l’Europa in sei punti puerili di Trump – 22

E avverra` che quando la seconda tromba (trump) suonera`, allora quelli che non mi hanno mai riconosciuto verranno avanti e staranno davanti a me.

Libro di Mosiah, 26, 25   testo sacro dei mormoni

. . .

e` un periodo nel quale sento un bisogno particolarmente acuto di riflettere di fronte ad una serie di novita` talmente importanti da dissestare completamente i miei modi tradizionali di pensare.

ma nello stesso tempo avverto una crescente mancanza di motivazione, sta venendo a mancarmi la voglia di analizzare la realta`.

riconosco che il pensiero e` troppo debole per condizionarla, e forse conviene stare semplicemente a vedere come va a finire.

e poi, mi manca il dibattito: mi pare di essere oramai un pesce fuor d’acqua; e riflettere del tutto da soli non si puo`.

ma forse sto semplicemente sbagliando strumento per comunicare?

. . .

eccomi di fronte alla prima intervista di Trump con giornalisti europei; un’ottima occasione per provare a scrutare nel nostro futuro.

il nostro futuro di europei contro voglia, intendo.

dispongo le sue dichiarazioni secondo un ordine di importanza, per me:

.1. la dichiarazione di guerra (commerciale) all’Europa e alla Germania

.2. l’alleanza con la Russia

.3. il futuro della NATO

.4. la brexit

.5. l’immigrazione

.6. il Medio Oriente

. . .

.1. “Non credo che l’Unione Europea giochi un ruolo importante per gli Stati Uniti.

Non ho mai creduto che fosse importante.

Oltre tutto, l’Unione è stata fondata per colpire gli Stati Uniti nel settore del commercio, non è vero?

Quindi, non mi importa se si separa o resta unita, per me non ha importanza”.

l’ultima frase appartiene forse al linguaggio diplomatico nella versione trumpiana.

ma se l’Unione Europea e` stata fondata per colpire gli USA sul piano commerciale, e` abbastanza evidente che l’obiettivo degli USA sara` di liquidarla, no?

parecchi continuano a sostenere (da ultimo la rivista Limes) che l’Unione Europea non e` nata in realta` dalla spinta pacifista dei leader usciti dalla catastrofe della guerra civile europea (e mondiale) dei trent’anni (1914-1945), ma da una specie di imposizione degli americani, che volevano rafforzare lo schieramento anti-sovietico ed avere un mercato piu` facilmente penetrabile senza barriere doganali.

non e` il caso di stare a discutere adesso di questa tesi storiografica.

basta osservare che, nel mondo mentale di Trump l’Europa e` una espressione geografica, come lo era l’Italia nel mondo mentale di Metternich, e tale deve ritornare ad essere.

Trump vede l’Europa da un lato come un concorrente commerciale, dall’altro come una non potenza politica:

irrilevante.

nella sua visione geo-strategica gli interlocutori veri per lui sono la Russia e la Cina, l’Europa non conta…

. . .

qui mi fermo a riflettere che Trump esprime sostanzialmente un rifiuto spaventato della globalizzazione.

Trump e` molto piu` in linea di quanto non si pensi con la tradizione americana che vede una contrapposizione storica fra l’isolazionismo di matrice repubblicana e la logica imperiale, strettamente collegata all’ideologica democratica.

nonostante l’apparenza contraria, la presidenza di Trump esprime la voglia americana di arretrare in difesa dopo il fallimento del preteso ordine imperiale che gli USA hanno cercato di imporre al mondo dopo il crollo dell’Unione Sovietica, con le presidenze Bush, Clinton ed Obama.

la tentazione e` quella dell’autosufficienza economica.

ma gli sviluppi potrebbero essere del tutto imprevisti, perche` una politica protezionistica americana necessariamente dovrebbe portare a reazioni protezionistiche contrarie.

e il protezionismo economico e` poi la premessa necessaria delle guerre.

. . .

non sorprende affatto, in questo contesto, che il messaggio piu` chiaro a favore della globalizzazione venga in questo momento a Davos dalla Cina.

la Cina, ottimista sul proprio futuro, si propone apertamente come leader alternativo agli USA della globalizzazione.

la convergenza della Cina con un’Europa democratica, in funzione di argine contro il protezionismo americano sembra inevitabile.

il problema di Trump diventa allora quello di impedire che si saldi un fronte continentale dall’Europa alla Russi alla Cina, con importanti alleanze con America latina, Africa ed India, che ridurrebbe l’America in una posizione di inferiorita` del tutto inedita.

l’alleanza con Putin, in funzione anti-europea, diventa dunque vitale per l’America di Trump: polverizzare politicamente l’Europa, spartire con la Russia l’influenza sul nostro continente in una nuova Yalta.

ma l’operazione potrebbe risultare meno facile del previsto: i legami tra l’Europa e la Russia sono molto piu` saldi di quelli tra Russia e USA; basta pensare all’aspetto energetico.

e il primo risultato della politica estera trumpiana potrebbe essere quello opposto di spingere verso un’alleanza tra Europa e Russia.

proprio quello che Obama ha cercato di evitare, inventandosi il caso dell’Ucraina o la guerra di Siria.

. . .

.2. “Ho fiducia sia in Angela Merkel sia in Vladimir Putin, ma vediamo quanto dura. 

Chissà, forse non durerà molto...”

confusamente anche Trump sembra rendersi conto del problema.

peggio: comincera` mai una collaborazione dell’America di Trump con la Russia?

gliela lasceranno anche soltanto tentare?

. . .

.3. “La NATO ha dei problemi.

E ’obsoleta, in primo luogo perché, come sapete, è nata ormai molti anni fa.

In secondo luogo i Paesi non pagano quello che dovrebbero pagare… 

Ma soprattutto è obsoleta perché non ha saputo occuparsi del terrorismo (…)

Detto questo per me la Nato resta molto importante”.

dire che si vuole che resti la NATO, ma nello stesso tempo dirsi contrari all’Unione Europea, significa tornare ad una visione geo-politica da anni Cinquanta e provare a far tornare indietro le lancette dell’orologio di settant’anni.

Trump pensa di nuovo a una serie di paesi europei politicamente disgregati, che siano alleati militari degli USA per contenere comunque la Russia…

che razza di pasticcio.

inoltre, questi paesi, militarmente colonizzati, dovrebbero anche pagare agli americani le spese della colonizzazione militare e possibilmente anche economica.

ora e` vero che l’Unione Europea ha molti problemi e una grande fragilita`, ma chiedere agli europei questo, significa davvero troppo.

. . .

4. “Penso che il referendum proposto dal Regno Unito sull’uscita dall’Unione europea alla fine rivelerà una grande cosa. 

La gente ci tiene alla propria identità, e se chiedete a me vi dico: altri Paesi usciranno”.

questo e` alla fine l’auspicio di Trump…

finalmente l’Europa ha trovato il suo nemico.

da oggi e` ancora piu` chiaro che chi combatte l’Unione Europea agisce per rafforzare l’egemonia americana sul continente.

naturalmente il problema verra posto da qualcuno sulla base di un’alternativa tra l’essere “colonia” tedesca piuttosto che americana.

eppure e` chiaro che chi cerchera` di distruggere l’Unione Europea e` per cio` stesso un alleato di Trump.

sarebbe logico aspettarsi delle serie autocritiche in giro, ma non mi aspetto di sentirle.

. . .

il primo effetto dell’elezione di Trump e` che la brexit (che ho sempre giudicato opportuna e felice per il resto dell’Europa) e` diventata l’anticipazione della sua politica.

ed ora viene proposta in Inghilterra nella versione piu` dura.

una rottura completa di uno spazio economico comune, che – come ho sempre pensato – porta diritto ad uno scontro fra il Regno Unito (per ora) e l’Unione Europea.

e` una scommessa molto pesante per l’Inghilterra, a cominciare dai problemi interni che potrebbero diventare molto gravi.

ma siccome le scelte dovranno passare attraverso il Parlamento inglese, finalmente, non sono neppure cosi` sicuro gia` oggi, che possa essere approvata la linea della brexit dura.

. . .

piuttosto, a me viene da chiedermi quali paesi pensa Trump siano prossimi a lasciare l’Unione Europea.

io vedo il pericolo principale in Olanda, piu` che in Francia, nonostante il forte nazionalismo che attraversa questo paese.

ma e` anche evidente che Trump ha degli alleati forti nell’Ungheria e nella Polonia guidate da governi reazionari che godono dell’appoggio della maggioranza della popolazione.

ma e` difficile pensare in termini geo-politici alla consistenza che potrebbe avere questa obiettiva alleanza.

al di fuori di alcuni paesi dell’Est Europa non vedo alleati solidi di Trump nel resto dell’Europa e neppure in Italia.

e` opportuno che anche questi paesi escano dall’Unione Europea, di cui non condividono missione e valori?

io direi di si`.

ma non vedo neppure che razza di futuro potrebbero avere come alleati USA tra una Russia e un’Europa ostili…

. . .

5. “La gente non vuole che altra gente arrivi nel suo Paese e lo distrugga.

E dunque posso dire che nel mio Paese, già dal primo giorno di lavoro, mi occuperò di rendere più sicuri i nostri confini”

infine ci stanno le posizioni di Trump sulla immigrazione.

la fine della globalizzazione significa anche il tentativo di fermare le migrazioni di massa.

questa posizione e` davvero paradossale in un paese come gli Stati Uniti che trae la sua stessa origine da uno dei piu` grandi fenomeni di migrazione di massa pacifica della storia.

qui gli immigrati non hanno affatto distrutto il paese: lo hanno costruito.

rimettere in discussione il valore positivo dell’immigrazione significa anche scatenare conflitti interni pesantissimi e in prospettiva mettere perfino in discussione l’unita` degli USA.

. . .

Trump dovrebbe ricordare di essere comunque un presidente di minoranza, tale per la bizzarra legge elettorale americana.

battuto di tre milioni di voti sul piano nazionale.

a me pare difficile che possa imporre un suo disegno organico.

e` vero che i suoi avversari, a cominciare da Obama, si sono rivelati talmente stupidi, che puo` bene sperare…

ma se sino ad oggi c’era il dubbio se Trump, quanto a superficialita` di pensiero, ci e` o ci fa, questaintervista lo scioglie:

Trump e` Trump e non puo` essere diverso da Trump.

. . .

quanto alle migrazioni, esse costituiscono a loro volta una caratteristica fondamentale dell’umanita` stessa.

l’uomo ha colonizzato il pianeta; fermare le migrazioni pacifiche significa una cosa sola: sostituirle con le migrazioni armate, cioe` con i tentativi di invasione e di guerra.

ma senza arrivare a tanto, tutta questa politica a me pare parecchio azzardata.

Trump ignora completamente che in Europa l’immigrazione deve oggi svolgere lo stesso ruolo positivo che ha avuto due secoli fa l’immigrazione in America.

l’Europa di oggi non ha un solido futuro demografico senza immigrazione.

. . .

6. “Molto meglio di quello che ha fatto la Germania (sui migranti) penso che dovremmo istituire zone di sicurezza in Siria, è molto più economico.

E gli Stati del Golfo dovrebbe pagare per questo, dopo tutto, hanno soldi come nessun altro”.

Trump dovrebbe lasciare che la Germania regoli la sua poltica migratoria liberamente e secondo le sue esigenze.

ma se la politica migratoria di Trump si ridurra` a questo, potrebbe anche avere qualche spazio: provvedimenti di questo genere sarebbero certamente positivi.

certo, fa sorridere che per Trump debba essere il Mexico a costruire il muro che dovrebbe impedire ai suoi cittadini di emigrare negli USA come hanno fatto per un paio di secoli o tre e gli emiri del Golfo ad assistere nei campi i profughi siriani (o yemeniti) che hanno creato a milioni con le loro guerre scellerate.

senza demonizzare il personaggio, che per qualita` di pensiero non e` migliore ne` peggiore di quelli che abbiamo avuto sinora, c’e` qualcosa di puerile in questo modo di affrontare i problemi.

. . .

se invece Trump cerchera` di costruire qualche argine globale e internazionale ai fenomeni migratori andra` incontro ad una sconfitta certa:

nessuno puo` impedire all’acqua di scendere a valle.

puoi costruire delle dighe, ma se la diga non si limita a controllare il flusso dell’acqua e a utilizzarlo a fini postivi, ma cerca di fermarlo del tutto, la diga inevitabilmente crolla.

. . .

si ricava qualche utilita` da queste riflessioni ad alta voce?

non spetta a me dirlo e sinceramente neppure lo so.

certamente nessuno oggi e` in grado di portare verita` e previsioni certe: il mondo sta diventando caotico e Trump e` certamente uno dei sintomi, forse il piu` importante del caos che ci aspetta.

d’altra parte la prosecuzione della linea Obama-Clinton era improponibile e il Partito Democratico americano ha brigato in ogni modo ed e` riuscito ad affondare un’alternativa di sinistra come quella di Sanders.

insomma, rimane sempre valido a mio parere, il proverbio che dai nemici ci sappiamo spesso guardare da soli, ma dai falsi amici ci puo` salvare soltanto dio.

e qui dio si e` dato da fare a fondo, pare, per salvarci e perfino lui che e` onnipotente, dicono, ci e` riuscito soltanto per il rotto della cuffia.

e ora abbiamo un re bambino, capriccioso e volubile.

ma se ha governato Bush jr. e con quel che ha fatto, peggio non potra` andare…

download-13

Annunci

4 thoughts on “l’Europa in sei punti puerili di Trump – 22

        1. non e` che gli stati finiscono: si sono trasformati.

          sono diventati esclusivamente il braccio esecutivo del potere reale che sta dietro di loro.

          la democrazia ti permette di scegliere l’esecutore che preferisci; i mandanti sono sempre fuori discussione.

          quanto ai tubi di Musk so ben io chi ci metterei dentro, per spararlo via alla velocita` del suono!

          anzi, della luce, per non vederlo proprio piu`.

          Mi piace

Lascia un commento, soprattutto se stai scuotendo la testa. Un blog lo fa chi lo commenta. E questo potrebbe diventare il tuo blog.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...