ho incontrato una volpe – 47

stavo salendo in macchina verso casa, poco fa, e me la sono trovata in mezzo alla stretta strada asfaltata che si inerpica sui monti dietro Vobarno.

non e` parsa troppo impressionata dalla mia presenza e neppure la mia brusca frenata l’ha turbata.

anzi si e` fermata a guardarmi, sicura, ma senza spavalderia, in mezzo all’asfalto, con la testa leggermente girata e quasi ironica.

un bestia splendida, grande come un cane di media taglia, col pelo rossiccio e una coda gonfia.

insomma, semplicemente un esemplare perfetto.

. . .

ho cercato quindi da subito affannosamente la macchina fotografica, che avevo lasciato sul sedile di dietro, approfittando del fatto che stava ferma a guardarmi.

eravamo a due metri di distanza e ci guardavamo negli occhi la volpe ed io.

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. . .

mai ho visto prima un volpe selvatica cosi` da vicino.

l’incontro mi e` sembrato incredibilmente simbolico:

gli uomini amano la volpe, che riesce ad essere quel che loro non sanno.

liberi.

poi, veramente, dicono anche che e` un animale inutile.

la liberta`, in effetti, e` assolutamente inutile.

oserei dire, anzi, che essere liberi ed essere inutili, da un certo punto di vista, e` quasi la stessa cosa.

. . .

intanto la macchina fotografica non si trovava,

e lei ha finito di attraversare la strada,

fermandosi per un ultimo sguardo, oramai decisamente beffardo, da oltre il guardrail sullo strapiombo.

mi e` molto piaciuta, capitemi, la facilita` col quale l’ha scavalcato.

. . .

lei non aveva nessuna  voglia di parole, chiaramente,

eppure a me e` sembrato che i suoi occhi dicessero qualcosa:

tanto agitarsi per prendere una foto, perche`? non hai capito nulla ancora. pensi che un’immagine possa fermare il tempo? cioe` opporsi alla vita? non sai, non sai davvero che cos’e` la vita. tu, vivi in un mondo apparente che si oppone alla vita. che oppone la vita alla morte senza capire che sono le due facce della stessa trottola che piroetta su se stessa. questo gioco, sai, e` l’unica cosa che davvero sfugge al tempo: la vita-morte, la morte-vita sono l’eterno senza-tempo. forse sono proprio quello che voi chiamate tempo. e per questo sono anche fuori del tempo, sempre uguali a se stesse.

ma credo che gli occhi della volpe non dicessero questo:

credo che non dicessero NIENTE.

. . .

piu` avanti di un paio di chilometri un gruppo di grasse gralline raspava indomito e ignaro dell’imminente volpe, su un prato che il sole tardivo non aveva ancora scongelato del tutto.

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2 thoughts on “ho incontrato una volpe – 47

    1. certo, non ferma l’emozione, ma… … ma la fotografa! 🙂

      noi crediamo di fotografare le cose e il mondo, e invece, quando riusciamo a fotografare davvero, fotografiamo le nostre emozioni. 😉

      Mi piace

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