Erdogan in Olanda, c’e` chi lo difende – 119

a parte Erdogan, qualcuno saprebbe indicarmi qualche altra situazione nella quale un paese straniero pretende di fare comizi nelle piazze altrui per i suoi cittadini immigrati li`, senza l’autorizzazione del governo legittimo?

francamente mi lascia totalmente sconcertato che non si percepisca la gravita` assoluta di questo precedente, fortunatamente bloccato sul nascere.

e fino a che non ci sono morti o feriti gravi, tutti i metodi usati per vietare quei comizi vanno bene.

. . .

nessun paese puo` accettare che attraverso l’immigrazione si costituisca al suo interno una presenza straniera che si considera sottratta alla legge ordinaria.

Erdogan ha detto che l’Olanda e` una repubblica delle banane.

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forse lo credeva, ma l’Olanda ha dimostrato di no.

e` un paese che ha sconfitto Carlo V e la Spagna con una rivoluzione durata decenni di guerra; sconfiggere Erdogan e` stato un poco meno difficile.

. . .

un precedente cosi` grave pone le premesse dell’espulsione forzata (e piu` che giustificata) di chi si sente invasore e portatore di leggi sue, invece che migrante disponibile ad integrarsi.

e se il governo olandese a questo punto decidesse l’espulsione di chi ha violato la legge consapevolmente come straniero?

sarebbe forse eccessivo, nel caso concreto, ma non assolutamente sbagliato.

siamo su un terreno molto scivoloso:

occorre fermare questa deriva con atteggiamenti fermi fin dall’inizio, perche puo` portarci a forme di guerra interna incontrollabili.

. . .

Ma rimane la domanda sui diritti elettorali delle minoranze etniche.

Cittadini turchi che non vivono in Turchia – e cittadini tedeschi che non vivono in Germania – devono conservare il diritto di voto nel loro stato di origine?

La risposta e` no.

Sarebbe meglio che perdessero questo diritto dopo qualche tempo e che il diritto di voto fosse collegato alla residenza.

Alan Posener, su Die Welt

Die doppelte Staatsbürgerschaft ist nicht das Problem – La doppia cittadinanza non e` il probelma.

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2 thoughts on “Erdogan in Olanda, c’e` chi lo difende – 119

    1. qui ho trasformato in post un mio commento ad un blog che ha esposto in modo molto civile e anche argomentato un’opinione che ritengo sbagliata e ha preferito criticare il governo olandese che quello turco.

      ma non ti dico, cara Marta, che cosa mi e` toccato leggere oggi, da parte di qualche blogger che e`, invece, un trombone bolso:
      la gratuita arroganza degli olandesi che hanno creato dal nulla un incidente assurdo

      secondo queste tesi bizzarre, il divieto al ministro degli esteri di Ankara di atterrare a Rotterdam, e` stato un invertire all’improvviso la politica dell’accoglienza.

      dio sa che cosa c’entra la politica dell’accoglienza con questo divieto mirato di fare politica in Olanda agli esponenti del governo turco.

      al contrario, l’accoglienza funziona soltanto in un quadro concettuale molto chiaro.

      chi confonde le acque in questo modo e rovescia i torti in ragione, in realta` lavora contro l’accoglienza.

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