da gufi a sciacalli: una carriera assicurata – 28

io a farmi definire sciacallo da Francesco Merlo su Repubblica non ci sto.

Oggi gli sciacalli d’Italia di nuovo si avventano sulle vittime.

sono le vittime di un albergo costruito allo sbocco di un vallone sotto una montagna che d’inverno logicamente puo` coprirsi di neve pronta a cadere…

ma gli sciacalli sono quelli che cercano le responsabilita`, capite?

non chi ha costruito irresponsabilmente per un profitto facile, protetto da istituzioni al tempo stesso incompetenti e corrotte.

chi cerca queste responsabilita` – perche` non esistono fatalita` che siano completamente tali – e` un cacciatore di untori, capite?

responsabilita` non ce ne sono: parola di Merlo.

Ci sono gli untori che hanno speculato sui terreni, quelli che hanno venduto licenze, o gonfiato gli appalti.

E c’è il super untore che è lo Stato, cattivo per definizione.

lo dice il Merlo.

ma vorrebbe essere ironico, capitelo.

aggiungo, rivedendo il post:

L’ipotesi di indagine del procuratore aggiunto Cristina Tedeschini è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, non ci sono ancora indagati, ma esistono tre scenari che gli inquirenti vogliono approfondire.

A cominciare dall’evacuazione dell’hotel, che forse andava chiuso al pubblico prima di mercoledì 18 gennaio, dopo che i bollettini meteo avevano diramato l’allerta valanghe portandolo a 4 su una scala di 5.

Il secondo aspetto da chiarire riguarda i ritardi, verificando se “ci sia stata una iniziale sottovalutazione della gravità dell’emergenza e il ritardo nei soccorsi”.

E quindi l’ultima potenziale ipotesi di indagine: “Verificare se l’hoterl Rigopiano poteva stare dove stava, se cioè rispettava i vincoli del Parco Nazionale d’Abruzzo”.

ma forse anche i giudici, per Merlo, fanno parte della razza degli untori.

. . .

giusto per far capire l’aria che tira, l’articolo del Merlo comincia, indegnamente, cosi`:

Subito dopo il terremoto, come primo atto di decenza, il Viceré di Sicilia Giovan Francesco Paceco, duca di Uzeda, esibiva i corpi penzolanti degli sciacalli che faceva impiccare. (…)

Io non dico che dovremmo fare come il viceré Uzeda che li impiccava.

Ma forse di ognuno che straparla e sciacalleggia bisognerebbe almeno svelarne (!) la cinica intenzione, la lingua biforcuta da serpente diabolico, da nemico dell’umanità sofferente.

tenetevelo per detto.

e pace anche alle vecchie regole della grammatica…

alimentare l’odio per nascondere le responsabilita` e proteggere i farabutti e` una vecchia tecnica che funziona sempre.

. . .

e` evidente che l’isteria di massa sulla tragedia della valanga (non del terremoto) di Rigopiano e` un’operazione mediatica costruita a freddo.

un’operazione mirata di condizionamento mentale e di propaganda politica subliminale.

ma vogliamo dire dove sono gli sciacalli veri, quelli che preparano altre disgrazie, e ci lucrano sempre sopra?

sono proprio quelli che accusano di sciacallaggio l’uso razionale della critica e la denuncia delle responsabilita` politiche…

meglio sarebbe per loro non parlare troppo di impiccare gli sciacalli. 

la rabbia sociale purtroppo cresce e chi vive nelle redazioni non la sente e non deve neppure sentirla…

la casa dell’impiccato potrebbe essere la loro…

. . .

e` morto in questi giorni Udo Ulfkotte, giornalista della Faz, Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’autorevole quotidiano conservatore tedesco espressione degli ambienti finanziari del paese.

cristiano da bambino, poi ateo, poi convertito all’islam e alla fine ritornato al cristianesimo su posizioni fortemente anti-islamiche: un bel personaggino, vero?

nel 2014 aveva pubblicato il libro Giornalisti comprati; traduzione inglese col titolo: Giornalisti in vendita. Come la CIA compera le notizie.

download

un’analisi spietata del sistema dell’informazione occidentale:

I media occidentali non sono altro che l’emanazione dei servizi segreti statunitensi e lavorano esclusivamente per portare avanti gli interessi dell’apparato di potere che ruota attorno a Washington.

. . .

ma anche una confessione pubblica diretta.

Ulfklotte raccontava di essere stato parte di quel sistema di informazione e al servizio della CIA.

a Russia Today lo aveva spiegato chiaramente in un’intervista televisiva:

“Faccio il giornalista da 25 anni e sono stato educato a mentire, a tradire e a non rivelare la verità al pubblico”.

il compito dei media occidentali era quello di “portare ad una guerra contro la Russia, di manipolare l’opinione pubblica ed è quello che hanno fatto e fanno tuttora anche i miei colleghi, non solo in Germania, ma praticamente in tutta Europa”.

i giornalisti fedeli alla linea indicata da Washington ricevevano (ricevono) favori e concessioni di vario genere.

ora con Trump la musica anti-russa e` cambiata.

ma non cambiera` l’abitudine a pagare i giornalisti perche` mentano.

e perche` agitino il fantasma della post-verita`.

. . .

e allora la domanda non e` fino a che punto possono spingersi questi giornalisti abituati a mentire e pagati per condizionare l’opinione pubblica.

ma fino a che punto siamo disposti noi a farci attraversare dalla loro propaganda.

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4 thoughts on “da gufi a sciacalli: una carriera assicurata – 28

    1. grazie del commento:

      ogni commento mi fa rileggere il post:

      ho aggiunto questo pezzo, adesso, cosi` puoi digrignare i denti ancora di piu` 🙂 :

      “L’ipotesi di indagine del procuratore aggiunto Cristina Tedeschini è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, non ci sono ancora indagati, ma esistono tre scenari che gli inquirenti vogliono approfondire.

      A cominciare dall’evacuazione dell’hotel, che forse andava chiuso al pubblico prima di mercoledì 18 gennaio, dopo che i bollettini meteo avevano diramato l’allerta valanghe portandolo a 4 su una scala di 5.

      Il secondo aspetto da chiarire riguarda i ritardi, verificando se “ci sia stata una iniziale sottovalutazione della gravità dell’emergenza e il ritardo nei soccorsi”.

      E quindi l’ultima potenziale ipotesi di indagine: “Verificare se l’hotel Rigopiano poteva stare dove stava, se cioè rispettava i vincoli del Parco Nazionale d’Abruzzo”.

      ma forse anche i giudici, per Merlo, fanno parte della razza degli untori.

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        1. l’importante e` cercarle, le responsabilita`.

          perche` la ricerca ci aiuta a evitare catastrofi simili in futuro.

          e non se ne devono trovare per forza: cercare di capire se ci sono responsabilita` non e` una caccia alle streghe.

          ciao, buona giornata 🙂

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