sta arrivando l’ambasciatore (danese, da Google) – 58

il ministro degli esteri danese, un liberale, che fa parte di un governo conservatore, ha deciso di aprire tre nuove ambasciate: presso Google, Apple e Microsoft.

Si tratta di aziende che hanno sulla Danimarca la stessa influenza di intere nazioni.

Queste compagnie si sono trasformate in una sorta di nuove nazioni e noi, in qualche modo, ci dobbiamo adeguare.

E’ evidente che manterremo il vecchio modo di pensare nelle relazioni con gli altri paesi; ma intanto dobbiamo tenere relazioni più strette con alcune delle compagnie che ci influenzano.

da ora in poi per la Danimarca, che fa da battistrada, probabilmente, questi nuovi potentati della tecnologia avranno status analogo a quello degli stati. 

gli ambasciatori, come normale, saranno incaricati di trattare con loro, per rendere la Danimarca “più attrattiva per gli investimenti esteri”.

insomma, il motore, ovvio, di questa scelta e` il vantaggio economico previsto.

. . .

il mondo cambia piu` in fretta della nostra mente e il modo di pensare tradizionale rischia di impedirci di comprendere le novita in corso.

non mi pare strano che la Danimarca, piccolo paese, riconosca ai colossi di internet un potere molto maggiore di quello che puo` avere lei stessa come stato nazionale.

mi pare strano piuttosto che il resto del mondo non ammetta altrettanto apertamente questa nuova realta` che si e` creata sotto i nostri stessi occhi,

che pero` non riescono ancora a vederla.

. . .

la potenza dei nuovi centri di dominio tecnologico ha un ulteriore aspetto, che non puo` interessare ai diplomatici (danesi), ma ai cittadini degli stati democratici si`.

questi nuovi poteri, questi nuovi stati che potremmo definire virtuali, non sono affatto democratici, ma hanno una forma rigorosamente dittatoriale.

hanno carattere centralizzato ed assoluto, direi quasi teocratico, perche` simile soltanto alla struttura della chiesa cattolica.

di fronte al loro le accuse a Trump di essere un aspirante dittatore sono risibili.

perfino le democrature alla Erdogan, Putin, Orban, Duerte appaiono, al confronto, esempi splendenti e luminosi di potere popolare.

quindi i dittatori del mondo attuale non sono i Kim Il Sung da cartone animato:

sono Bill Gates, Tim Cock, Larry Page, Zuckerberg.

e non a caso Steve Jobs, il fondatore di Apple, morto precocemente, e` stato celebrato come in passato solo gli imperatori:

era infatti un nuovo imperatore dei giorni nostri.

. . .

ultima domanda: lo Spiegel mette oggi come notizia d’apertura che Apple, Google, Microsoft, i grossi nomi della tecnologia americana hanno aperto un conflitto con Trump.

non so quanti hanno notato che, nel ricorso contro il decreto anti-immigrazione di Trump, il provvedimento del giudice di nomina republicana dello stato nord-occicdentale di Washington che lo ha bloccato, e` stato  sostenuto nella causa da Amazon, Expedia e Microsoft, secondo quanto riferisce Repubblica.

Der Spiegel fornisce informazioni molto piu` dettagliate su un’altra causa contro il divieto di ingresso degli abitanti di sette paesi islamici, promossa a San Francisco da Apple, Google, Facebook, Microsoft e altre 93 imprese, tra le quali Ebay, Intel, Netflix, Twitter, Snap, Firefox Mozilla, GoPro, Airbnb, Uber, Lyft, la ditta di jeans Levi Strauss e il produttore di jogurt Chobani.

sostengono che il decreto indebolisce la loro competitivita`:

l’apporto degli immigrati e delle loro intelligenze e` fondamentale per queste aziende.

gli attuali capi operativi di Google e Microsoft, Sundar Pichai e Satya Nadella, sono originari dell’India.

la Coca-Cola e Budweiser non hanno partecipato a questa inziativa, ma hanno prodotto spot pubblicitari contro Trump per sostenere il valore di una societa` multiculturale e ricordare l’importanza dell’immigrazione nella storia americana.

Airbnb ha fatto l’una e l’altra cosa.

. . .

quindi abbiamo i nuovi poteri totalmente autocratici al loro interno ed extra-statuali, ma aperti alla societa` multiculturale, che combattono il nascente potere autoritario  e populista di Trump, che lavora invece per la chiusura autarchica degli States.

ma il mondo dell’informatica californiana e` comunque spaccato:

Amazon, IBM, Oracle, Yahoo e soprattutto TeslaSpaceX di Elon Musk non aderiscono all’iniziativa legale contro Trump.

Musk anzi fa parte di un gruppo di consiglieri nominati da Trump, dal quale si e` ritirato la settimana scorsa il capo di Uber, per le massicce critiche dei suoi utenti.

neppure Google e la sua casa madre Alphabet hanno sottoscritto la lettera.

quindi la lotta e` aperta.

ma certamente l’opposizione a Trump e` ben sostenuta e gagliarda.

niente di simile all’appoggio compatto garantito a Berlusconi per vent’anni dal mondo imprenditoriale italiano.

. . .

la reazione di Trump alle prime sconfitte nei tribunali (peraltro non definitive) e` semplicemente ridicola:

Non ci credo che un giudice possa mettere il Paese in un pericolo simile, se qualcosa succede incolpate lui e il sistema giudiziario.

incredibile, anche se noi italiani a queste berlusconate siamo gia` abituati…

si da` il caso, peraltro, che nel caso dell’unico attentato compiuto negli USA da infiltrati islamici dall’estero, questi fossero sauditi.

e l’Arabia Saudita non e` compresa nel 7 paesi bloccati da Trump.

sto parlando dell’attentato dell’11 settembre 2001, organizzato con l’intervento attivo dei servizi segreti dell’Arabia Saudita con l’obiettivo riuscito di portare gli USA in guerra contro l’Iraq di Hussein.

ricordo anche che Obama pose il veto alla possibilita` di accertare con cause civili nei tribunali americani le responsabilita` dell’Arabia Saudita nell’11 settembre;

il suo veto venne respinto, per la prima e unica volta in otto anni, con maggioranze schiaccianti:

alla Camera con 338 voti contro 74; al Senato con 97 voti contro 1

(la Costituzione americana richiede la maggioranza dei due terzi).

“È la cosa più imbarazzante che il Congresso abbia fatto in decenni”, disse il suo portavoce con una incredibile spudoratezza.

. . .

insomma, miei cari sparuti lettori: niente e` come sembra.

e comprendere e` sempre piu` difficile.

la verita` e la giustizia non sono da una parte sola e sembra che si divertano a giocare a rimpiattino.

la rinuncia sconsolata a capirci qualcosa che ci minaccia tutti e` un semplice atto di resa.

l’allegra determinazione giovanile a non provarci neppure e a spassarsela fin che si puo` non e` altro che un consenso poco informato ad un suicidio annunciato.

ma certamente la comprensione di quel che succede sta diventando una impresa sovrumana.

beati gli idioti, annidati qua e la`, che credono ancora di avere capito tutto, ben sostenuti da indistruttibili fedi o ideologie.

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One thought on “sta arrivando l’ambasciatore (danese, da Google) – 58

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