the multiverse: a mystical place

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31 thoughts on “the multiverse: a mystical place

    1. l’enigma dell’universo e` qui.

      che cosa fa si` che qualcosa possa accadere e non altro, dentro un particolare universo?

      delle leggi fisiche.

      che sono, allora, esterne all’universo stesso e lo precedono?

      ma allora gia` per questo l’universo non e` piu` il tutto.

      oppure il caso, il semplice caso in un onniverso che comprende tutte le possibilita`? (perdonami il neologismo: onniverso globale contro universo particolare)

      e in questo caso e` l’osservatore che determina l’universo in cui vive?

      cioe`, in ultima analisi, le leggi della fisica sono soltanto nell’osservatore, sono l’espressione del suo karma…

      e` il nostro karma che determina, dentro l’onniverso, l’universo particolare in cui viviamo.

      le leggi della fisica non preesistono all’universo, ma sono lo strumento linguistico attraverso il quale l’onniverso si esprime e diventa reale per l’osservatore…

      ipotesi…

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      1. Il terreno si fa delicato…
        Le leggi fisiche, ovvero il comportamento dell’esistente, sono l’esistente stesso;
        come è mai possibile che lo precedano ? Il loro preesistere indipendente puzza molto di dio.
        Che poi l’osservatore possa determinare l’universo in cui vive l’universo è il trionfo dell’antropocentrismo visto che solo tra di noi stiamo parlando.

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        1. effettivamente neppure io credo che le leggi fisiche possano precedere l’universo al quale si applicano.

          come dici giustamente, le leggi fisiche di un particolare universo SONO quell’universo stesso.

          che sia l’osservazione, e dunque l’osservatore, a determinare il fenomeno a livello sub-atomico lo dimostra la fisica quantistica.

          non sarebbe poi cosi` strano, forse, che questa determinazione dell’osservazione coinvolgesse anche i livelli piu` complessi.

          ma come non esistono leggi fisiche indipendenti dall’universo nel quale si applicano, cosi` – pare a me – non puo` esistere un’osservazione dell’universo distinta dall’universo stesso.

          questo si` sarebbe antropocentrismo, perche` divinizzerebbe la coscienza.

          se le leggi fisiche SONO niente altro che l’universo, allora anche la coscienza dell’osservatore E` niente altro che l’universo.

          l’unico universo eisstente e` l’universo osservato; anzi per dire meglio, e` l’universo comunicato e fatto linguaggio.

          perche` l’esistenza e` attribuita dal linguaggio e dal pensiero, e` un attributo della comunicazione.

          l’essere e` un fenomeno linguistico, non fisico.

          ma ci sara` tempo di discuterne ancora e sono soltanto ipotesi.

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  1. Bello…da diffondere.
    Lo sgomento, visto quanto esiste ( e non è certo più il caso di dire sotto il sole) ed a noi lontanissimo, assale…
    Siamo però fortunati perché il figlio ( unico ) di dio ha voluto farsi uomo e morire in croce scegliendo il nostro pianeta per salvarci da tanto vuoto e portarci alla felicita’ eterna in compagnia della madonna assunta con tutto il corpo in cielo. ( Fu papa Pio XII il 1° novembre 1950 ( ! ) a proclamare dogma di fede l’Assunzione di Maria)
    L’unico problema sta ora nello stabilire in quale cielo…..

    UNIVERSO

    Big bang
    Non ci credo.

    Cosmo
    Il timore mi pervade.

    Universo
    Un po’ troppo infinito.

    Galassia
    La mia mente si perde.

    Vuoto
    Non lo voglio pensare.

    Stelle
    Luci di immani fornaci.

    Spazio
    Freddo di morte nera.

    Anni luce
    Il cervello non li contiene.

    Meglio non pensarli e
    Lasciarli tutti lassù, lontani
    Come sempre sono stati.

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    1. bellissimi questi tuoi testi regalati come commenti, forse un poco sprecati, ridotti inq questo ruolo; dieci anni fa tenevo dei blog, per esempio bortologia, per evidenziare commenti come questi.

      ti confesso una cosa: anche io sono poco convinto dell’ipotesi del big bang, o quanto meno i big bang devono essere altrettanto innumerevoli degli universi quasi ilimitati del multiverso.

      poi facciamo fatica anche a combinare l’idea dell’universo ologramma con tutto il resto…

      questo video comunque trasmette un’emozione davvero profonda.

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      1. Semplificando molto l’atomo, opportunamente ingrandito, può essere rappresentato da un nucleo della dimensione di una palla da tennis al centro e ad una distanza di 1 Km, variamente orbitanti, gli elettroni che in scala potrebbero essere della dimensione di un pisello;
        in mezzo un vuoto colmo di forze.
        Pare poi che anche le particelle sub atomiche alla fine altro non siano che grumi di energia.
        Prendere il tutto ed agitarlo ben bene finché
        con gli opportuni tempi si ottiene il mondo e l’umanità.

        Questo ulteriore elemento non fa che approfondire lo sconcerto della mente che già questo video lascia abbondantemente.

        ANTROPOCENTRISMO

        Anche stamane il sole
        È sorto
        Mentre io ancora dormivo.

        Comincio a pensare
        Di non avere alcun potere
        Di controllo su di lui.

        E ciò, come uomo
        Mi riempie di sgomento.
        Anche perché adesso piove.

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          1. quella c’e` gia` stata quest’anno, almeno da me.

            ma Silvano sta soltanto due valli piu` in la`, e potrebbe esserci stata anche da lui, 😉

            anzi, pensandoci bene, basta risalire questa valle di una ventina di chilometri e poi varcare un passo a 2.000 metri e ci si ritrova gia` nella sua.

            noi montanari, eh?

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              1. ahah, come darti torto?

                mai forse avrai sentito parlare della Valtrompia: ma negli anni Sessanta era diventata famosa perche` era stata scelta come emblema della vita contadina da Cochi e Renato che rinnovarono la tv in bianco e nero con la loro comicita` surreale e le loro canzoni demenziali.

                bene, la Valtrompia e` una piccola valle chiusa che si interpone fra la Val Sabbia e la Val Camonica.

                risalendo queste due valli, si arriva all’altezza del monte Maniva e del Passo Croce Domini, dal quale e` possibile passare dall’una nell’altra, lasciandosi la Val Trompia a sud.

                dai, per un ingegnere aerospaziale non dovrebbero essere concetti troppo difficili, eheh 🙂

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          2. Visto che si provoca…..eccola!

            GRANDINE

            Sassi lanciati
            Da un cielo nero
            Che espelle il suo sdegno.

            Musica che satura l’aria
            Con mille battiti
            Di una nota sola.

            Danza caotica
            Di impazziti rimbalzi che fuggono
            Da una terra che brucia.

            Le mani stupite raccolgono
            Lo strato di bianche perle
            Che sfuggono tra dito e dito.

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              1. In un certo senso c’è…

                SINFONIA

                Il vento improvviso soffia
                Le alte chiome dei pioppi.

                Con tutte le altre
                A ritmo frenetico
                Vibra di vita propria
                Ogni foglia.

                Illuse, vorrebbero un prematuro volo.

                Può sembrare
                Disarmonico coacervo
                O magnifica sinfonia.

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            1. Ghiaccio formatosi per solidificazione di vapore acqueo in presenza di impurità. Rispetto a pioggia e neve c’è una maggiore persistenza dei chicchi di ghiaccio nelle nuvole. Si formano quindi degli aggregati di più chicchi in grado di arrivare a terra rompendo qualcosa e impressionando i poeti 😀

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            1. ma come? non ti bastano dei bei versi, vorresti anche che fossero improvvisati?

              incontentabile!

              e poi tutti i grandi poeti conosciuti hanno corretto e ricorretto i loro testi piu` volte, prima di arrivare a una versione soddisfacente per loro.

              pero` chissa`, magari silvano li improvvisa anche… 🙂

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  2. Eppure ti ostini a dire che siamo speciali. La cosa più logica è sostenere che ogni universo possibile esiste. Non deve neppure essere tanto parallelo, basta che sia in successione e ogni volta con una minima variazione rispetto a quelle precedente. Tanto prima o dopo ha senso solo in una struttura spazio-temporale, non altrove. Grazie per il video 🙂

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    1. be’, io di sicuro mi sento un po’ speciale 😉 – tu no? eppure anche tu…

      siamo tutti speciali.

      battute a parte, ho lasciato passare il video anche se dice senza nessuna prova che sui sette pianeti di Trappist-1 esisterebbe la vita.

      ma non e` che sono diventato troppo tollerante con la vecchiaia: e` che lo penso anche io come molto probabile.

      quel che io non credo affatto e` che questo universo mostruosamente vario sia poi costellato da tante tipologie di vita tutte uguali tra loro e fatte con lo stampino terrestre.

      mi sembra un controsenso evidente e il video stesso ne da` una controprova intuitiva ed immediata.

      o no? 🙂

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      1. beh… meno speciale di quell’altro che ti ha commentato questo post… lui è fenomenale 😆

        Però pensa se su Trappist-1 trovassero dei terrestri in esilio. Quella si che sarebbe una notizia bomba. Ormai anch’io vorrei scappare se possibile!

        Penso che sia inutile anche parlarci. Ogni puntino dei miliardi visibili alla fine del video è una galassia più o meno grande con miliardi di stelle. Ora noi stiamo esaminando una piccola stella a 40 anni luce. Nessuno azzardi ipotesi se non vuol essere un capo religioso.

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        1. la differenza fra un capo religioso e un non so e` che solo il secondo azzarda ipotesi: il primo spaccia certezze.

          quindi permettimi di continuare a formulare ipotesi critiche riguardo alla certezza che in qualche altra parte di questo universo vi sia un’altra specie umana su un altro pianeta.

          ipotesi decisamente superflua, considerando che c’e` un numero infinito di altri universi potenziali come il nostro dove non solo esiste, in ciascuno, un pianeta abitato da una specie identica a quella umana, ma ne esistono anche piu` d’uno nello stesso universo, e perfino esistono universi potenziali in cui ciascun pianeta ha la sua specie umana, e perfino un numero infinito di universi ciascuno dei quali contiene un numero infinito di pianeti abitati da umani.

          in fondo l’unico limite che troviamo e` la velocita` della luce che ci impedisce, ma in fondo ci protegge anche, dal conoscerli tutti: cosa che metterebbe in grave pericolo la possibilita` stessa di funzionare del nostro cervello limitato.

          ma naturalmente la mia e` soltanto un’ipotesi, la cosa va da se`, vero? 🙂 🙂 🙂 r

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          1. che rottura dover vivere in infiniti universi quasi uguali a questo…
            Però se non ci fosse nessun altro simile a noi in questo universo che senso avrebbe tutto questo spazio? Però non cercare un “senso” come scopo finale, mi riferisco alla direzione delle cose, della realtà, dove stiamo andando se siamo soli?

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            1. scusami, flavius: tu dici che noi da soli non bastiamo a dare senso a tutto questo universo.

              ammettiamolo, per prova.

              ma se fossimo due, intendo due pianeti abitati da specie intelligenti con una intelligenza di tipo umano, cambierebbe forse qualcosa?

              e diciamo pure che al momento abbiamo anche la ragionevole certezza che non potremmo mai comunicare (se non telepaticamente) con altre civilta` aliene…

              e se poi ci fossero, capaci, almeno loro, di comunicare con noi, questo significherebbe che la loro intelligenza sarebbe mostruosamente maggiore della nostra…

              e poi, quanti pianeti abitati da intelligenze di tipo umano occorrebbero per dare senso all’universo?

              basterebbe qualche centinaio o anche migliaio, a fronte delle dimensioni inimmaginabili di quelli che ci circonda?

              quindi, occorre prendere atto di questo paradosso incredibile: che questo sconfinato universo, che rischia fra l’altro di essere uno in mezzo ad una quantita` di altri assolutamente incommensurabile, ci risulta osservato soltanto da noi, ed ha, pero`, dimensioni che ci rendono assolutamente insignificanti.

              che cosa vuol dire questo?

              vuol dire quello che in effetti dice: che siamo insignificanti ((anche se nello stesso tempo siamo tutto, visto che siamo i soli osservatori che rendono questo universo reale).

              forse il senso di un universo cosi` grande e` proprio questo messaggio?

              del resto le probabilita` nell’universo dell’esistenza di una intelligenza sociale some quella umana sono inferiori ad uno.

              per questo occorre un universo quasi infinito (nella parte osservabile): perche` siamo nati a caso e il puro calcolo delle probabilita` non ci avrebbe altrimenti visti nascere.

              se l’universo fosse stato creato da un Dio per l’uomo, lo spreco assurdo di risorse sarebbe evidente, e questo Dio sarebbe uno scialacquatore senza senso.

              ma siccome l’uomo e` nato a caso ed e` la Divina Commedia scritta da una scimmia impazzita che batte a caso sulla tastiera, l’universo doveva essere quasi senza limiti per consentire il miracolo irripetibile.

              insomma, l’astronomia e` atea e l’universo mostruosamente grande e vuoto esiste per dimostrarlo.

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            2. non siamo soli e non andiamo da nessuna parte, danziamo in cerchio.
              c’è più differenza tra due persone rispetto ad una persona ed un fiocco di neve: l’unica contrapposizione fondata è quella elaborata dal vortice dei pensieri.

              beato il lieve cadente fiocco di neve, che ne penserà di noi? penserà di noi?
              il pensiero ci rende soli, ci distingue, quello sciocco 🙂

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              1. caro poeta.

                se il pensiero ci rende soli, ma non siamo soli, allora forse il pensiero fra gli umani non e` forse abbastanza?

                ce ne fosse abbastanza, di pensiero, non avrebbero paura. gli umani, di essere soli e non cercherebbero di superare questa paura inventandosi di avere dei cloni di se stessi sparsi nell’universo.

                se ci fosse piu` pensiero, sentirebbero come sia ridicola e quasi infantile questa fantasia.

                ma siamo a meta` strada tra il pensiero e la mancanza di pensiero.

                pensiamo quel tanto che ci consente di sentirci soli nell’universo e diversi da tutto il resto della natura.

                ma non abbastanza da diventare indifferenti alla nostra solitudine, e invece ne abbiamo paura e vorremmo non averla, cioe` non avere il pensiero.

                felici provocazioni del pensiero, le tue.

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                1. non ci sono basi per definire la solitudine se non dal principio della contrapposizione, che presuppone pensiero razionale.
                  la solitudine è uno di quei nomi che il raziocinio dà al turbamento, e come può il raziocinio essere indifferente al turbamento?

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                  1. la solitudine ha due dimensioni, credo.

                    una di fatto, per cui nasce dal limite; la prima condizione della vita e` il limite che la isola e la identifica; quindi la separa anche; si e` vivi perche` si e` separati, e cioe` soli.

                    la seconda dimensione e` quella psicologica, ma e` inseparabile dalla prima: il vivente che si lamenta della solitudine, si sta lamentando del principio della vita, che e` leopardianamente sofferenza.

                    fosse felice, non sentirebbe di essere solo; si lamenta di essere solo, cioe` infelice.

                    in questo momento la separazione gli pare sgradevole e chiama la vita stessa solitudine, per maledirla meglio. 😦

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                    1. “una di fatto, per cui nasce dal limite; la prima condizione della vita e` il limite che la isola e la identifica; quindi la separa anche; si e` vivi perche` si e` separati, e cioe` soli.”
                      giustissimo, nel presupposto dell’essere raziocinante.
                      senza raziocinio che discrimina, c’è vita? cos’è vita?

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                    2. non e` indispensabile raziocinio perche` esista vita, ma comunicazione si`.

                      esistono comunicazioni di diverso livello di complessita`, e dunque esistono tipi di vita diversi fra loro.

                      ma solo la comunicazione porta ad una qualche forma piu` o meno complessa di realta`. 😉

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