il futuro dell’ateismo e quello della falsa induzione – 127

  1. Premessa

ho finalmente avuto accesso allo studio sull’ateismo da un punto di vista biologico che ha dato origine ai miei due ultimi post semi-scherzosi sull’argomento:

https://link.springer.com/article/10.1007/s40806-017-0090-z

Il futuro della laicità: una teoria fondata biologicamente sostenuta da prove interculturali

a questo punto vorrei intitolare il mio commento, polemicamente, il futuro dell’induzione.

spiego perche` alla fine; ora resto in argomento.

ma prima vi fornisco lo schema di questo post:

  1. premessa
  2. abstract dell’articolo e sua critica
  3. l’interazione, un’alternativa alla falsa induzione
  4. fede e qualita` della vita
  5. astrologia e falsa induzione
  6. la falsa induzione nel riscaldamento globale
  7. l’ateismo e il trionfo del feed-back

. . .

2. abstract dell’articolo e sua critica

Per oltre un secolo, gli scienziati sociali hanno previsto il declino delle credenze religiose e la loro sostituzione con altre prospettive scientifico/naturalistiche, una previsione noto come l’ipotesi della secolarizzazione.

Tuttavia, lo scetticismo che circonda questa ipotesi è stata espressa da alcuni ricercatori negli ultimi decenni.

Dopo aver esaminato le prove pertinenti e gli argomenti, abbiamo esaminato alcuni aspetti dell’ipotesi della secolarizzazione da quello che viene definito un punto di vista biologico informato.

Sulla base di grandi campioni di studenti universitari in Malesia e negli Stati Uniti, la religiosità, l’appartenenza religiosa, e la fecondità dei genitori sono stati misurati utilizzando self-report.

Tre indicatori di religiosità sono stati analizzati come fattori, producendo un indice di religiosità.

I risultati rivelano che la fecondità media dei genitori varia notevolmente a seconda gruppi religiosi, con i musulmani che sono i più religiosi e i più fecondi e gli ebrei e i buddisti i meno.

nota bene: fertility non va tradotto con fertilita`, ma con fecondita`.

e` uno di quei casi per i quali si parla in linguistica di parole false amiche, cioe` molto simili, ma con significati in tutto o in parte differenti nelle diverse lingue:

per esempio salida in spagnolo, che non significa in italiano salita, ma uscita.

la parola inglese fertility contiene i significati di due parole italiane differenti: fertilita` e fecondita`.

di queste la prima indica la capacita` teorica di generare, la seconda anche l’effettiva generazione compiuta.

in italiano, dunque, e` piuttosto la parola fecondita` ad avere in se` questa ambivalenza possibile.

qui dunque fertility indica la fecondita`; traducendola con fertilita` si arriva alle grottesche affermazioni sulla minore fertilita` genetica degli atei…

Entro la maggior parte dei gruppi religiosi, la religiosità era positivamente associata alla fecondità come genitori.

Sebbene in natura questi tratti siano semplicemente associati fra loro, quando i nostri risultati sono combinati con l’evidenza che sia la religiosità sia la fecondità sono tratti sostanzialmente ereditari, i risultati sono coerenti con l’idea che le tendenze precedenti verso la secolarizzazione (a causa dell’educazione scientifica e dei concomitanti progressi della scienza) sono attualmente in fase di contro-bilanciamento da parte di forze genetiche e riproduttive.

Noi proponiamo inoltre che la correlazione inversa tra intelligenza e religiosità e tra intelligenza e fecondità fonda la previsione di un calo della laicità nel prossimo futuro.

Un’ipotesi di contro-secolarizzazione è proposta e difesa nella nostra presa di posizione.

Noi affermianmo che la laicità è suscettibile di subire un declino per tutto il resto del XXI secolo, anche in Europa e nelle altre società industriali.

. . .

banalizzando la mia critica in una battuta, questa seriosissima ricerca alla fine conclude che la madre dei cretini e` sempre incinta, e invece la madre degli intelligenti, intelligente anche lei, sa fare controllo delle nascite, e dunque il futuro e` dei credenti poco intelligenti…

ma dunque la scuola e l’istruzione non possono rendere gli uomini un loco meno stupidi, e quindi anche meno stupidamente religiosi e meno portati a fare figli?

l’articolo dice sciocchezze completamente diverse da quelle che gli metteva in bocca l’articolo del Foglio, ma rimane di un semplicismo sconcertante.

ad esempio associa senza troppi problemi tipi di fede religiosa completamente differenti senza distinguerne gli effetti.

produce lo stesso effetto la fede cristiana in un Dio buono, quella islamica in un Dio che e` si` misericordioso (rispetto al senso di colpa insababile che schiaccia l’uomo nel rapporto con lui), ma imperscrutabile, o quella buddista in un mondo senza nessun Dio personale e sostanzialmente doloroso e nemico dell’uomo?

. . .

ma poi, soprattutto, che senso hanno le induzioni che vengono fatte, evidentemente in modo molto arbitrario, tra fatti cosi` eterogenei fra loro?

l’evidenza che sia la religiosità sia la fecondità sono tratti sostanzialmente ereditari, dice l’abstract.

bel modo di sottrarre alla verifica e alla discussione proprio l’aspetto fondamentale che si dovrebbe dimostrare.

parti da queste premesse indimostrate ed e` chiaro che arrivi dove vuoi tu, cioe` appunto a quelle premesse!

. . .

3. l’interazione, un’alternativa alla falsa induzione

ed eccoci finalmente al problema dell’induzione.

l’osservazione, anche quella scientifica, ci mette quotidianamente di fronte a fatti correlati tra loro, cioe` che avvengono contestualmente.

non dovrebbe essere considerato sempre completamente scientifico il passo successivo che la nostra mente naturalmente compie, e cioe`di stabilire che uno dei fenomenti e la causa e l’altro o gli altri sono l’effetto.

questo tipo di rapporto puo` essere stabilito con certezza scientifica, forse, soltanto quando un fatto precede l’altro o gli altri;

ma piu` che scientifico dovremmo dire che in questo caso e` logico.

anche in questo caso il rapporto di causa ed effetto scientificamente va dimostrato con ripetuti esperimenti che escludano che la successione cronologica sia casuale oppure dovuta ad altre cause concomitanti e non evidenti.

ma in tutti gli altri casi questo rapporto e` arbitrario e non ha niente, ma proprio niente di scientifico,

e` soltanto ideologico.

. . .

4. fede e qualita` della vita

restando nel campo dell’ateismo e della fede, ci sono ricerche che dimostrano, in maniera attendibile, che una fede religiosa definita e` correlata ad una vita un poco piu` lunga e ad un maggiore benessere soggettivo.

dobbiamo allora indignarci, noi atei, e negare questo dato?

ma perche` dovremmo farlo?

non e` il fatto che dobbiamo mettere in discussione, ma l’induzione sbagliata.

questa correlazione non dimostra affatto che una fede religiosa definita PROCURA una maggiore felicita`.

come e` evidente a tutti, semmai, al contrario l’induzione piu` ovvia di fronte ad una correlazione del genere e` che gli esseri umani che hanno una vita piu` fortunata sono piu` portati ad avere fede.

. . .

immaginate di avere qualche grave malattia mortale di origine genetica, di essere colpiti quindi da gravi lutti in famiglia, di avrere gravi problemi economici e magari di esservi resi dipendenti dall’uso di qualche droga per resistere alla depressione, cioe` in fondo per peggiorarla:

in sostanza di avere, per dirla in un linguaggio accademico, una vita di merda.

non escludo, in questo contesto, che ci possa anche essere qualcuno che si attacca alla fede di un Dio buono per sopravvivere; ma non sara` logico pensare che in prevalenza in questo quadro la fede sia piu` difficile?

in sostanza l’induzione corretta non e` che la fede procura la felicita`.

per farlo bisognerebbe dimostrare per via sperimentale che le conversioni allungano la vita e la rendono piu` felice.

anzi, a pensarci meglio, neppure questa osservazione sarebbe davvero risolutiva, data la possibilita` di interpretazioni comunque piu` sottili anche di un eventuale fatto del genere.

. . .

Alessandro Manzoni si converti` dall’ateismo al cristianesimo a 25 anni e condusse dopo di questo una vita serenamente e felicemente egoista e anche fortunata fino all’eta` di 88 anni.

fu certamente piu` sereno dopo questa conversione che prima, anche se diversi indizi fanno pensare che fosse soltanto formale e apparente, come il fatto che sia morto bestemmiando.

ma possiamo dimostrare che questa sua vita cosi` fortunata, almeno in apparenza, e` proprio il frutto della sua conversione?

non potrebbe essere capovolto il rapporto di causa effetto anche in questo caso?

insomma, se proprio dobbiamo fare un’induzione quella piu` logica e` che la felicita` procura la fede, non il contrario.

ma, per essere piu` rigorosi, in realta` in casi come questi non deve essere fatta nessuna induzione;

ci si deve accontentare di dire che fede e benessere TENDONO ad andare di pari passo.

. . .

questo e` infatti il principale effetto di una induzione sbagliata: che rende rigidamente pre-definito un rapporto tra aspetti diversi della realta`,

elimina concettualmente la variabilita` delle interazioni

e non risulta piu` in grado di interpretarle.

se con la falsa induzione affermo che la fede migliora l’esistenza, come posso spiegare i casi contrari nei quali invece produce effetti chiaramente contrari?

no, occorre limitarsi a constatare che una concomitanza statisticamente prevalente non puo` fondare nessuna autentica interpretazione scientifica fondata sul rapporto di causa ed effetto, ma deve restare tale.

. . .

concludo con due esempi molto provocatori, soprattutto il primo.

5. astrologia e falsa induzione

esiste una certa correlazione statisticamente fondata, come dimostrano alcuni studi seri condotti in diverse universita` del mondo, tra le previsioni dell’oroscopo astrologico e le caratteristiche effettive della vita delle persone.

si tratta di scostamenti non particolarmente evidenti, eppure la probabilita` di corrispondere alle previsioni astrologiche fatte sulla base del cosiddetto tema natale sono leggermente piu` alte di una distribuzione meramente casuale.

vogliamo allora sostenere che la posizione degli astri alla nascita DETERMINA le caratteristiche individuali?

ma ci sono prove evidenti del contrario: come il fatto che persone nate nello stesso luogo e alla stessa ora hanno poi vite e caratteristiche personali completamente differenti.

eppure in questo caso non possiamo proprio pensare (almeno in prima approssimazione non quantistica) che siano le caratteristiche della persona a determinare la posizione dei pianeti al momento della sua nascita!

in casi come questi non risulta evidente la scorrettezza di qualunque induzione?

dobbiamo limitarci a verificare la concomitanza statisticamente prevalente, e ad ammettere che non sappiamo interpretarla.

. . .

6. la falsa induzione nel riscaldamento globale

ed ecco il secondo esempio.

ci sono evidenze assolutamente certe che esiste una correlazione precisa fra l’aumento dei gas serra e l’aumento delle temperature.

questa correlazione si fonda sul fatto che un aumento dei gas serra e` costantemente accompagnato da un aumento anche delle temperature.

ma siamo assolutamente sicuri che questa correlazione sia a senso unico?

possiamo cioe` escludere che sia vero anche che l’aumento delle temperature produce l’aumento dei gas serra?

la prima spiegazione viene dimostrata, si pensa, verificando che OGNI VOLTA che aumentano i gas serra aumentano anche le temperature del pianeta.

dico subito che questa verifica c’e`,

eppure non basta a dimostrare l’induzione detta sopra,

perche` non basta ad escludere che ogni volta che aumenta la temperature del pianeta (per altre cause) aumentino anche i gas serra.

. . .

insomma, il futuro della falsa induzione e` il feedback: fenomeni concomitanti possono essere regolati non da un rapporto di causa ed effetto, ma da un rapporto di interazione reciproca.

e qui diventa evidente la dannosita` della falsa induzione,

che semplifica arbitrariamente i fenomeni ed impedisce di affrontarli in tutti i loro versanti.

. . .

ed ora vi aspettate il colpo di scena finale, vero?

. . .

7. l’ateismo e il trionfo del feed-back

chi crede in una fede definita e` colui che compie le false induzioni.

feedback-negativo

stabilisce un rapporto tra causa ed effetto nei fenomeni ed e` costretto a credere che alla fine ci sia una causa ultima (definizione non a caso tomistica) che li spiega.

si`, Dio e` la CAUSA.

ma chi non crede nelle false induzioni e si accontenta dell’interazione e del feedback non ha bisogno neppure di cause ultime.

chi non pretende di SPIEGARE il mondo perche` ritiene che la sua esistenza sia gia` una spiegazione sufficiente, non ha bisogno di dargli neppure una causa.

si accontenta di prenderlo per quello che e`, senza voli pindarici della mente, cioe` senza false induzioni,.

si`, l’ateismo e` la morte della causa impropria e il trionfo del feedback.

si`, la fede e` una manifestazione di rigidita` mentale e di voglia di dominare il mondo col meccanismo della causa e dell’effetto.

peccato che il mondo e` piu` complesso e non si lascia prendere da un trucchetto logico di questo tipo.

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4 thoughts on “il futuro dell’ateismo e quello della falsa induzione – 127

  1. La tua grande capacità di analisi ed approfondimento mi intimidisce…mi rifugio, al solito, nella sintesi dell’intuizione.

    DIO E DEI E DEMONI

    Dio e dei e demoni
    Angeli e fate
    Guznag e maghi
    Spiriti e streghe

    Sono i riflessi astratti

    Della naturale pochezza
    Della volontà di essere altro
    Del voler fare ciò che non è dato poter fare
    Di comandare la vita invece di esserne comandati.

    Non sarebbe meglio
    Accettarsi
    E vivere al meglio il possibile che ci è dato ?

    L’infanzia umana dura tutta la vita….

    INFANZIA

    L’infanzia vive nell’ eternità
    Come pacifico dato di fatto
    Così come crede eterno l’albero in giardino
    O la luna in cielo.

    Senza passati né futuri
    Gode di felice eterna immanenza.
    Percorre il presente
    Immersa nella sola luce dello stupore.

    Il desiderio è l’unico credo
    Che ne muove
    Le ore, i giorni
    Ed i sogni delle notti.

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    1. ahiahi, intimidire non mi piace, ma come faccio a rinunciare ad esprimermi?

      per fortuna ci sono anche testi come i tuoi che dimostrano che intuizione e sintesi hanno molti piu` punti dell’analisi a proprio vantaggio. 😉

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        1. come spesso succede, rileggo al primo commento che ricevo il post che ho scritto, sistemo i refusi che vedo e magari miglioro qua e la`.

          questo mi permette di dire che questo post e` una vera mattonata, anche se mi e` molto piaciuto scriverlo l’ora che ci ho messo stamattina; e sono contento di averlo fatto, visto che mi ha fatto fare dei passi in avanti (credo) nell’analisi di alcuni fenomeni.

          forse momenti come questi servono perche` poi si possa tentare di farne la sintesi, anche se certamente io ci sono meno portato, come dimostra anche l’analisi grafologica, eh eh.

          essere ascoltati ogni tanto aiuta a continuare a pensare, anche essere criticati e` importante, anche se non sempre ci si capisce.

          grazie a te.

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