi è solo. Se non altro perchè lo stare in due è certamente una scelta, mentre quella di star solo non necessariamente lo è. Credo che alla maggioranza capiti per molte ragioni, e dunque la solitudine al giorno d’oggi ha le caratteristiche di un lusso.

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    1. trovo le tue osservazioni molto calzanti e pertinenti, e dovrebbero di forza entrare a far parte del post.

      il trattamento fiscale globale dovrebbe essere rivisto: sgravi molto maggiori per chi cresce dei figli; cumulo dei redditi, senza detrazioni, per chi vive in coppia e lo dichiara allo stato per ricavarne altri vantaggi; forme di sostegno per i single indigenti, considerando che hanno maggiori spese.

      ovviamente, nel caso di coppie stabilizzate e riconosciute, il reddito globale di coppia andrebbe semplicemente suddiviso per due, come da Codice Civile, salvo un quoziente maggiore come diro` da poco, nel caso ci siano dei figli.

      questo nel sistema giuridico attuale.

      resto tuttavia convinto che le tasse dovrebbero semplicemente essere pagate da ciascuno in relazione al suo reddito, indipendentemente dal fatto di vivere in coppia oppure no, tranne che nel caso in cui esistano dei figli: dovrebbe essere l’nico caso di coppia riconosciuta, e in questo caso il reddito globale della famiglia andrebbe suddiviso in base al numero dei componenti.

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