16 paradossi del dopo Renzi – 560

Il governo si fa dare la fiducia al Senato e subito dopo si dimette.

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La fiducia viene chiesta e ottenuta su una legge di stabilità che l’Unione Europea ha già chiesto di cambiare entro marzo.

Dopo di me il diluvio, Renzi è coerente.

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Uno dei motivi per votare NO al referendum era che un parlamento incostituzionale non può cambiare la Costituzione.

Ma sembra che questo non conti niente per l’opposizione a Renzi nel suo partito.

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Debole il senso dello stato in un partito che si dice Democratico, ma che sta diventando la concentrazione stessa dell’antidemocrazia.

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I media continuano a parlare della primavera 2018 come il termine naturale della legislatura.

Ce ne fosse uno, uno solo che dice che il termine naturale della legislatura era la primavera 2014, subito dopo la sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava illegittima la legge elettorale e faceva riferimento ai termini costituzionali molto brevi con cui rimane in carica, di necessita’, un parlamento nei casi di emergenza.

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I partiti hanno un mese e mezzo di tempo per una legge elettorale rispettosa della Costituzione; se non ci riescono, le elezioni  vanno indette a fine gennaio con la legge elettorale di risulta dalla sentenza della Corte, cosi’ come andava fatto due anni fa se il presidente della repubblica di allora, Napolitano, non avesse tradito la Costituzione.

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Il problema della coerenza fra le leggi elettorali di Camera e Senato è  falso.

Non c’è proprio niente di male se al Senato si può avere una maggioranza soltanto con una convergenza di forze diverse e cioè con una maggioranza vera degli elettori.

Anzi.

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Quindi una legge elettorale per il Senato per fortuna c’è già, visto che Renzi non l’ha cambiata.

ed è  quella che risulta dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Occorre soltanto cancellare la legge elettorale di Renzi, l’Italicum, e poi andare a votare.

Anzi, perché non copiare subito la legge elettorale per la Camera da quella del Senato che cè già  ed è  di sicuro costituzionale, visto che risulta dalla sentenza della Corte?

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Uno dei guai del nostro paese e’ il governo di maggioranze posticce, che esprimono la volontà soltanto di una minoranza e fanno riforme arbitrarie e di parte, senza vero consenso condiviso, che vengono cancellate dal governo successivo.

Occorre ricostruire una convergenza e un Senato che non regala la maggioranza al primo venuto può essere la chiave.

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Qualcuno ha capito, in questo paese che non studia e dove si ama chi parla a vanvera, che con questa Costituzione è comunque impossibile avere con qualche trucco una maggioranza costituita al Senato identica a quella della Camera, perché il Senato va eletto su base regionale?

E dunque la maggioranza bisogna vincersela sul campo, regione per regione…

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Dunque chi chiede una legge elettorale del Senato coerente con  quella della Camera o ciurla nel manico per tirare le cose per le lunghe o non so di che cosa parla.

Oppure tutte due le cose assieme e sarebbe la situazione normale.

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Esiste ancora un Partito Democratico qualunque questo cosa si intende con questo nome?

Oppure è  già diventato il partito del capo?

Esiste un partito che è diverso da Renzi?

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Onestamente non direi  se guardo alla maggioranza di quel partito.

Ma è  soltanto nelle prossime ore che si potrà vederlo.

Ma a volte la minoranza che dipende dalle parole del capo, per contestarle, mi sembra più renzina dei renzina stessi.

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Ma in ogni caso smettiamo di credere che il prossimo capo del governo sarà scelto in Italia, per favore.

Sarebbe una rivoluzione sconvolgente, e forse persino pericolosa.

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Si dovrà arrivare per forza dopo gennaio, quando inizierà, se mai inizierà  davvero, la presidenza Trump.

Intanto un primo dei grandi elettori repubblicani ha dichiarato che non lo voterà perché lo ritiene inadatto.

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In questo clima pensate davvero che si potrà decidere che cosa fare di Renzi in poco tempo?

Ma proprio per questo dobbiamo chiedere elezioni al più presto.

Prima che i poteri esterni al popolo si organizzino e scelgano per noi.

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