divertiamoci con POTUS Trump: il muro – 39

nel grande spettacolo Trump contro il resto del mondo il divertimento e` assicurato.

ecco il nuovo Pel di Carota nell’impresa titanica di spostare 612 miliardi di dollari di squilibrio commerciale USA dagli altri paesi del mondo alla sua America first, America ueber alles.

la domanda con che cosa gli altri paesi del mondo potranno acquistare i prodotti americani se le loro esportazioni negli USA verranno messe in crisi non lo tocca.

in ogni caso, eccolo alle prese col Messico.

. . .

Trump non ha deciso di costruire ex-novo un muro col Messico, come si legge ovunque.

questa e` soltanto politica dell’annuncio e non ci si dovrebbe cascare…

ha deciso di ingrandire quello gia` fatto costruire da Bush senza dirlo troppo in giro: 1.000 km di muro, la cui costruzione era stata sospesa da Obama.

gia` questa sarebbe una prima verita` da dire…

ne restano ancora 2.200 km da fare, ovviamente sono rimaste indietro le zone piu` difficili…

i costi di edificazione sono altissimi: superano facilmente i cinque milioni di dollari per chilometro.

stiamo bassi: siamo a 11 miliardi di dollari.

ma qualcuno ha calcolato un costo globale di 40 miliardi di dollari.

. . .

pero` tocca al Messico pagarlo, secondo Trump.

Trump l’ha promesso in campagna elettorale; era perfino andato a trovare il presidente messicano come per far credere che il Messico fosse d’accordo.

non sappiamo che cosa pensi davvero di Trump il presidente di destra del Messico, Nieto.

certo non gli aveva messo i bastoni tra le ruote fino a che Trump era candidato.

ma ora?

il costo del muro e` pari, piu` o meno, all’1% del PIL del Messico, nell’ipotesi piu` bassa; oltre il 3% per quella piu` alta.

ma perche` il Messico dovrebbe impiegare una parte cosi` cospicua delle proprie risorse per un muro che interessa soltanto alla destra americana?

. . .

la nuova struttura dovrebbe attraversare deserti e zone montuose.

naturalmente costruire il muro non servirebbe a nulla, se poi non sei in grado di sorvegliarlo…

quanti uomini occorrono per sorvegliare un muro lungo 3.200 km?

ne mettiamo uno ogni 100 metri?

ne servono 32.000, in servizio permanente effettivo.

ma volete fargli fare dei turni di 8 ore?

allora ve ne servono 100.000, piu` o meno…

100.000 persone che per 8 ore al giorno ciascuna dovrebbero vigilare, come Fabrizio Dongo al limite del Deserto dei Tartari

quanti usciranno di testa per la solitudine, come successe anche a lui?

100.000 vigilantes sempre a carico del Messico, naturalmente…

ragazzi, ma questa e` fantascienza!!!

in effetti, magari i miei calcoli sono sbagliati!

. . .

finora peraltro i 1.000 km gia` costruiti non sono stati troppo efficaci.

qualcuno dice perche` il muro e` incompleto.

qualcuno dice perche` sotto un muro si possono costruire tunnel nascosti.

come a Gaza.

oh, il modello Gaza per il mondo del futuro!

oppure il modello e` Berlino Est?

. . .

per capire come va a finire, naturalmente basterebbe anche guardare soltanto al mondo del passato.

non e` Trump il primo che costruisce muri per fermare i barbari…

che cosa fecero di diverso gli imperatori romani, che non avevano neppure i capelli color carota?

o forse Caligola si`?

sembrano un must gli imperatori pazzi…

il muro di Adriano, il limes nella Germania meridionale, il muro di Traiano servirono a qualcosa?

per qualche tempo, poi i barbari entrarono lo stesso.

con altri metodi…

il problema non e` costruire un muro: poi bisogna mantenerlo, poi bisogna vigilarlo, poi bisogna difenderlo.

. . .

ora il presidente messicano ha detto, forse perfino costretto dagli eventi, che non ci pensa nemmeno a fare lui tutto questo.

in effetti neppure gli imperatori romani avevano mai pensato di far costruire i loro valli ai barbari…

Neto ha disdetto l’incontro previsto con Trump…

“Questa mattina abbiamo informato la Casa Bianca che non parteciperemo alla riunione programmata il prossimo martedì con Potus”

President Of The United States, POTUS.

immaginatevi la grande potenza americana che comincia la sua riconquista commerciale del mondo prendendo uno sberlone metaforico dal Messico!

. . .

allora Trump ha fatto trapelare che mettera` una tassa del 20% sulle importazioni dal Messico per finanziare il muro.

per ora c’e` un Trattato di libero scambio che lo vieta, il NAFTA.

ma per Trump non e` un problema violare un trattato: lo rinegozia…

oppure l’abolisce, si vedra`.

. . .

nel 2012 l’interscambio fra i due paesi era di 62 miliardi di dollari…

un 20% di tassa farebbe entrare nelle casse americane, teoricamente, 12,4 miliardi di dollari.

pari al costo del muro! (nell’ipotesi minima).

elementare Watson

a qualcuno potrebbe venire in mente, pero`, che se i prodotti importati dal Messico diventano piu` cari, se ne dovrebbero importare di meno…

immaginiamo che un aumento dei prezzi del 20% produca un calo delle vendite del 20%.

ecco che i conti non tornano piu`: ne entrano 10, di miliardi, e non “piu` di 12”.

ne servivano almeno 11…

e le industrie americane che montano i pezzi prodotti in Messico a basso costo?

. . .

nessun problema per Trump: ecco una seconda tassa.

questa sulle rimesse degli immigrati messicani negli Usa verso il loro paese.

sono quasi 30 miliardi di dollari l’anno, dopotutto, e i successi di Trump le hanno fatte addirittura aumentare, per prudenza.

una piccolezza tirarci fuori solo un miliardino.

naturalmente vale anche qui quanto detto sopra: se ci metti delle tasse sopra, le rimesse per regola matematica dovrebbero diminuire in modo corrispondente.

comunque il margine resta.

dai che alla fine Trump ce la fa!

. . .

ecco come Trump pensa di far pagare il muro al confine del Messico parte ai messicani che sono gia` negli USA, parte a quelli che sono rimasti nel Messico…

meno importazioni dal Messico, meno rimesse degli emigranti dal Messico.

quindi un Messico piu` povero, che deve pagare la sicurezza degli Stati Uniti.

quindi un Messico che comprera` meno dagli Stati Uniti, no?

un Messico che diventa piu` povero, per la sicurezza degli USA.

ma anche degli USA che diventano un poco piu` poveri per la loro “sicurezza”.

. . .

la sostanza del problema e` che comunque la si giri, la costruzione del muro e` una spesa improduttiva e stupida che impoverira` i due paesi.

e non importa se Trump riuscira` davvero a far pagare il muro al Messico:

un Messico piu` povero impoverira` anche gli USA.

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37 thoughts on “divertiamoci con POTUS Trump: il muro – 39

  1. segue da tuo 28 GENNAIO 2017 ALLE 20:51
    Quell’uomo trump mi sembra quei cavalli che lasciano uscire al galoppo dalla stalla e correre fino a che … arriva il domatore, un mix pentagono cia lobbies , e allora sapremo la vera politica usa quale sarà.
    Ma io l’ # l’ho creato con il tuo nome vero…. e non confondere l’account con l’hastag
    Visto che sei in FB e posti i tuoi articoli, ho creato l’ hastag che trovi così : #nomevero . Se non vuoi lo tolgo e metto #bortocal e allora scoprirai che in FB sei … un dolce 🙂
    Ecco qui Messora,
    http://www.byoblu.com/post/2017/01/28/giorno-piu-pesante-linformazione-libera-dieci-anni.aspx

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    1. avevo trovato Messora, intanto, ma grazie: non mi piace, non mi convince, e quel tono esagitato mi mette addosso ansia, quindi l’ho piantato a meta` strada.

      d’accordissimo con Trump: siamo al rodeo… 🙂

      solo che lui e` il cavallo, non il cavaliere, ahhaaa.

      e adesso svieni per la mia ignoranza: esistono gli hashtag anche per facebook???

      non conosco proprio lo strumento, anche se mi ci sono un poco rassegnato per far crescere i lettori almeno di quel tanto… 🙂 🙂

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      1. Come avevo scritto non seguo particolarmente Messora, le sue enfasi non mi piacciono, stavolta però mi ha informato su questo allineamento di Google alla repressione generalizzata ( a mezzo software che captano keywords non il significato del discorso) e senza appello. Diciamo anche che non lo si può ignorare, visto il seguito che ha è un vero “influencer”, pensa che un paio di anni fa avevo messo un commento sotto un suo video, ancora adesso da lì arriva gente nel mio blog….
        Sì anche in FB si possono usare gli # – in realtà mentre per Twitter sono un autentico carburante che fa correre le news, in FB dove la maggioranza non sta per le info da ricevere ma le esibizioni proprie da produrre sono meno usati . Io li metto sempre nel miei post, e inoltre li uso come ricerca, Esempio se scrivi nella ricerca #Messora ti si apriranno sia i rilanci dei suoi post che altri post di critica o ampliamento ecc,

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        1. ciao, direi che l’hashtag lo preferisco con #bortocal; oramai il mio nome virtuale dominante e` piu` questo che quello vero…

          ho usato la tua immagine di Trump per il post di oggi, ma mi accorgo di averlo scritto in fretta e di avere dimenticato di dire che lo spunto era tuo; oramai e` piuttosto tardi, pero`, per rimediare.

          su Messora, quanto c’e` di autentico in quel che dice?

          l’azione di messa sotto controllo di internet e` indubitabile, ma che inizi proprio col togliere a lui 5 euro di entrate mi sembra dura da credere. 😉

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  2. risposta a @ fla 28 GENNAIO 2017 ALLE 11:22
    Non intendevo affidarla alle macchine. Bisogna affidarla ad una maggioranza quasi impossibile da raggiungere.
    Siamo stati sull’orlo sempre per fraintendimenti umani e se non fosse stato la coscienza di alcuni singoli… beh..

    il fatto e` che in alcune circostanze non c’e` proprio il tempo di consultare la maggioranza…
    aggiungo che le maggioranze stesse sembrano diventate piuttosto pericolose, ultimamente… 🙂
    d’accordo sul resto, e credo di capire a che cosa ti riferisci…

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    1. e non mi riferivo nemmeno ad una maggioranza popolare. Mi bastano tutti i filosofi, medici, ingegneri, letterati. Che votino loro sull’utilizzo o meno delle armi per l’estinzione.

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      1. ahhah, dici che non ne azzecco una? (di risposta) 🙂 🙂 🙂

        bella la tua idea di una oligarchia di saggi…

        e` anche quella di Scalfari (e di Platone).

        ma come non accoirgersi che esiste gia`?

        nel senso che viviamo in un sistema che chiamiamo democrazia dove i saggi (che dimostrano di essere tali diventando ricchi) devono sapere fare in modo che il popolo creda di decidere liberamente quello che hanno deciso loro…

        e` quando non ci riescono piu` che cominciano le geremiadi sulla democrazia che non funziona, infatti… 😉

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        1. quelli sono i multimiliardari e i capitalisti. Qua l’idea è di far decidere al professore, al medico dell’ospedale, al tecnico che gestisce la rete elettrica. Oligarchia basata sulla meritocrazia. Quasi impossibile mettere d’accordo una maggioranza ampia per l’utilizzo del nucleare.

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          1. ma tu pensi davveroi, flavius, che i ricercatori, i tecnici, i professionisti non lavorino, piu` o meno direttamente, al servizio dell’elite economica?

            credi che abbiano davvero nel loro insieme il poitere reale e concreto di opporsi alle sue scelte?

            e chi glielo darebbe mai questo potere?

            pensi che i tecno-feudatari sarebbero disposti a privarsene? 😦

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            1. penso che avendo davanti un grosso tasto rosso con scritto “Fire” sia tu che io ci rifiuteremo a premerlo, al di là degli interessi economici. Sì penso che potrebbe funzionare…
              Quanto a Donald… penso che gli piacerebbe provare il tasto, salvo cambiare idea 2 secondi dopo e ancora tornare all’idea iniziale subito dopo per cambiare poi nuovamente idea.

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              1. ma sia io che tu, caro flavius, non arriveremmo mai ad avere davanti quel tasto rosso.

                li` davanti ci finiscono persone, quasi sempre, con caratteristiche diverse da te e da me, piu` disponibili a fare quello che gli si domanda.

                ti risulta che sui bombardieri finiscano degli obiettori di coscienza anche solo potenziali?

                – su Trump: e` un miliardario rozzo e ignorantissimo.

                credo non abbia scrupoli di coscienza e lo sta dimostrando bene.

                pero` non credo che sia un pazzo, o per meglio dire credo che la sua forma di pazzia sia quella del miliardario, non quella del killer.

                spero di non sbagliarmi: continuo sulla mia strategia del non farmi spaventare troppo dai media.

                incrociamo le dita, comunque, per questo e per altro.

                quello che e` certo e` che per distruggere il mondo Trump non neppure bisogno di schiacciare bottoni rossi: basta che vada avanti a bruciare petrolio e a costruire macchine a benzina, come ha intenzione di fare…

                questa e` una paura molto piu` realistica: ma comunque Trump al massimo accelerera` una catastrofe che ci sarebbe comunque.

                speriamo che susciti almeno una reazione che sarebbe stata piu` difficile continuando con la linea ipocrita del passato.,

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  3. questo commento e` come se fosse stato scritto a me:

    Fate bene i conti. Il muro costa meno di $20B , ammortizzandolo in 10 anni (per le opere immobiliari si usano tipicamente 30 anni) basta l’1% di accisa sui beni provenienti dal Messico. Un’ inezia ed il Messico lo paga. Oltre a questo si possono tassare le rimesse dei messicani al loro paese. Sono quasi tutti soldi guadagnati in nero per cui un 5% non spaventerebbe nessuno. Non capisco questa ostinazione nel non volere il muro e nel non capire che farlo pagare al Messico e` molto semplice . Il Messico obtorto collo lo pagherà, in maniera indiretta ma lo fara`. Non ha alternative, il flusso di denaro e` dagli USA verso il Messico, intercettare $20B in 10 anni e` facilissimo e legale, per questo motivo si cita il WTO.

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    1. In poche parole: per adesso, ovviamente lo pagano gli USA che lo costruiscono.

      e va pagato subito, ovviamente, quindi i contribuenti americani devono tirare fuori i soldi adesso.

      poi l’investimento lo ammortizzano aumentando i dazi sui prodotti messicani acquistati dagli americani.

      cosi` i consumatori americani lo pagheranno la seconda volta, dato che i venditori si rifanno dei dazi scaricandoli sul cliente.

      non e` semplicemente geniale?

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    1. grazie del link, che mi e` arrivato con la notifica, ma non si vede qui. (deve esserci una guerra sotterranea tra Facebook e WordPress).

      in un commento a parte esamino le obiezioni a cui il tuo link da` accesso.

      le osservazioni migliori sull’argomento oggi sono queste:

      Paul Krugman spiega che questa sarebbe una misura da “incompetenti e ignoranti”. Se Trump mette una tassa sulle auto americane che importiamo dal Messico, saranno gli americani e non i messicani a pagare il muro.

      Argomento sostenuto anche dal ministro Videgaray che precisa: “Mettere un dazio sulle merci importate dal Messico significa che il consumatore americano pagherà di piu` una automobile, una lavatrice o un avocado”.

      elementare Watson! il produttore che paga il dazio si rifa` sul consumatore; e` ovvio.

      interessante anche sapere che i primi 1.000 km di muro sono stati decisi da Bush nel 2006, ma sono stati terminati da poco.

      per quale motivo? le dispute legali con i proprietari americani dei terreni sui quali deve sorgere: magari votano Trump e vogliono il muro, “ma non nel mio giardino”.

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      1. Elementare Watson, davvero. Ma, vedi, io sono un pò…. come dire … tutti si son buttati a fare i conti invece di parlare della sciocchezza in se? Forse che le migrazioni si possono fermare? No, oppure sì se la gente sta bene dov’è e non ha motivo di migrare.
        E l’indifferenza per quel che si causerebbe al Messico? La gente arriverà comunque, e si fermerà davanti al muro cercando un varco… che ci sarà, come si possono presidiare stabilmente Km di deserto? Qualcuno metterà radici a Tijuana e il Messico dovrà provvedere a un numero maggiore di migranti – oltre ai messicani che Trump gli rimanderà indietro – e altri passeranno andando a morire come le mosche di là dal muro nel deserto, o sparati dai vigilantes.
        Mi sembra che ci sia un vuoto di immaginazione che colpisce politici, ok lo sappiamo, ma in generale tutti quanti, del resto se si sapesse immaginare … la situazione dei Palestinesi di Hebron non potrebbe passare così tanto sotto silenzio. Il 2016 ha “sdoganato” i muri e le barriere, come abbiamo visto nel cuore dell’Europa, ma la Terra non è un condominio dove ciascuno sta dietro la sua porta, il cancello, il videocitofono. Non c’è consapevolezza, non c’è visione che gli squilibri economici sono la causa delle migrazioni, Millenni, e non si è imparato

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        1. non che io non veda la sciocchezza in se stessa dei muri, la loro anti-umanita` e perfino l’auto-lesionismo di queste posizioni.

          ho detto fino alla morte due concetti elementari: 1. di regola le immigrazioni arricchiscono il popolo che riceve (questo l’ho imparato all’universita` cinquant’anni fa: un corso del 1966 sulle migrazioni nella storia mondiale, prof. Gambi); 2. chi non vuole le migrazioni come modo pacifico di spostarsi dei popoli, vuole le guerre, perche` migrare e` l’essenza stessa della cultura umana; quindi chi costruisce muri prepara le guerre; e ho citato anche qui sopra i Romani.

          evito un approccio umanitario per non apparire buonista; cerco di costruire discorsi che almeno teoricamente possano essere accettati anche da chi non la PENSA come me, ma pur sempre pensa.

          anche da chi e` egoista e vuole restarlo, pero` e` disposto a pensare ai costi del suo egoismo prima di tutto per lui stesso!

          ovviamente con i troll bavosi d’odio non ci sono discorsi possibili, invece…

          ma lascio ad altri di dire molto bene i motivi piu` profondi ancora per i quali si deve essere contrari ai muri.

          tu li hai gia` detti benissimo: grazie!

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          1. Infatti ho ben letto gli esempi storici che hai fatto, e anche si tratta di una iniziativa stupida, ma siamo alle solite: è nei blog che si trova un punto di vista sulla realtà, mentre in tutte le testate si parla solo della pecunia da sborsare.
            Almeno il NYTimes ha fatto un articolo divertente ieri che riassumeva le varie tappe della “tassa 20 %” con le dichiarazioni di Trump e di Sean Spicer sempre fuori sincrono 🙂
            In quanto al buonismo, è l’accusa delle teste piene di paura quando qualcuno non è allineato al boato mediatico. Credo di meritarmela molto spesso….
            (Se hai voglia di leggere un articolo molto ironico e divertente sull’America che somiglia sempre più a un paese del Nord Africa, ti metto il link, è di un esperto di M.O. che si chiama Karl Sharro. )

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            1. ho trovato Karl Sharro su twitter e mi sono iscritto al suo profilo.

              non ho visto pero` l’articolo che citi; aspetto il link e incrocio le dita che l’inglese in cui e` scritto non sia troppo difficile… 😉

              non mi dice nulla di nuovo, pero`: mi sto accorgendo in questi giorni quanto siano stati importanti le mie due settimane in California di due anni fa e scusami se mi cito, ma forse bastera` il titolo e una citazione:
              https://bortocal.wordpress.com/2014/10/21/santa-monica-los-angeles-india-my-roundtheworld-n-110-613/

              “non ha cessato di ferirmi la vista di questi corpi distesi ovunque nelle aiuole, alcuni dediti a nutrirsi degli avanzi trovati nei cestini dei rifiuti, altri con una coperta sulla testa, quasi pronti ad andare incontro al passaggio finale della loro esistenza.

              e ho pensato che queste scene non erano poi troppo diverse da alcune viste in India: con la differenza che la miseria indiana e` famosa, forse perche` e` circondata comunque da forme di poverta` di poco piu` ridotte, e qui invece i miserabili, invisibili a volte anche per scelta, stanno in mezzo ai benestanti che fotografano il tramonto, senza vederli, neppure fossero gli escrementi dei cani, che invece tutti raccolgono con estremo scrupolo.

              non crediate dunque troppo alla geografia; certamente Los Angeles e` in India”.

              e bisognerebbe anche leggersi in quel post il mio dialogo profetico con un californiano benestante del posto, certamente un elettore di Trump…

              e ci ho fatto anche uno dei miei modestissimi videoclip, giusto perche` non si pensi che queste righe siano il frutto di un mio anti-americanismo preconcetto:

              quanto alla stampa, siamo costretti ad usarla, ma e` irrecuperabile, come ben dimostra una analisi di tipo marxiano della sua “struttura” economica e della sua funzione.

              i blog, tu dici…

              siamo nulla, e poi rispetto ad una decina d’anni fa, e` evidente lo spostamento degli equilibri anche nel mondo dei blog, verso posizioni razziste e antipauperiste.

              i blog sono soltanto la nostra piccola riserva indiana per tenerci buoni.

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              1. Sotto ti metto il link all’articolo di Sharro, me lo sono riletto stamattina per ridere ancora dello sguardo dissacrante che si può avere sulla stereotipata rappresentazione dell’eccezionalità americana; anzi ti metto per contrappeso anche un altro articolo, anche se forse lo avrai già letto

                L’estratto dal tuo post californiano (che avevo letto) farà la stessa fine… o lo stesso lancio dell’a frase di cui alla risposta precedente…. Mi autoincarico di farti da proxy

                Blog riserva indiana, benone, e vediamo quanti blog resistono all’essere riserva senza aprire un casinò come molte tribù indiane. Ma più importante di tutto, non darsi al bere come purtroppo succede a molti nelle riserve. Quale galattica ingiustizia è stata fatto al continente americano da parte dell’Europa.
                !) http://www.politico.com/magazine/story/2017/01/america-you-look-like-an-arab-country-right-now-214678
                !!) http://www.corriere.it/esteri/17_gennaio_28/ma-destino-dell-america-b3b6b2ee-e4d6-11e6-bab2-81c2e6263bbb.shtml

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                1. spassoso il primo articolo.

                  il secondo avevo appena finito di leggerlo ed avevo trasecolato: poi mi sono accorto che e` di un NEMICO di Trump, e allora i conti tornano. quell’articolo indica che cosa ci si doveva spettare da una presidenza Clinton…

                  si`, il pezzo del diario californiano e` eterogeneo, pero` la parte che importa secondo me e` tagliente, e va separata dal resto.

                  io ti ringrazio di cercare di divulgare le riflessioni e ancor di piu` di stimolarle e partecipare attivamente a produrle: stiamo cercando di svuotare l’oceano col cucchiaino, ma in fondo sarebbe peggio non fare neppure questo.

                  sono astemio, per fortuna, e spero che lo resti anche il mio blog…. 🙂

                  pero`, se restiamo alla metafora mi pare che l’alcolismo dilaghi tra i blog, e non vedo grande voglia di pensare a queste cose in giro.

                  devo anche dirti che mi pare logico, dato che questo e` esattamente l’obiettivo che si pone chi guida l’opinione pubblica, fuori dalle nostre piccole riserve simboliche.

                  forse restiamo in vita soltanto per dimostrare che la liberta` di parola esiste, e che del resto e` perfettamente inutile… 😦

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                  1. Svuotare il mare col cucchiaino… sì 🙂 A Psiche vennero in aiuto le formiche, magari da noi arriveranno delle… sardine perlomeno a sostenere il morale.
                    Non è tanto l’alcol – metaforico, certo – che abbonda ora nei blog, direi più un polverina – metaforica ovvio – che manda su di giri e ne rende parecchi maniacali 🙂 . Sempre in argomento blog, io non seguo particolarmente Messora, ma il suo ultimo video è un allarme non da poco. Se non lo hai visto, ti metterò il link.
                    Quando ho postato in FB l’estratto sul Los Angeles ho pensato di inaugurare l’hastag con il tuo nome… poi ho scoperto che hai un omonimo, un ragazzo che fa sport o è un rapper chissà. Bene, io suoi amici che cliccano l’ # ci troveranno anche te, non potrà fargli che bene 🙂

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                    1. bella pulce mi hai messo nell’orecchio: ho avuto per anni un misterioso sosia, reale, che diversa gente diceva di avere visto in giro, ma che io non ho mai incontrato…, adesso dei sosia anche virtuali?

                      sono andato a cercare e ho trovato due bortokal, entrambi gruppi chiusi.

                      il primo e` turco, il secondo arabo, e la cosa non e` strana, dato che il mio nick e` preso appunto dall’arabo: pero` entrambi lo scrivono con la kappa, e dunque non dovrebbero esserci sovrapposizioni…

                      poi c’e` un Bortocali brasiliano, e neppure questo e` strano dato che diversi emigranti col mio cognome passarono in Brasile a fine Ottocento: ora sono migliaia e qualche anno fa avevo scoperto che facevano anche una festa annuale per ritrovarsi; poi non sono piu` riuscito a ritrovarla.

                      da qualche parte ci saranno poi anche i miei omonimi brasiliani con la loro fabbrica di profumi…

                      si sprecano i bortocar. meccanici…

                      e non manca neppure un borto-can!!!

                      e che dire di un altro gruppo chiuso, il BORTO-CLUB? questo e` italiano, ma io non c’entro, non conosco nessuno

                      bortokala e` addirittura un sito, sempre arabo, oltre che un altro gruppo chiuso su Facebook…

                      c’e` da confondersi!!!

                      ma poi, esaminando il mio nick, quale altra valanga di riferimenti, quasi tutti miei…

                      e con tutto questo forse l’omonimo di cui parli tu non l’ho ancora trovato. mi dai il link?

                      anche quello di Messora…, grazie.

                      .

                      devo anche dire – e non tro vo piu` il posto giusto per dirlo – che pare che anche Trump, e non solo quel suo oppositore, stia dicendo che l’America deve fare da guida al mondo e per questo rilancia la corsa agli armamenti…

                      che dire? ha proprio capito tutto…

                      comunque calma e gesso: quell’uomo finira` per farsi male da solo.

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  4. Come attuerà il suo protezionismo senza che gli altri facciano altrettanto gli Usa? Semplice… con la forza… soprattutto contro la Cina. Non sarà però un intervento militare ma qualcosa che impressioni di più. Con buona probabilità faranno un test nucleare nel Pacifico. Ieri il Bulletin of the Atomic Scientists ha spostato il Doomsday Clock a 2 minuti 30 sec da mezzanotte (estinzione). L’ultima volta che fu messo a 2 minuti fu nel 1953 quando Usa e Unione Sovietica testavano la bomba a idrogeno, sempre per impressionarsi tra loro.

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      1. se riesce a far crollare l’economia gli americani reagiranno contro di lui ma anche contro il resto del mondo. È lì il momento più critico quando potrebbero cercare una dimostrazione di potenza, militare che sarà quella che resterà.

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        1. non e` poi cosi` facile far crollare l’economia nemmeno a un Trump, se l’economia fosse davvero solida.

          ma il vero problema e` che siamo seduti su un mucchio instabile di dinamite e quindi anche un Trump maldestro potrebbe far saltare in aria la santabarbara.

          per ora chi gioca in borsa negli USA e` euforico, ma siamo sicuri che siano in se`?

          certo che se tutta la politica economica di trump e` fondata sull’espansione della produzione di automobili in America, come pare…

          quest’uomo e` fuori dalla realta` e far` grave danno all’Smerica (e non solo).

          la cosa preoccupante e` che la storia dimostra come interi popoli guidati da un pazzo possono essere condotti a un delirio collettivo imprevedibile in modo molto facile…

          ci sono esperienze, vicine e lontane, impressionanti che lo confermano senza ombre di dubbio

          quindi, onestamente, diamoci dentro con l’umorismo, perche` mi pare l’unico vero antidoto alla deriva psicotica! 🙂

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          1. ora il muro come il muro… però immagina se diventa amico della May. Chi dice a Trump che non è possibile costruire un ponte sull’oceano in segno d’amicizia? Giusto per restare in ambito umoristico 🙂

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            1. sulla May sono controcorrente, e non li vedo bene quei due assieme; lei immagina di essere la Tatcher del suo Reagan, ma non credo che finira` cosi`.

              e comunque siamo almeno in due o tre in questo momento a pensarla cosi`, in Italia”
              http://phastidio.net/2017/01/27/dolori-della-non-piu-giovane-theresa/

              come al solito, Seminerio e` illuminante.

              ed ora ti lascio a bocca aperta, e vedremo se il tempo mi dara` ragione.

              vedo molto piu` facile una futura alleanza fra l’Inghilterra e la Cina, entrambe liberoscambiste, che fra gli USA protezionisti e l’Inghilterra.

              (e dico Inghilterra e non Regno Unito non a caso…).

              del resto entrambe (Inghilterra e Cina) ci si sono gia` allenate: l’Inghilterra come una nuova Hong Kong della Cina verso l’Europa, ma a parti capovolte…

              intanto aspettiamo che i torpidi e ottusi poitici italiani si accorgano che sono state totalmente rimescolate le carte del gioco…

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                1. vedremo effettivamente.

                  ma intanto l’Australia, che ha pure un governo conservatore, dopo l’uscita deglu USA dal TPP hanno proposto di farci entrare la Cina…

                  quanto ai colloqui May – Trump, per ora i due si annusano soltanto: fino a che il Regno Unito fa parte ancora dell’Unione Europea, trattati e neppure trattative ufficiali con gli USA non puo` farne.

                  la strada della brexit e` lunga, e il primo mezzo anno e` passato in chiacchiere.

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                  1. beh… pare che anche Gorbaciov sia preoccupato per il nucleare. Non lo so. L’idea di affidare ad un’unica, o poche, persone la decisione su armamenti atomici è di per sé sbagliata. Se non altro perché è sempre possibile sbagliare…

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                    1. ma ancora peggio e` affidarla a macchine e a sistemi di risposta automatica.

                      sai quante volte nei decenni passati siamo stati sull’orlo di una guerra atomica per errore? 😦

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                    2. Non intendevo affidarla alle macchine. Bisogna affidarla ad una maggioranza quasi impossibile da raggiungere.

                      Siamo stati sull’orlo sempre per fraintendimenti umani e se non fosse stato la coscienza di alcuni singoli… beh..

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