no alla nexit: vittorie e sconfitte della nostra Europa – 117

le elezioni olandesi appena concluse sono una vittoria importante dell’Unione Europea.

alla fine ha perso la destra razzista contraria all’Europa.

io la chiamo razzista e non populista, come si usa, perche` e` come dire che il popolo e` per definizione razzista.

e non ci sara` nessuna nexit, nonostante il legame storicamente molto stretto fra Holland e United Kingdom.

per ora ha vinto la Nederland sull’Holland.

Nexit

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Wilders, il leader degli xenofobi, ha preso poco piu` del 13% ed e` soltanto il terzo partito olandese.

avevo gia` indicato qualche giorno fa la sua caduta nei sondaggi, che faceva sperare in un esito simile.

il meraviglioso effetto Trump – 100

ma il risultato e` migliore delle migliori aspettative.

non soltanto per i voti andati a Wilders, anche un poco inferiori a quelli previsti da ultimo, ma per il forte risultato del partito di governo, europeista.

lo scontro finale del governo olandese col dittatore turco Erdogan ha fatto effetto:

opporsi chiaramente alle dittature paga, e ha dato a Wilders il colpo finale.

correva per diventare il primo partito soltanto qualche settimana fa.

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e` abbastanza evidente, del resto, gia` a prima vista, che nessun uomo di governo di un paese straniero puo` entrare in un altro paese a farsi propaganda politica senza il consenso del governo di quel paese.

una pretesa simile si chiama invasione oppure occupazione, e non puo` essere considerata un gesto pacifico.

quindi benissimo ha fatto il governo olandese ad opporsi: e` stato un piccolo, ma significativo gesto di difesa della democrazia.

e se la democrazia non e` rinunciataria per definizione, come non dovrebbe mai essere, puo` recuperare consensi.

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e` probabile che in Francia prossimamente per la Le Pen non andra` diversamente, anche se il suo risultato sara` migliore in termini numerici.

e certamente le elezioni saranno stravinte dalle forze europeiste in Germania a settembre, dove Alternative fuer Deutschland e` pure in via di ridimensionamento e non ha mai raggiunto comunque il 10% delle preferenze nei sondaggi.

senza contare che questa forza politica tedesca ha comunque un programma politico dignitoso e ben lontano dalle sguaiataggini rozze e incivili dei razzisti e del anti-europeisti nostrani.

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a questo punto, con la fine di quesr’anno elettorale, l’Europa sara` bene identificata attorno ad un nucleo forte, che dovra` gestire lo scontro con Trump.

le forze filo-trumpiste resteranno minoritarie nel nucleo forte europeo e forti soltanto in Europa orientale, in paesi come l’Ungheria e la Polonia, ma non in Romania.

rimane incerta soltanto la posizione dell’Italia alle elezioni 2018.

ma, dal punto di vista europeo, dal quale mi metto, una eventuale Italexit non sarebbe un colpo mortale, come non lo e` stata neppure la Brexit.

forse sarebbe addirittura una liberazione da una pesante zavorra.

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invece nelle stesse ore l’Unione Europea ha registrato una sconfitta nel Regno Unito, a cui non credo che sia stata data adeguato rilievo.

alla Camera dei Comuni la May ha fatto respingere i due emendamenti alla legge sulla Brexit proposti dalla Camera dei Lord.

prevedevano:

1) la garanzia per i cittadini europei li` residenti di potere restare nel Regno Unito, indipendentemente dall’esito delle trattative con l’Unione Europea;

2) una nuova delibera parlamentare finale a conclusione delle trattative con l’Unione Europea.

il primo punto e` davvero un pessimo segnale,

in pratica significa che il Regno Unito si riserva l’espulsione di 3 milioni di cittadini europei qualora le trattative per la brexit non dovessero andare come intende la May.

e col secondo la May ha praticamente ottenuto una cambiale in bianco:

da questo momento in poi il partito conservatore inglese potra` condurre le trattative come vuole e potra` e dovra` chiuderle entro i prossimi due anni, cioe` ben prima delle prossime elezioni politiche generali.

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accanto all’uscita dal mercato comune e al blocco della libera circolazione dei lavoratori con gli altri paesi europei, un terzo punto qualificante della brexit approvata dal parlamento del Regno Unito rimane in ombra ed e` invece decisivo:

ed e` il rifiuto di sottostare alla Corte di Giustizia Europea.

in questo modo nel Regno Unito avra` via libera, senza limitazioni, una legislazione che potra` cancellare tutte le garanzie create in questi anni dalla legislazione europea.

il Regno Unito e` il paese dell’Europa nel quale le disuguaglianze economiche crescono piu` rapidamente che nel resto del continente.

in sostanza l’ottusa e palancaia classe dirigente inglese ha ottenuto nei prossimi anni di poter gestire senza nessun tipo di controllo e di argine l’economia del paese.

lo ha fatto agitando lo spauracchio dell’immigrazione, che viene usato per nascondere la crisi provocata dalla concentrazione della ricchezza nelle mani dei privilegiati.

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il vero fatto grave di queste ore e` pero` che la Camera dei Lord, a questo punto, ha rinunciato ai suoi due emendamenti e ha sostanzialmente dato via libera alla Brexit immediata.

se avesse mantenuto il punto, la legge sarebbe potuta entrare in vigore soltanto fra due anni.

e l’esito delle trattative con l’Unione Europea sarebbe caduto dopo le nuove elezioni generali.

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il 48% di cittadini del Regno Unito che hanno votato contro la Brexit restano quindi non rappresentati a livello nazionale, considerando la posizione ambigua, ma sostanzialmente favorevole alla brexit anche della dirigenza attuale cosiddetta di sinistra del Partito Laburista.

l’unica eccezione nazionale a questo quadro e` rappresentata in Inghilterra da Blair, ma e` una figura oramai totalmente screditata.

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lo scontro si sposta ora a livello locale.

il Partito Nazionalista Scozzese nel sistema elettorale maggioritario del Regno Unito, ha ben 56 seggi dei 59 spettanti alla Scozia e intende chiedere un nuovo referendum per l’uscita dal Regno Unito e la permanenza nell’Unione Europea:

una brexit al contrario.

anche l’Irlanda del Nord intende richiedere il referendum per uscire dal Regno Unito, e una proposta simile avanza anche nel Galles.

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tuttavia e` eccessivo farsi troppe illusioni a riguardo:

in queste parti del Regno Unito, come nella citta` di Londra, una netta maggioranza si e` espressa a favore della permanenza nell’Unione Europea,

ma i mastini della brexit proseguiranno decisi sulla loro strada e sara` difficile che questi referendum possano effettivamente essere svolti.

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osservare che cosa sta succedendo davvero nel Regno Unito con la brexit sara` tuttavia estremamente istruttivo.

spero lo facciano tutti gli agita-popolo confusi che stanno cercando di convincere il popolo a fregarsi con le sue stesse mani,

come sono riusciti a fare sinora nel Regno Unito o negli USA, cioe` nel solo mondo anglosassone.


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