l’eutanasia dell’Italia senza figli – 104

474mila bambini nati in Italia nel 2016, 1,34 figli per donna: tasso insufficiente a mantenere la popolazione, ne servirebbero 2,1 per mantenerla.

e il numero diminuisce ogni anno: meno 12.000 rispetto al 2015.

in Germania, che condivide con l’Italia il secondo posto tra i paesi con l’eta` media piu` alta, dopo il Giappone, nel 2016 il numero medio di bambini per donne tedesche per nascita e` di 1,43; di 1,95 per le immigrate; 738.000 i bambini nati in Germania nel 2015, in crescita rispetto all’anno precedente, da anni.

. . .

quali sono i motivi? piu` d’uno, e disoccupazione e precarieta` mietono le loro vittime.

ma io vorrei sottolineare questo, un po’ meno scontato:

l’egoismo.

per mettere al mondo un figlio, devi avere voglia di donargli un bel pezzo della tua vita.

sicuri di volerlo fare?

. . .

mettendo a confronto i due paesi a natalita` piuttosto bassa, la Germania si rende ben conto che il suo destino futuro, in questa situazione, dipende dall’immigrazione; l’Italia no, la contesta e vorrebbe eliminarla.

va be`, l’eutanasia va accettata anche per le nazioni, non soltanto per i singoli.

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7 thoughts on “l’eutanasia dell’Italia senza figli – 104

  1. Tutto vero; aggiungo un punto di riflessione che in ogni caso non può essere messo da parte:
    la sovrappopolazione .
    Basta guardare una piantina della pianura padana o delle nostre valli per vedere quanto si è occupato di territorio per l’attività umana… siamo troppi indipendentemente dalla gestione consumistica di questa società fondata sul solo mercato. Siamo troppi per le risorse disponibili. Considerando il periodo di un anno a metà agosto si stima le terra riesca a rigenerare quanto dall’uomo prelevato… nel restante tempo avviene puro impoverimento che ricadrà sulle future generazioni.
    Acque, terra e aria sono sature di veleni degli scarti evitabili ed inevitabili (Brescia in questo è all’avanguardia). L’equilibrio globale del pianeta è noto sia definitivamente alterato: clima, biodiversità, riserve di materie prime.
    Ignorare che gran parte degli problemi (guerre comprese) deriva dal tumore umano sempre in espansione (dal punto di vista della biosfera terrestre) è miopia. Sono previsti altri miliardi, dagli attuali 7,5 a 9 nel 2050, con il tenore di consumo pro capite in aumento.
    Nun ce regge cchiù….
    Certamente i drammatici problemi economici e sociali di una transizione verso livelli di sostenibilità non possono certo essere ignorati ma ….. A mio avviso con questa dirigenza locale e globale il pessimismo è d’obbligo, immani tragedie sono facilmente prevedibili in un futuro non troppo lontano.

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    1. hai totalmente ragione, qui siamo di fronte ad un commento rapido e non ad un articolo complesso che metta tutti i dati sul tavolo.

      pero` mi pare che il problema sia ancora un poco piu` complesso e per due motivi.

      il primo e` che la riduzione necessaria della popolazione mondiale deve essere abbastanza equilibrata a livello planetario, altrimenti si creano degli scompensi inevitabili e si creano dei flussi migratori insostenibili verso i paesi piu` vuoti dai paesi a natalita` forte (la natalita` media nello Yemen e` di 8 bambini per ogni donna, anche se e` comunque un paese di debole emigrazione).

      l’immigrazione regge al momento il nostro modello di sviluppo, ma e` ovviamente un problema di misura; potremmo pensare che per noi sia accettabile una immigrazione di rimpiazzo, che mantenga le nostre popolazioni ai livelli attuali.

      perche` dico questo? perche` tutto il nostro modello sociale e` stato costruito sul presupposto della crescita progressiva tendenzialmente infinita, e sarebbe gia` un obiettivo straordinario riuscire a fermarla.

      basta pensare allo stato sociale e al problema pensionistico: le pensioni e l’assistenza sanitaria pubblica reggono solamente se vi sono dei contributi sociali almeno stabili: se la popolazione attiva diminuisce, anche le prestazioni vengono messe in crisi.

      e` esattamente il motivo per cui la Cina ha dovuto recentemente abbandonare la politica del figlio unico che stava creando le premesse di un crollo delle pensioni.

      e` per questo motivo che l’idea della decrescita felice e` molto piu` probelamtica di quanto non la facciano certi suoi sostenitori acritci; e` necessaria, certo, ma concretamente funziona (forse) se applicata alla produzione, verso modelli agricoli meno dispendiosi e piu` naturali, ma come teoria globale della decrescita anche demografica lascscia aperte troppe questioni, come del resto dici giustamente anche tu.

      ecco comunque un caso nel quale si sente il bisogno di andare piu` a fondo in una discussione dal vivo, che forse non sarebbe neppure troppo difficile, mi pare di capire. 🙂

      credo infatti di avere capito chi sei 🙂

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      1. Quando verrai a trovarci quest’estate ….
        Per adesso la situazione meteo propone questo:

        IMPRONTE

        Attratto dalle impronte nitide e misteriose
        Nella neve fresca
        Tra i rami bassi che rigano la fronte
        E lo sprofondare dei passi
        Seguo a fatica
        Le tracce della volpe.

        Non so dove conducono
        E, devo dire, nemmeno so bene
        Perché le sto seguendo.

        Ora c’è troppo intrico…
        Deluso devo desistere
        Il segreto del suo andare
        Non mi è dato scoprire.

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        1. bella!

          la mia montagna e` piu` “moderata” e non ha conosciuto quasi neve quest’anno.

          ma prima ancora che io torni da voi a sfidare il “Vent”, aspetto voi da me: tra breve il clima potrebbe essere molto gradevole.

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    1. giustissima osservazione.

      direi che per l’uomo e` piu` semplice essere altruista, dato che quando lo e`, spesso lo e` tramite la donna; ma e` piu` semplice anche essere egoista.

      insomma l’altruismo maschile, se c’e`, puo` essere egoista e se non c’e` resta l’egoismo semplice.

      molto sta cambiando pero` oggi perche` anche l’uomo scopre il piacere di accudire i figli e diventare mammo 🙂

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