cosi` e` morto il Partito Democratico – 74

il Partito Democratico si e` rotto.

il Partito Democratico ha rotto.

c’e` del fastidio insuperabile per il dibattito ottusamente politicista, per non dire politicante, che sta squassando il Partito Democratico e che lascia totalmente indifferenti quasi tutti gli italiani.

ma ad un blogger che ritiene di essere pensoso, come sono io, qualche problema la fine del Partito Democratico lo pone.

forse sarebbe il caso di provare a ragionarci su assieme e chissa` se verranno commenti che aiutano…

. . .

  1. il Partito Democratico e` morto in Italia.

la mia affermazione potrebbe sembrare eccessiva.

il Partito Democratico, fondato nel 2007 a fianco dell’esperienza politica di Prodi, in quel momento al governo, ci appare oggi come il partito del cuculo Renzi, che e` nato nel nido fondato da Prodi e ora sta espellendone i nativi originari.

questo Partito Democratico e` nato dalla sinistra moderata italiana, ma l’ha rinnegata.

basta pensare che Renzi ha eliminata l’IMU dalle case di lusso, favorito le trivellazioni, reso precario il lavoro,

e rappresenta oggi perfino negli slogan e nei modi espressivi una mera caricatura di Berlusconi, che era l’identificativo in negativo di quel partito sin dalla sua nascita.

quindi il progetto politico prodiano di una forza politica che unisse la tradizione democratica nei suoi due filoni, social-comunista e cattolico, e` definitivamente naufragato,

comunque vadano le cose nel dettaglio nei prossimi mesi.

non a caso la candidatura di Prodi a presidente della repubblica e` stata rifiutata dal suo stesso partito prima ancora che Renzi ne diventasse segretario nel 2013,

e poi di nuovo anche due anni dopo, quando lo era.

. . .

2. Renzi sta al Partito Democratico come Craxi stava al Partito Socialista:

ne` l’uno ne` l’altro possono essere definiti uomini di sinistra.

anzi, la sinistra, per l’uno e per l’altro e` stata, o e`, il loro principale avversario.

l’idea (molto peregrina, secondo me) di fare svolgere a Pisapia il ruolo che fu di Prodi non funzionera`:

Pisapia che si schiero` per il si` al referendum costituzionale!

fallira` per il semplice motivo che Renzi non intende mollare e non mollera`, fino a che non lo molleranno del tutto gli elettori.

e tuttavia, anche se mollasse, la trasformazione antropologia e strutturale del Partito Democratico in forza contraria alla sinistra  non verra` meno, perche` non si identifica con lui soltanto.

e ha preceduto e preparato la sua salita al potere nel partito.

non si puo` dimenticare che nei fatti fu il mite Veltroni, in realta`, che decreto` la fine del secondo governo Prodi, alleandosi – senza dirlo apertamente – con Berlusconi in nome di un partito a vocazione maggioritaria, cioe` favorevole al porcellum incostituzionale.

cosi` come era stato D’Alema dieci anni prima, nei fatti, a decretare la fine del primo governo Prodi, per consentire che l’Italia appoggiase gli USA nell’attacco alla Serbia.

insomma, Renzi non e` un incidente di percorso: e` invece il figlio legittimo della storia di quel partito.

di un partito che ha rinnegato se stesso.

ed ora il Partito Democratico muore, dopo dieci anni di vita confusa e sei anni di governo disastrosi.

. . .

3. il disegno politico di Renzi era la distruzione del partito.

del resto era chiaro.

lo slogan era quello della rottamazione, privo di altri contenuti, e parlava da solo.

rottamazione defli uomini o rottamazione delle idee?

i furboni del partito, che gli hanno lasciato spazio e anzi fatto strada, credevano che fosse soltanto uno specchietto per le allodole.

buono lo slogan per catturare voti, ma poi credevano che Renzi non sarebbe stato conseguente.

i nemici di Renzi di oggi sono stati i suoi complici fino a ieri; forse lo sono anche oggi.

ora, comunque vadano le cose nei dettagli, quell’obiettivo e` raggiunto.

nessuno puo` pensare infatti che la sinistra ex PDS del Partito Democratico, i vari D’Alema con le sue incoerenze e Bersani con le sue incertezze, rappresentino una alternativa valida a Renzi.

questi tre anni senza opposizione vera sui contenuti e tra continue oscillazioni tattiche hanno tolto loro anche quel minimo di credibilita` che avevano soltanto qualche anno fa.

. . .

4. che scenario politico disegna la disfatta annunciata del Partito Democratico?

a me pare che Renzi non ne abbia in mente nessuno.

Renzi ha alcune delle qualita` richieste a un leader politico:

la spregiudicatezza, la ferocia, la doppiezza

(ma e` un errore mortale realizzarla  verso gli elettori, se questi se ne accorgono);

aggiungeteci la parlantina, il narcisismo, l’eloquio semplificato ed elementare.

purtroppo, pero`, gli manca una delle condizioni fondamentali:

una strategia.

Renzi vive alla giornata e di slogan che servono unicamente alla conquista del potere:

oltre l’orizzonte del potere stanno alcune scelte, che gli sono dettate da altri.

Renzi non ha una cultura economica neppure elementare, e dunque non ha un suo disegno sociale.

ma persino sul piano della tattica politica manovriera, che e` la sua specialita`, Renzi gioca male, emotivamente, prediligendo l’azzardo.

e dunque, quando Renzi si trovera` col suo partito residuo, dite pure anche attorno al 30% – percentuale che credo lontanissima da quella che realmente puo` raggiungere -, che cosa potra` farne?

niente: solo una maggioranza sarebbe possibile.

non con Berlusconi, ma con Grillo.

impossibile.

Renzi non e` in grado di costruire alcuna maggioranza reale, e dunque condanna l’Italia ad una instabilita` disastrosa.

o meglio, sono i soci renzisti del Partito Democratico residuo che lo fanno.

a meno che Renzi non faccia l’ennessima capriola e non si proponga come il punto di riferimento di Trump in Italia e come il capo delle destre trumpiste e sovraniste.

impossibile , vero?

allora tocchera` direttamente a loro.

ma dei renziani resisteranno sempre, cosi` come ci sono ancora dei craxiani, e perfino dei nostalgici di Mussolini.

. . .

mi fermo qui, e non sono venuto a capo di niente, me ne rendo conto…

la mia analisi gira a vuoto, come un disco rotto.

ma, se non sbaglio, tutta l’Italia e` un disco rotto.

e forse non trovo prospettive semplicemente perche` non ce ne sono.

. . .

e qui mi annoto la conclusione dell’articolo di oggi di Mario Seminerio:

Pare che gli interventi “strutturali” di tre anni di renzismo non abbiano innalzato la nostra capacità di crescita.

Ricordiamo una regoletta spesso ignorata: la crescita del Pil deriva da quella della popolazione, in termini di stock di forza lavoro e di numero di ore lavorate, e da quella della produttività, che a sua volta deriva dall’utilizzo del capitale e dall’habitat economico del paese (produttività totale dei fattori, l’insieme di istituzioni e pubblica amministrazione).

Forse sarebbe il caso di fermarsi a riflettere su queste considerazioni: tre anni di deficit in crescita e di presunte riforme non hanno cambiato nulla, ma solo posto le basi per nuove difficoltà, che si paleseranno al mutare del contesto globale.

Sono stati anni in cui c’è stato un “dividendo della Bce” sotto forma di un crollo della spesa per interessi, che da noi è diventato spesa pubblica della peggiore specie, soprattutto in nuove tax expenditures, presentate con rara disonestà intellettuale come “calo delle tasse”.

Altro che la favola del “ma noi siamo sotto il 3% di Maastricht, maestra!”.

La politica economica di Renzi, fatta di mance e finte riforme, è miseramente fallita, e questa evidenza è sotto gli occhi di chiunque non indossi occhiali di malafede.

Ma non è solo fallita: ha in sé i germi di per nuovi squilibri, che daranno fiato alle pulsioni per imboccare scorciatoie che sono in realtà trappole mortali.

Ma forse questa è l’inevitabile traiettoria, per un paese che da troppo tempo fa di autoinganno e vittimismo il proprio stile di vita.

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2 thoughts on “cosi` e` morto il Partito Democratico – 74

  1. c’è poco da aggiungere, in fondo stiamo tutti aspettando gli eventi, le elezioni in Europa, la Brexit, le decisioni di Trump. Ieri ho visto un piccolo documentario amatoriale sulla ricostruzione del terremoto con interviste di quattro giovani donne, un’Italia resiliente c’è e se finisce il PD qualcos’altro verrà fuori.

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    1. fai bene, caro Raimondo, a ricordare l’Italia che resiste e non si arrende, ad esempio i 13 334 607 cittadini che hanno votato si` al referendum sulle trivelle.

      prenderei questi cittadini come punto di riferimento per il futuro.

      sono rappresentati politicamente?

      vorrei ricordare quali forze politiche si espressero per il si` a quel referendum:

      Movimento Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Lega Nord, Fratelli d’Italia, tralasciando di nominare tanti movimenti minori.

      quanto al Partito Democratico, era al governo in 7 delle 9 regioni che promossero il referendum, pero` si schiero` per l’astensione.

      e questo dice da solo quanto il suo segretario, Renzi, fosse nemico dei suoi stessi elettori.

      allucinante, direi.

      dimostra da solo che Renzi non risponde delle sue scelte ai suoi elettori, ma a qualcun altro che per lui e` piu` importante.

      il problema che giustamente poni e` come questi milioni di elettori potranno ritrovare una rappresentanza politica al di la` di quel che restera` della disastrosa esperienza del Partito Democratico.

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