ho piantato la quinoa – 130

lontano dal frastuono mediatico, ora che ho smesso di osservarlo per criticarlo e l’ho semplicemente messo alla porta, ho lasciato oggi che prevalesse il fitto cinguettio primaverile degli uccelli, dal bosco che inizia appena finisce il mio campo.

e` bello pensare che la stagione della caccia non ha fatto poi gran danno, visto che e` cosi vivo il cinguettare d’amore che prepara i nidi.

la giornata quasi nebbiosa, dopo che le nuvole hanno vinto il mattino risalendo dal fondovalle, si e` fatta via via piu` fredda, ed ora e` piovosa e si dovra` riaccendere il camino, stasera.

anche per la stanchezza, smetto il disboscamento, lento ma oramai a buon punto, di un pendio trasformatosi in roveto; interrompo la lotta a colpi di roncola e seghetto contro un albero da eliminare, perche` soffocato dai rampicanti, e mi rifugio nel vecchio fienile, ora provvisorio pollaio di quattro mie ospiti rosseggianti e schiamazzanti, preoccupate se mi avvicino troppo.

ecco il sacco del terriccio e i contenitori per il semenzaio dove fare crescere all’inizio le piantine.

e` marzo il mese migliore per la semina della quinoa; qui facciamo pure conto che climaticamente marzo sia piuttosto un febbraio, ma la luna e` quella giusta e io intanto comincio.

da parte ho lasciato altri semi per riprovare semmai il mese prossimo.

le piantine dovrebbero spuntare in quattro o cinque giorni, e quando saranno alte 3 o 4 cm sara` giunto il momento di porle a dimora.

intanto ho provato a seminare anche i girasoli e l’amaranto, in piena terra; per il mais mi hanno detto che e` ancora troppo presto.

mais, quinoa, pomodori, melanzane, peperoni: quanta america india dentro il mio orto.

la quinoa in questo momento e` di moda: a proposito, e volete darvi un tocco di classe, ricordatevi che si prinuncia come se fosse scritta in italiano chinova.

vediamo la semina come va: potrei anche farne una piantagione e mettere su un ristorante tipico specializzato con ricette a base di quinoa auto-prodotta: che ne dite? 🙂

vi informero` sugli sviluppi.

. . .

ma mi sento ancora un poco di ritorno dal mio viaggio intorno al mondo, anche se sono passati piu` di due anni da allora; e` che ci sto ancora vivendo dentro, in virtu` dei video che non ho ancora finito di montare.

ecco quello di oggi, appena caricato su You Tube: dategli un’occhiata, per una volta, ne vale la pena; e poi la musica messicana e` travolgente e il Messico e` un paese dal calore umano immediato, che si rispecchia anche nella sua musica impetuosa e nelle sue chiese, barocche come la sua religione cattolica.

nella piramide del Sole di Teotihuacan trovate invece la civilta` dei toltechi, dediti ai sacrifici umani di massa per offrire al Sole i cuori sanguinanti tolti dal petto delle vittime con un solo colpo di un coltello ricurvo: proprio qui, proprio su questa piramide.

da cui le vittime adolescenti, ansiose di offrirsi, precipitavano a migliaia.

era gia` stata distrutta, questa potenza, prima che gli aztechi subentrassero, e poi ancora neppure due secoli ed arrivo` il genocidio degli europei.

. . .

i lavori di ricostruzione antisismica di parte della mia casa, irrimediabilmente lesionata anche dal terremoto di dieci anni fa, e la conseguente mancanza di soldi mi trattengono

– ecco, sentili come stanno picchiando per gli ultimi pilastri del pianterreno l’Alex, il Fabio e il Giuliano –

ma cresce anche la voglia di ripartire:

vedremo chissa` come, chissa quando.

intanto mi guardo i video di un ragazzo straordinario che ha fatto un giro del mondo in 1.000 giorni, senza usare l’aereo e affetto da una forma grave di diabete che lo costringe a prendere regolarmente l’insulina.

mica come me, che l’ho fatto con un diabete leggero, che ho ignorato completamente, stando benissimo, e facendomelo riemergere tra piccole complicazioni varie, appena ho smesso di girare il mondo.

ecco il suo canale:
https://www.youtube.com/channel/UCnBVcwouxFljlIQVnOxjxSw :

Claudio Trip Therapy: il viaggio, almeno della mente, come terapia.

e questo e` l’itinerario che ha seguito: con diversi punti di contatto col mio, anche se lui si e` mosso in direzione opposta:

Messico, California, Nuova Zelanda, Laos, Sechuan e Cina meridionale…

– non parlo dell’India perche` li` i punti di contatto sono con i miei sette viaggi precedenti e non col roundtheworld.

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saltabeccando qua e la` tra i suoi video potete trovare il suo sguardo autentico sul mondo, o su quella parte di pianeta che piu`vi interessa.

io sono colpito, negativamente, dal limitato successo che hanno i suoi video che documentano una esperienza cosi` straordinaria e sono fatti molto bene…

ma forse in Italia girare atorno al mondo, interessarsi del mondo, arrivare a toccarlo carnalmente e a viverlo almeno per qualche tempo passa ancora per una stranezza.

. . .

intanto che sogno in mio prossimo round, sono felice tuttavia di farmi un nuovo giro del mondo qui, su queste montagne.

e` strano dirlo, ma anche qui sto facendo il giro di un mondo, molto piu` piccolo del pianeta, non si discute, ma che non conoscevo,

forse perfino meno conosciuto del grande mondo in cui ho spaziato nei miei viaggi.

lo dicevo ieri: ci voglio 100.000 Valli Sabbie per fare la dimensione del mondo abitato dagli umani,

ma esplorarne una centomillesima parte intensamente non e` da meno che un volo pindarico tra le punte emergenti del resto del mondo.

non dico che le due cose si escludano, anzi: si completano.

e questo, inoltre, e` molto piu` ecologico.

. . .

ieri, ad esempio, sono andato a piedi in farmacia per comperare gli integratori alimentari che mi sono stati ordinati per combattere zuccheri e colesterolo.

sono un paio di km da qui, ma e` bello scendere per un paio di tornanti, lungo la strada asfaltata,

e poi per risalire, voglio scoprire il vecchio sentiero che collegava il paese con la sua chiesetta,

dove ora ci sta la sala riunione del municipio che e` anche l’aula magna della scuola

ed e` soltanto meno di un centinaio di metri di sotto al paesino di dieci case.

il sentiero inizia dietro il municipio, ma poi si perde nei campi;

per fortuna sono aperti e il cane che mi corre incontro abbaiando e` quello del Mattia, mi conosce e mi lascia in pace.

ma ecco appunto il Mattia, davanti alla sua stalla, col suo amico che lavora il maiale:

lo hanno appena ucciso, anzi la hanno: una bestia di 240 chili;

ed e` stata dura, raccontano, perche` la pistola si e` inceppata, e neppure la seconda funzionava bene;

e insomma lei ha avuto il tempo di capire tutto, con quei clic sulla fronte che le strappava via soltanto la pelle,

e si e` disperata quel tanto che doveva prima che la finissero (per fortuna io non c’ero).

adesso, comunque, eccola squarciata in due, col cervello sanguinante che si estrae con un coltello.

Mauro, dai una mano, gia` che ci sei: aiuto infatti a pesarla, tra il sangue che ha inzuppato il fango e le galline che razzolano poco lontane…

si parla di salami…, e io racconto della muffa comparsa nei miei:

ma il tuo norcino li ha massaggiati i salami dopo averli insaccati?

no, e lo so perche` c’ero anche io a scarnificare le ossa, tritare la carne e vedere insaccare con la macchina.

devi massaggiarli un poco, con delicatezza, se no restano delle bolle d’aria dentro…, sorride il norcino.

e io penso che si puo` anche ammazzare il maiale volendogli bene, o almeno volendo bene alla sua carne.

ma anche che l’anno prossimo cambio norcino, anzi glielo domando subito.

. . .

nessuno si scandalizzi troppo di quello che sto raccontando.

questo non e` un post per vegani, lo so bene.

ma so anche bene di essere un immigrato qui, e vengo piu` lontano ancora che dall’Africa, vengo dalla cultura urbana.

qui si parla un’altra lingua,che dicono dialetto, e si vive un’altra realta`,

e` soltanto in apparenza l’Italia moderna e sofferente da cui sono scappato:

quella comincia soltanto con la superstrada del fondovalle.

chi resiste qui rifiuta il fondovalle.

e io sono qui per imparare, non per sovrapporre il mio modo di pensare

(direi la mia cultura, se l’espressione non fosse ambigua e potrebbe dare l’idea che voglio tirarmela).

. . .

ho lasciato il clamore alle spalle:

ieri, per me, e` morto un maiale, non chissa` chi chissa` dove chissa` perche`.

e` infinitamente piu` probabile morire in un incidente d’auto o per un cancro provocato da inquinamento o sigarette che per un attentato islamista.

gli attentati sono un rito ridicolo e senza senso di uomini che combattono per il potere.

si puo` provare a vivere senza cercare il potere, ma piuttosto l’ombra e la quiete?

possiamo provare a cambiare le cose semplicemente ritirandoci in punta di piedi?

abbandonare il gioco non e` meglio che starci dentro a battersi, per poi perderlo comunque?

. . .

la quinoa (ricordatevi, leggete: chinova) e` una pianta andina che da qualche tempo si coltiva qua e la` anche in Italia.

pianta-quinoa

cresce in zone di montagna, resiste bene a sbalzi climatici e siccita`;

e` molto nutriente, ma qualcuno che l’ha mangiata dice che non e` affatto gustosa.

insomma, vi sapro` dire:

il primo raccolto e` previsto per luglio o agosto: poi bisognera` lavarla a lungo, perche` e` alquanto amara.

la quinoa: il nostro futuro prossimo?

Quinoa_11

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6 thoughts on “ho piantato la quinoa – 130

  1. La liana al 90 % è la vitalba, i getti freschi sono edibili ma …fanno schifo. Da bambino quando è secca, visto che l’interno è spugnoso, veniva fumata. I frutti sono dotati di piume per essere dispersi dal vento.
    Per quanto riguarda i miei scritti devo confessare che sono frutto degli ultimi sei mesi e che li sto mettendo alla prova per la prima volta sul tuo blog che, guarda caso, spessissimo affronta gli stessi miei temi. Se non ci sono controindicazioni chiedo permesso di proseguire ad importunare ogni qual volta possano essere di contributo al tema.

    A PROPOSITO DEL FRASTUONO MEDIATICO…

    SCUOLA dei MEDIA

    Irregimentate schiere di profeti onniscienti
    Spacciano come verità profonde
    Pagine di scarti predigeriti.

    Al suono del comando
    Testa china e tasca aperta
    Corrono solerti
    Ad imbrattare fatti e verità.

    Mentire omettere distrarre sopire
    Mistificare ingarbugliare denigrare
    Sono i ferri del mestiere .

    L’ingiustizia diventa imperativo morale
    Il furto saper vivere
    La corruzione doverosa mercede
    La guerra intervento umanitario.

    E le pecore in gregge lobotomizzato
    Ingurgitano ogni confezionata nefandezza.

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    1. si`, sembra proprio lei, la vitalba.

      anche se nelle foto su internet sembra quanto meno molto piu` “fotogenica”,

      e anche dietro un nome simile non ti aspetteresti che si nasconda una carogna simile, ma tipico.

      be’ allora sono le coincidenze che ci devono colpire.

      sottovoce: quest’ultimo testo mi convince di meno, non sul piano dei contenuti, ma come testo poetico: funziona di piu` come prosa e basta, secondo me.

      giusto per essere schietto e sperando di non risultare sgradevole.

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  2. Ti lascio qualche mio commento…

    PER I RAMPICANTI (EDERA ?)…

    L’ EDERA

    Cinge
    Aderisce
    Avvolge
    Abbraccia.

    Ma il suo non è amore
    Perché a guardar bene

    Lega
    Soffoca
    Costringe
    Strozza.

    Non ha nerbo
    Né forza propria
    Come ogni ambiguo parassita.

    PER IL CINGUETTIO PRIMAVERILE…

    LUI’ PICCOLO

    Privo di qualsiasi anima
    Cervello di 1,3 grammi scarsi
    Senza welfare sociale alcuno.

    In faccia a tutto ciò
    Intesse ad ogni primavera
    Di fattura perfetta, morbido il nido.

    Evitando spari
    Alleva cinque implumi
    Con chili di insetti
    Con mille e più voli.

    Dicci niente…

    PER IL MAIALE…..

    ESSERI ANIMATI

    Dicono che solo gli uomini
    Abbiano l’anima immortale
    Destinata a felicità senza fine.

    Mi chiedo
    Perché i cugini animali
    Pur essendo delle bestie

    Non debbano
    avere diritto all’ anima
    Che il nome loro pure reclama.

    Un po’ di generosità
    Che non costa poi molto
    Suvvia…la si potrebbe pure avere.

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    1. domanda, gia` suggerita da un altro lettore: sono testi che hai gia` da parte? (e allora che belle coincidenze tematiche) – oppure che scrivi adesso? e allora che bella vena creativa.

      no, non e` l’edera la protagonista del roveto con cui lotto, ma appunto i rovi spinosi – che sarebbero o dovrebbero essere rose selvatiche, ma non fioriscono – e un’altra pianta di cui ignoro il nome, ma e` una specie di liana casereccia, capace di allungarsi anchde dicei metri e di risalire sugli alberi che riempie di infiorescenze cotonose.

      l’edera la devo combattere altrove, perche` ha un’altra caratteristica odiosa, oltre a quelle che hai elencato: attacca di preferenza individui (cioe` alberi) isolati e appena puo` lo fa in gruppo.

      ho imparato anche io a odiare l’edera fin da bambino sentendo Nilla Pizzi cantare: son qui fra le tue braccia amor, avvinta come l’edera.

      e pare che ai tempi (anni Cinquanta) la canzone venisse anche considerata troppo audace…

      quanto all’anima animale, ero ragazzo e ponevo la domanda nelle discussioni con gli amici, venendo un po’ deriso.

      alla fine ho pensato, che, piuttosto che estendere l’anima umana anche agli animali, fosse piu` giusto risparmiare alle bestie questo sfregio, e prendere atto che non ce l’hanno neppure gli uomini, in genere, un’anima umana… ;(

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