Grillo, De Luca, Cosentino: nuove cronache del degrado politico italiano – 531

non che ne abbia molta voglia, ma che ne dite di segnarsi le ultime di quel manicomio che e` la politica italiana?

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Beppe Grillo che dichiara che bisogna far pagare al papa l’affitto per i Musei che fanno parte integrante della Citta` del Vaticano, a tutti gli effetti uno stato estero.

un caso direi di ignoranza disumana.

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lo stesso Beppe Grillo che un giorno si sveglia e va in televisione a dire che il Direttorio del Movimento Cinque Stelle non esiste piu`:

lo ha deciso lui che ne e il proprietario legale, evidentemente.

e il bello e` che si fa passare anche per il difensore della Costituzione manomessa da Renzi…

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e i Cinque Stelle stessi?

in Sicilia hanno falsificato le firme per presentare la lista…

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e De Luca, il presidente della Regione Campania, terra di camorra?

usa un linguaggio da camorrista, definisce la Presidente della Commissione Parlamentare antimafia, Rosy Bindi, del suo stesso partito, un’infame, da ucciderla.

e pensare che in una sezione del Partito Democratico della Campania effettivamente alcuni signori delle tessere hanno fatto ammazzare qualche tempo fa un iscritto che dava fastidio.

in qualunque paese normale De Luca verrebbe costretto alle dimissioni per palese inadeguatezza al ruolo.

ma in Italia, paese cattolico-mafioso (e` un  concetto solo in due parole) ci si dissocia, si scrivono e si dicono parole conformiste e vuote, ma non si dice l’unica cosa davvero da dire: dimettiti.

e siccome il Partito Democratico, che deriva anche dal partito che fu di Berlinguer, non lo espelle, si qualifica come il partito del linguaggio camorrista e talvolta perfino della camorra organizzata.

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De Luca fa anche la vittima:

il video gli e` stato carpito con l’inganno, dice.

che giustificazione e`?

se De Luca dice davvero quello che pensa soltanto quando crede di essere fuori onda, non e` come ammettere che ha l’abitudine di mentire ai suoi elettori?

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ho visto il video: uno spaccato di antropologia pulcinellesca.

e` quasi peggiore delle cose che vengono dette, anche se veramente gravissime.

il giornalista, a volerlo chiamare cosi`, ammicca, come tra amiconi – e in effetti e` cosi`.

e` fatto della stessa risma, non si sente il rappresentante di una opinione pubblica che ha il diritto, ma direi perfino il dovere, di essere informata.

si sente un compagnone di merende del politico,

e gli dice col linguaggio del corpo: lasciati andare, siamo della stessa pasta io e te…

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e l’altro, De Luca:

blatera accuse senza senso, senza la minima consapevolezza del suo ruolo istituzionale…

la Bindi ha applicato una legge, che esclude dalla candidatura a certe condizioni.

ma chi l’ha approvata, fa poi la vittima e minaccia se viene applicata per quel che dice.

ma la legge doveva soltanto servire di facciata.

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Nicola Cosentino, gia` sottosegretario e factotum di Berlusconi in Campania, è stato condannato a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

a me non interessa se e` colpevole o innocente, nonostante questa condanna in primo grado: la sentenza non e` definitiva.

mi interessa che il processo e` durato 5 anni e 8 mesi.

che Cosentino non ha assistito alla lettura della sentenza, perche` era andato via dal Tribunale.

mi interessa che Cosentino nel 2008 provò a istituire una Direzione Distrettuale Antimafia, dove abita, separandola da quella di Napoli.

e il progetto aveva il sostegno di Donato Ceglie, un magistrato attualmente coinvolto in alcune vicende giudiziarie, ma di recente assolto a Roma dall’accusa di concussione.

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ma la mia e` certamente cultura del sospetto.

(come se il sospetto potesse poi mai fare cultura).

per questo mi interessano queste cose:

non riesco a liberarmi dal sospetto.

ebbene si`: sono un sospetto-dipendente, un tossico del sospetto.

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anche Roberto Saviano fa parte della cultura del sospetto, evidentemente:

“Ora che Cosentino è stato condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione camorristica dobbiamo chiederci chi ha preso il suo posto”.

ma la risposta vi sembra cosi` difficile?

che vergogna, che pena, che voglia di cambiare paese.

scappi, chi puo`.

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