quel Gentiloni io lo conosco – 565

quel Paolo Gentiloni io me lo ricordo – vagamente, perche` non aveva poi tutto questo spicco.

erano gli anni della contestazione, si occupavano le scuole e lui c’era; aveva solo 16 anni, ma scappava di casa per farlo.

si puo` capirlo: c’era il Movimento Studentesco di Capanna, con i suoi katanga, una specie di guardia armata maoista che aveva l’eskimo come divisa.

io contestavo Capanna li` dentro, restando in minoranza, ma Gentiloni era troppo piccolino per farlo, era un adolescente entusiasta.

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sconfitto nel Movimento Studentesco nella mia battaglia contro l’uso dei katanga contro il dissenso politico, eccomi che passo al Manifesto, un movimento fortemente intellettualistico:

nato sull’appoggio da comunisti alla rivoluzione di Praga contro il socialismo reale e le democrazie popolari alleate dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

non so come, ma me lo sono ritrovato anche li`, a qualche incontro nazionale, seduto qualche fila piu in basso: sempre composto ed educatino.

del resto, con sei anni meno di me, come altro potevo considerarlo io, attorno ai 25 anni, che come un giovincello?

. . .

poi il Manifesto degenero` in un progetto di partito politico, il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo: il peggio del peggio.

una scimmiottatura della politica politicante, personaggi un po’ sordidi che reggevano bordone a grandi intellettuali come Lucio Magri o Rossana Rossana, per non dire di Foa, che sembrava immortale dall’alto dei suoi anni tumultuosi.

ma forse era viceversa: Foa, Rossanda, Magri tenevano bordone al sottobosco politicante, piu` gesuita che machiavellico.

e dov’era Gentiloni?

era anche li`.

nuovo Zelig degno di Woody Allen!

. . .

nel 1976 mi tirai fuori da questa politica e non ne vidi altra possibile in giro che quella consentita dalla mia attivita` personale:

ricerca storica locale, qualche articolo su un quotidiano locale, piccoli saggi scritti qua e la`, un libro che tracciava un programma di ricerca rimasto incompiuto, la Cooperativa Popolare di Cultura di Brescia, dove feci anche da presidente,

prima che la sciogliessimo sopraffatta dai debiti, ma in tempo per salvarci, mentre il marpione di sinistra di turno era pronto a rilevarla, ma lasciando tutto il passivo in carico a noi personalmente che l’avevamo tirata avanti.

poi vinsi il concorso a preside nei licei, nel 1985, e da quel momento, nel bene e nel male, la mia attivita` politica e la mia professione coincisero.

questo per dire, aldila` del gusto autobiografico quasi senile, che le strade mie e di Gentiloni si divisero nel 1976.

quando io decisi che non sarei mai stato un politico e lui invece comincio` a fare carriera come tale.

. . .

mi informo adesso nei dettagli su che carriera e` stata.

amico di Ermete Realacci e Chicco Testa, complimenti!

lui diventa nel 1984 direttore delLa Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente e un buon punto di osservazione per capire come mai i Verdi in Italia non hanno mai sfondato.

poi amico di Francesco Rutelli e dal 1993 suo portavoce, quando quello diventa sindaco di Roma.

poi la solita grigia scalata a posti di potere, uno dopo l’altro, e chi vuole vederli uno per uno vada alla biografia su wikipedia.

ministro delle comunicazioni nel secondo governo Prodi: risultati?

disegno di legge “riforma Gentiloni” del 2006: fissava la posizione dominante nei media al 45% del mercato; vedi mai, e comunque: mai approvato.

riforma della RAI del 2007: mai approvata.

candidato renzino lui stesso a sindaco di Roma nel 2012, ma arrivato terzo nelle primarie del centro-sinistra, col 15% delle preferenze, dietro il 55% di Marino, che risulta eletto.

ma Renzi gliela fara` pagare:

a Marino, non a Gentiloni.

. . .

a fine 2014 viene nominato, a sorpresa, ministro degli Esteri, da Renzi, del quale e` il portaborse piu` fedele.

competenze nel settore?

nessuna.

il suo primo gesto e` telefonare ai due maro` per promettergli una rapida soluzione del caso; bravo comunque a farli sparire dai media, occorre ammetterlo.

2015: promette che l’Italia interverra` militarmente in Libia contro l’ISIS; Renzi lo smentisce subito, e lui non fiata.

poi viaggio a Cuba, dove promette l’essenziale appoggio italiano per la fine dell’embargo americano.

e taciamo per favore della sua gestione del caso Regeni.

questo e` il bilancio di due anni di insignificanza assoluta.

. . .

ora promettono il bis.

portaborse di Renzi come capo puramente nominale di un governo illegittimo nominato da un presidente della repubblica illegittimo.

e agli ordini di un capo del governo che aveva promesso, sottolineo PROMESSO, di ritirarsi dalla politica se al referendum non votavamo come voleva lui.

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. . .

ma ora scopro con la mia ricerca che il suo cognome non e` una coincidenza casuale.

Paolo Gentiloni appartiene alla famiglia dei conti (suppongo) Gentiloni Silverj, nobili di Filottrano (AN), Cingoli (MC) e Macerata, imparentati con Vincenzo Ottorino Gentiloni, noto per l’omonimo Patto che a inizio Novecento segnò l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana.

ah, ecco, adesso tutto e` chiaro.

non e` vero che le dinastie politiche in democrazia esistono solamente in America:

loro hanno i Kennedy, i Bush, i Clinton;

noi abbiamo i Gentiloni.

. . .

ma fatemi finire con una citazione da un altro blog sempre frizzantino:

Questi no. Questi non sono professionisti di nulla, visto che spesso, dai Piddini ai Grillini passando per tutti gli altri, i loro curricoli mancano di un qualsiasi lavoro esercitato prima o durante il mandato, e quindi non ne hanno uno a cui tornare dopo. Ma capiscono di politica, di economia, di finanza e di mercati quanto ne capiamo noi che siamo a casa e qualche volta anche meno (…) – anzi, il referendum ha dimostrato che sanno parecchio di meno – come scrivere costituzioni e leggi, non hanno che una vaga e confusa idea sia delle consuetudini sia dei regolamenti. Sono impreparati, imbarazzati e soprattutto imbarazzanti: danno l’impressione di essere davvero capitati lì per caso, senza una seria gavetta, senza una vera esperienza alle spalle. Sarebbero impacciati persino a gestire una riunione di condominio, figuriamoci governare un Paese.

(…) Il capo dei rottamatori è là, con il broncio di un bimbo deluso, che spedisce i suoi dal Capo dello Stato senza nemmeno un nome spendibile perché non capisce nemmeno come affrontare una assemblea del suo partito, gli altri urlano e fanno gazzarra, coltivando intanto la segreta speranza che Mattarella, vecchia guardia, tiri fuori dal cilindro un incaricato e una ennesima soluzione raccogliticcia, per permettere loro di continuare a far caciara senza prendersi una vera responsabilità. Ma voi pensate veramente che un De Gasperi, un Andreotti, un Fanfani, un Togliatti, un Berliguer, un Malagodi o un La Malfa (senior, per carità), si sarebbero fatti mettere all’angolo così, come dei pulcini spauriti che pigolano nel buio? Erano bizantini e infidi, ma come i bizantini infidi conoscevano però tutte le malizie e gli arzigogoli per tenere in piedi un impero, anche in declino.

Guardate, io li rivoglio i professionisti della politica. Quelli formati come un tempo, che sapevano come scrivere una legge, la presentavano in Parlamento avendo i numeri e tenendo conto delle possibili varianti, indicevano referendum preparandosi in ogni caso alla sconfitta e avevano alle spalle uno staff di partito fatto da professionisti come loro, dai nervi saldi e dalla gavetta infinita, che non si faceva prendere dalla tremarella o dallo scazzo infantile se per caso gli elettori decidevano diversamente da ciò che auspicavano.

Io li rivoglio, i professionisti della politica. Perché sinceramente di tutti questi dilettanti allo sbaraglio non ne posso più.

Rivoglio i professionisti della politica   di ilmondodigalatea

. . .

solo che secondo me Galatea sbaglia su un punto.

i professionisti della politica italiana di oggi sono appunto i Paolo Gentiloni, che almeno ha una storia di minimo spessore alle spalle, o le varie Maria Elena Boschi, che non hanno neppure quello.

abbiamo bisogno non di professionisti della politica, abituati ai maneggi, ma di non professionisti della politica, che li devono ancora imparare.

tanto sono impreparati alla stessa maniera;

semmai e` piu` facile trovare gente politicamente piu` preparata tra chi ha sempre fatto un altro mestiere…

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10 thoughts on “quel Gentiloni io lo conosco – 565

  1. Sarà la mia ignoranza, sarà che è solo da due giorni che cerco informazioni su internet sul nostro Premier novello, ma io articoli dei suoi anni di giornalismo e direzione de “La nuova Ecologia” di Legambiente proprio non li trovo! Vorrei proprio ritrovare qualche vecchia citazione di questo ex-ambientalista… consigli?

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    1. escludo che gli articoli della Nuova Ecologia degli anni Ottanta siano mai stati scannerizzati e siano consultabili in rete: del resto anche tu li stai cercando senza trovarli.

      non resta che tornare all’antico metodo: recarsi in una biblioteca che abbia conservato le copie cartaceee e sfogliarle a mano per il periodo della sua direzione: chissa` se, oltre a dirigere la testata, ci scriveva anche qualcosa, ma probabilmente si`.

      a Brescia saprei indicare un istituto che probabilmente conserva la rivista, ma in altre citta` non so. certamente biblioteche centrali di grandi citta` dovrebbero averla…

      oppure qualche ecologista sfegatato, in cantina… 🙂

      ultima risorsa? farsi passare per un collezionista strano e mettere una richiesta di acquisto su E-bay… 🙂

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      1. Hai proprio ragione, archivi online della nuova ecologia proprio non ce ne sono.
        Sono solo riuscita a trovare proprio adesso qualche citazione e il suo nome sparso qua e là nei vecchi archivi online di altri giornali.
        Per trovare un articolo firmato Paolo Gentiloni dovrò ricorrere ai metodi più tradizionali. >_<
        Non penso di visitare Brescia in questo periodo ma se mai dovessi capitare, dove mi suggerisci di andare?

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        1. fondazione luigi micheletti Centro di ricerca sull’età contemporanea

          http://www.fondazionemicheletti.eu/italiano/home/

          segui questo percorso:

          http://www.fondazionemicheletti.eu/italiano/documentazione/emeroteca/default.asp

          http://www.fondazionemicheletti.eu/italiano/documentazione/emeroteca/dettaglio.asp?id=161&pagina=undefined

          http://www.fondazionemicheletti.eu/public/contents/documentazione/fondi/allegati/file/Ambiente_Ecologia%20-%20Emeroteca%20-%20MusIL.pdf

          io pero` ad una prima ricognizione non l’ho trovato.

          in ogni caso puoi anche telefonare e chiedere, credo che la Bruna Micheletti, se lavora ancora li`, ti rispondera` volentieri.

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          1. Grazie mille! 🙂
            Continuerò la ricerca con la mente più lucida, cercherò anche nelle biblioteche centrali, ma non penso che arriverò a sbarcare su e-bay. Spero proprio di trovare qualcosa di utile, sopratutto in vista del piano lupo… meglio tardi che mai.
            Per il momento grazie, stupendo il tuo articolo, risveglia curiosità e perplessità. Terrò sicuramente d’occhio il tuo blog e quello di Galatea 😀

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      1. no no, il tuo modo di riassumere … l’educatino.
        in un altro paese, Renzi non avrebbe più il coraggio di tirare fuori il naso da casa, invece qui ha fatto le sue consultazioni e mandato il pizzino al Quirinale

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        1. a me sembra di fare dell’ironia leggera, ma sono contento se si trasforma in umorismo vero.

          effettivamente, rileggendomi, quando sono arrivato a Zelig e` scappato da ridere anche a me.

          su Renzi ho messo da parte un’immagine che dira` tutto: non so come mandartela da qui, ma la usero` parecchio nei prossimi giorni, come un Leitmotiv.

          con Renzi abbiamo toccato il fondo del fondo: mai visto un disastro simile; distruggera` il partito, ma in fondo la sua vera missione era quella.

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