Fedeli alla linea – 573

faro` come Catone col mio blog?

scrivero` ogni giorno un post per dire: del resto penso che la ministra Fedeli debba dimettersi per avere mentito sui suoi titoli di studio?

ma no, mi stufero` prima, promesso.

lasciatemi sfogare ancora una volta, poi basta.

. . .

premessa: cito di nuovo quello che si poteva leggere e ho letto di persona sul curriculum ufficiale della ministra;

chi conosce gia` la minestra puo` passare direttamente al paragrafo successivo, dopo i tre puntini:

Finite le scuole mi sono trasferita a Milano per iscrivermi dove ho conseguito il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso UNSAS.

falso, e` stato osservato subito da qualche avversario politico.

ecco le prime spiegazioni uscite:

“Il titolo di studio – fanno sapere fonti vicine alla Ministra – è un diploma di laurea, si chiamava così negli anni Settanta. Non si tratta di una laurea e non ha nulla a che vedere con le lauree brevi di oggi”.

ma il diploma di laurea, fino al 1990 era un titolo universitario di secondo livello;

dal 1999 e` stato equiparato alla laurea specialistica

e nell’ordinamento attuale, introdotto dal 2004, alla laurea magistrale.

i titoli di studio di primo livello erano il Diploma universitario (non di laurea!) e il Diploma di scuole dirette ai fini speciali (SDFS):

in nessun caso si chiamavano o si potevano chiamare diplomi di laurea titoli conseguiti in tre anni e dopo solo tre anni di scuola superiore.

. . .

riassumendo: la ministra Fedeli ha frequentato la scuola magistrale, di durata triennale.

il titolo, se conseguito entro l’anno scolastico 2001-02 e` tuttora valido per insegnare nella scuola dell’infanzia, anche se oggi serve una laurea per farlo.

successivamente si e` iscritta ad un centro di studi privati, l’UNSAS, che ha frequentato per altri tre anni e le ha rilasciato un titolo che lei ora definisce diploma di laurea in Scienze Sociali, ma era un semplice diploma di assistente sociale.

oggi esiste la laurea in scienze sociali:

Per accedervi è necessario avere un diploma quinquennale.

ora e` accertato che la ministra non ha acquisito neppure il diploma di scuola superiore quinquennale.

quindi non soltanto non ha frequentato l’Universita` di scienze sociali o seguito altra formazione equivalente e non ha conseguito la laurea, ma non poteva neppure iscriversi.

. . .

tuttavia la ministra ha finalmente parlato.

per farlo ha scelto la pagina amica di Repubblica.

Fedeli: “Ho lavorato una vita nel sindacato, posso fare la ministra anche senza laurea”

La titolare dell’Istruzione replica alle polemiche sul suo titolo di studio: “Il mio metodo da quarant’anni è l’ascolto, mi aiuterà anche qui”

una intervista subdolamente faziosa.

primo perche` imposta la questione come se consistesse nei titoli di studio che la ministra non ha.

e invece consiste nel fatto che ha mentito.

e secondo perche` le chiede di illustrare il suo programma, come se fosse la cosa piu` naturale del mondo che lei ne abbia uno e non si dimetta subito dopo una simile catastrofe di immagine, che le impedisce o dovrebbe impedire in un paese normale di fare la ministra.

ma il lettore di Repubblica intanto legge e beve il messaggio subliminale che la ministra resta al suo posto,

come se fosse la cosa piu` normale del mondo.

. . .

per amore di obiettivita` ecco comunque come la ministra risponde alle domande compiacenti che evitano accuratamente ogni replica:

Ministra, l’esordio è stato difficile. Nel suo curriculum online aveva scritto di aver conseguito un diploma di laurea, in un secondo curriculum era evidenziata una laurea in Scienze sociali. Lei non ha la laurea.

Non l’ho mai sostenuto. Non ricordo il curriculum con la dicitura laurea, ma quello con su scritto diploma di laurea, rilasciato dopo tre anni dall’Unsas, è stato solo una leggerezza.

di nuovo si puo` notare la competenza linguistica estremamente carente della ministra, la sintassi e la logica del tutto approssimative.

la ministra ricorda il curriculum (?) con su scritto diploma di laurea.

italiano penoso.

ma se lo ricorda cosi` bene, perche` dice che citarlo e` stato una leggerezza?

e` la ministra dell’Universita`, oltre che dell’Istruzione!

conosce i titoli di studio che l’Universita` rilascia o rilasciava?

ha chiaro il quadro delle cosiddette equipollenze dei titoli di studio, cioe` del valore che assumono nell’ordinamento attuale e dopo le varie riforme susseguitesi negli anni i titoli di studio acquisiti in precedenza?

il minimo che si possa dire e` no.

. . .

La laurea è una cosa a cui non ho mai pensato. Ho 40 anni di vita rigorosa nel sindacato, non ho mai usato quel diploma, sono stato sempre una distaccata di settimo livello, maestra d’infanzia distaccata.

oh, qui finalmente ci siamo.

e` vero che oggi per insegnare nelle scuole d’infanzia occorre una laurea.

ma come puo` il vertice dell’istruzione definire diploma di laurea il titolo di studio conseguito dopo tre anni di scuola superiore, in pratica equivalente al primo livello di una vecchia scuola professionale?

questa non solo non e` una laurea, ma neppure un diploma di scuola superiore!

ci vuole un bel coraggio a chiamarla leggerezza.

. . .

Ministra, il giorno dopo le polemiche lei ha cambiato il curriculum: solo diplomata, si legge adesso.

ma purtroppo la ministra non e` neppure diplomata perche` non ha seguito un corso di scuola superiore quinquennale.

Definirsi laureata è dipeso forse da un complesso psicologico? All’ex sottosegretario Faraone i docenti precari hanno sempre rinfacciato il fatto che non avesse il titolo, fino a quando lui non ha ripreso gli studi e dato la tesi.

“Io non mi sono laureata perché il sindacato mi ha preso e portata via,

altra bugia: con quel titolo di studio NON CI SI PUO` neppure iscrivere all’universita`:

notoriamente il presupposto per farlo e` di avere frequentato la scuola superiore per cinque anni; tre non bastano.

. . .

il sindacato è diventata la mia vita. Non una carriera, la vita. Alla laurea non ho mai pensato. Nel 1987 avrei potuto equiparare quei tre anni come assistente sociale al titolo di laurea, ma non l’ho fatto perché era fuori dal mio mondo. Riunioni, incontri con gli operai, viaggi a Bruxelles, e chi l’aveva il tempo per la laurea?

bene, ma allora perche` dichiarare di averla?

Lei, dopo i tre anni delle superiori, ha fatto la maestra d’infanzia?

Sì, ero giovanissima. E il fatto che abbia voluto studiare per altri tre anni alla scuola per assistenti sociali senza averne bisogno, avevo già un’occupazione, dimostra che il gusto della conoscenza l’ho sempre avuto. Poi, ho trovato ostacoli nella mia vita e, dopo l’esplosione del ’68, è arrivato il sindacato. In quegli anni ti assorbiva completamente.

bene: bastava scrivere nel curricolo: maestra d’infanzia, ha conseguito il titolo della scuola per assistenti sociali.

avremmo fatto tanto di cappello ad una donna che si e` fatta strada da se`,

e fine delle polemiche.

. . .

ma passiamo al secondo pasticcio della Fedeli.

A La7 lei disse: “Il giorno dopo, se ha vinto il no, tu ne devi prendere atto, non puoi andare avanti perché non hai l’autorevolezza. Io non penso alla mia sedia”. Lei, però, ora fa la ministra.

risposta lapidaria (e da lapidare):

L’aver detto che bisogna prendere atto della sconfitta è coerente con la nascita di un governo che deve affrontare le urgenze del Paese.

e qui posso risparmiarmi ogni commento.

. . .

ancora una cosa, pero`, gia` che ci siamo:

il programma politico con cui gestira` il ministero.

Ministra, quale sarà il suo primo atto per migliorare la scuola italiana?

della serie: come dare per scontato che una come questa possa davvero migliorare la scuola.

risposta:

Le prime telefonate le ho fatte ai cinque sindacati rappresentativi, lunedì li incontrerò. Vorrei il loro punto di vista sulla Buona scuola, dopo il lungo conflitto che c’è stato”. (…)

I sindacati le chiederanno di fermare gli spostamenti dei docenti dal Sud al Nord.

È una questione centrale e dovremo trovare nuove soluzioni, magari sperimentali. Con grande attenzione, tocchi una cosa e ne viene giù un’altra.

. . .

eh gia, la questione centrale per migliorare la scuola italiana e` fermare gli spostamenti dei docenti dal Sud al Nord.

e la chiamano Buona Scuola: basta intendersi per chi.

in poche pochissime parole:

la ministra che mente tuttora ostinatamente sulle sue intenzioni in politica

e sui suoi titoli di studio (ma del resto neppure mostra di conoscerli),

e il suo programma politico e` il rilancio alla grande del clientelismo nella scuola.

sindacati clientelari della scuola come interlocutori:

studenti, genitori, formazione sono l’ultimo dei pensieri.

. . .

mi sembra tutto coerente col quadro di un paese che si e` votato al declino.

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7 thoughts on “Fedeli alla linea – 573

  1. certamente, la portata della menzognera smemoria è immensamente diversa, ma noi siamo solo l’Italia… 🙂
    Però complessivamente in caduta libera di dignità , allo stato attuale, lo sono entrambi i paesi, no?

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    1. col fascismo l’Italia anticipo` gli anni Trenta e i fascismi mondiali,

      pare che anche con Berlusconi abbia soltanto anticipato i tempi degli iper-plutocrati direttamente al comando in tutto il mondo.

      chi oggi si traccia le vesti negli USA, avrebbe forse fatto meglio a non boicottare Sanders.

      ma considerava evidenetemente Sanders un pericolo peggiore di Trump.

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  2. e vabbè vabbè … tocchi una cosa e ne viene giù un’altra, perfino l’edificio scuola vien giù sulla testa dei ragazzi
    e vabbè …. metafora del rapimento del Sindacato …Proserpina si sentiva,,
    e vabbè … non ricorda cosa ha scritto ,,, che volete che sia,,, pari opportunità ahha ahhha

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    1. eh ma tu, con questo link al video malandrino, mi metti sullo stesso piano bugie molto diverse…

      e poi, diciamolo, la Fedeli ha comunque ammesso rapidamente e al massimo taciuto.

      quello spudorato, no, ha mentito fino in fondo con aria perfettamente presidenziale e fino a che potuto e anche sotto giuramento.

      non si arriva del resto a una simile professionalita` nella menzogna senza un lungo allenamento…

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      1. credo che l’intuizione, almeno la mia, si allinei alla legge della progressione esponenziale. ma sono tornata di corsa per un ricordo,
        una ventina di anni fa il poeta Giuseppe Conte scrisse una poesia dal titolo
        Secondo la profezia ,
        comincia
        “La Liguria crollerà il mare, é certo, I suoi confini alti al vento di abeti e di agrifogli e le colline antiche …..”
        e a un certo punto
        “Noi soli ci salveremo, noi che abbiamo imparato a camminare sull’acqua,
        sul pelo dell’acqua poche rame di precoce mimosa basteranno,
        Il vento soffierà l’isola Viola Nuova ai nostri occhi , seguiremo la rotta dell’errante pittosforo….”

        mi scuso per non aver trascritto secondo la metrica, comunque è per dire che
        poeti e artisti intuiscono bene, e prima degli scienziati che arrancano dietro il già accaduto..
        A poi…

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