Tusk o Trump per me pari (non?) sono – 54

viviamo in tempi difficili, dove continuare a ragionare non soltanto si fa di giorno in giorno piu` difficile e trova sempre meno ascolto, ma e` oramai una operazione poco meno che eversiva…

ed e` questo poi il motivo principale che mi tiene ancora attaccato al blog.

altrimenti ce ne sarebbero di motivi per piantarla!

ma poi arriva qua e la` qualcuno che ti segue e ti incoraggia: l’ultimo per me, su twitter, e` BESTial ReTweet, un sito semplicemente favoloso.

Il Best_iale alberga in ognuno di voi.Satira puntuale, ironia brutale, amori selvaggi, appunti di viaggi. Raccolgo mele marce e vi propongo ottima marmellata.

ma si`, dai, andiamo avanti con le marmellate del libero pensiero.

. . .

oggi  il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha detto, al termine di un incontro a Bruxelles con il primo ministro libico (sperando che quello individuato come tale conti qualcosa):

“Il flusso di migranti dalla Libia all’Europa non è sostenibile.

L’Europa ha dimostrato di essere in grado di chiudere le rotte di migrazione illegale, come ha fatto nel Mediterraneo Orientale.

Abbiamo discusso di questo esempio: ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all’Italia”.

cavoli, mi sono detto, ma allora Tusk e` come Trump, dove sta la differenza fra la democratica Europa e il bizzarro e fascistoide presidente degli USA?

Trump sarebbe un fascista solo perche` lui la grande muraglia messicana la vuole terminare per terra, mentre noi cerchiamo di fermare l’immigrazione clandestina per mare?

. . .

premetto che chi sta rappresentando Trump come un Mussolini nascente secondo me in questo momento sta facendo il suo gioco.

lo ammetto: osserrvarlo e` preoccupante, la mimica facciale e` la stessa, le posture si somigliano, ed indicano un narcisismo al limite della malattia mentale.

ma pare che questo grave disturbo psichiatrico sia una virtu` necessaria nell’uomo politico d’oggi.

e dunque non riguarda solo Trump,

e chi non ne e` affetto, come la Merkel oppure… Gentiloni, rischia una brutta fine.

ma da qui a parlare di dittatura nascente, ce ne passa.

finora Trump ha usato soltanto i suoi poteri legali di presidente di una Confederazione presidenziale, che non sono pochi…

certo, facendo credere chissa` quali sfracelli e compiendo diverse mosse avventate:

ma e` solo ammuina per gli stolti.

tra non molto lo sentiremo lamentarsi che non lo lasciano lavorare…

. . .

dunque, se Trump vuole costruire 2.200 km di muro e Tusk vuole fermare i migranti che vanno anche a morire nel Mediterraneo pur di passare, la differenza dov’e`?

abbiamo o non abbiamo il diritto di fermare l’immigrazione se diventa ingestibile?

la mia risposta e` si`, ed e` sempre stata si`, da anni.

gia` dieci anni fa nel blog ero in disaccordo con i pasdaran dell’immigrazione aperta a tutti senza limiti.

eppure ho criticato pochi giorni fa il muro di Trump, come mai?

l’ho criticato perche` mi pare un intervento stupido, sproporzionato, un costo esagerato e improduttivo.

ma questo non significa che l’immigrazione non debba essere arginata in certe situazioni.

io penso (come Tusk) soprattutto mediante accordi con i paesi di provenienza, aiuti alle loro economie, controlli, anche espulsioni degli irregolari.

ma in forme sempre rispettose dell’umanita`.

e soprattutto occorre non confondere gli aventi diritto all’asilo in pericolo immediato di vita (che sono una minoranza) dal numero di coloro che sono soltanto affascinati dall’avventura e dalla ricerca del guadagno, ma potrebbero continuare a vivere una vita forse soltanto un poco piu` stentata nel loro paese.

e` la confusione che fanno sempre i razzisti ignoranti,

il muro e`semplicistico: non e` lo strumento migliore.

il muro non distingue fra il profugo e il clandestino.

. . .

quindi l’accordo dell’Unione Europea con la Libia per limitare l’immigrazione e` qualcosa di profondamente diverso dalla sfida di Trump al Messico per costringerlo a pagare il muro.

il modo giusto di fermare i migranti e` di creare dei centri di raccolta e di identificazione europei nei paesi di provenienza,

e traghettare senza rischi di ecatombi umane coloro che ne hanno effettivamente diritto.

ci siamo? e` abbastanza chiaro il concetto?

. . .

ma non mi nascondo dietro un dito:

il vero problema e` che se l’Occidente continua a destabilizzare alcuni paesi, a sfruttare le loro economie anche tenendo al potere politici corrotti che ostacolano il loro sviluppo, e soprattutto se continua il surriscaldamento globale, rischiamo effettivamente di essere travolti.

i paesi in cui l’impazzimento climatico distrugge l’agricoltura e le possibilita` stesse di sopravvivenza, diventano anche paesi dove impazziscono gli esseri umani:

le guerre li attraversano e creano i rifugiati.

pensare di fermare i rifugiati soltanto con dei muri e` una logica da povero cow-boy che non porta lontano.

ma se non riusciamo a dare risposte ai problemi che generano le migrazioni, questa logica puerile e intrinsecamente violenta diventera` purtroppo l’unica possibile.

e le persone di buon senso hanno il dovere morale di fare quello che possono per impedire questa catastrofe.

. . .

Tusk non e` Trump, dunque.

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non solo la sua carica e` sbiadita e povera di poteri, fino ad essere quasi soltanto cerimoniale  e di rappresentanza.

ma la sua visione dei problemi delle migrazioni e` differente.

l’Unione Europea e` diversa dagli USA di Trump.

accordi e non muri, controlli e non colpi di fucile dall’alto di un muro.

fino a che si puo`.

ma quando non si potra` piu`, non sara` un bel momento per nessuno:

questo vorrei che fosse chiaro a chi si dedica allo sport preferito della diffusione dell’odio.

. . .

dalla lettera di Tusk di convocazione del vertice informale dei capi di governo dell’Unione Europea che inzia domani a Malta:

Tusk parla di tre minacce per l’Unione Europea:

La prima minaccia, di natura esterna, è connessa alla nuova situazione geopolitica nel mondo e intorno all’Europa. Una Cina sempre più, diciamo così, risoluta, specie sui mari, la politica aggressiva della Russia nei confronti dell’Ucraina e dei paesi limitrofi, le guerre, il terrore e l’anarchia in Medio Oriente e in Africa, dove l’Islam radicale svolge un ruolo importante, come pure le dichiarazioni preoccupanti della nuova amministrazione americana sono tutti elementi che riempiono il nostro futuro di incognite.

La seconda minaccia è invece definita «interna». Tusk scrive dell’aumento «di sentimenti anti-UE, nazionalisti e sempre più xenofobi all’interno della stessa UE». Per la prima volta nella nostra storia, in un mondo esterno sempre più multipolare, assistiamo a un numero crescente di persone che si dichiarano apertamente antieuropeiste o, nella migliore delle ipotesi, euroscettiche. In particolare, è il cambiamento verificatosi a Washington che pone l’Unione Europea in una situazione difficile, dato la nuova amministrazione sembra mettere in discussione gli ultimi settant’anni di politica estera americana.

La terza minaccia «è rappresentata dall’atteggiamento delle élite proeuropee che dimostrano, in modo sempre più manifesto, di nutrire minor fiducia nell’integrazione politica, di accettare passivamente le tesi populiste e di dubitare dei valori fondamentali della democrazia liberale».

«Mostriamo il nostro orgoglio europeo. Se fingiamo di non sentire le parole e di non fare caso alle decisioni dirette contro l’UE e il nostro futuro, i cittadini smetteranno di considerare l’Europa la propria patria allargata. E i nostri partner globali smetteranno di rispettarci, il che è altrettanto pericoloso. Oggettivamente non vi è alcun motivo per cui l’Europa e i suoi leader debbano assecondare le potenze esterne e i relativi governanti. So che in politica non è opportuno abusare del tema della dignità, in quanto spesso conduce a conflitti ed emozioni negative. Ma oggi dobbiamo difendere apertamente la nostra dignità, la dignità di un’Europa unita, indipendentemente da chi sia il nostro interlocutore: Russia, Cina, Stati Uniti o Turchia.Dobbiamo ricordare ai nostri amici americani il loro stesso motto: United we stand, divided we fall (uniti si vince, divisi si perde)».

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5 thoughts on “Tusk o Trump per me pari (non?) sono – 54

  1. “o penso (come Tusk) soprattutto mediante accordi con i paesi di provenienza, aiuti alle loro economie, controlli, anche espulsioni degli irregolari ma in forme sempre rispettose dell’umanita`.” E già, ma non si fa e meno male che te lo sei detto da solo!!

    “il modo giusto di fermare i migranti e` di creare dei centri di raccolta e di identificazione europei nei paesi di provenienza,” e chi vuoi che ci va a identificarsi sapendo che ne passa 1 su 1000, dopo essersi pure rischiosamente dichiarato perseguitato ma non avendo ovviamente le prove?

    Accoglierli. lasciarli andare dove vogliono e se dove saranno andati delinquono rimandarli, visto che abbiamo già i delinquenti europei a cui badare. Questo non richiede accordi con governi traballanti o corrotti, richiede solo leggi in Europa,. Ma non si vogliono fare. Si asseconda il “sono troppi, non possiamo prenderli tutti” “aiutiamoli a casa loro” con il risultato che sappiamo

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    1. no, non credo che la posizione di principio dell’accoglierli tutti sia praticabile: l’accoglienza illimitata fa esplodere le societa` dell’accoglienza.

      parto dal presupposto, scientifico, cioe` razionalmente indiscutibile, che l’immigrazione e` una risorsa per il paese che accoglie, e` un afflusso vitale di risorse umane.

      non ci si stanchera` mai di ricordarlo ai razzisti contrari per principio…

      pero` e` come l’acqua: e` vitale, pero` se ne arriva troppa e in maniera disordinata puo` fare danno.

      parto anche dal presupposto che, come l’acqua, anche l’immigrazione puo` essere regolamentata, ma non bloccata del tutto; chi persegue quest’ultimo obiettivo prepara danni futuri peggiori.

      la regolamentazione non e` sempre detto che riesca bene, ma questi sono gli incidenti del mestiere.

      e ogni regolamentazione deve essere consapevole di poter raggiungere soltanto risultati parziali e probabili sconfitte sul campo.

      centri europei di raccolta sulle coste dei paesi di immigrazione sarebbero totalmente inefficaci?

      no, io credo che sarebbero utili, almeno parzialmente, e a due cose.

      a ridurre il traffico dei clandestini, ma soprattutto i rischi delle traversate disperate.

      non e` vero che la distinzione tra chi avrebbe diritto e chi no sarebbe impossibile, dato che il diritto all’asilo e` determinato dalla nazionalita`: vieni dalla Siria, dallo Yemen, dall’Eritrea, dalla Somalia, dalla Libia? allora hai diritto all’accoglienza come profugo, per esempio.

      l’accoglienza europea comporterebbe anche la distribuzione dei profughi in quote prestabilite ai diversi paesi,

      vieni dalla Tunisia, dal Marocco, dal Senegal? allora non sei profugo, ma immigrato, e puoi essere accolto nei diversi paesi secondo numeri pre-definiti da loro.

      in questo caso i centri di accoglienza vanno creati nei paesi stessi di provenienza e sara` l’aspirante immigrato a scegliere quale meta desidera, fino al raggiungimento del numero annualmente fissato, e sulla base dei requisiti richiesti.

      naturalmente la conoscenza elementare della lingua del paese prescelto sarebbe un criterio preferenziale, assieme a requisiti culturali e professionali.

      a tutti i migranti, profughi o no, va richiesta preliminarmente l’adesione ai valori fondamentali della nostra cultura.

      multiculti e` bello, ma l’infibulazione, l’uccisione dolorosa degli animali, la circoncisione dei minori e il burka totale non dovrebbero essere ammessi, cosi` come deve essere richiesta l’accettazione dell’eguaglianza dei diritti fra uomo e donna.

      questo non stroncherebbe del tutto il traffico dei clandestini? probabile, per quanto si diceva sopra.

      pero` permetterebbe di dire con chiarezza che chi non arriva per tali strade e` clandestino a prescindere e va rimandato indietro.

      il problema, come sappiamo, e` che non sempre e` facile identificare dove; eppure non dovrebbe essere difficile formare degli esperti in lingue straniere capaci di identificare la lingua in cui uno straniero parla.

      certo, non sono soluzioni perfette, si espongono a loro volta ad altre critiche.

      ma la soluzione perfetta in questo campo (come in altri) non esiste: occorre soltanto capire se e` in grado di migliorare almeno un poco l’aspetto umano del problema oppure no.

      meno morti nei mari e meno speculazione sulla pelle dei disperati; oltre a un flusso piu` regolare…

      comunque trovare delle soluzioni (queste o altre) al problema del flusso via mare diventa vitale se i confini di terra vengono bloccati da filo spinato e mitragliatrici e tutto il flusso migratorio torna a concentrarsi via mare e quindi oggi di nuovo nella rotta libica verso l’Italia…

      ma alla fine occorre pur sempre ribadire che la causa delle inondazioni sta nella quantita` d’acqua e nei dislivelli; la causa delle migrazioni eccessive e disordinate nel mancato controllo delle nascite e nelle disuguaglianze.

      nessuna soluzione e` altro che un tampone, spesso necessariamente inefficace, se non si agisce a monte su questi due fattori.

      e comunque non esistono soluzioni definitive e radicali.

      anzi, probabilmente, guardando al medio periodo, non esistono soluzioni affatto, visto che il riscaldamento globale ci travolgera` tutti.

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    2. aggiungo, piu` che altro per me stesso, questa informazione, tratta dallo Spiegel di oggi:

      Paolo Mengozzi, avvocato generale presso la Corte Europea di Giustizia, difendendo in un ricorso una famiglia siriana, ha chiesto ieri che i profughi che sfuggono alla tortura o ad altri trattamenti disumani possano entrare legalmente in Europa: a questo scopo le rappresentanze diplomatiche all’estero dei paesi europei dovrebbero esaminare le loro richieste e rilasciare agli aventi diritto VISA a fini umanitari.

      sara` interessante vedere se questa tesi verra` accolta.

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  2. Questo tuo contributo così ricco e complesso prova che sarebbe un peccato smettere di ragionare e di scrivere anche se i lettori diminuiscono . Certo a volte sei scomodo ma aiuti a pensare.

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    1. caro Raimondo, il tuo incoraggiamento e` prezioso.

      (oltretutto, come forse sai, e` il primo commento che ricevo che mi fa rileggere il post, correggere i refusi (troppi!) e ripuntualizzare meglio qualche particolare).

      pero` non possiamo nasconderci che qui ci leggiamo fra sessantenni, che i giovani sono assenti da queste discussioni e si occupano d’altro.

      poi devo aggiungerti una cosa, che mi sta diventando chiara:

      il RISCHIO personale che si sta cominciando a correre scrivendo o pubblicando.

      pensa che un anno fa ho pubblicato sul mio canale video You Tube tre semplici video su una manifestazione di curdi a Stuttgart.

      erano video senza commenti: pure immagini della realta`.

      lo sai che continuo a ricevere – dalla Germania! – commenti di minaccia solo per questo?

      l’ultima, che mi ha perfino incuriosito, era una minaccia video…

      e ancora una volta, come per un video di quasi dieci anni fa di una manifestazione di un’altra minoranza oppressa, i tamil dello Sri Lanka, mi rendo conto del pericolo a cui sottopongo involontariamente e senza riflessione adeguata, anche le persone che ho ripreso…

      giusto per dire come stiamo andando a finire.

      poi per fortuna si continua, tanto non c’e` moltissimo da perdere, semmai…

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