sotto le banche la capre crepano – 582

e` molto frettolosa e quasi omertosa l’informazione di sistema sull’autorizzazione che il governo ha richiesto al parlamento di aumentare il debito pubblico fino a 20 miliardi di euro per “salvare le banche”.

insomma e` fatta in modo da non far capire niente:

meglio che il pubblico presunto beota sia intrattenuto con altro,

come visibilmente avviene oggi a scorrere la stampa online.

qui questa notizia decisiva e` affogata in mezzo a mille notiziole minori, con i titoli meno attraenti possibile.

meglio che il popolo lasci decidere le cose a quell’oligarchia che e` l’essenza stessa della democrazia, secondo Scalfari, reso impudico dalla vecchiaia.

comunque io delle domande me le pongo, sono andato in giro a cercare (impiegando diverso tempo) e ora ve le espongo, assieme alle risposte che mi sono dato…

. . .

prima osservazione e prima domanda:

20 miliardi, l’1,17% del PIL, per difendere le banche…

non sono bruscolini.

da dove andiamo a prenderli?

niente paura: sono a credito.

ossia consistono in nuovi titoli di debito pubblico che lo stato emettera` sul mercato…

ma se i cittadini non dovessero acquistarli?

niente paura, li comperano le banche con i soldi che riceveranno dal governo.

. . .

ma la  Costituzione che esige che i bilanci statuali annuali non siano a deficit?

chi ricorda il frenetico dibattito di due anni fa per la riforma costituzionale Monti dell’art. 81?

Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

qualcuno si stracciava e ottusamente continua a stracciarsi i capelli anche adesso.

sono i nuovi democristiani dell’espansione illimitata del debito.

quell’articolo, leggetelo bene, dice poco o niente:

parla di equilibrio, non di pareggio; e l’equilibrio e` un concetto dinamico.

consente il ricorso all’indebitamento per “considerare gli effetti del ciclo economico”:

frase che vuole dire niente.

. . .

l’unico vero vincolo che la riforma costituzionale 2013 pone e` la maggioranza assoluta nel voto alle Camere, cioe` calcolando come contrari anche gli astenuti e gli assenti – e non la maggioranza semplice dei presenti.

sai che problema trovarla, questa maggioranza, in un paese nel quale l’entusiasmo per il debito unisce trasversalmente tutte le forze politiche o quasi dall’estrema destra all’estrema sinistra.

e in effetti ecco che Berlusconi vota a favore col Partito Democratico e l’autorizzazione all’enorme debito potenziale pro banche passa in un attimo.

e ne fa il “nuovo” protagonista della politica italiana.

. . .

ecco il condannato per evasione fiscale omaggiato nei saloni del potere:

sta per andare a processo per corruzione di testimoni;

ma lo stato mafioso non si scompone per cosi` poco.

e` il risultato coerente dello scellerato triennio renzino:

Berlusconi di nuovo padrone della politica italiana.

presagio delle maggioranze future, dopo la riforma della legge elettorale,

fatta con comodo, per avere tutto il tempo di seppellire il cadavere politico di Renzi.

. . .

e i vincoli europei?

non dovrebbero essere un poco piu` seri?

qui confesso che capisco di meno…

leggo comunque da una fonte attendibile (Mario Seminerio) che mesi addietro l’Unione Europea aveva autorizzato lo stato italiano a fornire garanzie sulla liquidità delle banche sino a 150 miliardi.

quindi, allegri ragazzi, che siamo ancora ben lontani dalla meta.

. . .

ma un conto e` fornire in astratto queste garanzie, un conto diverso, invece, e` tirare fuori davvero dei miliardi per finanziarle.

ora, quel che succede da oggi e` esattamente questo:

non uno stato che si impegna teoricamente a coprire il deficit delle banche per aiutarle a non fallire.

ma uno stato che concretamente invece, per non fare fallire il Monte dei Paschi di Siena, deve tirare fuori dei miliardi, da quel mazzetto di 20 autorizzato in 24 ore dal parlamento bicamerale perfetto.

. . .

quanti esattamente?

si parlava di un fabbisogno di 5 miliardi: 2,44 sono arrivati da quei possessori di bond che hanno accettato di convertirli in azioni; ma gli investitori esteri che dovevano colmare la differenza si sono tirati indietro…

questa dev’essere una nuova squillante vittoria dell’italianita` di questo strano paese che invoca gli investimenti esteri sulle proprie imprese decotte, ma poi grida al lupo quando gli investimenti esteri arrivano dove per loro vale la pena, cioe` su aziende potenzialmente attive, e tenta di impedirli.

ma i due miliardi e mezzo che mancano dovra` tirarli fuori davvero lo stato, sia pure sotto forma di obbligazioni.

ora questi, mi pare di capire, andranno effettivamente messi a bilancio.

aumenteranno il deficit della legge di stabilita` renzina, gia` fuori dai parametri europei, e di cui la Commissione europea ha chiesto la correzione?

ovviamente si`, e mi pare di capire di si` anche per l’Unione Europea.

quindi da dove si pensa di rientrare da questa nuova e dalle altre spese in eccesso rispetto ai parametri sottoscritti dal nostro paese?

mistero.

. . .

il mistero piu` profondo rimane pero` che sia tutta la nazione a dover pagare gli errori di gestione di una banca privata, ampiamente compromessa con la gestione clientelare del potere del Partito Democratico in una regione che una volta era definita rossa.

difesa dei risparmiatori?

ma per favore! i risparmiatori sono gia difesi da una legge che impone allo stato di garantire i depositi bancari fino a 100.000 euro: i depositi bancari, non altre forme di investimento bancario piu` lucrative (in apparenza) e piu` lucrose nell’immediato.

. . .

la nostra Costituzione tutela il risparmio (art. 47), non la speculazione.

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

dietro la sbandierata e ipocrita tutela dei risparmiatori passa invece la difesa dei vertici che hanno dissestato le banche:

non vengono chiamati a rispondere del loro operato con i profitti personali accumulati.

e` la difesa dell’elite piu` ricca a spese del popolo un tempo sovrano, ma ora bue.

ci sono stati dei truffati?

si rivalgano sui truffatori,

non sulla comunita` rimasta estranea alle loro speculazioni…

. . .

ma fortunatamente almeno le regole europee impongono l’onere del bail-in prima che lo stato possa intervenire…

secondo queste norme l’assunzione di partecipazioni dirette nelle banche e` possibile solo dopo il sacrificio dei risparmiatori privati, ad esempio a mezzo di conversione in azioni del debito subordinato da essi detenuto.

secondo la direttiva BRRD sul risanamento e risoluzione delle banche in dissesto l’intervento pubblico può avvenire solo dopo aver effettuato azioni di bail-in su almeno l’8% del passivo della banca coinvolta. Nel caso di MPS, ad esempio, questo vuol dire 13 miliardi di debito potenzialmente convertibile.

(dall’articolo di Mario Seminerio citato in fondo al post).

ma attenzione:

Questa norma è derogabile in caso di “rilevanza sistemica” della banca in dissesto. In quel caso, l’intervento del denaro pubblico può avvenire prima della soglia dell’8% del passivo, previa autorizzazione della Commissione Ue.

in ogni caso, depositanti oltre i 100mila euro, azionisti, sottoscrittori di vari strumenti finanziari proposti dalle banche a proprio sostegno,  e altri speculatori vari coinvolti nella gestione delle medesime, devono ripianare i debiti delle lo banche PRIMA che lo stato possa intervenire a sostenerle.

. . .

ma aspettatevi la confusione informativa massima su questo punto,

da parte di banche bancari banchieri e loro partiti politici e stampa,

che lottano all’ultimo sangue per scaricare i costi delle loro scelte sbagliate addosso alla comunita`.

il famoso popolo bue.

anzi, aggiorniamoci: il popolo capra.

visto che vegeta e muore sotto la banca.

. . .

e infine la domanda da 5 miliardi di euro:

l’intervento dello stato a tutela del Monte dei Paschi di Siena consistera` in contributi a fondo perduto o almeno nella acquisizione di azioni della Banca?

in altre parole lo stato italiano nazionalizzera`, almeno in parte, le banche alle quali versera` i  miliardi di euro pagati dai cittadini?

perfino Mussolini lo fece nella crisi degli anni Trenta.

sarebbe il minimo.

ma neppure questo viene detto chiaramente.

occorre quindi vigilare.

. . .

sono un irresponsabile giacobino che parla di cose che conosce poco e male?

(come del resto ogni altro cittadino nel nome del quale vengono prese certe decisioni)

per fortuna leggo Mario Seminerio, che non lo e` di sicuro, e trovo un discreto grado di convergenza anche con le sue opinioni tecnicamente ineccepibili:

http://phastidio.net/2016/12/20/banche-attenti-quello-desiderate/

anche secondo lui i cirteri fondamentali da seguire nel salvataggio delle banche sono due:

conversione dei debito bancario in azioni per la parte necessaria a colmare il buco di capitale

e nel caso questo sia insufficiente e occorra anche l’intervento diretto dello stato, questo deve tradursi nell’acquisizione di azioni delle banche e portare, se occorre, alla loro nazionalizzazione.

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