andare a sbattere contro il muro – 43

Muro Messico LaPresse

contro il muro di Trump credo che alla fine andremo a sbattere noi e non lui.

noi che crediamo che le azioni umane possano essere guidate da alcuni principi.

noi che non abbiamo ancora preso atto, invece, che e` guidata da interessi, veri o presunti, emozioni, pregiudizi.

e vince chi sa alimentarli meglio…

la resistenza del presidente del Messico e` durata 24 ore: l’incontro con Trump si fara`.

comunque sulla questione del muro col Messico sara` il caso di dare un’occhiata di ripasso alla storia, comunque, per non prendere cantonate.

. . .

il primo che iniziò a costruire recinzioni e ostacoli sul confine tra California e Messico, in particolare nell’area di San Diego, fu George H. W. Bush nell’operazione Gatekeeper per la strategia chiamata “Prevenzione attraverso la Deterrenza”.

ma piu` semplicemente il muro messicano o muro di Tijuana in Messico venne chiamato Muro della vergogna.

Il primo tratto, di 14 miglia (22,5 km), fu completato nel 1993.

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era il primo anno della presidenza di Bill Clinton, che, durante la campagna elettorale, aveva promesso barriere per impedire il passaggio della frontiera messicana agli illegali.

durante la sua presidenza la barriera fu sviluppata ancora ma principalmente come “Barriera umana” di poliziotti.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego.

Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente, effettuato con veicoli ed elicotteri armati.

barriere analoghe sotto Clinton furono costruite o sviluppate ad El Paso (in Texas) e  in Arizona: “Safeguard” la prima, “Hold the Line” la seconda.

ma se provate a digitare questo nome su google, vi rimanda ad una canzone.

. . .

Il risultato immediato della costruzione di questa prima barriera e delle altre che seguirono è stato che un numero crescente di persone hanno cercato di varcare illegalmente il confine, attraverso il deserto di Sonora, o valicando il monte Baboquivari, in Arizona: occorre fare 80 km di territorio semi-desertico per arrivare nella riserva indiana Tohono O’odham.

In sei mesi, tra il 1º ottobre 2003 ed il 30 aprile 2004, 660.390 persone sono state arrestate dalla polizia di confine statunitense mentre cercavano di attraversare illegalmente il confine.

Dal 1998 al 2004, secondo i dati ufficiali, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, sono morte in totale 1.954 persone.

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per fare un confronto, 943 persone in quasi trent’anni sono morte per superare dalla parte orientale di Berlino il famoso muro alto due metri e lungo qualche decina di km, costruito in una notte, il 13 agosto 1961 – prima che venisse abbattuto nel 1990.

il presidente americano Kennedy, si reco` davanti a quel muro nel 1963, poco prima di essere ammazzato, a pronunciare il famoso discorso: Siamo tutti berlinesi!

quello fu considerato uno scandalo intollerabile; oggi molti guardano ai muri che sorgono anche in Europa, con indifferenza, quando non con simpatia.

difficile pensare che qualche politico attuale possa andare a Tijuana a gridare: Siamo tutti latinos.

. . .

sotto la presidrenza di Bush jr., nel novembre 2005, fu proposto e a dicembre approvato dal Senato americano a larga maggioranza (83 contro 16) di costruire un muro di un muro di 595 km più 800 km di barriere per impedire il passaggio di automobili:

una specie di Grande Muraglia aggiornata e tecnologica.

al Senato votarono a favore sia Hillary Clinton sia Obama; l’approvazione definitiva della Camera venne un anno dopo, sempre a larga maggioranza.

sul sito del U.S. Department of Homelland Security il 9 ottobre 2014 il segretario della Sicurezza Interna di Barack Obama scriveva fiero:

Il muro era di appena 77 miglia (124 Km) nel 2000, mentre, “grazie al lavoro congiunto delle amministrazioni Clinton, Bush Jr ed Obama per rafforzare la nostra sicurezza, oggi le barriere (e cioè il muro) al confine con il Messico occupano almeno 700 miglia”,

ovvero 1.127 chilometri.

del resto Obama ha espulso durante la sua presidenza 2 milioni e mezzo di clandestini, certo senza vantarsene, e con segnali contrastanti all’avvicinarsi delle elezioni.

ma Trump poteva ben dichiarare durante la campagna elettorale:

“La gente non sa che Obama ha cacciato dalla nazione un numero enorme di persone. Bush, ha fatto la stessa cosa. Un sacco di persone sono state portate via con le leggi esistenti. Io farò la stessa cosa”.

solo che Trump lo fa alla luce del sole e vantandosene, non sottotraccia.

. . .

dunque il muro messicano ha una storia lunga oramai piu` di vent’anni, non e` una invenzione di Trump.

le idee originali di Trump sono due: triplicarne la lunghezza e, soprattutto, farlo pagare ai messicani.

almeno a parole…

dato che ogni dazio imposto alle merci messicane in ingresso negli USA sara` pagato in realta` dagli acquirenti americani.

qualunque gabola racconti Trump.

. . .

ovviamente, in questo momento, a notizie come queste si arriva soprattutto attraverso i media di destra, che raccontano queste cose per denunciare l’ipocrisia inguaribile della sinistra politically correct, e l’inevitabilita` delle scelte di Trump.

sul primo punto, siamo d’accordo: e io continuo a pensare che sia meglio un presidente che fa una politica apertamente di destra, dichiarandolo e con l’opposizione aperta di una parte almeno dei media, che una presidente che avrebbe fatto cose simili soltanto di nascosto e coperta dai media.

sulla inevitabilita` di queste scelte ho invece le mie riserve.

non perche` sarei un buonista.

non credo affatto che ogni paese debba accettare senza restrizione qualunque aspirante immigrato desideri stabilirvisi.

nel respingimento necessario dei migranti clandestini e` anche inevitabile usare un certo tasso di costrizione, anche se auspicabilmente il meno di violenza possibile.

proprio non credo che i muri siano lo strumento principale e piu` utile, ecco tutto.

. . .

gli aiuti in loco, la fine delle guerre, lo sviluppo economico dei paesi poveri sono la via maestra.

concentrare risorse enormi sulla costruzione di barriere, per quanto tecnologicamente avanzate, contraddice tutta la storia umana, che ne ha gia dimostrato l’assoluta inutilita`.

la Cina, l’Europa sono nate da queste invasioni.

la grande muraglia cinese non riusci` a fermare i mongoli;

i valli romani, estesi pure per centinaia di km, fallirono alla stessa maniera contro i barbari di origine germanica.

i valli riuscirono soltanto a trasformare la penetrazione pacifica in invasione armata violenta e distruttiva.

e` come costruire sbarramenti improvvisati sui fiumi: prepara inondazioni successive.

se il paese ricco, che diventa la meta delle migrazioni di massa, collassa economicamente per costruire i muri, poi i muri non si riesce piu` a mantenerli in funzione:

diventano soltanto un ricordo storico o un monumento archeologico da lasciare ai posteri.

. . .

ma occorre pur dire, in chiusura, qualcosa di molto duro.

e` il riscaldamento globale, che Trump nega, che sta creando decine di milioni di profughi climatici.

Trump costruisce i muri per fermare i profughi, ma poi alimenta l’effetto serra per crearli.

si puo` essere piu` idioti di cosi`?

. . .

l’accoglienza di questo tipo di profughi non e` prevista come obbligatoria dalle convenzioni internazionali (che presumibilmente Trump cerchera` di spazzare via, peraltro…).

il diritto all’accoglienza che salva la vita e` previsto soltanto per chi fugge da guerre e dittature.

ma questo non e` un problema, dato che le guerre e le dittature sono garantite dove il collasso ambientale rende la vita impossibile.

l’esempio piu` atroce in corso e` quello dello Yemen, dove una crescita demografica folle ha decuplicato la popolazione in pochi decenni, dove e` in corso una tremenda guerra civile bene alimentata dalle potenze occidentali e dall’Arabia Saudita.

ci speculano su le industrie occidentali di armi, quelle che hanno bisogno dell’ISIS e di ogni altra guerra possibile per aumentare i profitti.

la guerra nello Yemen assume il carattere di uno scontro fra religioni, sunniti contro sciiti, entrambi islamici…

e sta provocando, nel silenzio quasi universale, il collasso completo di quel paese straordinario.

dove alcuni milioni di persone sono a rischio immediato di morte per fame…

e dove invano l’ONU lancia l’allarme drammatico e inascoltato.

http://www.lastampa.it/2017/01/27/esteri/allarme-dellonu-sullo-yemen-in-arrivo-la-peggiore-carestia-mondiale-hLGGhFt1mhTAUkv1WRXa6M/pagina.html

. . .

chiudere i muri non basta.

occorre chiudere gli occhi, non voler sentire, non voler sapere.

occorre chiudere i cuori.

occorre stare ad aspettare, rannicchiati nell’incoscienza, che la stessa catastrofe raggiunga anche noi.

siamo in caduta libera e non resta che stare ad aspettare di sbattere contro il muro.

quello che abbiamo costruito noi: il muro della inconsapevolezza.

. . .

intanto un mondo meraviglioso di strabilianti sorprese tecnologiche sta nascendo.

ma non sara` per noi.

mi piacerebbe sapere per chi.

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3 thoughts on “andare a sbattere contro il muro – 43

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