[Krammer] Sulla riforma

Preso da facebook.

visto che l’ho scritto in un commento qui su FB, copio incollo la riflessione finale sul referendum. se non vi importa fa nulla, ci sono un milione di altre attività più piacevoli da fare tra cui scopare, studiare, mangiare patatine.
ma se siete ancora indecisi potete leggere, o non potete come vi pare.

proverò a fare un riassunto della riforma, e ci ho messo settimane per arrivarci.

SI`: viene agevolata una maggioranza parlamentare forte che dovrebbe costituire di conseguenza un governo forte. Questo solo in linea teorica, se verrà confermato l’italicum o un’altra legge elettorale maggioritaria analoga (qualunque sia il partito che vincerà alle prossime elezioni, che sia il PD o il M5S o altro)
NO: non intacca l’attuale rappresentanza popolare ovvero maggiore democrazia, ma in questo specifico contesto storico comporta una frammentazione politica ed un governo debole (debolezza che non dipende direttamente dalla costituzione ma dal voto, di fatto spartito in 2 o 3 poli grossomodo paritari)

SI`: maggiore statalismo, agevolato dalla clausola di supremazia
NO: non intacca il potere alle regioni in ottica federalista, che negli ultimi 15 anni a mio avviso ha fatto più danni che altro e che peraltro non dipende dalla costituzione originaria ma dalle orrende riforme del 2001 (compresa anche quella del voto degli italiani all’estero)

SI`: perdita dell’eleggibilità diretta del senato, che avrà limitati poteri legislativi (ma continuerà ad averne diversi, in modo peraltro abbastanza confuso); i nuovi senatori avranno poi immunità e nessun vincolo di mandato
NO: il senato mantiene gli stessi poteri – con tutto il bene ed il male che ne comporta – con immunità e nessun vincolo di mandato ma resta eletto direttamente dai cittadini.

il resto sono per lo più stronzate di poco conto, come il risparmio marginale sulla spesa pubblica che si potrebbe ottenere in mille altri modi senza alcuna riforma costituzionale, e tanta propaganda sia sul fronte del si che su quello del no.

votare si o no dipende dalla strada che si preferisce far intraprendere al nostro paese rispetto ai punti esposti sopra: entrambe le scelte sono legittime a seconda del vostro punto di vista.
anche l’astensione a parer mio è legittima, dal momento che hanno buttato nel calderone tanti di quei punti su cui non troverei strano trovarsi al tempo stesso sia in accordo che in disaccordo.

penultima cosa: indipendentemente dall’obiettivo che questa riforma si prefigge, un dato di fatto è che è stata scritta piuttosto male e tutti (compreso il fronte del SI) danno per certo che dovrà essere revisionata in futuro dal momento che “non è perfetta”.
non mi metto neanche a nominare i punti di imperfezione, sono tanti.
[per inciso, leggere le decine di post di bortocal ad esempio…]

ultima cosa: dal punto di vista politico, questa riforma sembra di fatto sia diventata una gara pro o contro Renzi.
ma non banalizzerei la questione: solo se vince il SI` ci possono essere concrete possibilità di governo da parte del M5S (in accoppiata all’Italicum), che con un maggioritario potrebbe aspirare ad andare al governo senza alleanze (a meno di un sostanziale quanto a mio avviso improbabile aumento clamoroso di sostenitori).
trovo inoltre che, se da una parte gli anti-renzini danno una grossa spinta per il NO (per scelta di pancia), dall’altra parte sono molte di quelle stesse persone che vogliono “cambiare il sistema per vedere ciò che accade” che spingono per il SI`, sempre per scelta di pancia.
in realtà è diventato tutto un gran caos, così è la vita.

a mio avviso SI` e NO cambierà poco: chi ci governa può insozzare la costituzione senza particolari problemi, che sia scritta bene o che sia scritta male. ciò che fa la differenza in un regime democratico è chi i cittadini sceglieranno come loro rappresentanti, e questo non dipende da questa riforma, scritta in modo orrendo. si possono cambiare i rappresentanti, si può cambiare la costituzione.

Possiamo dire, semplificando, che il SI` è un terno al lotto: se seguirà un buon governo ne avremo tutti i benefici del caso, se seguirà un cattivo governo sono cazzi amari e potranno fare leggi di merda con la velocità della luce. o potrebbe restare tutto nella stessa melassa odierna.

il NO implica lasciare tutto come sta, con i pesi e contrappesi che l’attuale democrazia preserva e che di fatto finiscono per costipare un paese equamente diviso.
fermo restando che i nostri rappresentanti potranno comunque continuare a fare leggi di merda, solo più lentamente se non si troveranno in maggioranza d’accordo.

_________________

[segue su un successivo commento]

se avessero voluto riformare serenamente la costituzione avrebbero spacchettato in quesiti i diversi punti indipendenti gli uni dagli altri: revisione del titolo V, riduzione dei parlamentari, riassetto della composizione e delle funzioni del senato, ridefinizione delle tempistiche di dialogo tra le due camere, eliminazione del CNEL etc etc.
Si poteva fare, i cittadini avrebbero potuto e dovuto scegliere nel merito cosa fosse meglio, punto per punto.

ma non è questo che sta a cuore a Renzi: lui vuole vincere politicamente sopra a tutto, e strumentalizzando il referendum si è giocato l’all-in, pacchetto completo prendere o lasciare.
o siamo con lui su tutto o siamo contro su tutto, si è guardato bene dal lasciarci alternative.
non è la riforma a spingere verso derive autoritarie, è semplicemente Renzi ad essere autoritario nel suo modo di gestire il potere e di confrontarsi con gli interlocutori (i famosi gufi). autoritario e conflittuale, col sorrisetto. non c’è viatico peggior per riformare la costituzione su questi binari.

sentivo il premier un paio di sere fa da Mentana: mi sono venuti i brividi quando ha sostenuto che, se gli italiani al referendum diranno no ai quesiti allora sarebbe un suicidio politico andare a ripresentare in futuro altre riforme su quegli stessi punti.
“perchè gli italiani non dicono si o no al TESTO della riforma, ma dicono si o no ai QUESITI posti sulla scheda elettorale”.
parole sue, mi sono cascati i coglioni.

ti rendi conto? se votiamo no secondo lui significherebbe che non vogliamo ridurre i costi della politica e che non vogliamo superare il bicameralismo perfetto e che non vogliamo rivedere il titolo V.
come se questa riforma fosse l’unico modo possibile per ottenere tali scopi.
non fa una piega, eh?
tutto ciò è delirante, e mi disgusta sapere che è stato studiato apposta per condizionarci, creando questo falso mito del “treno che passa”.
vogliono farci stravolgere la costituzione e gli argomenti che usano sono quelli dei peggiori venditori di pentolame.

per inciso dopo Renzi sono passati al vaglio di Mentana gli esponenti del no: con Berlusconi e Salvini i coglioni mi si sono polverizzati, ma non avevo dubbi. imbarazzanti.
meglio Di Maio, comunque sempre legato ai clichè ed agli slogan.

questo non è più un referendum, hanno creato un campo di battaglia politico infischiandosene bellamente della delicatezza e dell’importanza della questione.
il risultato delle urne decreterà la nostra futura costituzione, ma il voto che porterà a questo risultato sarà purtroppo nei fatti un termometro utile ai politicanti di professione per capire se l’insoddisfazione generalizzata spinge più verso il no delle forche grilline o leghiste, o verso il si delle false speranze renzine.

personalmente rimango ben volentieri a terra da questo treno, ha troppi spifferi e corre troppo veloce.
preferisco la cara vecchia locomotiva a vapore, da aggiornare pezzetto per pezzetto in modo oculato.

se vorrò buttarmi sulla strada del rinnovamento drastico preferisco cambiare i politici e non la costituzione. il politico passa molto più in fretta, un eventuale errore sarebbe meno impattante.


6 risposte a "[Krammer] Sulla riforma"

  1. “e non ti sembra che sia meglio lasciare che restino un poco rallentate (qualche volta) le leggi di merda, piuttosto che lasciargliele fare a raffica e senza consultarci, visto che i politici saranno sempre gli stessi?”
    sono d’accordo, infatti voto no e non ho dubbi a riguardo.

    ho scritto piuttosto per chi è ancora indeciso (e ne conosco diversi) cercando di stringere sui punti fondamentali, oltre che per smascherare il grillismo inconsapevole di molti di quelli che hanno deciso di votare si. il peggior grillismo, intendo.
    e sono tanti tra i miei conoscenti…

    il risultato di questo referendum decreterà di fatto quale sarà la nostra costituzione, ma purtroppo il voto alla base di tale risultato non sarà altro che un mero termometro emotivo per capire se il popolo insoddisfatto spinge più per il no e le forche (elettorato grillino) o per il si e le false speranze (elettorato renzino). tutte e due le correnti si alimentano dell’insoddisfazione dei cittadini e le manipolano a loro modo.

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    1. giustissimo.

      proprio per questo ho tentato controcorrente di analizzare per mesi la nuova costituzione pasticciatissima.

      perche` alla fine e` su questa che si deve votare…

      per inciso le elezioni anticipate, se dovesse passare il referendum, sono tecnicamente impossibili, fino a che non si cancella l’incompatibilita` della carica di consigliere con quella di senatore nelle 5 regioni a statuto speciale… 🙂 🙂 🙂

      non so quanto tempo potra` metterci il parlamento superveloce di Renzi che dovesse uscire dal referendum a sbrogliare la matassa, ma sospetto che si potrebbe andare anche oltre il 2018….

      certo che se io fossi stato indeciso, dopo la lettura del tuo post, lo sarei stato ancora di piu`. 😦

      comunque se la gente vota sulla costituzione in base ad altre considerazioni e si lascia persuadere a rinunciare alla democrazia per paura di rimetterci, merita anche di perdere la liberta` che questa Costituzione gli garantisce.

      in fondo sarebbe meglio: la Costituzione non rappresenterebbe altro che chi se l’e` votata/

      e cosi` chi non l’ha votata non si sentira` piu`, in coscienza, sottoposto alla legge altro che per paura e fino a che ne avra`.

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      1. “certo che se io fossi stato indeciso, dopo la lettura del tuo post, lo sarei stato ancora di piu`.”

        ho integrato il post con il seguito di un altro commento, questo potrebbe far calare il livello di indecisione 😛

        per inciso ho letto buona parte del tuo lavoro (mastodontico) di analisi della riforma, qualche post l’avevo anche condiviso a suo tempo su fb.
        estremamente prezioso, minuzioso, hai anticipato diverse questioni che solo in seguito sono poi uscite anche nei media mainstream.
        solo due critiche a riguardo: troppo lungo – certo la riforma stessa è troppo lunga – e troppo schierato e polemico per poter far leva concreta sugli indecisi, che alla fine sono quelli che almeno cercano di ragionare col proprio cervello astraendosi dalle emozioni (la stragrande maggioranza del si e del no voterà per partito preso sapendo poco o nulla del testo della riforma).

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        1. be’, direi che l’aggiunta che hai fatto adesso non lascia dubbi ed e` scritta benissimo… 🙂

          sulle critiche al mio testo credo che tu abbia perfettamente ragione, e infatti non ho neppure provato a lanciarlo presso qualche editore, sia per paura che contenesse qualche errore (ma non pare, almeno non troppi) sia appunto per la lunghezza scoraggiante, che lo avrebbe messo subito fuori mercato.

          ma ammesso che avessi trovato qualcuno disposto, non avevo proprio voglia di iniziare la penosa trattativa su quel che si poteva dire e quel che no e sui tagli da fare.

          avevo gia` dato.

          purtroppo invece, anziche` essere troppo lunogo, lo studio aveva addirittura delle lacune: proprio dove avevo buttato la spugna per disperazione si nascondevano le insidie peggiori.

          essendo un testo che alla fine ho scritto, nella sua struttura base, in tre giorni in Germania, e poi ho pubblicato diluendolo in puntate e ritoccandolo solo qua e la`, sostanzialmente, serviva piu` che altro per chiarirmi bene le idee, e quindi ho dato libera espressione a quel che penso.

          puo` sembrare strano dirlo adesso: ma all’inizio non ero cosi` contrario alla riforma, anche se la faceva Rensi che non sopporto.

          e` solo dopo averla studiata che ho capito che, a parte alcuni punti isolati e fuori contesto, era una schifezza improponibile.

          e mi sono sempre tenuto a questo punto, differenziandomi non poco da una parte importante degli argomenti del fronte del NO.

          ad esempio sulle Regioni, di cui non difendo i poteri, o sul dirittoragionevole del governo di definire tempi certi per l’approvazione delle sue proposte.

          da ultimo, ma forse l’aspetto piu` importante: raramente io mi pongo lo scopo di convincere qualcuno, usando metodologie ad hoc.

          io dico quel che penso, in modo anche sgradevole se mi viene cosi`.

          ciascuno faccia di quel che dico l’uso che crede: dopotutto ciascuno e` il principale responsabile delle sue convinzioni.

          metti che io riuscissi a convincere con una diplomaticita` subdola qualcuno di idee che poi si rivelano sbagliate (e quante volte le mie idee si sono rivelate sbagliate?): sinceramente non me lo saprei perdonare.

          sputo il rospo e dico chiaramente che il mio e` un atteggiamento snob e non intendo sporcarmi le mani per gli altri: ognuno se le sporchi da se` nel modo e nella quantita` che meglio crede 🙂 🙂 🙂

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  2. e non ti sembra che sia meglio lasciare che restino un poco rallentate (qualche volta) le leggi di merda, piuttosto che lasciargliele fare a raffica e senza consultarci, visto che i politici saranno sempre gli stessi?

    li hai chiamati rappresentanti, ma io non ci riesco.

    ben che vada rappresentano forse la meta` del popolo.

    l’altra meta` non vota alle politiche neppure piu`, per non prestarsi alla farsa.

    a me un senato che rilegge le leggi, ma non da` la fiducia, mi avrebbe fatto sentire appena un pochino piu` tranquillo.

    ma d’accordo con te che questo e` stato un grande psicodramma grottesco e inutile.

    da domani saremo davanti agli stessi problemi reali dell’Italia con due anni persi alle spalle.

    e i governanti si scelgono alle alezioni politiche non ai referendum sulla Costituzione.

    un governante che vuol farsi scegliere in un referendum mostra per cio` stesso di essere un aspirante dittatore.

    se fossi Machiavelli, ma meglio un gesuita, preferirei che Renzi vincesse, piuttosto che perdesse, per farmi mille risate dopo.

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