Amazon, Dostoevskij e gli scozzesi (DA LEGGERE n. 7) – 93

Amazon è accusata di sfruttare i propri impiegati del centro di Dunfermline, nella regione di Fife, in Scozia, a tal punto che alcuni di loro sono obbligati a dormire nelle tende vicino allo stabilimento per assicurare le loro 60 ore di lavoro settimanali.

Sotto accusa, la diminuzione del salario (tra i 3 e 5,7 euro all’ora, tolte le tasse) che non permette ai dipendenti di utilizzare le navette dell’azienda per rientrare a casa a causa del prezzo proibitivo di 7,35 sterline al giorno (8,70 euro).

Uno dei dipendenti intervistati dal giornale scozzese The Courier ha confidato di vivere a più di un centinaio di chilometri dal posto di lavoro e di non poter percorrere questa distanza due volte al giorno perché il biglietto del treno è troppo caro”. (…)

sono scozzesi, no? 😦

I portavoce della piattaforma sono comunque entusiasti per le condizioni di lavoro imposte ai loro impiegati.

“Durante il Black Friday, abbiamo organizzato una tombolata gratuita”.

gratuita, pensa un po’.

“È importante che gli impiegati si divertano”.

. . .

non e` forse questo un quadro impressionante del nostro futuro, che si sta gia` facendo presente?

precarieta`, autoritarismo, rincretinimento mediatico col divertimento organizzato…

lo chiamano neoliberismo, ma e` una definizione inadeguata, che non riesco a sopportare.

come possiamo definire liberista il nuovo schiavismo?

l’abuso della semplice radice della parola liberta` mi fa l’effetto che chi la usa sia gia` succube della propaganda dei nuovi feudatari, che presentano la liberta` come qualcosa di negativo.

. . .

Nicolas Bonnal, citato da La bottega del Barbieri, ricorda il discorso del Grande Inquisitore nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij:

Ma il gregge si riformerà, starà in obbedienza e questo sarà per sempre.

Così daremo loro una felicità dolce e umile, una felicità adatta a delle creature delicate come loro.

Li persuaderemo, infine, a non inorgoglirsi, poiché sei tu, elevandoli, che lo hai insegnato loro; proveremo loro che sono deboli, che sono bambini pietosi, ma che la felicità puerile è la più dilettevole.

Diventeranno timidi, non ci perderanno di vista e si stringeranno a noi con timore, come una tenera nidiata sotto le ali della madre.

La nostra collera li farà tremare, la timidezza li invaderà, i loro occhi diverranno lacrimosi come quelli dei bambini e delle donne; ma altrettanto facilmente, a un nostro cenno, passeranno all’allegria e al riso, alla gioia radiosa dei bambini.

Certo, li costringeremo a lavorare, ma nelle ore libere organizzeremo la loro vita come un gioco di bambini, con i canti, i cori e le danze innocenti.

Ma l’entusiasmo dei bambini finirà e costerà loro caro.

Abbatteranno i templi e inonderanno di sangue la terra; ma si accorgeranno alla fine, questi bambini stolti, che non sono altro che ribelli deboli, incapaci di ribellarsi per troppo tempo.

Verseranno lacrime sciocche e comprenderanno che il Creatore, facendoli ribelli, ha voluto certamente prendersi gioco di loro.

Un po’ di veleno qui e là, per procurarsi dei sogni gradevoli.

E più veleno alla fine per morire dolcemente.

Si lavori ancora, poiché il lavoro è una distrazione.

Ma si vegli affinché la distrazione non sia debilitante.

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. . .

tratto da Amazon, Dostoevskij e il fascismo cool

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