di chi e` il merito, se Marino non e` piu` sindaco – 13

sono uscite le motivazioni della decisione con cui il Giudice per l’Udienza Preliminare di Roma aveva deciso ad ottobre, in un processo con rito abbreviato, l’assoluzione dell’ex sindaco di Roma, Marino, dalle accuse di peculato, truffa e falso.

la lettura delle motivazioni, o almeno delle loro sintesi giornalistiche, generalmente frettolose (per chiari motivi), merita che ci si torni su perche` mette in evidenza alcuni aspetti sconcertanti dell’attuale sistema dei media in Italia.

. . .

ecco alcuni stralci delle motivazioni:

Deve osservarsi che tutte le cene in questione – in tutto 56 – (e quindi tutte le relative dichiarazioni giustificative) avevano superato il vaglio dell’Ufficio del Cerimoniale, della Ragioneria Generale e, indirettamente, quello della Corte dei Conti, la quale non aveva svolto in proposito rilievi di sorta.

nel leggere questa frase ammetto di avere fatto un salto sulla sedia:

dunque le accuse sono state cosi` palesemente infondate fin dall’inizio?

quindi, se il peculato di Marino ci fosse stato, avrebbe dovuto coinvolgere a cascata anche altre istituzioni.

ma e` possibile che un giornalista non conosca questi passaggi?

in sostanza tutti i principali quotidiani nazionali hanno esposto al pubblico linciaggio Marino, senza darsi pena di fare la minima verifica…

. . .

io credo che si dovrebbe ritornare ad una antica sana e faziosa abitudine del Sessantotto.

i Quaderni piacentini, che erano una delle riviste di riferimento di quegli anni, tenevano una rubrica divisa in due parti: Da leggere e Da non leggere,

dove elencavano (nella seconda parte) tutti i misfatti a stampa che si compivano certamente anche allora.

confesso di avere la tentazione di riaprirne una…

il mio problema e` che li` dentro ci dovrebbero finire praticamente tutti:

da Beppe Grillo che cavalco` allora un giustizialismo che adesso non applica ai suoi,

a Repubblica, allora organo velinaro al servizio di Renzi (oggi non sappiamo di chi, non hanno ancora scelto),

e via degradando.

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. . .

ma torniamo alle motivazioni della assoluzione:

“Appare evidente che eventuali errori nelle dichiarazioni giustificative non sono suscettibili di rivestire alcuna rilevanza in questa sede penalistica potendo tutt’al più costituire indice di un sistema organizzativo improntato a imprecisione e superficialità.

In altri termini, tenuto conto del modello ‘ricostruttivo’ adottato dallo staff del Marino in vista della predisposizione dei giustificativi relativi alle cene da questi offerte con la carta di credito, modello ispirato ad approssimazione, posto che le relative occorrenze erano state per lo più genericamente desunte dalla disamina dell’agenda istituzionale del primo cittadino, e intempestività, posto che, specialmente nel primo periodo, i giustificativi erano stati formati a distanza di mesi rispetto a tali occorrenze, non sembra consentito attribuire a detti giustificativi alcuna valenza probatoria in funzione dell’accertamento della finalità eventualmente privatistica perseguita dal medesimo.

Non sembra consentito desumere, da consimili dichiarazioni giustificative, l’evidenza di una spesa compiuta per fini non istituzionali, trattandosi, per l’appunto, di dichiarazioni approssimative e intempestive, e dunque connotate da inevitabili errori, imprecisioni e/o discrasie.

L’intero procedimento di contabilizzazione delle spese di rappresentanza è stato gestito allo staff di Marino, senza che questi ne avesse specifica contezza; potendo soltanto al riguardo formularsi l’ipotesi, penalmente irrilevante, anche se ‘amministrativamente’ non del tutto commendevole, che il medesimo si fosse, puramente e semplicemente disinteressato della problematica, di cui peraltro non poteva non avere generica conoscenza, ritenendola secondaria e affidandola, per l’appunto, alle cure del personale amministrativo”.

in sostanza a Marino e` stata fatta pagare l’approssimazione dei suoi uffici nella gestione del problema.

e manca la prova che quei pranzi avessero scopi che non fossero istituzionali.

. . .

bene, ora pero` tutti i giornali che ci raccontano quotidianamente i disastri della giunta Raggi e che fino a pochi mesi fa ci raccontavano gli abusi di Marino tacciano, per favore, fino a che non sono in grado di presentarsi ai propri lettori con delle spiegazioni credibili del loro operato.

si lamentano della Raggi, ma l’hanno portata al potere loro!

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2 thoughts on “di chi e` il merito, se Marino non e` piu` sindaco – 13

  1. caro Raimondo,

    ed e` Repubblica che spudoratamente guida la campagna contro le bufale populiste!

    apprendisti stregoni, hanno scatenano le potenze della menzogna che ora travolgono anche loro.

    non ricordo mai storia altrettanto sporca; ci torno su perche` merita.

    eppure evidenzia in modo cosi` lampante che Renzi politicamente e` un idiota!

    (ah, qui nevischio e gelo, strade totalmete ghiacciate: piacevolmente chiuso in casa, ho tempo per le cose che mi appassionano! 🙂 🙂

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  2. Ti ammiro perché come un certosino approfondisci e controlli. Bellissima la prosa del testo dei giudici che dicono quanto tutti noi comuni mortali avevamo capito: Marino è stato vittima del suo moralismo e di collaboratori infedeli e pasticcioni. Nella pubblica amministrazione non basta non rubare occorre pure rispettare le forme e le regole. Chi non perdòno è La Repubblica, gli altri giornali sono andati dietro e hanno sfruttato il suo scoop.

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