Trump e i pc africani al supermercato di Vestone, Val Sabbia – 128

tra una ricetta per il pranzo e l’altra, il supermercato non rinuncia a imbonire la testa dei clienti via altoparlante (dovro` cercarne un altro).

ma quel che sento ha dell’incredibile e mi riscuote mentre cerco i wafer al cacao negli scaffali dei biscotti.

dunque Trump ha proibito l’importazione negli USA via aereo di prodotti informatici dall’Africa?

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sembra una barzelletta:

l’America importera` pc dall’Africa solo via cargo. 

c’e` da restare a bocca aperta, mi capite.

quanti saranno? sufficienti per riempire un cargo?

e se Trump facesse un decreto per consentire l’importazione dei computer fabbricati in Africa soltanto via terra?   🙂 🙂 🙂

ma se l’Africa fara` altrettanto coi pc americani?

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in effetti, se non e` una bufala, ci somiglia.

ma dai! ho frainteso alla grande: si tratta soltanto di una misura di sicurezza:

gli africani, se provengono da paesi islamici, non potranno piu` portarsi il laptop nei voli in aereo verso gli USA.

e gli altri, invece?

resta una barzelletta lo stesso.

e forse perche` e` cosi` divertente, ecco che anche il Regno Unito della May fa subito altrettanto.

. . .

quest’uomo sta lavorando  come il migliore dei nemici dell’egemonia americana nel mondo, supera le migliori aspettative.

ma avranno fatto bene i conti coloro che lo sostengono?

quando l’egemonia americana si basera` soltanto sulla forza militare, potra` reggere ancora?

non molti hanno chiaro che la vera forza delle dittature sta nel consenso, non nella sopraffazione permanente.

tranne che nei momenti inziali nei quali viene instaturata, una dittatura di solito ha piu` consenso di un governo democratico, proprio perche` combatte attivamente il dissenso politico, lo perseguita e lo costringe a nascondersi e diventare sotterraneo.

. . .

ma le cose con Trump come stanno andando, per questo aspetto?

intanto devo correggere quel che ho scritto qualche post fa, ipotizzando che in questi primi due mesi di presidenza Trump potesse avere raggiunto una maggioranza di consensi tra gli americani.

sorprendentemente non e` cosi`: secondo i sondaggi della Gallup soltanto il 37% degli elettori lo appoggia oggi e il 58% e` contrario alla sua politica; il 5% non si esprime o non sa.

e` abbastanza normale che un presidente americano goda soltanto di una minoranza di consensi.

contrariamente alle leggende metropolitane che circolano, anche la democrazia normalmente e` pur sempre il governo di una minoranza.

come dicevo – e mi piace sottolineare il paradosso apparente – sono le dittature che di solito godono di ampi consensi di massa, ottenuti grazie alla persecuzione delle minoranze critiche.

ma il tasso di impopolarita` di Trump e` senza precedenti all’inizio di una presidenza;

e siamo ancora nei primi 100 giorni della cosiddetta luna di miele tra neo-presidente e popolo.

. . .

ecco un nuovo ruolo per un’Europa partner della Cina nella difesa del mercato mondiale…

e, volendo, nuove prospettive per Spagna e Italia, come ponti verso un’America Latina, che sarebbe da integrare in forma ampia dentro l’Unione Europea.

altro che Inghilterra, altro che Turchia!

. . .

intanto Trump viene smentito in maniera plateale nella Commissione sui servizi segreti della Camera dei Rappresentanti dal direttore dell’FBI in un’audizione durata 4 ore:

Ne` l’FBI ne` altre autorita` disponevano di informazioni che potessero sostenere le accuse di Trump contro il suo predecessore Obama di averlo intercettato.

non esistono precedenti storici di un fatto quasi inimmaginabile: il capo dell’FBI che da` del bugiardo al Presidente davanti alla Camera.

alla domanda del capo repubblicano della commissione se aveva infomato Obama dei contatti con la Russia avuti dal collaboratore di Trump, Flynn, Comey ha risposto:

Io non mi esprimero` su questo caso specifico ne` in merito a nessun altro colloquio col presidente. Per questo non posso rispondere a questa domanda.

. . .

si tratta palesemente di una posizione istituzionale volta a difendere le prerogativa della presidenza come carica.

ma questo ha permesso a Trump di twittare:  Il direttore dell’FBI Comey rifiuta di negare di avere informato il presidente Obama delle chiamate fatte da Michael Flynn in Russia.

mi domando esterrefatto quanto pensa Trump che questa sua strategia possa reggere.

il bello e` che lo ha fatto in tempo reale, durante l’audizione stessa di Comey, e quindi il tweet di Trump e` stato letto in commissione ed e` stato chiesto a Comey che cosa ne pensava, da un deputato democratico.

Mi e` difficile rispondere, ha risposto Comey: l’FBI non si e` ancora formata un’opinione e al momento non dispongo delle informazioni sufficienti per farlo.

Comey pero` ha poi anche dichiarato: So che speculare appartiene alla natura umana, ma e` veramente poco elegante trarre deduzioni solo perche` dico che non posso rispondere ad una domanda.

Non ancora, ha aggiunto, perche` le indagini sui rapporti fra il team di Trump e la Russia prima e dopo le elezioni sono ancora in corso.

. . .

in sostanza Comey ha voluto evidenziare bene che l’FBI deve ancora stabilire se nelle relazioni tra il team di Trump e la Russia sono stati commessi reati.

e` Trump stesso, in ultima analisi, che e` ancora sotto indagine e questa spada di Damocle gli viene bena agitata davanti.

ma che effetto possono fare sugli americani tweet nei quali il presidente riconosce candidamente quello che un mese fa la sua amministrazione negava?

e cioe` che i suoi collaboratori trescavano con la Russia, che per gli americani e` il nemico storico degli ultimi settant’anni…

. . .

una ulteriore audizione alla Camera dei rappresentanti e` stata quella di Mike Rogers, direttore della NSA, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale.

gli e` stato chiesto se ha prove che la Russia abbia influenzato il calcolo dei voti in Michigan.

No, ha risposto Rogers, e – ha aggiunto – neppure in Pennsylvania, Wisconsin, Florida, Carolina del Nord e Ohio.

ma ha aggiunto ancora:

Voglio sottolineare peraltro che la NSA e` un servizio segreto che si occupa dell’estero e non della vita interna dello stato e non e` la fonte migliore per indagini di questo tipo.

. . .

insomma, grande e` il disordine negli Stati Uniti.

di Trump si parla anche al supermercato di Vestone.

e i miei vicini di casa dicono che entro due o tre anni quest’uomo ci portera` in guerra.

o magari ci portera` guerra, correggo mentalmente io.

io invece sono ottimista:

Trump non e` ancora un dittatore proprio perche` ha meno consenso oggi di quando e` stato eletto quasi quattro mesi fa,

e nonostante sia adesso il presidente in carica.

. . .

grazie, presidente Trump, di ricordarci che la democrazia e` sempre il risultato di una battaglia.

fino a che questa battaglia e` viva, anche la democrazia e` viva.

solo nelle dittature chi governa gode di consensi plebiscitari.

in democrazia, il primo aiuto alla democrazia, e` la critica a chi governa.

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