il terzo discorso di capodanno – 3.

niarb, un commentatore acuto, che e` anche un autore molto parco di post, mi ha suggerito di lasciar perdere Mattarella e Grillo e di rivolgermi, per il discorso di capodanno, a Natalino Balasso.

l’ho fatto, e mi sono anche un poco divertito.

ma solo quel tanto che consentono i tempi grami.

devo pero` ammettere che l’altroieri, quando ho pensato di scrivere tre post dedicati a tre diversi discorsi di capodanno nutrivo l’idea scellerata di propinarvene uno mio.

completo il mio disegno pazzesco e forse un poco criminoso.

in fondo Balasso e` servito a farmi sentire meno solo e a farmi coraggio.

per il mio personale discorso di capodanno 2017.

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cari lettori di questo blog, che vi sentite prima di tutto cittadini del mondo, come il suo autore, come possiamo guardare all’anno nuovo?

credo prima di tutto che voi siate molto preoccupati, come me.

vivendo in mezzo alla gente comune della montagna sento una tensione crescente che riguarda prima di tutto il nostro pianeta e il suo destino.

l’inverno sinora anomalo e straordinariamente caldo, le alpi prive di neve fino ad altitudini degne del Marocco preannunciano una carenza di acqua drammatica per la nostra estate.

le trasformazioni climatiche planetarie hanno assunto un ritmo palesemente molto accelerato, la siccita` minaccia l’Europa meridionale.

altrove il riscaldamento globale ha gia` ucciso paesi sinora vissuti ai margini dei deserti in un equilibrio difficile.

crea l’emigrazione di massa, l’instabilita` politica, il fanatismo aggressivo ed autodistruttivo.

tutti fenomeni inevitabili e destinati a crescere, che mettono in discussione in concreto i valori stessi sui quali si e` costruita la nostra civilta` e in particolare quello della solidarieta`.

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la solidarieta` e` il nome moderno dato all’amore cristiano del prossimo.

e questo a sua volta fu la forma religiosa assunta dalla filantropia universale della morale pagana antica.

l’accoglienza del profugo, giusto valore di un mondo che vive nel benessere, si fa difficile quando la poverta` vera ci minaccia.

la poverta` vera, non la perdita dei lussi di un consumismo sfrenato che ci sta portando all’autodistruzione molto rapidamente.

eppure questa accoglienza va mantenuta come valore attivo, fino a che possibile, per non perdere noi stessi,

distinguendo il profugo in pericolo di vita, dal semplice migrante irregolare, che non possiamo accogliere sempre e che dobbiamo anche potere rimandare indietro.

cerchiamo di non perdere i valori veri della nostra civilta`, anche se diventa sempre piu` difficile farlo.

ma pensiamo bene che i prossimi profughi climatici potremmo essere noi.

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cari lettori,

il terrorismo che sta diventando un elemento ordinario della nostra vita mediatica non e` pero` ancora una elemento concreto della nostra vita reale.

gli incidenti stradali provocano in Europa 350 morti al giorno, mille morti ogni tre giorni e 120.000 morti l’anno.

due milioni e 400.000 persone ogni anno restano ferite.

e` una guerra mondiale invisibile che ci sfiora ogni giorno, eppure non crea nessun tipo di terrore.

nessuna ondata terroristica si avvicina neppure lontanamente a queste cifre, forse neppure ad un millesimo di questi numeri.

certamente il terrorismo resta un fenomeno grave e va combattuto con politiche adeguate e piu` severe di quelle attuali, ma occorre mantenere il senso delle proporzioni.

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il terrorismo alimenta l’odio verso interi gruppi di persone che non e` soltanto un aspetto molto sgradevole nelle nostre vite, ma rappresenta a sua volta il principale pericolo del nostro futuro, dopo quello climatico.

viviamo in societa` che hanno un bisogno vitale di una immigrazione ben controllata e di una integrazione intelligente degli immigrati.

se l’immigrazione diventa una corrente di odio nelle sue due sponde, quella di chi accoglie e quella di chi arriva, le nostre societa` sono finite prima ancora che l’effetto serra arrivi a distruggerle.

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un altro pericolo ci minaccia da vicino, ed e` la speculazione finanziaria,

e` diventata sempre di piu` una potenza oscura che agisce affidandosi a strumenti automatici ed impersonali,

in una ricerca paranoica del profitto che vede oramai una concentrazione della ricchezza e dunque del potere inaccettabili.

il potere della finanza e` tale da riuscire oramai nell’impresa epocale della creazione di una realta` alternativa.

per ora viene definita soltanto virtuale, ma presto potrebbe vedere larga parte degli esseri umani sostituiti da automi intelligenti capaci di lavorare meglio di noi.

anche questo ci viene tenuto nascosto, come se fossimo dei bambini da poter condizionare con timori e terrori.

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ancora una volta vi metto in guardia dal potere dei media, dalla loro capacita` di manipolare le nostre menti.

noi che forse riusciamo a farlo o che almeno possiamo provarci, stacchiamo la spina piu` che possiamo dai media: deformano la nostra mente e condizionano mi nostri sentimenti.

nascondono il piu` drammatico dei problemi reali che abbiamo di fronte, il rischio stesso della fine dell’umanita`, per farci credere che il problema vero stia in alcune menti manipolabili e malate che si votano al terrore che vivono prima di tutto dentro se stessi.

si preoccupano della diffusione di notizie false loro che ne sono i primi spacciatori.

la riflessione critica, la cultura, l’informazione attendibile, una scuola credibile non sono le fisime del passato, ma gli strumenti di sopravvivenza dell’umanita`.

una strategia di sopravvivenza comporta il tentativo almeno di alcuni di ricostruire una propria indipendenza di produttori.

se potete, dirigete la vostra vita in questa direzione.

non vi garantira` il futuro da sola, ma migliorera` il vostro presente.

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ricordate soprattutto una cosa: gli scenari terribili che abbiamo davanti richiedono un aumento della solidarieta` e non dell’egoismo.

della liberta` e dell’originalita` personale, non del conformismo e della paura.

abbiamo bisogno di nuove liberta` nella nostra vita

e nella nostra morte, oggi che possiamo tenerla sotto controllo

e farne un momento responsabile della nostra esistenza.

una morte responsabile e` il nuovo orizzonte della nostra morale.

ma gia` Socrate, 2.400 anni fa ce ne indico` la strada.

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nessuno si salvera` da solo.

il mondo per provare a salvarsi ha bisogno ancora di amicizia.

anche se e` sempre piu` difficile trovarla e provarla.

non credete a chi cerca di dividerci per dominarci meglio.

possiamo volere cose diverse e credere in valori parzialmente diversi.

ma oggi dobbiamo sapere collaborare nelle differenze.

. . .

l’odio e` un problema.

la lotta all’odio viene prima di ogni altra.

come lottare contro l’odio lo sappiamo, contro gli altri problemi a volte no.

ma superare l’odio e` la premessa necessaria per risolvere anmche gli altri problemi, se si potra`.

o almeno per provare a farlo.

. . .

buon anno di fiducia e responsabilita`

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