Trump e l’impeachment, nuovi sviluppi – 77

sulla gravissima crisi politica che ha investito la presidenza Trump, comincia almeno a diventare chiara la cronologia.

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Trump designa Flynn, un generale in pensione, come suo consigliere strategico durante la campagna elettorale; Flynn accetta la nomina il 18 novembre.

Flynn era stato nominato da Obama nel 2012 direttore della DIA, la Defense Intelligence Agency, ma si era messo in pensione in anticipo due anni dopo per contrasti con Obama.

la nomina fatta da Trump viene molto contestata per certi legami speciali che Flynn ha con la Russia.

voci negative cominciano a girare subito sul suo conto:

ad esempio risulta un suo incontro a dicembre alla Trump Tower col leader di un partito neo-nazista austriaco, che ha stretto un accordo con Putin.

il 29 dicembre Flynn incontra privatamente l’ambasciatore russo e gli promette la revoca delle sanzioni prese quel giorno stesso da Obama per le interferenze russe nella campagna elettorale americana.

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a meta` gennaio, ancora prima dell’insediamento di Trump, avvenuto il 20 gennaio, Flynn ha un colloquio personale col vice-presidente eletto Pence e gli assicura che non ci sono stati contatti suoi con i russi sulle sanzioni a Mosca;

Pence va in televisione il giorno 15 e difende Flynn, ripetendo fedelmente quello che gli ha detto.

il 22 gennaio il Wall Street Journal riferisce che Flynn e` sotto indagine di agenti del controspionaggio per i suoi contatti con le autorita` russe.

possibile che Trump non sia stato informato di questa notizia? nessuno che gli fa una rassegna stampa la mattina?

comunque il 26 gennaio, alla fine della prima settimana dopo l’insediamento, – questa e` la data esatta – Trump viene informato ufficialmente che risulta che Flynn ha mentito e che invece questi contatti ci sono stati.

e` il suo consigliere giuridico a farlo, Don McGahn, che lo ha saputo dalla Procuratrice generale del ministero della giustizia Sally Yates, nominata tempo prima da Obama.

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qui potete farvi due scenari diversi:

a) Trump lo sapeva gia`, perche i contatti c’erano stati per input suo; del resto non li ha avuti soltanto Flynn, ma molti altri del suo staff; quindi non si impressiona piu di tanto: il problema semmai e che non e` soltanto lui a saperlo, adesso; ma pensa di riuscire a tenere la cosa sotto controllo, oppure non pensa proprio niente.

b) Trump rimane esterrefatto da questa notizia bomba, ne coglie subito tutti i rischi e consulta i suoi per valutare il da farsi.

a voi scegliere l’ipotesi piu` logica, in base ai fatti successivi.

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comunque, appena si rende conto della portata di quello che gli sta dicendo McGahn, quel 26 gennaio Trump chiama ad assisterlo al colloquio il suo capo di gabinetto Priebus e il suo consigliere strategico Bannon, l’uomo piu` potente alla Casa Bianca dopo il presidente,

ma qualcuno dice anche piu` di lui.

nessuno di loro ritiene di informare il vice-presidente Pence, ne` al momento ne` nei giorni successivi, anche se e` stato lui a metterci pubblicamente la faccia per difendere Flynn.

come mai?

ve la dico in fondo la mia ipotesi.

non si tratterebbe pero` di un inganno deliberato, ma del frutto dell’andamento confuso ed incerto degli eventi, a quanto viene fatto filtrare adesso.

il 30 gennaio, comunque, Trump destituisce la Yates, che era la fonte di quella informazione, con la motivazione ufficiale che ha dato indicazioni di non difendere nei tribunali per conto del Ministero della Giustizia il suo bando anti-islamico.

nessuno pensa neppure di parlare con Flynn del caso per quasi due settimane successive, almeno a stare alle versioni ufficiali.

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9 febbraio: il vice-presidente Pence viene finalmente informato.

ma Flynn e` ancora come consigliere del presidente a tutti gli effetti e appare a colloquio con lui  sabato 11 febbraio nella sua villa in Florida.

13 febbraio: Flynn si dimette, ma Trump dichiara di essere stato lui a destituirlo per avere tradito la sua fiducia.

quel che dice Trump e` falso: la lettera di dimissioni di Flynn si puo` leggere qui:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/Michael_Flynn_Resignation_Letter.pdf

in questa lettera Flynn dichiara che i contatti da lui avuti rientrano in una prassi comune nella transizione fra una amministrazione e l’altra e che non e` stato preciso nell’informare il vice-presidente Pence solo per il ritmo veloce degli eventi.

anche Trump aveva fatto sapere di non avere informato Pence per il ritmo veloce degli eventi…

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questa ricostruzione mia e` fatta assemblando varie fonti, e soprattutto la FAZ e wikipedia.

l’osservazione che mi pare ovvia e` che Trump non aveva nessuna intenzione di far dimettere Flynn, per quel che stava in lui.

ma le dimissioni di Flynn sono state pretese e alla fine ottenute dal vice-presidente Vence.

e Vence non e` stato informato, fino a che si e` potuto, proprio perche` era prevedibile che le avrebbe richieste.

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intanto un membro repubblicano del Comitato per l’Intelligence del Senato promette indagini molto accurate sull’intera vicenda.

e Josh Barro, un attivista che ha pubblicato 100.000 teewt ed ha 200.000 seguaci, twitta:

Sono sicuro che Pence ha fatto almeno un pensierino sui modi in cui Trump potrebbe crollare e far diventare presidente Pence. Come potrebbe non farlo?

Non vorrei essere complottista, ma sai chi va su, se Trump viene buttato giu`?

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