Shakespeare: bufale monumentali – 15

devo tornare per la quarta volta sul rompicapo rappresentato dalla figura di Shakespeare.

si`, sono sempre convinto che William Shakespeare fosse soltanto il prestanome del marchio della produzione teatrale realizzata a Londra tra il 1588 e il 1611 da un gruppo di artisti che faceva capo a John Florio.

e questo era un importante letterato del tempo, figlio di Michelangelo Florio, un frate siciliano che si era rifugiato in Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni religiose.

ma devo dire, per la seconda volta, che ho cambiato opinione su un punto.

. . .

la prima volta avevo dovuto ritrattare per la troppa fiducia accordata alla spudorata invenzione del personaggio di Michelagnolo Florio, presunto cugino di John e autore di una fantomatica commedia in dialetto siciliano Troppu trafficu ppi nenti.

pure fantasie romanzate, spacciate per verita` storica da un sedicente “professor Iuvara”, intervistato acriticamente da un giornalista, ben prima dell’eta` di internet, e da allora ripetuto a manovella (ahime` anche da me, la prima volta) dagli ingenui che non credono che si possa mentire cosi` spudoratamente.

il bello e` che Juvara se l’e` inventata, ‘sta commedia in dialetto messinese, ma poi Camilleri l’ha scritta davvero!

. . .

ora invece mi sono ricreduto su un aspetto minore del mio ultimo post sull’argomento, e cioe` sulla storia del busto di Shakespeare che fu collocato a fianco della sua tomba nella chiesa della Santissima Trinità a Stratford nell’anno 1623.

l’anno della prima pubblicazione delle sue opere, ma anche della morte della sua vedova.

shakespearemonument_cropped

. . .

come ricordavo nel mio post precedente, di questo monumento esistono alcune riproduzioni antiche che discordano nettamente in alcuni particolari dal monumento attuale:

questa e` del 1656 nelle Antiquities of Warwickshire di William Dugdale.

800px-wenceslas_hollar_-_clopton_and_shakespeare_monument-1

per non parlare di questa:

rowe_shakespeare_monument_1709

di queste differenze fra il monumento come lo abbiamo oggi e le sue prime raffigurazioni nel Seicento mi sono occupato nel mio ultimo post di tema shakespeariano.

scrivevo:

diverso il viso:  barba e baffi soprattutto.

diverso, in parte, si direbbe, anche l’abito

diversi i due putti sulla cornice

diversissima la posizione delle braccia

e, soprattutto, niente carta e penna d’oca,

ma un prosaicissimo cuscino, abbastanza incomprensibile,

oppure un sacco, probabilmente di grano, visto che Shakespeare, oltre che essere l’amministratore della compagnia che metteva in scena le sue opere, era anche un commerciante di grano.

aggiungo ora: diversi anche i capitelli delle due colonne ai lati del busto.

. . .

ora, siccome sappiamo che questo monumento fu restaurato nel 1748-1749, ecco l’idea che piu` che restaurato, fosse stato rifatto.

e che nella prima autentica versione Shakespeare fosse abbracciato ad un sacco di grano.

interpretazione a cui ho creduto anche io,

suggestionato da quanto leggevo di un articolo di Maria Leonarda Leone per Focus 281:

l’originale, fatto costruire dal genero tra il 1616 e il 1622, venne modificato nel 1720.

la Leone aggiunge di Shakespeare che all’Università di Aberystwyth (Galles) si è scoperto che comprava grano durante le carestie per rivenderlo a caro prezzo, che era un usuraio e un evasore fiscale.

mancano pero le fonti anche di questa affermazione e quindi e` impossibile dire quanto sia attendibile.

. . .

rifacimento presunto del monumento funebre di Shakespeare? 

ora penso che la spiegazione sia molto piu` semplice:

l’illustrazione fatta da un disegnatore professionale e pubblicata nel 1656 (e poi ricopiata a sua volta dall’illustrazione successiva) e` semplicemente derivata da uno schizzo molto grossolano fatto dall’autore del testo, William Dugdale, che non era un disegnatore professionista, e probabilmente a memoria.

lo schizzo e` questo:

dugdale_sketch_1634_detail

. . .

proviamo ad immaginare per un momento che la tesi del rifacimento del monumento sia vera.

troppi dettagli non tornano:

che senso avrebbe avuto raffigurare Shakespeare come un mercante se l’iscrizione sottostante ne parla invece come di uno scrittore?

e poi perche` rifacendo il monumento si sarebbero dovute togliere le teste di leone sopra i capitelli?

oppure rifare gli angioletti in alto, in una posizione diversa?

. . .

no, la spiegazione giusta e` questa:

William Dugdale visito` la chiesa attorno al 1656, in vista della pubblicazione del suo libro e si fisso` nella mente come poteva il monumento;

ad esempio memorizzo` soltanto le prime due parole dell’iscrizione;

poi lo butto` giu` in un rapido schizzo maldestro:

qui, ad esempio, il cuscino orizzontale sotto le mani di Shakespeare venne tracciato in posizione verticale, diventando un oggetto misterioso, forse un sacco di grano;

infine affido` il compito di farne un disegno decente ad un illustratore professionista, probabilmente Wenceslaus Hollar.

questi, che non aveva mai visto il monumento, interpreto` come meglio poteva lo schizzo grossolano del suo committente.

e qualcun altro ricopio` lui, senza avere mai visto il monumento.

ecco creata la premessa di una sequenza di bufale che e` proprio il caso di definire monumentali.

. . .

bene, qui credo di avere risolto definitivamente un piccolo aspetto della questione.

ecco un caso da manuale sulle contaminazioni che insidiano la ricerca delle verita` storiche,

interessante forse soltanto come esempio delle fatiche che comporta la demolizione delle opinioni sbagliate.

. . .

ma non pensiate con questo che l’argomento sia chiuso.

ci dobbiamo ancora occupare degli eterogenei ritratti che Shakespeare, o chi per lui, ha lasciato dietro di se`.

ma il resto a qualche prossimo post.

. . .

precedenti post sullo stesso argomento:

39-CP. MICHEL AGNOLO FLORIO, SHAKESPEARE, IL SICILIANO.  10 marzo 2009

un’antica invettiva contro Shakespeare il siciliano – 213   23 aprile 2016

chi e` sepolto nella tomba di Shakespeare? – 556  4 dicembre 2016

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