a che stadio e` lo stadio di Roma – 80

ho segnalato ieri un post dell’amico Raimondo Bolletta che, soltanto guardando su Google la mappa della zona di Tor di Valle, sollevava diverse domande cruciali sulla costruzione del nuovo stadio di Roma.

e` lo stadio che ha portato alle dimissioni dalla giunta Raggi dell’assessore all’urbanistica Bedini, contrario al progetto.

un problema davvero cruciale per valutare la serieta` del Movimento Cinque Stelle.

ben piu` che le sciocchezze quotidiane su polizze vita e quant’altro, di cui ci viene riempita la testa, anche se poi la loro rilevanza oggettiva e` pari a zero.

ma capire bene quali sono gli interessi in gioco non e facile e nulla e` come appare, si direbbe.

. . .

ora la Raggi fa presente, sul blog di Beppe Grillo, che sta “ereditando un progetto della giunta Marino“.

se posso fare un gioco di parole stupido:

progetto ad uno stadio già avanzato, per via degli atti amministrativi gia` compiuti dal Comune sotto Marino.

dice la Raggi che la decisione di non costruire del tutto lo stadio significherebbe una causa multimilionaria che la società potrebbe intentare contro il Comune.

ma Il Messaggero scrive che il gruppo Movimento 5 Stelle in Regione ha chiesto un parere legale e invece una via per annullare gli impegni presi con i costruttori senza conseguenze legali ci sarebbe.

ma questo lo sostengono anche molti commentatori del blog di Grillo; ne cito uno che sembra avere qualche competenza specifica:

La giunta Marino non ha fatto nessuna modifica al piano regolatore. Ci sono degli studi che indicano che la zona è esondabile quindi il progetto è illegittimo, inoltre non è prevista nel piano regolatore una cubatura per il suddetto progetto. Finchè il comune non concede la modifica al piano regolatore NESSUNO può chiedere un risarcimento.
Il progetto NON E’ DA FARE LI’ e non con 3 grattacieli che non c’entrano nulla con uno stadio di calcio ma solo con una enorme speculazione edilizia.

ma temo che abbia torto.

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LEGGE 21 DICEMBRE 1955, N.1357

Art.3
Il rilascio di licenza edilizia in applicazione di disposizioni le quali consentono ai comuni di derogare alle norme di regolamento edilizio e di attuazione dei piani regolatori, è subordinato al preventivo nulla osta della sezione urbanistica regionale, nonché della sovraintendenza ai monumenti.

non vorrei sbagliare, ma la dichiarazione di pubblico interesse ad un’opera consente la deroga ai normali parametri del Piano Regolatore.

mi pare che con una motivazione simile a Brescia la giunta di sinistra autorizzo` la sopraelevazione di due piani di un edificio in centro storico per ospitare l’universita`, anche se i guadagni furono tutti del costruttore…

invano provai ad oppormi, visto che la sopraelevazione avveniva proprio al confine di una mia terrazza e mi privava di una vista spettacolare.

nessuno riusci` ad impedire lo scempio: c’era l’interesse pubblico che consentiva la deroga.

ma li` almeno la foglia di fico era l’universita`, qui l’interesse pubblico e` legato a una squadra di calcio!

infatti la legge 6.8.1967 N.765 le limita le deroghe ai casi che riguardano edifici ed impianti pubblici e di interesse pubblico.

l’autorizzazione e` accordata dal sindaco, subordinatamente al nulla osta della giunta regionale e su delibera del consiglio comunale.

questa autorizzazione e` indubbiamente gia` stata data dal consiglio comunale di Roma sotto il sindaco Marino.

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sullo stadio poi anche l’ex-sindaco Marino ha detto la sua.

dice che la sua Giunta deliberò a dicembre 2014 appunto il “pubblico interesse dell’opera”, legato a quattro diverse opere connesse:

1. il potenziamento del trasporto pubblico su ferro a servizio dell’area di Tor di Valle e della città, con frequenza di 16 treni l’ora nelle fasce di punta e un nuovo ponte pedonale verso la stazione FL1 di Magliana (costo a carico del privato: 58 milioni di euro);

2. l’adeguamento di via Ostiense/via del Mare, di cui si parla da decenni, fino allo svincolo con il Grande Raccordo Anulare (costo a carico del privato: 38,6 milioni di euro);

3. il collegamento con l’autostrada Roma Fiumicino attraverso un nuovo ponte sul Tevere (costo a carico del privato: 93,7 milioni di euro);

4. l’intervento di mitigazione del rischio idraulico e di messa in sicurezza dell’area (costo a carico del privato: 10 milioni di euro).

ma vi rendete conto? si parla di MITIGAZIONE del rischio idraulico.

gia` questo non basta per bloccare il progetto?

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dice Marino che la delibera comunale prevede che l’assenza di una sola di queste opere di interesse pubblico “comporta decadenza ex tunc del pubblico interesse”

dopo di che resta da capire come mai il costruttore si sobbarca oneri aggiuntivi di quasi 200 milioni di euro per costruire uno stadio.

pero` lo capite meglio se guardate la cartina:

tutti questi interventi servono semplicemente a rendere lo stadio accessibile, e dunque il costruttore dovrebbe farsene carico comunque!

togliete lo stadio e, a parte il punto 3, non ci sara` nessun altro interesse pubblico a realizzarli: quella zona e` vuota attualmente!

e Marino non e` che ha chiesto interventi estranei all’interesse del costruttore, che so? per esempio un parco pubblico nella zona circostante:

no! si e` limitato a definire di interesse pubblico l’accesso allo stadio.

bella visione dell’interesse pubblico dei cittadini…

tor-di-valle-stadio

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ci aiuta a capire la situazione una presa di posizione di Legambiente nel 2014:

“Il progetto per lo stadio della Roma? Un ecomostro”.

La sezione nazionale di Legambiente vuole assolutamente fermare l’operazione affidata al costruttore Parnasi.

“Questo progetto è irricevibile per il Comune perché nascerebbe un mostro di cemento, un cavallo di Troia che regala a un unico costruttore una mega operazione edilizia da 1 milione di metri cubi e 700 milioni di euro di guadagni”, ha detto il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini, che ieri ha presentato un dettagliato dossier sull’impianto sportivo che sorgerà a Tor di Valle.

. . .

secondo Marino, invece, a Roma non c’è uno scontro tra voraci palazzinari e quelli che invece vogliono tagliare le unghie alla speculazione immobiliare respinge le accuse di speculazione

Marino invita a “giudicare il progetto nel suo insieme, comprese le torri di Daniel Libenskid, che hanno una forza non solo architettonica, ma saranno in grado di attrarre grandi gruppi internazionali, creando migliaia di posti di lavoro e sostenibilità economica al progetto”.

figuriamoci se poteva mancare l’argomento delle migliaia di posti di lavoro, valido a giustificare sempre qualunque speculazione.

Marino respinge le considerazioni sul rischio inondazioni dell’area (dopo averle appena ammesse poco sopra) perché “il rischio esondazione c’è ed è reale, ma interessa una porzione di città esterna all’area di Tor di Valle che è già oggi abitata da moltissimi cittadini, quella del quartiere di Decima. Nessuno si era occupato di loro”.

ma io sinceramente ammetto di non essere riuscito a capire questo ragionamento fatto a pera.

Marino conclude cosi`:

La Giunta Raggi o porta avanti il progetto originario con il massimo rigore e serietà nel presidiare il pubblico interesse preteso dalla mia Giunta o, se decide di cambiarlo, deve illustrare quali sono gli ulteriori vantaggi pubblici e concreti per la vita dei cittadini del nuovo indirizzo.

. . .

Marino ritiene legittimamente che il suo progetto fosse valido; molti altri cittadini romani non ne sono convinti per niente.

a me pare molto dubbio che l’interesse pubblico, da lui invocato, possa estendersi dallo stadio ai grattacieli e al centro commerciale annesso.

credo addirittura ci siano gli estremi di un ricorso legale CONTRO il progetto, anziche` a favore del progetto.

(ma puo` darsi che io sia troppo ottimista).

. . .

comunque, non toccherebbe ai cittadini romani decidere?

quando hanno votato la Raggi che scelta hanno espresso?

forse si ricordavano di questa sua dichiarazione:

“Lo stadio della Roma (quando se lo compra) è un regalo al costruttore quando se lo compra. Punto (il calcio è solo una scusa)”.

Virginia Raggi, 18 dicembre 2014

quindi nessun dubbio e` possibile che la Raggi e` stata eletta sindaco per NON fare lo stadio.
forse questa non e` la volonta` della maggioranza dei romani, ma comunque questo era il suo programma.

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se ci sono degli aspetti nuovi del problema che la Raggi ha scoperto solo adesso, pur se era gia` nel precedente conisglio comunale, perche` non si fa una consultazione dei romani?

con tutti i sondaggi che girano tutti i giorni, possibile che non ci sia un sondaggio se i romani preferiscono avere lo stadio e i 200 milioni di lavori pubblici che vanta l’ex-sindaco Marino, oppure se sono contrari a costruirlo?

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2 thoughts on “a che stadio e` lo stadio di Roma – 80

    1. ciao, Raimondo.

      e` solo un problema di tempo libero, che io ho piu` di te, e sai anche perche`.

      credo che il blog sia un gioco di reciproche influenze e questo e` il suo aspetto che rimane meraviglioso: e sei tu che mi hai dato lo stimolo iniziale ad occuparmi della questione, che da solo non avrei avuto.

      ho riletto il post dopo il tuo commento, come faccio sempre quando ne arriva uno…

      l’ho integrato e modificato: credo che ora sia ancora piu` preciso; forse vale la pena di dirlo, perche` ho notato che il post ribloggato non si aggiorna automaticamente.

      grazie, e a presto!

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