evviva i brogli, soprattutto del voto estero – 541

un articolo dello Spiegel di ieri sul nostro referendum gronda ironia da ogni parte e rappresenta una straordinaria immagine dell’Italia vista da fuori e con tutto il colore giornalistico necessario:

Referendum in Italia. Pericoloso errore di stampa

il premier di Roma, Renzi, cade per un errore di stampa? Possibile. Perche` al referendum del 4 dicembre possono partecipare milioni di italiani all’estero – e su questo si procede in modo assai confuso.

con foto di Renzi che da tempo sta sempre di piu` assumendo le pose e perfino le espressioni facciali di Fantozzi.

Italian Prime Minister Matteo Renzi talks during an event at an FCA plant in Cassino

non deve essere un caso questo inedito Renzi fantozziano, visto che anche lui deve rispondere al suo esigente datore di lavoro, sempre piu` insoddisfatto di lui.

come dimostra perfino il licenziamento annunciato via Economist:

meglio un governo tecnico.

. . .

lo Spiegel diverte i suoi lettori tedeschi alle spalle dell’Italia:

primo aspetto grottesco:

Mama Italia – cosi` nel testo, con un mix di tedesco e italiano – non dimentica i suoi figli. Neppure se vivono in Brasile o negli USA, in Germania o in Australia. Molti di loro parlano a stento italiano o non lo parlano affatto. Molti non sono mai stati in Italia o forse sono stati soltanto in vacanza nella terra da cui sono emigrati i loro genitori o i loro nonni. Ma un’ascendenza italiana basta perche` i figli, i nipoti, i pronipoti siano italiani. Per sempre. E con questo anche dotati di diritto di voto.

secondo motivo di divertimento:

Il loro voto sara` probabilmente decisivo, scrive lo Spiegel.

infatti, aggiungo io, alle elezioni politiche  il loro peso e` limitato, dato che 4 milioni di elettori eleggono soltanto 12 deputati e 6 senatori, in barba al principio di eguaglianza, in circoscrizioni specifiche per loro.

ma al referendum questa diseguaglianza viene annullata e gli italiani all’estero sono un decimo dell’intero corpo elettorale.

. . .

vi e` un precedente che in Italia abbiamo dimenticato, ma in Germania no, sono piu` pignoli:

nel 1999 si tenne un referendum abrogativo, quindi col quorum, per eliminare la quota proporzionale della legge elettorale detta Mattarellum, dal nome dei suo ideatore, oggi presidente della Repubblica.

i SI` all’abrogazione furono il 91,5% dei votanti, ma i votanti raggiunsero solamente il 49,58% degli aventi diritto al voto: mancarono 150.000 voti a raggiungere il quorum.

determinante in questo calcolo fu la presenza nelle liste elettorali degli italiani all’estero la presenza di 349.000 elettori che erano morti.

ma di questo ci rese conto dopo.

in realta`, dunque, il referendum era stato vinto di un soffio, e non perso di un soffio.

ma non servi` a niente accorgersene.

e la legge elettorale non fu modificata come chiedevano Segni, Pannella e Di Pietro, anche se la maggioranza degli italiani in quel momento era di fatto d’accordo.

servi` una specie di  broglio istituzionale all’estero per negare il risultato del referendum.

. . .

gli elettori italiani all’estero sono cosi` importanti che quindi Renzi decide di inviare una lettera a questi 4 milioni di elettori per invitarli a votare si`.

soldi abbastanza sprecati, dato che penseranno i patronati a pilotare il voto, come sempre.

ma nel depliant di Renzi il diavolo mette la coda,

e qui lo Spiegel sghignazza alle spalle della storica disorganizzazione italica:

c’e` un link al sito che fa propaganda per il si`, ma il link e` sbagliato.

http://www.bastaunsi.it diventa www.bastausi.it.

gli avversari se ne accorgono, improvvisano immediatamente un sito che ha effettivamente questo dominio.

e li` dentro spiegano tutti i motivi piu che validi per votare un NO.

bellissimo sberleffo informatico e ottimo spunto per le risate dei lettori dello Spiegel.

. . .

ma qualcuno pensa davvero che gli italiani all’estero andranno a cliccare sul link messo da Renzi in fondo alla sua lettera?

se qualcuno lo facesse, gli verrebbe spiegato che per fare un favore a Renzi, occorre scrivere NO.

come nel referendum sulle trivelle, per dire…

. . .

ma i seggi elettorali all’estero sono 1.361, racconta lo Spiegel.

Alle elezioni del 2013 molte schede risultarono compilate dalla stessa mano.

quella di qualche raccoglitore professionale di schede, che cosa c’e` di strano? aggiungo.

Altre schede erano riprodotte con fotocopie.

In molti altri casi avevano votato anche i morti.

Il 10% delle schede furono annullate.

insomma, come possiamo ricordare, Grillo aveva vinto le elezioni in Italia, risultando il primo partito.

ma questo esito venne capovolto dal voto estero, che sposto` la maggioranza al Partito Democratico di Bersani.

voto ampiamente irregolare.

ma che riconcilio` il voto difforme degli elettori con i desideri dei centri reali del potere.

poi basto` togliere sotto il naso a Bersani il suo partito, per portare al governo il Fantozzi di Rignano.

. . .

ma qui vorrei provare ad allargare il discorso.

e pazienza se temo di dover dire addio anche ai pochi lettori.

tranquilli, pero`: non staro` a ripetere ancora una volta come la democrazia parlamentare sia una forma abbastanza sofisticata per registrare i reali rapporti politici di forza di una societa`, cercando di ridurre al minimo il grado di violenza necessario per farlo.

bastera` aggiungere che in una societa` infelice e diseguale come quella italiana, oltre che tradizionalmente violenta, questo trasferisce la violenza sul piano verbale.

in forme che sono tanto piu` intollerabili quanto piu` rappresentano senza mistificazioni la reale condizione del paese.

. . .

tuttavia oggi vorrei piuttosto portare l’attenzione su un aspetto particolare di questo carattere rituale delle elezioni, che sono i brogli.

che non sono affatto una eccezione tutta italiana del sistema.

ma un modo generale di governare le elezioni.

e per dirla tutta voglio provare a lodare i brogli,

e per niente per paradosso.

occorre infatti ammettere che la registrazione dei rapporti di potere in base agli umori popolari e alla partecipazione al voto puo` diventare problematica in alcune situazioni.

per esempio quando la spaccatura dell’opinione pubblica delinea due schieramenti quasi equivalenti,

e uno ha l’appoggio delle forze che veramente contano e l’altro no.

in questo caso la verita` dei rapporti di forza viene ristabilita dai brogli elettorali.

. . .

qui occorre che io mi tappi il naso perche` devo dire qualcosa di estremamente sgradevole, direi quasi di puzzolente.

come cittadino i brogli mi indignano naturalmente e continueranno a farlo.

ma se gioco a fare il filosofo della politica devo invece sottolineare il valore molto positivo dei brogli.

i brogli sono una grande invenzione che contribuisce alla stabilita` dei governi e alla governabilita`.

perseguono la stessa missione storica delle riforme istituzionali renzine.

evitano gli inutili dissesti politici che conseguono al fastidioso esercizio della democrazia popolare.

. . .

prendete le elezioni del 2000 negli USA.

furono assegnate a Bush junior, in base all’esito delle elezioni in Florida, dove era governatore suo fratello, per 300 voti di maggioranza in quello stato.

si parlo` subito di brogli; Gore chiese il riconteggio;

la Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, glielo nego`;

un team di giornalisti si prese la briga di riconteggiare le schede

e dimostro` che aveva vinto Gore per 27.000 voti.

il programma informatico per il conteggio era stato taroccato.

. . .

ma l’America e` un paese disciplinato.

Bush junior DOVEVA essere il presidente e cosi` fu.

era talmente necessario che governo` per otto anni tranquillo,

se si fosse perso inutilmente tempo a seguire i capricci degli elettori, sarebbe andato al potere Gore, col suo programma di lotta all’effetto serra.

non ci sarebbe stata la rivoluzione americana del fracking, o si sarebbe realizzata tra forti contrasti.

insomma gli USA sarebbero stati instabili e conflittuali, visto che i suoi elettori erano stati disobbedienti.

. . .

pensate che cosa successe in America nel 1960, quando su eletto Kennedy per un soffio e nessuno penso` ancora a togliergli con qualche broglio la vittoria sul vicepresidente repubblicano Nixon.

la CIA e il vice-presidente Johnson dovettero perfino organizzare un complotto e ammazzare questo presidente troppo riottoso rispetto alle esigenze del complesso economico-militare.

fino a che nel 1968 tutto torno` a posto e Nixon ebbe la sua presidenza.

. . .

prendiamo l’elezione mirabolante di Trump, con 2 milioni di voti in meno della Clinton,

grazie alla sua vittoria per un soffio in tre stati chiave: Michigan, Pennsylvania e Wisconsin.

ecco che molti elettori adesso chiedono il riconteggio.

la democrazia americana e` aperta e tollerante:

chi vuole il riconteggio se lo faccia, basta che se lo paghi.

ecco raccolti tre milioni di dollari,

che permettono pero` per ora di fare il riconteggio in uno stato solo.

. . .

dopo di che e` talmente tollerante la democrazia americana che, anche se ti sei tolto lo sfizio di dimostrare che ancora una volta il candidato repubblicano ha vinto con i brogli, non succede niente, come nel 2000.

tanto le elezioni sono una farsa, non e` chiaro a tutti?

e qualcuno saprebbe spiegare che utilita` avrebbe togliere di mezzo gli eventuali brogli, per mettere alla presidenza un democratico, quando sono repubblicani sia il Congresso sia il Senato?

sarebbe soltanto la ripetizione del triste gioco di Obama.

tanto e` vero che la Clinton non si sogna affatto di chiederlo.

sarebbe come dire che crede davvero alla favola della democrazia, lei finanziata da Wall Street.

. . .

ma torniamo in Italia e ai suoi brogli dopo avere dimostrato che sono male comune e mezzo gaudio:

furono dei brogli bloccati all’ultimo momento, a ribaltare il risultato dei sondaggi e a dare la vittoria alla Camera a Prodi nel 2006 soltanto per un soffio e non a larga maggioranza?

ne discussi a lungo su questo blog nel 2006, sulla base delle denunce di allora di Deaglio

(mi e` capitato di ripubblicare i relativi post di recente sull’altro blog di revival).

conclusi allora che non ci furono brogli a favore di Berlusconi,

anche se aveva affidato il compito di curare la somma dei voti alla stessa societa` informatica che aveva gestito le elezioni americane del 2000.

ma il dubbio in qualcuno e` rimasto egualmente.

pero` in quelle stesse elezioni la maggioranza al Senato a Prodi venne soltanto dal voto estero…,

voto taroccato anche allora.

. . .

voto italiano all’estero.

determinante piu` volte, regge da un paio di decenni la storia d’Italia.

e` truffaldino per sua natura, come ho gia` raccontato per averlo constatato de visu.

qui non occorre neppure ricorrere alle tecniche sofisticate dei programmi di calcolo in grado di trasformare ogni scheda bianca superiore al 2% in una scheda a favore di un candidato.

basta controllare fisicamente e capillarmente il voto degli elettori raccogliendone le schede, come avviene abitualmente.

e basta attribuire ai votanti esteri delle circoscrizioni a parte, facendone spesso l’ago della bilanca politico.

invece di distribuire i voti esteri dentro le normali circoscrizioni nazionali di riferimento, dove non potrebbero essere cosi` determinanti.

. . .

state per caso leggendo le reazioni sulla stampa di alcuni galoppini elettorali italiani all’estero che respingono con sdegno l’idea che i consoli si prestino a manomettere le schede rischiando una denuncia?

hanno ragione, ma girano attorno al problema.

non c’e` nessun bisogno di manomettere le schede, quando basta raccoglierle, possibilmente in bianco.

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2 thoughts on “evviva i brogli, soprattutto del voto estero – 541

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