se il Monte dei Paschi di Siena ci viene a costare il triplo (per ora) – 589

il 22 dicembre, il giorno nel quale il governo italiano ha deciso di intervenire ancora una volta (la terza) per salvare il Monte dei Paschi di Siena, sara`ricordato come la data in cui e` iniziato il collasso finale del sistema economico italiano?

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Isabel Schnabel e` stata docente di economia all’universita` Johannes Gutenberg di Mainz (Magonza) fino all’anno scorso

e dal 2014 e` membro del Sachverständigenrat zur Begutachtung der gesamtwirtschaftlichen Entwicklung, il Consiglio per la valutazione dello sviluppo economico globale

un organismo di esperti cui si serve il governo tedesco per le sue decisioni in campo economico.

. . .

(ecco una differenza sostanziale con la situazione italiana:

da noi ci sarebbe il CNEL per qualcosa di simile,

ma e` formato da 10 esperti e poi da 48 rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato e 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato.

la componente tecnica non e` dunque per niente prevalente, e il nostro CNEL e` diventato un cimitero degli elefanti che non svolge nessuna funzione utile.

ma di fronte a questo stato di cose, ecco la tipica soluzione italiota:

abolirlo, aziche` riformarlo;

oppure perdere il referendum su una riforma costituzionale sconclusionata e lasciarlo immutato).

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Isabel Schnabel, a proposito del Monte dei Paschi di Siena e del sostegno che il nostro governo si appresta a dargli, la pensa come il vostro povero blogger:

«Visti i problemi profondi del Monte, ci si può chiedere se una ricapitalizzazione precauzionale sia realmente appropriata.

Le autorità dovrebbero verificare attentamente se la banca non debba essere liquidata gradualmente.

Il denaro dei contribuenti potrebbe essere sprecato».

e non e` poco il denaro che sarebbe sprecato…

ma il Corriere, che da` la notizia, prova ad aizzare ancora una volta i suoi lettori contro il principio di realta`:

si e` spinta a dire, scrive.

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ora sappiamo che da sempre in Italia il responsabile di una situazione cattiva e` considerato chi la dichiara,

non chi l’ha provocata.

e` l’estrema manifestazione di una cultura mafiosa profondamente radicata.

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ma il problema non e` fino a dove si spinge con le parole una economista tedesca, che cerca costruttivamente di metterci in guardia,

ma fino a dove si e` spinta la realta`.

lo ricordate Renzi che predicava fino al mese scorso che il nostro sistema bancario e` sano, sono le banche tedesche che hanno i veri problemi?

chi vuole leggere una completa rassegna degli erroricompiuti da Renzi e Padoan sulla vicenda, vada qui:

https://it.businessinsider.com/padoan-sulle-banche-non-ne-imbrocca-una-e-i-tedeschi-ci-mandano-la-troika/

. . .

l’Autorità di Vigilanza della Banca Centrale Europea ha fatto i conti.

il governo italiano finora aveva parlato vagamente di circa 5 miliardi di intervento pubblico necessari per risanare la banca.

e ne ha stanziati 20 per l’insieme del sistema bancario (che ha crediti in sofferenza per 200 miliardi).

secondo la Banca Centrale Europea, invece, ne occorrono 8,8, di cui 6,5 a carico dello Stato.

e lo ha messo nero su una lettera mandata alla Banca, che ha chiesto di potersi avvalere di un aumento di capitale pagato dallo Stato.

5 miliardi erano quelli che servivano a fine novembre, per risanare la banca;

ma la situazione dei conti nel mese successivo e` precipitata a tal punto che oggi ne  servono quasi il doppio.

e domani?

nessuno ci venga a dire adesso che questo e` l’effetto del referendum, eh?

questo e` l’effetto di un presidente del consiglio che per due anni ha lavorato su legge elettorale e Costituzione anziche` sull’economia,

della quale – del resto – non capisce niente).

. .  .

Nessuno al Monte dei Paschi, che in questi giorni ha lavorato gomito a gomito con il Tesoro, si aspettava una richiesta simile, scrive sempre il Corriere della Sera.

male, malissimo: vuol dire che fanno male i conti!

Il problema vero è che la Bce ha usato criteri di valutazione del fabbisogno delle banche molto penalizzanti, insiste il Corriere della Sera.

questi, ad esempio?

La posizione di liquidità della banca ha subito un rapido deterioramento tra il 30 novembre e il 21 dicembre 2016, da 14,6 a 8,1 miliardi, e della liquidità netta a un mese (da 12,1 miliardi, pari al 7,6% del totale delle attività, a 7,7 miliardi, pari al 4,78% del totale delle attività).

criteri penalizzanti per stabilire quanto e` il fabbisogno di una banca?

e noi ingenui che pensiamo che la matematica non sia un’opinione.

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ora si tratta di decidere se e` meglio che lo Stato versi questi 6,5 miliardi nell’impresa di salvare la Banca, che potrebbe rivelarsi un bis del pozzo senza fondo di Alitalia, e simili,

oppure che si limiti ad investire meno di 2 miliardi per rimborsare quasi tutte le azioni subordinate in mano ai piccoli risparmiatori raggirati.

cosi` scrive il Corriere, ancora, ma ciurlando ancora nel manico.

gli unici che vanno rimborsati, secondo la legge vigente, sono i correntisti fino a 100.000 euro: non gli altri tipi di investitori –

i rimborsi ai piccoli obbligazionisti, a fronte di una transazione che riconosca la vendita illecita da parte della banca, e la rinuncia ad ogni loro altra pretesa, di cui tanto si parla sono il solito sopruso italiota a danno degli onesti.

se qualcuno e` stato truffato, tocca al truffatore pagare del suo.

se e` lo stato a pagare al suo posto, e` come se lo stato riconoscesse di essere lui il truffatore capo.

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sui risparmiatori presunti ingannati viene pero` posta una interessante domanda:

soltanto i piccoli investitori (o speculatori) che hanno messo i loro soldi in azioni o altri strumenti finanziari della banca verranno tutelati a spese di tutti?

con la scusa che non erano adeguatamente informati

(come se in campo economico questa fosse una giustificazione e non un’aggravante)

oppure alla fine verranno rimborsati tutti, anche i grandi speculatori?

rientrano certamente anche i proprietari del Corriere.

. . .

ma le istituzioni europee si stanno fortunatamente opponendo fermamente al salvataggio tipicamente italiota degli speculatori a spese pubbliche.

per farlo, occorre violare le leggi sul bail-in, che tradotto in Italiano significa: sbaglia prima chi ha pagato.

Le regole comunitarie prevedono che in caso di crisi bancaria si debba rispondere al criterio di «bail-in» ed evitare il ricorso a misure di «bail-out».

Vuol dire che devono essere i privati – azionisti, detentori di obbligazioni e anche correntisti con depositi superiori a 100mila euro – a ripianare le perdite dell’istituto, e non lo Stato.

tuttavia Il decreto legge varato dal governo non è considerato contrario alle regole dalla Commissione per slmeno tre ragioni.

E` previsto che in casi eccezionali sono ci siano deroghe agli obblighi di bail-in e si riconosce per Mps una situazione di vendite scorrette (misselling).

Sono stati venduti titoli (junior bond) senza fornire informazioni complete echi ha comprato pensava di avere asset sicuri.

Un riconoscimento, questo, che accoglie le istanze dell’Italia, che proprio in ragione di tali vendite giustifica il decreto. 

. . .

rompere su questi criteri, per assicurare i privilegi degli investitori MPS potrebbe portare ad uscire dall’Unione Europea,

come vorrebbe la destra politica, ma soprattutto sociale.

qui vengano i tanti predicatori multicolori d’odio contro l’Unione Europea a toccare con mano che cosa significherebbe il divorzio dalla nostra casa madre.

possiamo e dobbiamo criticare l’attuale linea politica dell’Unione Europea, governata da forze conservatrici e succubi della finanza.

ma e` l’Unione Europea l’unico argine che vagamente ci difende dalla degenerazione clientelare e mafiosa, cioe` padronale italiana, che irresistibilmente preme sul nostro paese.

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