i due talloni vulnerabili di Trump – 33

perche` non avete votato, piuttosto? – cosi` ha twittato Trump alle donne americane che hanno manifestato contro di lui.

in non lo so se tutte quelle che manifestano non hanno votato.

ma quelle che si sono astenute avevano un motivo molto forte per farlo:

non votare la Clinton

e poi Trump dovrebbe ricordarsi di essere pur sempre il presidente eletto con regole strane,

e 3 milioni di voti in meno della sua rivale…

. . .

neppure io avrei votato, se fossi stato negli USA.

non avrei mai potuto accettare il rischio Clinton.

e il rischio Trump mi e` sembrato tutto sommato non cosi` grave da farmi tappare il naso votando una alternativa negativa.

Trump e` un rischio, e` vero, ma forse un rischio in positivo.

provo a spiegarmi meglio…

. . .

nonostante le apparenze, Trump e` un presidente debole.

sul piano del consenso, come appena visto, ma anche su quello parlamentare.

ha una solida maggioranza alla Camera, e` vero.

ma al Senato il Partito Repubblicano ha una maggioranza soltanto di due senatori:

e sono due avversari politici di Trump nel Partito Repubblicano, che hanno contrastato la sua candidatura con tutte le loro forze.

difficile pensare che ora vogliano spianargli la strada.

ecco il primo tallone d’Achille di Trump (anzi gia` due)…

il vero lato dal quale, piuttosto, puo` arrivare un appoggio sorprendente e` proprio il Partito Democratico della Clinton

il capogruppo democratico alla Camera ha promesso collaborazione: si vedra`.

potrebbero essere dichiarazioni soltanto rituali.

ma gia` questo conferma che non era una buona idea votare la Clinton.

. . .

breve nota a margine:

Camera e Senato si eleggono negli USA con due metodi elettorali completamente differenti.

nessuno pensa per questo che non si debba andare a votare. 

e pensate che in quello stranissimo paese nessuno ha mai proposto neppure di abolire il Senato…

addirittura qualcuno si spinge a pensare che il metodo di elezione diversificato e` una garanzia in piu` per la democrazia, contro le tentazioni autoritarie…

cose da matti, a guardarle dall’Italia…

come diceva l’ubriaco finito in autostrada sulla corsia sbagliata:

qui sono tutti matti, tutti contromano…

. . .

Trump e` molto isolato amche sul piano internazionale.

la collaborazione con Putin e` tutta da costruire e non sara` una passeggiata.

la Cina si e` gia` proposta come paladina dell’economia globalizzata,

e prendera` facilmente il posto degli USA nei trattati di libero scambio che Trump ha promesso di boicottare, anzi ha gia` comincato a sospendere.

l’unico vero appoggio che Trump ha per ora e` la destra israeliana.

anche la May, che arriva a Washington tra poco, viene non come alleata, ma per provare a sciogliere il contenzioso che si profila fra i due paesi.

. . .

vediamo meglio il punto.

Trump ha annunciato una politica protezionistica.

la brexit e` stata impostata invece sull’apertura economica del Regno Unito verso il mondo intero, in alternativa all’Unione Europea.

se Trump sara` davvero protezionista verso gli stati europei, la May potrebbe essere la sua prima vittima.

anzi, la seconda, dopo l’Argentina.

visto che da oggi e` proibito esportare limoni argentini negli USA.

(il divieto esisteva da anni, ed era stato cancellato solo a dicembre).

se invece Trump fara` degli accordi di libero scambio col Regno Unito, iniziera` smentendo l’unico vero collante della narrazione politica che lo ha portato al potere.

. . .

in effetti i protezionisti non hanno presente che, se uno stato pone dei dazi alle importazioni, deve  aspettarsi che dazi simili vengano posti anche alle sue esportazioni.

(e` impressionante leggere sulla stampa tedesca come la Germania si sta preparando ad una massiccia guerra legale contro le grandi imprese americane in Europa: Google, Facebook, Apple, Microsoft).

Trump ritiene che la forza militare degli USA possa imporre al resto del mondo di accettare i loro dazi sulle importazioni americane, e di non cercare a loro volta di porre dazi sulle esportazioni americane?

e` tutto da vedere…

e portera` certamente ad un aumento dei prezzi negli USA.

perfino Berlusconi oggi lo critica…

insomma, si conferma la debolezza di Trump tanto nel mondo come in patria…

alla fine il protezionismo potrebbe danneggiare l’economia americana ben piu` di quanto possa rilanciarla…

. . .

siccome non siamo su una rivista di geo-politica ma su un blog fatto in casa, qui posso fermarmi per oggi.

mi basta avere reso ben chiara la contraddizione fondamentale del protezionismo:

se ognuno fa da se` e fa per tre, alla fine il protezionismo ti fa perdere gli alleati…

la destra protezionista rischia di schiantarsi.

le ricette per fermare l’immigrazione potranno essere, probabilmente, altrettanto velleitarie di quelle per fermare la concorrenza.

. . .

no, non e` grave la vittoria di Trump e che provi a governare…

occorre mettere alla prova le ricette della destra:

io scommetto sin d’ora che saranno un fiasco…

molto positivo, dunque, se rilancia delle idee di sinistra.

e spazza via la finta sinistra al servizio dei poteri forti.

. . .

ma qui mi fermo, per ora: meglio un altro post, per continuare.

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4 thoughts on “i due talloni vulnerabili di Trump – 33

  1. cortocircuito logico! o meglio, lapalissiano…

    se la democrazia e` il potere del popolo (dicono), funziona sempre bene anche se il popolo e` ubriaco o fuori di testa.

    la democrazia sembra dunque il metodo perfetto per scaricare tutte le responsabilita` sul popolo.

    a patto di crederci, naturalmente… 😉

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