giornata della memoria ostinata: ricordati di ricordare – 40

e` tutto talmente chiaro, detto il titolo, che tutto il resto puo` essere lasciato sottinteso.

. . .

giornata della memoria?   27. Jan, 2007 – 09:32:40

… allora non dimenticatevi questo post (se non lo avete ancora letto):

955-06 missing: i coniugi Meyer. – 19 novembre 2006 cor-pus 479   Sonntag, 19. Nov, 2006 – 08:42:09

clicca sul link qui sotto, senza fare altro, in modo da potere continuare a leggerti questo post, ascoltando la musica:

* * *

i coniugi Meyer, che abitavano qui vicino a casa mia, sono misteriosamente scomparsi tempo fa: spariti senza lasciare traccia.

nei giorni scorsi, fortunatamente, si è riusciti a saperne di più, anche se ormai non è possibile fare più niente per riportarli in vita.

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lo abbiamo saputo attraverso due piccole targhette di ottone che sono state inserite nel marciapiede:

Qui abitava Georg Meyer, anno 1876, deportato 1942, Izbica, assassinato.

Qui abitava Rosalie Meyer, anno 1887, deportata 1942, Izbica, assassinata.

e mediante un manifesto volante appoggiato davanti alla loro casa, che ha suscitato le risentite proteste degli attuali proprietari (a quanto ho sentito dire).

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* * *

il manifesto racconta la loro storia:

Agli abitanti della casa di Hölderlinstrasse 35 e ai loro vicini

Vogliamo ricordare due abitanti della casa e il loro triste destino ai tempi del regime nazi-fascista.

La famiglia Meyer, Georg Meyer, sua moglie Rosalie e la figlia Hilde Babette hanno abitato a questo indirizzo dal 1923 al 1939 e hanno avuto qui per molto tempo il punto centrale della loro vita.

Georg Meyer era un commerciante di successo, e aveva un negozio di corredi matrimoniali in Via della Chiesa 16; quando erano in grado di farsi una propria posizione, molte nuove famiglie della città si sono fatte informare, consigliare ed equipaggiare dal signor Meyer.

Nel quadro delle leggi per la difesa della razza ariana, il negozio della famiglia dovette essere ceduto e il proprietario della casa ne fondò al suo posto un altro, di articoli di viaggio.

Prima della deportazione la famiglia, come molte altre famiglie ebraiche, fu costretta a lasciare la sua abitazione e l’ambiente in cui era vissuta lunghi anni.

Fino a quel momento avevano vissuto in affitto presso un padrone di casa “ariano” e ora la legge sui contratti d’affitto con gli ebrei li costrinse a cercarsi un nuovo alloggio presso un proprietario ebreo.

Nel 1939, in un primo momento, capitarono in una piccola abitazione in Herderweg 37, prima di dover condividere con altre due famiglie ebree il pianterreno di una casa monofamiliare in Adalbert-Stifter-Strasse 107.

Alla figlia riuscì invece di emigrare in Brasile prima dello scoppio della guerra mondiale.

Georg Meyer e sua moglie sopravvissero comunque a tutte le numerose vessazioni, limitazioni ed umiliazioni che dovettero essere loro inflitte ancora nella nostra città.

Classificati come persone in grado di svolgere attività lavorativa, la coppia ricevette il 25 aprile 1942 l’invito a presentarsi al punto di raccolta del parco di Killesberg, per il trasferimento a Izbika, distretto di Lublin.

Il giorno successivo da lì si andò ai binari della Stazione ferroviaria Nord.

Il gruppo dovette anche pagare di tasca propria i costi del viaggio in treno.

Non uno dei 278 partecipanti a questo trasferimento ritornò indietro.

Il loro successivo destino rimane avvolto nel buio.

Invano abbiamo cercato di sapere come, dove e quando persero la vita.

Dal punto di vista burocratico Georg e Rosalie vennero dichiarati morti l’8 maggio 1945, ultimo giorno di guerra.

Grazie per avere partecipato alla nostra iniziativa: Pietre di inciampo.

* * *

pietre di inciampo.

ho inciampato anch’io stamattina sul sito del Museo dell’internamento di Padova.

un manifesto di questo museo ricorda sinteticamente ed efficacemente quali fossero, secondo i nazisti, le pietre di inciampo da eliminare dalla loro società perfetta ed ordinata.

per ognuno di loro era stato creato il distintivo adatto, che doveva portare sull’abito:

triangolo viola: Nomadi – pudicamente chiamati così, ma dite pure soprattutto zingari.

triangolo rosso: Politici – pudicamente chiamati così, ma dite pure soprattutto socialisti e comunisti, è chiaro dal colore, no?

triangolo verde: Criminali

stella di Davide gialla: Ebrei

triangolo marrone: Renitenti al lavoro

triangolo rosa: Omosessuali

triangolo grigio: Studiosi della Bibbia.

ecco le categorie degli infetti da eliminare per il bene della società.

oddio, non usavano il famoso litro di benzina e via, e neppure la pistola facile: lo facevano con arte e tecnica, con sovrana efficienza.

capperi, mi sono detto: lo sapete che forse di queste categorie mi salvo da un paio e non sono nemmeno del tutto sicuro?

* * *

questa persecuzione non era peraltro nata col nazismo, anche se il nazismo l’ha portata alle sue forme più aberranti, e col nazismo non è neppure finita.

sentite questo piccolo stralcio della storia della persecuzione degli zingari.

Nei primi anni del secolo in Germania si affrontò il tema degli zingari, e diversi uffici “di informazione” vennero istituiti.

Lo stato del Baden, dopo pseudo-ricerche scientifiche, introdusse un certificato antropomedico, che nel 1922 diventò obbligatorio.

Questo documento doveva contenere, oltre ai dati anagrafici, alcune misure corporee come ad esempio la statura, per meglio identificare e classificare i cittadini di alcune minoranze.

Dopo alcuni anni, le autorità fecero ulteriori rilevamenti relativi alla massa corporea e alle impronte digitali.

Contemporaneamente entrarono in vigore in Baviera alcuni provvedimenti contro “zingari, vagabondi e nullafacenti” .

Le norme vietavano agli zingari di viaggiare o di accamparsi in “bande”.

Ogni zingaro disoccupato di età superiore ai 16 anni poteva essere internato in una casa di lavoro, o espulso se non nato in Baviera.

vi ricorda qualcosa?

a me sì che ricorda qualcosa!

e, sappiatelo: mi indigno, o caxxxo, come sono indignato davvero!

* * *

ma è domenica e, non so perchè, siete passati di qua a sentirvi questa specie di predica domenicale.

voglio mandarvi a casa sereni.

guardatevi queste foto, questa serena sfilata di bambine ebree in questa strada.

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guardatevi come era questa strada prima della guerra e come è oggi, dopo che le bombe americane l’hanno completamente rasa al suolo.

Hölderlinstrasse com’era.

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Hölderlinstrasse dopo i bombardamenti americani.

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Hölderlinstrasse com’è oggi.

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* * *

troverete la traduzione di questa meravigliosa canzone di Marlene Dietrich questa sera nel blog bortologia.

https://corpus0blog.wordpress.com/2016/11/20/988-06-marlene-dietrich-ditemi-dove-sono-i-fiori-19-novembre-2006-bortologia-166/

ditemi dove sono i fiori,
dove sono rimasti?
ditemi dove sono i fiori,
che cosa è successo?

ditemi dove sono i fiori,
ragazze li coglievano in fretta.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

ditemi dove sono le ragazze,
dove sono rimaste?
ditemi dove sono le ragazze,
che cosa è successo?

ditemi dove sono le ragazze,
uomini le prendevano in fretta.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

ditemi dove sono gli uomini,
dove sono rimasti?
ditemi dove sono gli uomini,
che cosa è successo?

ditemi dove sono gli uomini,
partirono, la guerra comincia.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

ditemi dove sono i soldati,
dove sono rimasti?
ditemi dove sono i soldati,
che cosa è successo?

ditemi dove sono i soldati,
sulle tombe soffia il vento.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

e ditemi dove sono le tombe,
dove sono rimaste?
ditemi dove sono le tombe,
che cosa è successo?

ditemi dove sono le tombe,
fiori sbocciano nel vento d’estate.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

ditemi dove sono i fiori,
dove sono rimasti?
ditemi dove sono i fiori,
che cosa è successo?

ditemi dove sono i fiori,
ragazze li coglievano in fretta.
quando lo si capira` mai?
quando lo si capira` mai?

ora devo lavorare, a risentirci più tardi.

. . .

ricordato l’olocausto, come si può farlo dalla Germania, aggiungo però 24 ore dopo, qualche riga del tutto inutile, tanto nessuno ritornerà a leggere questo post.

però resta qui per me.

c’è qualcosa di falso, leggevo nel blog di Maluna poco fa, nella giornata della memoria.

perchè un ricordo così speciale per la tragedia del popolo ebraico, quando il mondo ne ha viste molte altre di terribili e altre ne sta vedendo?

certo, mai abbiamo visto i lager e i campi di sterminio, mai la scienza esatta applicata allo sterminio: questo ci sconvolge in maniera particolare.

eppure lo sterminio dei Tutsi in Ruanda, anche se condotto con metodi molto più artigianali, non è lontano.

e il genocidio spagnolo degli Incas, quello degli Atzechi non meritano di essere ricordati?

sono troppo lontani?

le decine di milioni di vittime dello schiavismo in Africa che hanno arricchito l’Europa e l’America e posto le basi economiche della rivoluzione industriale, neppure?

e il genocidio degli Indiani d’America, su cui si sono costruiti gli Stati Uniti?

non mi sottraggo alla impressione che nella giornata della memoria dell’Olocausto, che è giusto ci sia, perche´quello resta un fatto senza confronti, l’Europa celebri un bel po’ della sua falsa coscienza.

è come se si dicesse che il popolo ebraico ha subito una ingiustizia così terribile e senza paragoni, da giustificarne un’altra: quella che fu fatta a danno del popolo arabo di Palestina, creando lì lo stato ebraico.

gli ebrei, che nel corso del Novecento si sono riconosciuti come popolo, avevano il diritto di costituirsi in stato ebraico, come gli altri popoli?

certamente sì, in linea teorica.

eppure l’unico modo di costituire uno stato ebraico sarebbe stato quello di unificare tutte le zone dell’Europa dove gli ebrei storicamente erano stati maggioranza.

in poche parole si sarebbero dovuti dare agli ebrei, per il loro stato, i ghetti delle città europee dove erano vissuti per secoli.

non sarebbe uscito alcuno stato possibile dal normale criterio di assegnare a un popolo il territorio che è stato storicamente suo?

la particolarità del popolo ebraico era giusto quella di essere sempre stato minoranza ovunque, praticamente?

e allora si doveva prenderne atto.

la tragedia del genocidio ebraico è stata seguito da un altro incalcolabile errore.

che senso storico ha avuto togliere ad un altro popolo la sua terra per darla a loro?

del resto, anche gli zingari sono stati oggetto dello stesso genocidio hitleriano, eppure nessuno ha dato o darà loro una terra straniera dove vivere, e neppure loro la chiedono.

insomma, il risarcimento europeo agli ebrei è avvenuto a spese degli arabi.

un po’ troppo comodo, non vi pare?

e rimane il fatto che, fino a quando questo errore non verrà risanato in qualche maniera – fosse anche solo con forme di risarcimento – gli ebrei vivranno sull’orlo di un nuovo olocausto.

credo che, nel giorno della memoria, la memoria non possa essere a senso unico e che queste cose sia giusto dirle.

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2 thoughts on “giornata della memoria ostinata: ricordati di ricordare – 40

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